Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Maria Elisabetta Novello – Una stanza tutta per sé
Prima personale romana di Maria E. Novello,artista che sviluppa con sapienza ed ossessione una pratica artistica che ha trovato nella cenere il modo di concepire la magnificenza della vita disinnescandone la struttura autoritaria ed obbligatoria dei fatti che si susseguono e mai più ritornano.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Una stanza tutta per sé è la prima mostra personale a Roma di Maria Elisabetta Novello, giovane artista vicentina che sviluppa con sapienza ed ossessione una pratica artistica che ha trovato nella componente materica che sta alla base del suo lavoro, la cenere, il modo di concepire la magnificenza della vita disinnescandone la struttura autoritaria ed obbligatoria dei fatti che si susseguono e mai più ritornano. La poetica di Novello è laica pur godendo la sua opera di una certa ieraticità contrapposta ad una ricerca antropologica volta a svelare identità, a restituire microinformazioni che la cenere contiene come memoria nascosta ed invisibile.
Continua ri-declinazione del già accaduto attraverso il ri-adeguamento della polvere di qualcosa che si trasforma in qualcosa d’altro il suo lavoro esprime un flusso controllato della storia personale ed universale, di una quotidianità che si nutre di relazioni ordinate ed organizzate nelle linee e nei cerchi dei grandi mandala a terra come dei centrini disegnati con sapienza in teche di plexiglas. I suoi “paesaggi” sono vue d'optiques che raccontano l’infinito, l’evanescente, la linea sottile dell’irraccontabile di duchampiana memoria.
Lo strumento principale del suo lavoro è una dichiarazione di matrice fortemente concettuale. Nell’ornare e formare le composizioni di cenere Novello compie un’operazione rituale, precisa, pensata, un atto di memoria, un dettaglio domestico che rallenta il tempo presente, rimbomba di passato, si va componendo nel futuro. Le nubi di polvere determinati dal suo respiro “registrato” e amplificato o i centrini dipinti su vetrini da esami di laboratorio scientifico contengono microinformazioni labili ed evanescenti, sono lavori preziosi, giochi tra apparizione di linee, ricami, curve e sparizioni compiuti con intelligenza contemporanea e inusuale individualità.
Il lavoro di Novello parte da una matrice estetizzante ed intimista per rapportarsi con contenuti nascosti altamente concettuali che si basano sul ruolo della donna, i retaggi familiari, i ricordi rielaborati e riflessi in un tempo sempre dilatato ed imprevedibile. Da tutto ciò deriva il titolo della mostra Una stanza tutta per sé presa in prestito da uno dei libri più significativi di Virginia Woolf (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941): scrittrice, saggista e attivista britannica, Woolf parla di “una stanza tutta per sé”, un luogo in cui l’universo femminile possa trovare il suo spazio, la sua libertà sociale e creativa, la sua memoria storica e il suo proprio tempo.
Senza pentimento e senza ripensamenti Novello procede per sbilanciamenti affermando un’esperienza e cancellandola attraverso la forma estetica dell’opera che non vuole fissare un suo rigido e indelebile segno nel mondo, ma trasparire appena come sintomo apparso e subito scomparso della fluidità esistenziale dell’arte.
Continua ri-declinazione del già accaduto attraverso il ri-adeguamento della polvere di qualcosa che si trasforma in qualcosa d’altro il suo lavoro esprime un flusso controllato della storia personale ed universale, di una quotidianità che si nutre di relazioni ordinate ed organizzate nelle linee e nei cerchi dei grandi mandala a terra come dei centrini disegnati con sapienza in teche di plexiglas. I suoi “paesaggi” sono vue d'optiques che raccontano l’infinito, l’evanescente, la linea sottile dell’irraccontabile di duchampiana memoria.
Lo strumento principale del suo lavoro è una dichiarazione di matrice fortemente concettuale. Nell’ornare e formare le composizioni di cenere Novello compie un’operazione rituale, precisa, pensata, un atto di memoria, un dettaglio domestico che rallenta il tempo presente, rimbomba di passato, si va componendo nel futuro. Le nubi di polvere determinati dal suo respiro “registrato” e amplificato o i centrini dipinti su vetrini da esami di laboratorio scientifico contengono microinformazioni labili ed evanescenti, sono lavori preziosi, giochi tra apparizione di linee, ricami, curve e sparizioni compiuti con intelligenza contemporanea e inusuale individualità.
Il lavoro di Novello parte da una matrice estetizzante ed intimista per rapportarsi con contenuti nascosti altamente concettuali che si basano sul ruolo della donna, i retaggi familiari, i ricordi rielaborati e riflessi in un tempo sempre dilatato ed imprevedibile. Da tutto ciò deriva il titolo della mostra Una stanza tutta per sé presa in prestito da uno dei libri più significativi di Virginia Woolf (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941): scrittrice, saggista e attivista britannica, Woolf parla di “una stanza tutta per sé”, un luogo in cui l’universo femminile possa trovare il suo spazio, la sua libertà sociale e creativa, la sua memoria storica e il suo proprio tempo.
Senza pentimento e senza ripensamenti Novello procede per sbilanciamenti affermando un’esperienza e cancellandola attraverso la forma estetica dell’opera che non vuole fissare un suo rigido e indelebile segno nel mondo, ma trasparire appena come sintomo apparso e subito scomparso della fluidità esistenziale dell’arte.
10
maggio 2010
Maria Elisabetta Novello – Una stanza tutta per sé
Dal 10 maggio al 30 giugno 2010
arte contemporanea
Location
GALLERIA ERICA FIORENTINI ARTE CONTEMPORANEA
Roma, via della Reginella , 3, (Roma)
Roma, via della Reginella , 3, (Roma)
Orario di apertura
Da Lunedì a Venerdì 10.30 - 13.30 ; 15.30 - 19.30 Sabato ore 10.30 - 13.30; pm su appuntamento
Vernissage
10 Maggio 2010, ore 18.30
Autore
Curatore


