Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Goffredo Radicati di Primeglio
Mostra personale
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Goffredo Radicati,
il pittore che manda in orbita
Visitando il palazzo omayyade costruito da Hisham, califfo
di Damasco, fra il 724 e il 743, a Gerico, abbiamo avuto
l’avventura di trovarci di fronte al più elementare dei metodi
conservativi: l’amministrazione palestinese, assolutamente
priva di mezzi, ha deciso di coprire di sabbia, in attesa
di tempi migliori, i meravigliosi mosaici del luogo e la
guida, munita di ramazza, ve ne farà ammirare qualche
metro quadrato scopando via la terra, salvo rimetterla, a
osservazione terminata.
Visitando lo studio di Goffredo Radicati di Primeglio, in
corso Monforte, a Mediolanum, ci si trova di fronte a
una polvere non del tutto dissimile da quella che copre
le meraviglie omayyadi: è la polvere di cui si ammantano
i due fratelli Radicati (nomen omen) che combattono in
silenzio un certo modo di fare di oggi nascondendo i mille
anni di storia piemontese che si portano sulle spalle dietro
a un sorriso gentile e disarmante. Il contado Radicati fino
a seicento anni fa batteva moneta. Nel loro caso si può
usare il neologismo vecchio di zecca.
Goffredo Radicati dipingeva già a quindici anni, ma
il padre Giuseppe, valente pittore figurativo che aveva
sperimentato su se stesso la scarsa fortuna finanziaria di
un dipingere contro corrente nell’era dell’atonale e che
aveva intravisto nel suo secondogenito un carattere non
disposto all’allineamento, lo sconsigliò con decisione
di prendere i pennelli in mano, indirizzandolo verso
l’architettura. Il mondo onirico di Goffredo Radicati
spingeva però con forza e l’acqua ruppe la diga del buon
senso invadendo, in forma di pittura, la sua esistenza. Fra
una sigaretta e l’altra nascono olii su tela che raccontano
la vita, sua e nostra. I titoli sono significativi: Ricordo di
mare, Precariato, L’anima della mia gatta, Cappuccetto Rosso,
Il lupo, Sogno, Sassi, Annunciazione, Cavalieri, Metropolitana,
I creditori, L’ultima cena, Sfratto, Crocefissione, Pensieri, Mutazioni,
Vegetali. Il percorso scelto è tortuoso e sinuoso e se in un
musicista contemporaneo si possono ascoltare gli echi
di Prokofiev, Stravinsky e Ravel, nei quadri di Radicati si
notano certe curve di Salvador Dalì e certe atmosfere di
James Ensor. Le battaglie poi mostrano i cavalli grigi e
luminosi del Palio di Asti discendenti diretti dei possenti
destrieri che Paolo Uccello ha posto al centro della
Battaglia di San Romano nel 1450.
Curvaceo e gelatinoso il dipinto di Radicati, una volta
terminato, va in orbita, parte per il suo viaggio autonomo
nello spazio dove racconterà, anche attraverso i colori,
che sul pianeta terra la gente si vuol bene, piange e fa la
guerra e che le tonalità sono entità viventi perché la stessa
forma nera dice altre cose della stessa forma bianca e
questo incredibile intrico armonioso che esce dal cuore,
dalla mente e dalla mano di Goffredo Radicati narra
mille anni di inconscio del pianeta terra. Non è poco. Se
il conte fiammingo Goffredo di Buglione (Godefroy de
Bouillon, Baisy 1060 - Gerusalemme 18 luglio,1100) era
prozio di Sant’Antonio di Padova, (Fernando Martim de
Bulhões e Taveira Azevedo, Lisbona, 15 agosto 1195 -
Padova, 13 giugno 1231), il conte piemontese Goffredo
Radicati è anch’egli imparentato con un santo, il fratello
Ariberto, suo manager ed estimatore.
Jean Blanchaert
Goffredo Radicati di Primeglio nasce a Milano il 24 marzo
1950. Il suo apprendistato pittorico inizia nello studio del padre
Giuseppe anch’egli pittore, mentre frequenta il politecnico di
Milano, laureandosi in Architettura. Lavora nella comunicazione
visiva e continua a dipingere nell’ambito culturale e critico di
Franco Russoli e Mario De Micheli. Dal 1993 si dedica con
rinnovato vigore alla pittura, iniziando esposizioni personali in
Italia e all’estero.
Lavora a Milano, in corso Monforte 41.
In copertina: Preludio, olio su tela, 2009 - 180x90 cm
In centro: Africa, olio su tela, 2000 - 80x120 cm
il pittore che manda in orbita
Visitando il palazzo omayyade costruito da Hisham, califfo
di Damasco, fra il 724 e il 743, a Gerico, abbiamo avuto
l’avventura di trovarci di fronte al più elementare dei metodi
conservativi: l’amministrazione palestinese, assolutamente
priva di mezzi, ha deciso di coprire di sabbia, in attesa
di tempi migliori, i meravigliosi mosaici del luogo e la
guida, munita di ramazza, ve ne farà ammirare qualche
metro quadrato scopando via la terra, salvo rimetterla, a
osservazione terminata.
