Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giorgio Rossi – Percorsi 1968-2010
Mostra personale
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Dal 6 al 18 marzo la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, ospita la mostra personale di Giorgio Rossi intitolata “Percorsi 1968- 2010”.
Giorgio Rossi è nato a Milano nel 1940, negli anni 60 ha frequentato la scuola di nudo presso l’Accademia di Brera e in seguito grafica sotto la direzione di Albe Steiner.
La mostra è supportata da un catalogo con numerosi commenti critici di autori di rilievo.
“…fra le personalità di maggior spicco ci sembra opportuno segnalare tre opere inviate di Giorgio Rossi”.
XXV Premio Suzzara 1972
“Giorgio Rossi pittore milanese ha mostrato con dipinti e disegni di affiancarsi a quegli artisti che parto-no da una base fotografica per esprimere concetti e rappresentare fatti e situazioni nei quali finisce sem-pre per emergere un senso artistico che risiede non tanto nella scelta dell’argomento, quanto nel trattare l’esecuzione dl disegno o del dipinto”.
Dino Villani
“…Il Rossi affronta questo rapporto con una ricerca che non trascura l’analisi condotta dalla “Neue sa-chlichkeit”. L’ottica dell’artista capovolge l’ordine e la precisione visiva, care ai mass-media, in funzione illuminante della condizione alienata dell’uomo…”
Liberio Reggiani, Galleria Il Canale, Venezia, 1972
“…non è dunque una strada facile quella dell’immagine cercata da Rossi. Diremo però che gli esiti a cui è giunto oggi. È puntuale conferma… Sono tele e disegni in cui i personaggi vivono una dimensione di squallida solitudine e d’abbandono, percorsi da sfuggenti e drammatiche “presenze” che si caricano di immediate e inquietanti valenze metaforiche…”
Giorgio Seveso, Galleria d’Arte San Michele, Brescia, La Firma 1973/1975
“I rifiuti diventano protagonisti della pittura di Giorgio Rossi solo dopo la stagione della solitudine uma-na, rappresentata da una serie di dipinti 1971/73 con uomini che scendono o salgono scale di palazzo o della metropolitana collateralmente da i disegni con uomini e televisori nei quali Rossi rivela una sua propensione al disegno, propensione che nei dipinti aveva cercato di assorbire con effetti chiaroscurali quasi fotografici, che talvolta richiamano Recalcati come l’uomo che scende le scale emergendo dal buio, scala sui cui gradini proprio nel 1973 i rifiuti sostituiscono l’uomo. Ma qui l’ottica ancora risente molto dell’impatto disegnativo. È nei paesaggi, ovviamente desertici, come corollario dei tempi pre, che Rossi raggiunge modi sganciati dall’ottica disegnativa per mezzo di una pittura più luminosa e d’impianto se-gnico, che suggerisce i dettagli, ammorbidendone con stesure cromatiche le ombre… La propensione al disegno è così connaturata in Giorgio rossi che, oltre a soddisfarla nell’ambito dell’incisione, si ripresenta in ipinti e in maniera più grafica, seppur coniugata con il colore – nella serie di opere a pastello che, dopo Donna e siringa del ’79 continueranno nel decennio successivo”.
Giorgio Di Genova
da “Storia dell’Arte Italiana del 900 - generazione Anni Quaranta, edizioni Bora”
Giorgio Rossi è nato a Milano nel 1940, negli anni 60 ha frequentato la scuola di nudo presso l’Accademia di Brera e in seguito grafica sotto la direzione di Albe Steiner.
La mostra è supportata da un catalogo con numerosi commenti critici di autori di rilievo.
“…fra le personalità di maggior spicco ci sembra opportuno segnalare tre opere inviate di Giorgio Rossi”.
XXV Premio Suzzara 1972
“Giorgio Rossi pittore milanese ha mostrato con dipinti e disegni di affiancarsi a quegli artisti che parto-no da una base fotografica per esprimere concetti e rappresentare fatti e situazioni nei quali finisce sem-pre per emergere un senso artistico che risiede non tanto nella scelta dell’argomento, quanto nel trattare l’esecuzione dl disegno o del dipinto”.
Dino Villani
“…Il Rossi affronta questo rapporto con una ricerca che non trascura l’analisi condotta dalla “Neue sa-chlichkeit”. L’ottica dell’artista capovolge l’ordine e la precisione visiva, care ai mass-media, in funzione illuminante della condizione alienata dell’uomo…”
Liberio Reggiani, Galleria Il Canale, Venezia, 1972
“…non è dunque una strada facile quella dell’immagine cercata da Rossi. Diremo però che gli esiti a cui è giunto oggi. È puntuale conferma… Sono tele e disegni in cui i personaggi vivono una dimensione di squallida solitudine e d’abbandono, percorsi da sfuggenti e drammatiche “presenze” che si caricano di immediate e inquietanti valenze metaforiche…”
Giorgio Seveso, Galleria d’Arte San Michele, Brescia, La Firma 1973/1975
“I rifiuti diventano protagonisti della pittura di Giorgio Rossi solo dopo la stagione della solitudine uma-na, rappresentata da una serie di dipinti 1971/73 con uomini che scendono o salgono scale di palazzo o della metropolitana collateralmente da i disegni con uomini e televisori nei quali Rossi rivela una sua propensione al disegno, propensione che nei dipinti aveva cercato di assorbire con effetti chiaroscurali quasi fotografici, che talvolta richiamano Recalcati come l’uomo che scende le scale emergendo dal buio, scala sui cui gradini proprio nel 1973 i rifiuti sostituiscono l’uomo. Ma qui l’ottica ancora risente molto dell’impatto disegnativo. È nei paesaggi, ovviamente desertici, come corollario dei tempi pre, che Rossi raggiunge modi sganciati dall’ottica disegnativa per mezzo di una pittura più luminosa e d’impianto se-gnico, che suggerisce i dettagli, ammorbidendone con stesure cromatiche le ombre… La propensione al disegno è così connaturata in Giorgio rossi che, oltre a soddisfarla nell’ambito dell’incisione, si ripresenta in ipinti e in maniera più grafica, seppur coniugata con il colore – nella serie di opere a pastello che, dopo Donna e siringa del ’79 continueranno nel decennio successivo”.
Giorgio Di Genova
da “Storia dell’Arte Italiana del 900 - generazione Anni Quaranta, edizioni Bora”
06
marzo 2010
Giorgio Rossi – Percorsi 1968-2010
Dal 06 al 18 marzo 2010
arte contemporanea
Location
ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN
Mantova, Via Ippolito Nievo, 10, (Mantova)
Mantova, Via Ippolito Nievo, 10, (Mantova)
Orario di apertura
ore 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi
Vernissage
6 Marzo 2010, ore 17.00
Autore
Curatore




