Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Piero Biason – Radici
Mostra personale
Comunicato stampa
Condividi l'evento
PIERO BIASION
Genova – 2010
Radici/Non solo moda
fotografie di Piero Biasion
Come in uno specchio, le idee si fanno immagine e le fotografie diventano emozioni e pensieri;
Piero Biasion ci mostra Genova come l'ha vissuta e come la vede, città apparentemente ostile
ma che, in realtà, ha regalato momenti unici: è Genova vista da un angolo a tratti eccentrico
eppure familiare e intimo, dove ciascuno di noi riconoscerà, negli scatti dei decenni che arrivano
fino a noi, l!anima inconfondibile della Superba e della Liguria.
Piero...
fotografo di moda, ma artista appartato
nasce a San Menaio sul Gargano
trascorre i suoi primi anni di vita in una casa
costruita sulla spiaggia, le mura tutte bianche
- come è solita raccontare la madre -
nei giorni di burrasca
era sufficiente sporgere dalla finestra la padella
per vedere i pesci saltarci dentro!
Giovane,
apprezza le bellezze dell!Italia vivendo in città sempre diverse
e coltivando nuove amicizie
peregrinare che termina in Liguria
Genova
che decide di adottare come propria città.
... il Liceo Artistico,
l!Accademia delle Belle Arti,
l!Istituto di Storia dell'Arte ...
Inizia a lavorare con artisti, gallerie d!arte, restauratori e case editrici per libri, cataloghi,
documentazioni di performances;
per l'installazione di Roberto Cerbai alla Galleria Unimedia – Genova - dove sensibilizza,
impressiona, sviluppa e fissa un muro con l'immagine del padre dell'artista, creando ed
elaborando foto stratigrafiche al microscopio delle opere di Rubens e tanti altri;
Florence Henri (fotografa americana vissuta in Europa, che ha lavorato tra le due guerre al
Bauhaus) gli commissiona tirature delle proprie immagini - inventa una tecnica che ricrea
contrasti, densità e toni delle carte da stampa fotografica dei primi del '900 con materiali
moderni - stampe che verranno esposte e che entreranno a far parte delle collezioni dei
principali musei del mondo.
Piero Biasion, occupandosi anche di multi-visione, cura l!immagine della mostra Tra magia,
scienza e meraviglia a Palazzo Bianco, ottenendo grande successo, replicato a Palazzo Pitti
(Firenze) e al Castello di Fontainbleau (Francia).
Esplora l'ambiente metropolitano, storie quotidiane che ruotano intorno all'edilizia popolare nel
suo principio (Albergo dei poveri) fino alle sue ultime realizzazioni (Il Biscione). Sguardo e
identità dell!immagine di un modo di abitare.
Continua la ricerca personale partecipando a mostre personali o collettive a Bilbao, Parigi,
Torino, Firenze e Genova.
A Firenze incontra Juan Roman Sempere, poeta, artista multiforme e dall!incontro nasce una
amicizia che durerà negli anni fino alla morte del poeta.
Incomincia un viaggio. Al Hoceina, nel Rif - Nord del Marocco - ospite di Juan, che lo introduce
ad un mondo totalmente diverso: le tribù dei berberi e il mondo parallelo degli spiriti delle
streghe e degli stregoni.
Esperienza toccante, che dà ragione a chi affermava che “L!immagine è il solo mezzo per
materializzare un mondo d'apparenze fantomatiche” - e da cui nascono una collaborazione, un
libro a quattro mani, fotografie in bianco e nero e una visione dell'altro mondo – in cui reale e
realtà viaggiano paralleli: "El mundo invisible de los Yenun".
Dotato di un notevole senso artistico e di una genialità inconsueta, si avvicina al mondo della
moda ed in poco tempo i suoi lavori vengono richiesti dalle riviste di tutto il mondo: Vogue Paris,
Vogue Russia, Harper!s Bazar Australia, Giappone, Korea, USA, Vogue Spagna, GQ Germania,
Sud Africa, Spagna, Amica.
