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Giorgio Vicentini – Colore crudo
“Colore crudo” è il titolo del recente lavoro di Giorgio Vicentini. Siamo di fronte ad un nuovo “ciclo pittorico” che ha per tema e protagonista il colore e che rivela la radice analitica della pittura dell’artista e della sua modalità espressiva.
Comunicato stampa
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“Colore crudo” è il titolo del recente lavoro di Giorgio Vicentini. Siamo di fronte ad un nuovo “ciclo pittorico” che ha per tema e protagonista il colore e che rivela la radice analitica della pittura dell’artista e della sua modalità espressiva.
Il carattere analitico della pittura di Vicentini consiste nell’abitudine a concentrare la ricerca estetica su elementi minimi e il più possibile puri, organizzandoli in una sintassi visiva semplice, dove ogni variazione e scarto acquisisce forza e importanza.
Il pensiero visivo dell’artista emerge e si sviluppa da un fare pittorico del tutto personale messo a punto nel tempo. Vicentini dapprima trattiene e ingabbia il colore tra due superfici trasparenti: il pigmento viene così manipolato indirettamente e, con la pressione della spatola, l’artista ne modula la pastosità e la stesura facendosi condurre da un istinto conoscitivo che mentre scopre sembra già sapere. In seguito la superficie di colore viene frammentata attraverso il taglio e la ricomposizione delle forme sulla tavola. Dal gesto lirico e programmatico dell’artista ha origine lo spazio infinito e assoluto dell’opera; in questa dimensione sembra muoversi in un continuo divenire il frammento sintetico e raffreddato del colore.
Non vorrei parlare però solo di colore, è evidente che la pittura si sia sempre fondata su questo; e dunque neppure di luce, che è colore stesso. Vorrei dissolvere le strutture pur vere di una lettura dell’opera di Giorgio in relazione alla pittura non oggettiva, astratta e monocroma per intendersi, le cui ragioni già ben si conoscono. Viceversa vorrei leggere il lavoro di Vicentini come riflesso ed esito di una ricerca sul processo e l’azione, avvicinandolo all’ambito dell’etica, più precisamente, dell’estetica dell’etica. Il lavoro di Vicentini è prova di un atteggiamento estetico in cui lo sguardo sensuale coglie e accentua l’armonia generale; contemporaneamente lo stesso sguardo è acuto e analitico, consapevole di come il tutto sia configurazione e insieme di parti in movimento.
Tale atteggiamento estetico pare non contraddirsi neppure nel muoversi quotidiano dell’artista, anzi lì forse trova parte delle sue ragioni, in una famiglia numerosa in cui i rapporti sono energia che scorre, ritorna, si riconfigura in esperienze diverse.
Quando lo incontrai in studio per la prima volta Vicentini mi parlò dei suoi figli con la stessa trasparenza e necessità con cui racconta il suo lavoro e percepii immediatamente come la sua ricerca artistica si inserisca in un orizzonte comprensivo all’interno del quale l’artista dirige il suo sguardo dinamico, sempre teso all’ampliamento della propria visione.
Senza timore, rigidità o sospetto, senza una definizione ultima di cosa sia colore, spazio, pittura o più in generale il senso delle cose, l’artista sembra rivolgersi alla vita come alla ricerca artistica collocandosi al centro, partecipe e co-creatore, con continua progettualità, senza subire passivamente nulla pur lasciandosi muovere e spostare dal caso.
La dimensione estetica di Vicentini non è semplice risultato di un’azione pittorica, ma sembra generarsi da una dimensione etica (o forse l’una e l’altra si fondano reciprocamente) che si estende a tutto il suo universo quotidiano dove trova espressione l’energia pulsante e generativa che definisce, ma mai una volta per tutte, la personalità dell’artista come la sua opera.
Vittoria Broggini
Giorgio Vicentini nasce a Varese il 16 agosto 1951.
