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Giuliano Guatta – MRPLS
MRPLS – Movimento di Ricerca e Pratiche di Liberazione del Segno
Comunicato stampa
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MRPLS è una zattera che costruisco quotidianamente attraverso la pratica del segno recuperando le cose che mi stanno intorno e anche un pò più in là, per strada, nei campi, nei boschi, spaccando legna, piantando chiodi, scavando buche. Un’idea generata dall’esigenza di trasmissione della mia esperienza di disegnatore attraverso la pratica laboratoriale, nella convinzione che l’impulso al segno sia innato nell’uomo e che ognuno ne possa fare esperienza. Osservare come un segno generi una forma, una forma un corpo, un corpo una storia penso che abbia a che fare con qualcosa di necessario e vitale. Inizialmente, l’idea del MRPLS era circoscritta nell’ambito del laboratorio, nell’ambizione o la pretesa di trasmettere una conoscenza, rendendomi poi sempre più conto che tutto ciò investiva il mio lavoro, radicalmente. Era il mio lavoro. Da dove parte il segno?. Era una delle domande fondamentali che mi ero posto e che ponevo agli altri. Avevo adottato la metafora del recinto, per mettere i paletti tra me e ciò che mi stava attorno, per non distrarmi, per potermi concentrare sull’osservazione e l’ascolto del mio corpo nell’atto di segnare: osservavo la postura, il movimento, ascoltavo il respiro, il rumore del contatto della grafi te sulla superfi cie del foglio, di un pezzo di legno su un’asse. Ero giunto alla conclusione che il segno è il punto d’arrivo, l’attrito fi nale di un corpo in movimento che accarezza, tocca, collide, urta una superfi cie, con tutto il carico di intenzioni, di signifi cati che esso può contenere e che poi libera nel suo manifestarsi, come l’atterraggio di un aereo giunto chissà da dove, nel tratto che compie dal momento in cui tocca il suolo a quando si ferma, e i passeggeri, il contenuto riversato fuori, prende altre direzioni... Questo segno lo cercavo muovendomi nello spazio per poi farlo atterrare, a volte precipitare su una superfi cie. Il segno è ciò che viene lasciato sul terreno, è la conseguenza di un impulso che ci porta a muovere, a rompere, a costruire le cose. Alla luce della messa a fuoco di questo impulso ho lavorato sulle varie componenti del mio lavoro: la memoria, il racconto, la rappresentazione del corpo, l’osservazione della realtà, la visione. Ed è questo l’impulso che mi ha portato a battere ripetutamente, ritmicamente una superfi cie, da solo o coinvolgendo altri in un dialogo ritmico e segnico; a costringermi entro un tempo prestabilito a non staccare la punta della grafi te in movimento dalla superfi cie del foglio, esplorandola; a segnare la superfi cie osservando la nascita di una forma, di un corpo; ad osservarmi nell’ azione e restituirla attraverso il segno sulla superfi cie; a disegnare storie; a realizzare sculture combinando oggetti e ad osservarle poi attraverso la copia dal vero; ad immaginare accampamenti abbandonati; a ritrarre personaggi in armatura e costumi bizzarri per nascondersi e mostrarsi; ad immaginare strutture che sostengono l’uomo che cammina; a disegnare l’uomo. Non credo di aver capito da dove parta il segno, navigo su questa zattera e mi lascio trasportare, seguendo la corrente. Mi sto avvicinando ad un relitto galleggiante, chissà da dove arriva? Non ha importanza. Lo sistemerò su queste quattro assi, purché non sia troppo pesante.
Giuliano Guatta
16 febbraio 2010
Giuliano Guatta
16 febbraio 2010
20
marzo 2010
Giuliano Guatta – MRPLS
Dal 20 marzo al 18 aprile 2010
arte contemporanea
Location
D406 ARTE CONTEMPORANEA
Modena, Via Cardinale Giovanni Morone, 31/3, (Modena)
Modena, Via Cardinale Giovanni Morone, 31/3, (Modena)
Orario di apertura
martedì ore 10.30/13 mercoledì ore 16/19.30. venerdì ore 16/19.30 e 21/23.
sabato ore 10/13 e 16/19.30 domenica ore 16/19.30
Vernissage
20 Marzo 2010, ore 16/22
Autore