Nel 1995 sperimenta l'utilizzo del digitale per la fotografia di moda - parte una completa
documentazione delle stagioni di Pret a Porter, Uomo, Haute Couture.
Ancora oggi lavora con i migliori stilisti: Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Christian Dior,
Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Lanvin, Morlotti, Moschino, e Versace, occupandosi
anche della realizzazione di cataloghi e campagne pubblicitarie.
Oltre la moda. La curiosità lo spinge verso l!arte da sempre e all!attenzione verso opere di artisti
sconosciuti o al mondo del balletto, in cui riesce a cogliere schegge di stupore nel movimento
della loro pura evidenza ottica...qualcuno ha detto “Anima è il vissuto che al corpo accade
d!essere”, lo sconosciuto (il vissuto che accade) e la quinta essenza del corpo (il ballo).
Wanderer globale, afferra l!immagine nel tempo della nostalgia di un viaggio non verbale, una
personale antropologia del colore, impulso a conoscere, dove emergono frammenti di luogo e di
tempo singolari, tempografie (o immagini-tempo) da qui la serie "Genius loci".
“Il tempo è immagine mobile dell!eternità”
Platone
Interessato alle forme più diverse, inizia anche ad occuparsi di Design: frequenta i Saloni del
Mobile, ma non solo, ricercando oggetti del quotidiano che rivelano un'espressione lymph del
Design;
Nel 2005, in occasione della sfilata evento Emporio Armani nello Showroom in via Manzoni, le
sue foto esposte rimangono per un anno mostra globale e itinerante negli showrooms della
catena EA;
Collabora con la cantante Antonella Ruggiero per la realizzazione fotografica dei booklet dei
suoi cd e campagne stampa;
Espone a Parigi presso la Galleria Le voleur d'images i Cromemi;
A New York City, al New York Photo Festival, presenta immagini relative a Artista Sconosciuto,
ricerca personale che sta portando avanti a tutt'oggi, da Marcel Duchamp "Dell'opera è più
importante chi guarda ";
A Pechino (giugno 2008) espone le sue opere, che vengono apprezzate dall'Ambasciatore
Italiano a Pechino, Riccardo Sessa, che lo invita ad esporre nuovamente nella capitale cinese
presso l'Ambasciata.
RADICI / Non solo Moda
Presso: Centro di Documentazione per la Storia, l!Arte e l!Immagine di Genova
Spazi espositivi dell!Auditorium dei Musei di Strada Nuova
Palazzo Rosso
via Garibaldi 18, Genova
Inaugurazione: 10 giugno alle 18.00
11 giugno - 31 luglio 2010
Martedi/Venerdi: 9.00 - 19.00
Festivi: 10.00 - 19.00
Ingresso libero
Organizzatori: Settore Musei/Centro di Documentazione/Archivio fotografico
Tel: 010 5574963
e-mail: archiviofotografico@comune.genova.it
RADICI - fotografie di PIERO BIASION
Il lavoro Radici riassume in sè una serie di riflessioni
critiche sperimentali sul passaggio dall'immagine
analogica a quella digitale per un nuovo approccio
all'immagine ripensata dalla progettazione alla produzione,
alla fruizione finale.
...Dopo l'ultima galleria è cambiata la luce!
Non ti ho preso per mano e fatta scendere dal treno,
annusare l'aria per sentire la differenza, ma ti ho fatto
arrivare sulla barca e lì hai appena cominciato a vedere
quell'orizzonte reso incerto dalle cime dei monti...sì, è lì,
quello strano posto troppo stretto tra i monti ed il mare...
dove è casa.
Strade lastricate di focaccia - Esistono anche altri i
artisti (fornai e scalpellini) che con i segni della scrittura
operano non nei musei ma nella vita di tutti i nostri giorni,
alcuni con opere che durano un giorno, altri da secoli
come su quelle pietre. Questa serie di foto un lavoro
cristallizzano la magia del segno tra serialità ed
eccezione, fino ad esaltarne il dato temporale topico della
fotografia: l'istante che diventa eterno.