Visitando lo studio di Goffredo Radicati di Primeglio, in
corso Monforte, a Mediolanum, ci si trova di fronte a
una polvere non del tutto dissimile da quella che copre
le meraviglie omayyadi: è la polvere di cui si ammantano
i due fratelli Radicati (nomen omen) che combattono in
silenzio un certo modo di fare di oggi nascondendo i mille
anni di storia piemontese che si portano sulle spalle dietro
a un sorriso gentile e disarmante. Il contado Radicati fino
a seicento anni fa batteva moneta. Nel loro caso si può
usare il neologismo vecchio di zecca.
Goffredo Radicati dipingeva già a quindici anni, ma
il padre Giuseppe, valente pittore figurativo che aveva
sperimentato su se stesso la scarsa fortuna finanziaria di
un dipingere contro corrente nell’era dell’atonale e che
aveva intravisto nel suo secondogenito un carattere non
disposto all’allineamento, lo sconsigliò con decisione
di prendere i pennelli in mano, indirizzandolo verso
l’architettura. Il mondo onirico di Goffredo Radicati
spingeva però con forza e l’acqua ruppe la diga del buon
senso invadendo, in forma di pittura, la sua esistenza. Fra
una sigaretta e l’altra nascono olii su tela che raccontano
la vita, sua e nostra. I titoli sono significativi: Ricordo di
mare, Precariato, L’anima della mia gatta, Cappuccetto Rosso,
Il lupo, Sogno, Sassi, Annunciazione, Cavalieri, Metropolitana,
I creditori, L’ultima cena, Sfratto, Crocefissione, Pensieri, Mutazioni,
Vegetali. Il percorso scelto è tortuoso e sinuoso e se in un
musicista contemporaneo si possono ascoltare gli echi
di Prokofiev, Stravinsky e Ravel, nei quadri di Radicati si
notano certe curve di Salvador Dalì e certe atmosfere di
James Ensor. Le battaglie poi mostrano i cavalli grigi e
luminosi del Palio di Asti discendenti diretti dei possenti
destrieri che Paolo Uccello ha posto al centro della
Battaglia di San Romano nel 1450.
Curvaceo e gelatinoso il dipinto di Radicati, una volta
terminato, va in orbita, parte per il suo viaggio autonomo
nello spazio dove racconterà, anche attraverso i colori,
che sul pianeta terra la gente si vuol bene, piange e fa la
guerra e che le tonalità sono entità viventi perché la stessa
forma nera dice altre cose della stessa forma bianca e
questo incredibile intrico armonioso che esce dal cuore,
dalla mente e dalla mano di Goffredo Radicati narra
mille anni di inconscio del pianeta terra. Non è poco. Se
il conte fiammingo Goffredo di Buglione (Godefroy de
Bouillon, Baisy 1060 - Gerusalemme 18 luglio,1100) era
prozio di Sant’Antonio di Padova, (Fernando Martim de
Bulhões e Taveira Azevedo, Lisbona, 15 agosto 1195 -
Padova, 13 giugno 1231), il conte piemontese Goffredo
Radicati è anch’egli imparentato con un santo, il fratello
Ariberto, suo manager ed estimatore.
Jean Blanchaert
Goffredo Radicati di Primeglio nasce a Milano il 24 marzo
1950. Il suo apprendistato pittorico inizia nello studio del padre
Giuseppe anch’egli pittore, mentre frequenta il politecnico di
Milano, laureandosi in Architettura. Lavora nella comunicazione
visiva e continua a dipingere nell’ambito culturale e critico di
Franco Russoli e Mario De Micheli. Dal 1993 si dedica con
rinnovato vigore alla pittura, iniziando esposizioni personali in
Italia e all’estero.
Lavora a Milano, in corso Monforte 41.
In copertina: Preludio, olio su tela, 2009 - 180x90 cm
In centro: Africa, olio su tela, 2000 - 80x120 cm
18
gennaio 2010
Goffredo Radicati di Primeglio
Dal 18 al 25 gennaio 2010
arte contemporanea
Location
EX ORATORIO DELLA CONFRATERNITA DELLA PASSIONE – BASILICA DI SANT’AMBROGIO
Milano, Piazza Sant'ambrogio, (Milano)
Milano, Piazza Sant'ambrogio, (Milano)
Orario di apertura
ore 14.30 - 19.30
Vernissage
18 Gennaio 2010, ore 18
Sito web
www.galleriablanchaert.it
Autore