Nel 1974 lascia gli studi di giurisprudenza per dedicarsi all’attività artistica, orienta la sua ricerca in ambito concettuale, scegliendo un linguaggio autonomo basato sul colore. Con l'installazione Terra Promessa, a cura di Luciano Caramel del 1994, presentata al Magasin di Grenoble,alla galleria Carzaniga & Ueker di Basilea e al Parlamento Europeo di Strasburgo (F), Vicentini si fa conoscere a livello internazionale. Nel 1996 per la mostra al Castello di Brunnemburg, Merano, Vanni Scheiwiller gli dedica, a cura di Claudio Cerritelli, un volume della collana Arte Moderna. Nel 1998 espone alla Galleria Arte 92 di Milano Errori Gravi. Nel 1999 Vince il Premio Lissone. Nel 2000 espone, a cura di Cecilia De Carli, Non ho Parole, un grande libro dipinto, al Castello Sforzesco di Milano e all’Università degli Studi di Bergamo. E’ presente nel libro Figure Astratte di Giovanni Maria Accame del 2001 ed espone all’Arte 92 di Milano da Turner a Turrell a cura di Martina Corgnati. Nel 2002 presenta al Castello di Masnago, Varese, a cura di Riccardo Prina, A Castello in 7 scene. Nel 2004 nasce il ciclo Colore Puro 1, che espone alla Galleria Zucca di Pesaro, Catherine Hayes, Anderson,(USA) e al Museo MAP di Castiglione Olona,(Va).E' invitato al Premio Michetti 2005 e alla galleria Ammannart di Locarno. Negli Eventi nell’ambito della 51 Biennale di Venezia, presenta l'installazione Sonde, realizzata con i pazienti psichiatrici della Fondazione Bosis di Bergamo. Con i bambini di Castiglione Olona (Va), Vicentini allestisce al Castello di Monteruzzo nel marzo 2006 a cura di Giovanni Maria Accame e Claudio Cerritelli la mostra Rare scintille. Nel mese di marzo 2007 espone a cura di Licia Spagnesi Colore Crudo alla galleria Duetart di Varese e a cura di Paolo Biscottini al Museo Diocesano (MuDi) di Milano.Nel mese di settembre e’ invitato ad una rassegna alla Galleria Wijland, Koksijde in Belgio. Nel mese di novembre allestisce una personale a cura di Ryszard Knapinsky alla Dom Kultury di Łódź in Polonia.
Nel 2008 per l’Open Day dell’Università Cattolica di Milano, Giorgio Vicentini presenta a cura di Cecilia De Carli l’installazione Il sogno dello studente dipinto che si trasferisce poi a cura di Paolo Riani, alla Stazione Leopolda di Pisa. Su invito di Mauro Carrera partecipa alla rassegna Jean Cocteau, al Centre culturel français di Milano. Nel 2009 a cura di Luca Scarabelli, Vicentini, inaugura, Prima colazione per due, CLIP spazio per l’arte del Liceo Artistico Angelo Frattini di Varese, partecipa alla rassegna Energia a tutto tondo alla Casa dell’Emergia a di Milano.Nel mese di giugno la Galleria Scoglio di Quarto, Milano, a cura di Claudio Cerritelli e Luigi Sansone,propone una doppia personale di Giovanna Fra e Giorgio Vicentini. E’ invitato al Premio Ravenna 2009. A novembre Giorgio Vicentini presenta alla Triennale di Milano, a cura di Cecilia De Carli, Atelier Mobile ® Nel mese di maggio 2010 nella sede espositiva di Villa Morotti di Daverio (Va) presenta il recentissimo ciclo Colore Crudo 6. Dal 2006 Giorgio Vicentini conduce i laboratori di disegno e attività espressive al corso di laurea in Scienze della Formazione all’Università Cattolica di Milano.Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. E’ consulente artistico dell’architetto svizzero Ivano Gianola e della Fondazione Emilia Bosis di Bergamo ed è autore di marchi di impresa che si sono imposti a livello internazionale.