A ciu bella - (in genovese: la più bella) “...avevo il
progetto di fotografare dall'alto di un elicottero quell'intrico
di vie che sono i vicoli: quegl'insiemi che con le linee delle
lettere formano le parole della dedica alla città. Ah
sicurezza sicurezza chimera dalle mille facce nascoste per
la troppa vergogna! anno dopo anno i permessi non sono
mai arrivati ed allora ho risolto invertendo i fattori - invece
che dall'alto questa volta dal basso - a ciù bella. Il
contrasto tra luce ed ombra è la base grafica per scrivere
una dichiarazione fatta e realizzata nel contempo
scrivendo anche attraverso l'azione del percorrere passo
dopo passo la città antica. E come ogni passo è diverso
allo stesso modo ogni immagine porta elementi di vita”.
L'altro cielo - Da quelle strette fessure di cielo compresse
tra le grondaie ad un altro cielo quello riflesso negli
specchi d'acqua del porto vecchio - un inventario d'acqua,
un campionario tipologicamente giocato tra gli elementi
geografici, temporali nonchè fotografici.
I limiti del cielo - Ma anche il cielo ha i suoi limiti: quelli
tra i palazzi ottocenteschi/liberty sono fatti di merletti che
ho ricucito a modo mio, è un lavoro basato sull'azione/
ricomposizione della realtà.
Teatro sulla strada - Quante voci, quante occhiate
vellutate, sberleffi, minacce, sguardi d'odio, per la strada
anche quando non c'è nessun passante: in realtà per chi
sa vedere c'è un assordante teatro animato che dietro
ogni angolo, da ogni facciata ti chiama, ti lusinga, ti
minaccia, coi suoi mille mascheroni, quindi il singolo
elemento, la singola fotografia, più elementi, più fotografie,
rapporto/dialogo tra il dimensionale ed il numerico.
Parole per dirlo - Se sei attento ai crocevia potrai trovare
le poesie misteriose, tiritere e filastrocche nate a
quegl'incroci di parole, nomi, vicoli: parole per dirlo. E'
uno dei lavori nati sulla riflessione dei formati fotografici e
le loro relazioni, in questo caso il quadrato della ripresa si
relaziona dialogando con il soggetto rettangolare in
rimandi tra tutti gli elementi di tutta la ripresa.
Il posto non è un luogo - Nella lingua genovese esiste
un luogo anzi no, esiste il Luogo, il Luogo per eccellenza
onde per cui nei lavori che seguono viene ribadito appunto
che il posto appunto non è il luogo. Nei pezzi che
seguono si passa dalla poesia della viscerale "che
tristezza ... bambini che giocano" al cartiglio apposto ad
una ferita di guerra che prega "dagli amici mi guardi Iddio"
per non parlare di quelle donne sulla strada... che sono lì
da mille anni e che continuano a sostare nonostante la
pioggia d'inverno ed il sole d'estate per non parlare
dell'autoironia di chi è arrivato a far scolpire sull'architrave
del portone dei 7/8 piani coi gradini diversi uno dall'altro ha
scritto in latino: PERVIA CAELI.
Dalla Maria è una trattoria semplice semplice dove siamo
passati tutti e dove gli ornamenti sono fatti con i biglietti
che indicano ogni portata del menu appesi alla scala di
legno, ma attenzione troverete più avanti tra le cartoline
dal passato trentacinque anni prima nello stesso posto,
facendo la stessa cosa, con lo stesso sorriso anche la foto
della Maria.
Ma chi vuole dire tutto e di piu te lo dichiara così: TI AMO
GRATIS.
