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Antonio Faeti – La Prateria degli Asfodeli
Con questo volume, che vanta in copertina un inedito ritratto dell’autore creato dall’illustratrice GRAZIA NIDASIO appositamente per quest’opera, Antonio Faeti ha interamente ricomposto lo scaffale che conteneva i primi libri amati da bambino.
Comunicato stampa
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Insieme all’autore, interverranno FABIO ROVERSI MONACO, presidente della Fondazione Carisbo, GRAZIA GOTTI, editrice e libraia, e GIORGIA GRILLI, docente di letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna.
Con questo volume, che vanta in copertina un inedito ritratto dell’autore creato dall’illustratrice GRAZIA NIDASIO appositamente per quest’opera, Antonio Faeti ha interamente ricomposto lo scaffale che conteneva i primi libri amati da bambino.
“L’idea di scrivere questo libro è nata in me quarant’anni fa, mentre non pensavo a un libro ma all’opera di un pittore. […] Mentre cercavo di ricomporre quella che consideravo la mia memoria visiva per poi farla rinascere nei miei quadri, mi accorsi, un giorno, di avere composto un elenco di libri letti durante l’infanzia che ritenevo indispensabile per la mia ricerca, però l’elenco non conteneva nessun “classico” e neppure un libro discretamente famoso: non c’erano Cuore o Pinocchio, non c’era il Piccolo Principe, non c’era Verne.
Intanto, quello che io e mia moglie Anna chiamavamo “l’Omino”, cominciò a portarci a casa, via via, uno dopo l’altro, i libri dell’elenco che io, trasloco dopo trasloco, non possedevo più. Era il vecchio titolare di un’antica bancarella sotto i portici di Bologna che si era ritirato dagli affari ma continuava a visitare alcuni clienti con i libri che via via si procurava. In pochi mesi, dopo avere avuto l’elenco, mi fece riavere tutti i volumi in esso contenuti. Poi, con la vecchiaia, mi venne il desiderio di riflettere sui contenuti, non solo sulle figure, di quello strano gruppo di libri. Volevo capire che cosa contenevano davvero, sottoporli all’indagine di uno che non è molto lontano dai cinquant’anni di insegnamento. E poi, del loro mistero, cioè della loro non decifrata capacità di influenzare, di formare, di caratterizzare, ero in certo senso preoccupato.
Non c’è dubbio che l’accanita rilettura in questo senso sia spesso risultata sorprendente: si è poco riflettuto sul come leggono davvero i bambini, sul rapporto autentico che si crea tra loro e certe narrazioni, sulla sorprendente specificità della loro ermeneutica, sulle scelte propriamente effettuate, sulle mescolanze, sulle contaminazioni.” [Dall’introduzione di Antonio Faeti]
Per l’occasione sarà allestita la mostra CARTE D’IDENTITA’, 96 ritratti di scrittori sagomati in cartoncino e realizzati a china e a pastello da Antonio Faeti.
“La prima idea di “Carte d’identità”, mi è venuta ammirando un libro francese che ho invano tentato di premiare in una delle recenti edizioni della Fiera di Bologna. Nel libro si voleva spiegare ai bambini la grande letteratura, partendo dai visi degli scrittori.
Quando ho voluto, pedagogicamente, riflettere sull’importanza del tentativo, mi è venuto naturale il fatto di provare a ritrarre io stesso certi scrittori, allontanandomi di molto dallo stile usato nel libro francese che è molto ironico e spesso parodico.
Ho così realizzato, fino a questo momento, novantasei visi di scrittori, ritraendo alcuni due o tre volte perché ero colpito dalle diverse fotografie rinvenute via via su giornali e riviste.
C’è alla base una prospettiva pedagogica che qui brevemente riassumo.
Entrato in ruolo nel 1959, con una quinta classe, mi accade oggi di incontrare i miei primi allievi che sono sessantenni. E diversi di loro hanno ben presenti certi spunti tratti dalle lezioni a Castelletto: un tramonto invernale che ricordava Van Gogh, un brano di Lee Masters letto per il primo novembre, i grandi quadri garibaldini di Induno…
I miei visi, “fustellati” come gli antichi soldatini di carta, dovrebbero suscitare emozioni nello spettatore bambino che sarebbe indotto a ritrovarli, poi, e a leggere in un tempo futuro i testi dovuti a quell’icona scoperta da bambino.” [di Antonio Faeti]
Con questo volume, che vanta in copertina un inedito ritratto dell’autore creato dall’illustratrice GRAZIA NIDASIO appositamente per quest’opera, Antonio Faeti ha interamente ricomposto lo scaffale che conteneva i primi libri amati da bambino.
