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Giovanni Lombardini – Deposito colore
Giovanni Lombardini realizza quadri di grandi e medie dimensioni su supporti di origine industriale (formica) elaborati con mordenti e poliesteri, cioè a dire colori accesi e liquidi dall’inconfondibile superficie lucida e riflettente.
Comunicato stampa
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Si inaugura nello spazio espositivo della Petroltecnica, sede di Cerasolo Ausa, Rimini, giovedì 11 marzo 2010 alle ore 17 (sino alle 20) la mostra di Giovanni Lombardini dal titolo Deposito colore.
Accostarsi alla ricerca artistica di Giovanni Lombardini significa immergersi nella deflagrazione del colore, elemento costitutivo ed elettivo della sua tenace indagine conoscitiva sulla pittura e più in generale della visione. Il colore ma anche i segni che lo contengono diviene serbatoio di energia pura in grado di strumentalizzare i sensi.
Figura di incontrastato rilievo nel panorama artistico riminese, Giovanni Lombardini da anni svolge una intensa attività espositiva in Italia. Presenta in questa occasione una selezione significativa di opere appartenenti all’ultimo decennio (2000-2010) frutto di una continua e attenta ricerca nell’ambito di una pittura ascrivibile all’area astratto-aniconica. Ambito nel quale ha maturato con sapiente costanza una esperienza prolifica e variegata, attraverso una pittura dai caratteri e dalla tecnica assolutamente originali.
Giovanni Lombardini realizza quadri di grandi e medie dimensioni su supporti di origine industriale (formica) elaborati con mordenti e poliesteri, cioè a dire colori accesi e liquidi dall’inconfondibile superficie lucida e riflettente. Nel guidare il colore all’interno di strutture compositive, nelle irruzioni del ‘caso’ vigilmente contenuto dall’azione e dal gesto Lombardini aziona piani diversi di percezione e di emozione.
Energia, forza vitale, riflessi alchemici e cosmici sono parole chiave spesso evocate per tradurre l’opera di Giovanni Lombardini e il suo lavoro di artista dalla versatilità piena ma rigorosa nella grammatica, capace com’è di aderire con un proprio vocabolario alle ricerche e alle suggestioni contemporanee, senza tradirsi mai.
Va detto che negli anni ha tenuto una relazione dialogante con le radici remote e impegnate della pittura di impronta minimalista come anche con le esperienze maturate negli anni ’70 contaminate dalle correnti concettuali e dell’arte povera.
Lombardini ci conduce per mano verso le dinamiche della strutturazione visiva e della forma sorretto dalle componenti razionali del suo fare artistico: progettazione e invenzione vanno di pari passo. Il suo linguaggio è saturo di rimandi anche metaforici (la natura), di aspetti panteistici (le visioni) che si rivelano in forme complesse, strutturate; il suo colore è pigmento e cristallo che svela la vita della materia (naturale e artificiale), le sue superfici pittoriche rimbalzi di luce, ma anche di trasparenza e ineffabile effetto di permeabilità dell’aria e dell’atmosfera.
La mostra è stata costruita come una breve retrospettiva creando l’artista un percorso che comprende i cicli che partono da Brine del 2000, e attraversando Scie, Specchio sonoro, Rime, Pietre preziose, giunge a Inventari (2009). Ci sono tutti i simboli, i colori e le forme ricorrenti di Lombardini in questo tracciato che riassume un autentico teatro di apparizioni, di scansioni, linee e confini, affioramenti.
La Società Petroltecnica da tempo ha assunto un ruolo leader nel settore delle imprese private per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea proponendo mostre di artisti riminesi, favorendo in questo modo una nuova attenzione per la ricerca artistica.
Catalogo con testo critico di Annamaria Bernucci.
Accostarsi alla ricerca artistica di Giovanni Lombardini significa immergersi nella deflagrazione del colore, elemento costitutivo ed elettivo della sua tenace indagine conoscitiva sulla pittura e più in generale della visione. Il colore ma anche i segni che lo contengono diviene serbatoio di energia pura in grado di strumentalizzare i sensi.
Figura di incontrastato rilievo nel panorama artistico riminese, Giovanni Lombardini da anni svolge una intensa attività espositiva in Italia. Presenta in questa occasione una selezione significativa di opere appartenenti all’ultimo decennio (2000-2010) frutto di una continua e attenta ricerca nell’ambito di una pittura ascrivibile all’area astratto-aniconica. Ambito nel quale ha maturato con sapiente costanza una esperienza prolifica e variegata, attraverso una pittura dai caratteri e dalla tecnica assolutamente originali.
Giovanni Lombardini realizza quadri di grandi e medie dimensioni su supporti di origine industriale (formica) elaborati con mordenti e poliesteri, cioè a dire colori accesi e liquidi dall’inconfondibile superficie lucida e riflettente. Nel guidare il colore all’interno di strutture compositive, nelle irruzioni del ‘caso’ vigilmente contenuto dall’azione e dal gesto Lombardini aziona piani diversi di percezione e di emozione.
Energia, forza vitale, riflessi alchemici e cosmici sono parole chiave spesso evocate per tradurre l’opera di Giovanni Lombardini e il suo lavoro di artista dalla versatilità piena ma rigorosa nella grammatica, capace com’è di aderire con un proprio vocabolario alle ricerche e alle suggestioni contemporanee, senza tradirsi mai.
Va detto che negli anni ha tenuto una relazione dialogante con le radici remote e impegnate della pittura di impronta minimalista come anche con le esperienze maturate negli anni ’70 contaminate dalle correnti concettuali e dell’arte povera.
Lombardini ci conduce per mano verso le dinamiche della strutturazione visiva e della forma sorretto dalle componenti razionali del suo fare artistico: progettazione e invenzione vanno di pari passo. Il suo linguaggio è saturo di rimandi anche metaforici (la natura), di aspetti panteistici (le visioni) che si rivelano in forme complesse, strutturate; il suo colore è pigmento e cristallo che svela la vita della materia (naturale e artificiale), le sue superfici pittoriche rimbalzi di luce, ma anche di trasparenza e ineffabile effetto di permeabilità dell’aria e dell’atmosfera.
La mostra è stata costruita come una breve retrospettiva creando l’artista un percorso che comprende i cicli che partono da Brine del 2000, e attraversando Scie, Specchio sonoro, Rime, Pietre preziose, giunge a Inventari (2009). Ci sono tutti i simboli, i colori e le forme ricorrenti di Lombardini in questo tracciato che riassume un autentico teatro di apparizioni, di scansioni, linee e confini, affioramenti.
La Società Petroltecnica da tempo ha assunto un ruolo leader nel settore delle imprese private per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea proponendo mostre di artisti riminesi, favorendo in questo modo una nuova attenzione per la ricerca artistica.
Catalogo con testo critico di Annamaria Bernucci.
11
marzo 2010
Giovanni Lombardini – Deposito colore
Dall'undici marzo all'undici aprile 2010
arte contemporanea
Location
ART’AZIENDA
Coriano, Via Rovereta, 34, (Rimini)
Coriano, Via Rovereta, 34, (Rimini)
Orario di apertura
da lunedì al venerdì 9-18
Vernissage
11 Marzo 2010, ore 17-20
Autore