Composizioni dove la singola immagine non viene più
usata/vissuta/fruita come singola finestra sulla realtà
(accezione tipica della fotografia nel passato) e rifiutando
anche la pervasiva illustrazione dell'immagine d'oggi, si
carica di senso nel relazionarsi con le altre immagini con
cui è composta.
Dagli affioramenti dei muri all'emergere del nuovo senso
compositivo della ragnatela di rimandi, relazioni con cui
oggi percepiamo il mondo. !
Dall'aver messo sullo stesso piano campo e !controcampo
spezzando la direzionalità della visione che da sempre
vige in fotografia tra soggetto ed oggetto ricreando come
con uno specchio magico che chi guarda arriva a vedere
ciò che vede chi è visto, ripensando così lo strumento
panoramico
Cartoline dal passato - Dal passato arrivano delle
cartoline impostate allora ed arrivate adesso : vedrai su un
banchetto le banane a 70 lire come la libertà di se stessi in
quell'anziano che dandogli noia l'ombrello se l'è appeso al
collo della giacca. Immagini dall'archivio di un passato che
bussa oggi alla nostra porta, per questo le singole
immagini sono state scansite dai negativi originali fin oltre
il limite del fotogramma riproducendo oltre la completezza
del documento.
Janus Janua Januae - Una recente tradizione vorrebbe
che l’etimo Genova derivasse dal nome del dio latino
Giano per cui ho immaginato, ho ricreato mille Giani con i
genitori, le gemelle, l’amico che cambia se con o senza
occhiali, il marito con la moglie, il padre col figlio, le
sorelle, i personaggi famosi e non. Si è scelto di fondere i
soggetti con un intervento manuale, tangibile rifiutando
così quell’ approccio volgare abusato nel digitale con cui
siamo bombardati quotidianamente, quel falsificare la
fotografia perchè tanto la percezione della realtà è così
“anestetizzata digitalmente” da voler ridurre tutti a gregge.
Genova – 2010
Radici/Non solo moda
fotografie di Piero Biasion
Come in uno specchio, le idee si fanno immagine e le fotografie diventano emozioni e pensieri;
Piero Biasion ci mostra Genova come l'ha vissuta e come la vede, città apparentemente ostile
ma che, in realtà, ha regalato momenti unici: è Genova vista da un angolo a tratti eccentrico
eppure familiare e intimo, dove ciascuno di noi riconoscerà, negli scatti dei decenni che arrivano
fino a noi, l!anima inconfondibile della Superba e della Liguria.
Piero...
fotografo di moda, ma artista appartato
nasce a San Menaio sul Gargano
trascorre i suoi primi anni di vita in una casa
costruita sulla spiaggia, le mura tutte bianche
- come è solita raccontare la madre -
nei giorni di burrasca
era sufficiente sporgere dalla finestra la padella
per vedere i pesci saltarci dentro!
Giovane,
apprezza le bellezze dell!Italia vivendo in città sempre diverse
e coltivando nuove amicizie
peregrinare che termina in Liguria
Genova
che decide di adottare come propria città.
... il Liceo Artistico,
l!Accademia delle Belle Arti,
l!Istituto di Storia dell'Arte ...
Inizia a lavorare con artisti, gallerie d!arte, restauratori e case editrici per libri, cataloghi,
documentazioni di performances;
per l'installazione di Roberto Cerbai alla Galleria Unimedia – Genova - dove sensibilizza,
impressiona, sviluppa e fissa un muro con l'immagine del padre dell'artista, creando ed
elaborando foto stratigrafiche al microscopio delle opere di Rubens e tanti altri;
Florence Henri (fotografa americana vissuta in Europa, che ha lavorato tra le due guerre al
Bauhaus) gli commissiona tirature delle proprie immagini - inventa una tecnica che ricrea
contrasti, densità e toni delle carte da stampa fotografica dei primi del '900 con materiali
moderni - stampe che verranno esposte e che entreranno a far parte delle collezioni dei
principali musei del mondo.