“L’idea di scrivere questo libro è nata in me quarant’anni fa, mentre non pensavo a un libro ma all’opera di un pittore. […] Mentre cercavo di ricomporre quella che consideravo la mia memoria visiva per poi farla rinascere nei miei quadri, mi accorsi, un giorno, di avere composto un elenco di libri letti durante l’infanzia che ritenevo indispensabile per la mia ricerca, però l’elenco non conteneva nessun “classico” e neppure un libro discretamente famoso: non c’erano Cuore o Pinocchio, non c’era il Piccolo Principe, non c’era Verne.
Intanto, quello che io e mia moglie Anna chiamavamo “l’Omino”, cominciò a portarci a casa, via via, uno dopo l’altro, i libri dell’elenco che io, trasloco dopo trasloco, non possedevo più. Era il vecchio titolare di un’antica bancarella sotto i portici di Bologna che si era ritirato dagli affari ma continuava a visitare alcuni clienti con i libri che via via si procurava. In pochi mesi, dopo avere avuto l’elenco, mi fece riavere tutti i volumi in esso contenuti. Poi, con la vecchiaia, mi venne il desiderio di riflettere sui contenuti, non solo sulle figure, di quello strano gruppo di libri. Volevo capire che cosa contenevano davvero, sottoporli all’indagine di uno che non è molto lontano dai cinquant’anni di insegnamento. E poi, del loro mistero, cioè della loro non decifrata capacità di influenzare, di formare, di caratterizzare, ero in certo senso preoccupato.
Non c’è dubbio che l’accanita rilettura in questo senso sia spesso risultata sorprendente: si è poco riflettuto sul come leggono davvero i bambini, sul rapporto autentico che si crea tra loro e certe narrazioni, sulla sorprendente specificità della loro ermeneutica, sulle scelte propriamente effettuate, sulle mescolanze, sulle contaminazioni.” [Dall’introduzione di Antonio Faeti]
Per l’occasione sarà allestita la mostra CARTE D’IDENTITA’, 96 ritratti di scrittori sagomati in cartoncino e realizzati a china e a pastello da Antonio Faeti.
“La prima idea di “Carte d’identità”, mi è venuta ammirando un libro francese che ho invano tentato di premiare in una delle recenti edizioni della Fiera di Bologna. Nel libro si voleva spiegare ai bambini la grande letteratura, partendo dai visi degli scrittori.
Quando ho voluto, pedagogicamente, riflettere sull’importanza del tentativo, mi è venuto naturale il fatto di provare a ritrarre io stesso certi scrittori, allontanandomi di molto dallo stile usato nel libro francese che è molto ironico e spesso parodico.
Ho così realizzato, fino a questo momento, novantasei visi di scrittori, ritraendo alcuni due o tre volte perché ero colpito dalle diverse fotografie rinvenute via via su giornali e riviste.
C’è alla base una prospettiva pedagogica che qui brevemente riassumo.
Entrato in ruolo nel 1959, con una quinta classe, mi accade oggi di incontrare i miei primi allievi che sono sessantenni. E diversi di loro hanno ben presenti certi spunti tratti dalle lezioni a Castelletto: un tramonto invernale che ricordava Van Gogh, un brano di Lee Masters letto per il primo novembre, i grandi quadri garibaldini di Induno…
I miei visi, “fustellati” come gli antichi soldatini di carta, dovrebbero suscitare emozioni nello spettatore bambino che sarebbe indotto a ritrovarli, poi, e a leggere in un tempo futuro i testi dovuti a quell’icona scoperta da bambino.” [di Antonio Faeti]
22
marzo 2010
Antonio Faeti – La Prateria degli Asfodeli
22 marzo 2010
presentazione
Location
SAN GIORGIO IN POGGIALE
Bologna, Via Nazario Sauro, 22, (Bologna)
Bologna, Via Nazario Sauro, 22, (Bologna)
Vernissage
22 Marzo 2010, ore 18
Editore
BONONIA U.P.
Autore
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