Giorgio padre di Luca,Viola e Pietro è sposato con Marta Campiotti.
Il carattere analitico della pittura di Vicentini consiste nell’abitudine a concentrare la ricerca estetica su elementi minimi e il più possibile puri, organizzandoli in una sintassi visiva semplice, dove ogni variazione e scarto acquisisce forza e importanza.
Il pensiero visivo dell’artista emerge e si sviluppa da un fare pittorico del tutto personale messo a punto nel tempo. Vicentini dapprima trattiene e ingabbia il colore tra due superfici trasparenti: il pigmento viene così manipolato indirettamente e, con la pressione della spatola, l’artista ne modula la pastosità e la stesura facendosi condurre da un istinto conoscitivo che mentre scopre sembra già sapere. In seguito la superficie di colore viene frammentata attraverso il taglio e la ricomposizione delle forme sulla tavola. Dal gesto lirico e programmatico dell’artista ha origine lo spazio infinito e assoluto dell’opera; in questa dimensione sembra muoversi in un continuo divenire il frammento sintetico e raffreddato del colore.
Non vorrei parlare però solo di colore, è evidente che la pittura si sia sempre fondata su questo; e dunque neppure di luce, che è colore stesso. Vorrei dissolvere le strutture pur vere di una lettura dell’opera di Giorgio in relazione alla pittura non oggettiva, astratta e monocroma per intendersi, le cui ragioni già ben si conoscono. Viceversa vorrei leggere il lavoro di Vicentini come riflesso ed esito di una ricerca sul processo e l’azione, avvicinandolo all’ambito dell’etica, più precisamente, dell’estetica dell’etica. Il lavoro di Vicentini è prova di un atteggiamento estetico in cui lo sguardo sensuale coglie e accentua l’armonia generale; contemporaneamente lo stesso sguardo è acuto e analitico, consapevole di come il tutto sia configurazione e insieme di parti in movimento.
Tale atteggiamento estetico pare non contraddirsi neppure nel muoversi quotidiano dell’artista, anzi lì forse trova parte delle sue ragioni, in una famiglia numerosa in cui i rapporti sono energia che scorre, ritorna, si riconfigura in esperienze diverse.
Quando lo incontrai in studio per la prima volta Vicentini mi parlò dei suoi figli con la stessa trasparenza e necessità con cui racconta il suo lavoro e percepii immediatamente come la sua ricerca artistica si inserisca in un orizzonte comprensivo all’interno del quale l’artista dirige il suo sguardo dinamico, sempre teso all’ampliamento della propria visione.
Senza timore, rigidità o sospetto, senza una definizione ultima di cosa sia colore, spazio, pittura o più in generale il senso delle cose, l’artista sembra rivolgersi alla vita come alla ricerca artistica collocandosi al centro, partecipe e co-creatore, con continua progettualità, senza subire passivamente nulla pur lasciandosi muovere e spostare dal caso.
La dimensione estetica di Vicentini non è semplice risultato di un’azione pittorica, ma sembra generarsi da una dimensione etica (o forse l’una e l’altra si fondano reciprocamente) che si estende a tutto il suo universo quotidiano dove trova espressione l’energia pulsante e generativa che definisce, ma mai una volta per tutte, la personalità dell’artista come la sua opera.
Vittoria Broggini
Giorgio Vicentini nasce a Varese il 16 agosto 1951.