Piero Biasion, occupandosi anche di multi-visione, cura l!immagine della mostra Tra magia,
scienza e meraviglia a Palazzo Bianco, ottenendo grande successo, replicato a Palazzo Pitti
(Firenze) e al Castello di Fontainbleau (Francia).
Esplora l'ambiente metropolitano, storie quotidiane che ruotano intorno all'edilizia popolare nel
suo principio (Albergo dei poveri) fino alle sue ultime realizzazioni (Il Biscione). Sguardo e
identità dell!immagine di un modo di abitare.
Continua la ricerca personale partecipando a mostre personali o collettive a Bilbao, Parigi,
Torino, Firenze e Genova.
A Firenze incontra Juan Roman Sempere, poeta, artista multiforme e dall!incontro nasce una
amicizia che durerà negli anni fino alla morte del poeta.
Incomincia un viaggio. Al Hoceina, nel Rif - Nord del Marocco - ospite di Juan, che lo introduce
ad un mondo totalmente diverso: le tribù dei berberi e il mondo parallelo degli spiriti delle
streghe e degli stregoni.
Esperienza toccante, che dà ragione a chi affermava che “L!immagine è il solo mezzo per
materializzare un mondo d'apparenze fantomatiche” - e da cui nascono una collaborazione, un
libro a quattro mani, fotografie in bianco e nero e una visione dell'altro mondo – in cui reale e
realtà viaggiano paralleli: "El mundo invisible de los Yenun".
Dotato di un notevole senso artistico e di una genialità inconsueta, si avvicina al mondo della
moda ed in poco tempo i suoi lavori vengono richiesti dalle riviste di tutto il mondo: Vogue Paris,
Vogue Russia, Harper!s Bazar Australia, Giappone, Korea, USA, Vogue Spagna, GQ Germania,
Sud Africa, Spagna, Amica.
Nel 1995 sperimenta l'utilizzo del digitale per la fotografia di moda - parte una completa
documentazione delle stagioni di Pret a Porter, Uomo, Haute Couture.
Ancora oggi lavora con i migliori stilisti: Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Christian Dior,
Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Lanvin, Morlotti, Moschino, e Versace, occupandosi
anche della realizzazione di cataloghi e campagne pubblicitarie.
Oltre la moda. La curiosità lo spinge verso l!arte da sempre e all!attenzione verso opere di artisti
sconosciuti o al mondo del balletto, in cui riesce a cogliere schegge di stupore nel movimento
della loro pura evidenza ottica...qualcuno ha detto “Anima è il vissuto che al corpo accade
d!essere”, lo sconosciuto (il vissuto che accade) e la quinta essenza del corpo (il ballo).
Wanderer globale, afferra l!immagine nel tempo della nostalgia di un viaggio non verbale, una
personale antropologia del colore, impulso a conoscere, dove emergono frammenti di luogo e di
tempo singolari, tempografie (o immagini-tempo) da qui la serie "Genius loci".
“Il tempo è immagine mobile dell!eternità”
Platone
Interessato alle forme più diverse, inizia anche ad occuparsi di Design: frequenta i Saloni del
Mobile, ma non solo, ricercando oggetti del quotidiano che rivelano un'espressione lymph del
Design;
Nel 2005, in occasione della sfilata evento Emporio Armani nello Showroom in via Manzoni, le
sue foto esposte rimangono per un anno mostra globale e itinerante negli showrooms della
catena EA;
Collabora con la cantante Antonella Ruggiero per la realizzazione fotografica dei booklet dei
suoi cd e campagne stampa;
Espone a Parigi presso la Galleria Le voleur d'images i Cromemi;
A New York City, al New York Photo Festival, presenta immagini relative a Artista Sconosciuto,
ricerca personale che sta portando avanti a tutt'oggi, da Marcel Duchamp "Dell'opera è più
importante chi guarda ";
A Pechino (giugno 2008) espone le sue opere, che vengono apprezzate dall'Ambasciatore
Italiano a Pechino, Riccardo Sessa, che lo invita ad esporre nuovamente nella capitale cinese
presso l'Ambasciata.
RADICI / Non solo Moda
Presso: Centro di Documentazione per la Storia, l!Arte e l!Immagine di Genova
Spazi espositivi dell!Auditorium dei Musei di Strada Nuova
Palazzo Rosso
via Garibaldi 18, Genova
Inaugurazione: 10 giugno alle 18.00
11 giugno - 31 luglio 2010
Martedi/Venerdi: 9.00 - 19.00
Festivi: 10.00 - 19.00
Ingresso libero
Organizzatori: Settore Musei/Centro di Documentazione/Archivio fotografico
Tel: 010 5574963
e-mail: archiviofotografico@comune.genova.it
RADICI - fotografie di PIERO BIASION
Il lavoro Radici riassume in sè una serie di riflessioni
critiche sperimentali sul passaggio dall'immagine
analogica a quella digitale per un nuovo approccio
all'immagine ripensata dalla progettazione alla produzione,
alla fruizione finale.
...Dopo l'ultima galleria è cambiata la luce!
Non ti ho preso per mano e fatta scendere dal treno,
annusare l'aria per sentire la differenza, ma ti ho fatto
arrivare sulla barca e lì hai appena cominciato a vedere
quell'orizzonte reso incerto dalle cime dei monti...sì, è lì,
quello strano posto troppo stretto tra i monti ed il mare...
dove è casa.
Strade lastricate di focaccia - Esistono anche altri i
artisti (fornai e scalpellini) che con i segni della scrittura
operano non nei musei ma nella vita di tutti i nostri giorni,
alcuni con opere che durano un giorno, altri da secoli
come su quelle pietre. Questa serie di foto un lavoro
cristallizzano la magia del segno tra serialità ed
eccezione, fino ad esaltarne il dato temporale topico della
fotografia: l'istante che diventa eterno.
A ciu bella - (in genovese: la più bella) “...avevo il
progetto di fotografare dall'alto di un elicottero quell'intrico
di vie che sono i vicoli: quegl'insiemi che con le linee delle
lettere formano le parole della dedica alla città. Ah
sicurezza sicurezza chimera dalle mille facce nascoste per
la troppa vergogna! anno dopo anno i permessi non sono
mai arrivati ed allora ho risolto invertendo i fattori - invece
che dall'alto questa volta dal basso - a ciù bella. Il
contrasto tra luce ed ombra è la base grafica per scrivere
una dichiarazione fatta e realizzata nel contempo
scrivendo anche attraverso l'azione del percorrere passo
dopo passo la città antica. E come ogni passo è diverso
allo stesso modo ogni immagine porta elementi di vita”.
L'altro cielo - Da quelle strette fessure di cielo compresse
tra le grondaie ad un altro cielo quello riflesso negli
specchi d'acqua del porto vecchio - un inventario d'acqua,
un campionario tipologicamente giocato tra gli elementi
geografici, temporali nonchè fotografici.
I limiti del cielo - Ma anche il cielo ha i suoi limiti: quelli
tra i palazzi ottocenteschi/liberty sono fatti di merletti che
ho ricucito a modo mio, è un lavoro basato sull'azione/
ricomposizione della realtà.
Teatro sulla strada - Quante voci, quante occhiate
vellutate, sberleffi, minacce, sguardi d'odio, per la strada
anche quando non c'è nessun passante: in realtà per chi
sa vedere c'è un assordante teatro animato che dietro
ogni angolo, da ogni facciata ti chiama, ti lusinga, ti
minaccia, coi suoi mille mascheroni, quindi il singolo
elemento, la singola fotografia, più elementi, più fotografie,
rapporto/dialogo tra il dimensionale ed il numerico.