Nel 1974 lascia gli studi di giurisprudenza per dedicarsi all’attività artistica, orienta la sua ricerca in ambito concettuale, scegliendo un linguaggio autonomo basato sul colore. Con l'installazione Terra Promessa, a cura di Luciano Caramel del 1994, presentata al Magasin di Grenoble,alla galleria Carzaniga & Ueker di Basilea e al Parlamento Europeo di Strasburgo (F), Vicentini si fa conoscere a livello internazionale. Nel 1996 per la mostra al Castello di Brunnemburg, Merano, Vanni Scheiwiller gli dedica, a cura di Claudio Cerritelli, un volume della collana Arte Moderna. Nel 1998 espone alla Galleria Arte 92 di Milano Errori Gravi. Nel 1999 Vince il Premio Lissone. Nel 2000 espone, a cura di Cecilia De Carli, Non ho Parole, un grande libro dipinto, al Castello Sforzesco di Milano e all’Università degli Studi di Bergamo. E’ presente nel libro Figure Astratte di Giovanni Maria Accame del 2001 ed espone all’Arte 92 di Milano da Turner a Turrell a cura di Martina Corgnati. Nel 2002 presenta al Castello di Masnago, Varese, a cura di Riccardo Prina, A Castello in 7 scene. Nel 2004 nasce il ciclo Colore Puro 1, che espone alla Galleria Zucca di Pesaro, Catherine Hayes, Anderson,(USA) e al Museo MAP di Castiglione Olona,(Va).E' invitato al Premio Michetti 2005 e alla galleria Ammannart di Locarno. Negli Eventi nell’ambito della 51 Biennale di Venezia, presenta l'installazione Sonde, realizzata con i pazienti psichiatrici della Fondazione Bosis di Bergamo. Con i bambini di Castiglione Olona (Va), Vicentini allestisce al Castello di Monteruzzo nel marzo 2006 a cura di Giovanni Maria Accame e Claudio Cerritelli la mostra Rare scintille. Nel mese di marzo 2007 espone a cura di Licia Spagnesi Colore Crudo alla galleria Duetart di Varese e a cura di Paolo Biscottini al Museo Diocesano (MuDi) di Milano.Nel mese di settembre e’ invitato ad una rassegna alla Galleria Wijland, Koksijde in Belgio. Nel mese di novembre allestisce una personale a cura di Ryszard Knapinsky alla Dom Kultury di Łódź in Polonia.
Nel 2008 per l’Open Day dell’Università Cattolica di Milano, Giorgio Vicentini presenta a cura di Cecilia De Carli l’installazione Il sogno dello studente dipinto che si trasferisce poi a cura di Paolo Riani, alla Stazione Leopolda di Pisa. Su invito di Mauro Carrera partecipa alla rassegna Jean Cocteau, al Centre culturel français di Milano. Nel 2009 a cura di Luca Scarabelli, Vicentini, inaugura, Prima colazione per due, CLIP spazio per l’arte del Liceo Artistico Angelo Frattini di Varese, partecipa alla rassegna Energia a tutto tondo alla Casa dell’Emergia a di Milano.Nel mese di giugno la Galleria Scoglio di Quarto, Milano, a cura di Claudio Cerritelli e Luigi Sansone,propone una doppia personale di Giovanna Fra e Giorgio Vicentini. E’ invitato al Premio Ravenna 2009. A novembre Giorgio Vicentini presenta alla Triennale di Milano, a cura di Cecilia De Carli, Atelier Mobile ® Nel mese di maggio 2010 nella sede espositiva di Villa Morotti di Daverio (Va) presenta il recentissimo ciclo Colore Crudo 6. Dal 2006 Giorgio Vicentini conduce i laboratori di disegno e attività espressive al corso di laurea in Scienze della Formazione all’Università Cattolica di Milano.Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. E’ consulente artistico dell’architetto svizzero Ivano Gianola e della Fondazione Emilia Bosis di Bergamo ed è autore di marchi di impresa che si sono imposti a livello internazionale.
Giorgio padre di Luca,Viola e Pietro è sposato con Marta Campiotti.
15
maggio 2010
Giorgio Vicentini – Colore crudo
Dal 15 maggio al 20 giugno 2010
arte contemporanea
Location
MOROTTI ARTE CONTEMPORANEA
Daverio, Piazza Monte Grappa, 9, (Varese)
Daverio, Piazza Monte Grappa, 9, (Varese)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 10.00-12.30 / 15.00-19.00 – domenica 15.00-19.
Vernissage
15 Maggio 2010, ore 18-22
Autore