Parole per dirlo - Se sei attento ai crocevia potrai trovare
le poesie misteriose, tiritere e filastrocche nate a
quegl'incroci di parole, nomi, vicoli: parole per dirlo. E'
uno dei lavori nati sulla riflessione dei formati fotografici e
le loro relazioni, in questo caso il quadrato della ripresa si
relaziona dialogando con il soggetto rettangolare in
rimandi tra tutti gli elementi di tutta la ripresa.
Il posto non è un luogo - Nella lingua genovese esiste
un luogo anzi no, esiste il Luogo, il Luogo per eccellenza
onde per cui nei lavori che seguono viene ribadito appunto
che il posto appunto non è il luogo. Nei pezzi che
seguono si passa dalla poesia della viscerale "che
tristezza ... bambini che giocano" al cartiglio apposto ad
una ferita di guerra che prega "dagli amici mi guardi Iddio"
per non parlare di quelle donne sulla strada... che sono lì
da mille anni e che continuano a sostare nonostante la
pioggia d'inverno ed il sole d'estate per non parlare
dell'autoironia di chi è arrivato a far scolpire sull'architrave
del portone dei 7/8 piani coi gradini diversi uno dall'altro ha
scritto in latino: PERVIA CAELI.
Dalla Maria è una trattoria semplice semplice dove siamo
passati tutti e dove gli ornamenti sono fatti con i biglietti
che indicano ogni portata del menu appesi alla scala di
legno, ma attenzione troverete più avanti tra le cartoline
dal passato trentacinque anni prima nello stesso posto,
facendo la stessa cosa, con lo stesso sorriso anche la foto
della Maria.
Ma chi vuole dire tutto e di piu te lo dichiara così: TI AMO
GRATIS.
Composizioni dove la singola immagine non viene più
usata/vissuta/fruita come singola finestra sulla realtà
(accezione tipica della fotografia nel passato) e rifiutando
anche la pervasiva illustrazione dell'immagine d'oggi, si
carica di senso nel relazionarsi con le altre immagini con
cui è composta.
Dagli affioramenti dei muri all'emergere del nuovo senso
compositivo della ragnatela di rimandi, relazioni con cui
oggi percepiamo il mondo. !
Dall'aver messo sullo stesso piano campo e !controcampo
spezzando la direzionalità della visione che da sempre
vige in fotografia tra soggetto ed oggetto ricreando come
con uno specchio magico che chi guarda arriva a vedere
ciò che vede chi è visto, ripensando così lo strumento
panoramico
Cartoline dal passato - Dal passato arrivano delle
cartoline impostate allora ed arrivate adesso : vedrai su un
banchetto le banane a 70 lire come la libertà di se stessi in
quell'anziano che dandogli noia l'ombrello se l'è appeso al
collo della giacca. Immagini dall'archivio di un passato che
bussa oggi alla nostra porta, per questo le singole
immagini sono state scansite dai negativi originali fin oltre
il limite del fotogramma riproducendo oltre la completezza
del documento.
Janus Janua Januae - Una recente tradizione vorrebbe
che l’etimo Genova derivasse dal nome del dio latino
Giano per cui ho immaginato, ho ricreato mille Giani con i
genitori, le gemelle, l’amico che cambia se con o senza
occhiali, il marito con la moglie, il padre col figlio, le
sorelle, i personaggi famosi e non. Si è scelto di fondere i
soggetti con un intervento manuale, tangibile rifiutando
così quell’ approccio volgare abusato nel digitale con cui
siamo bombardati quotidianamente, quel falsificare la
fotografia perchè tanto la percezione della realtà è così
“anestetizzata digitalmente” da voler ridurre tutti a gregge.
11
giugno 2010
Piero Biason – Radici
Dall'undici giugno al 31 luglio 2010
fotografia
Location
MUSEI DI STRADA NUOVA – PALAZZO ROSSO
Genova, Via Giuseppe Garibaldi, 18, (Genova)
Genova, Via Giuseppe Garibaldi, 18, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a venerdì 9-19; sabato domenica 10-19 Chiuso il lunedì
Autore




