Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Filippo Berta – Eliseo Cannone Alessandro Pelicioli Anna Coppola Greta Agresi
Quattro schermi di vetro trasparente separano i corpi di due uomini e due donne dal pubblico, come se fossero in un acquario, esposti allo sguardo. Non vi è altro sulla scena. Il titolo della mostra è formato dai loro nomi.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Quattro schermi di vetro trasparente separano i corpi di due uomini e due donne dal pubblico, come se fossero in un acquario, esposti allo sguardo. Non vi è altro sulla scena. Il titolo della mostra è formato dai loro nomi. Sappiamo che indicano corpi diversi e differenziati per età, genere, carattere. Ma il nome è destinato a rimanere una cifra vuota, un codice senza riferimento, perché i performer compiono un’unica e solitaria azione, anche faticosa e insistente, forse aggressiva, destinata ad annullare, a cancellare, a sottrarre alla vista ciò che più di ogni altra cosa incarna l’unicità di una persona, il volto. È un’azione ritmica. Probabilmente qualcuno la porta avanti con forza, altri con lentezza. Tutti, sicuramente, con una certa fatica. È un gesto semplice, anche quotidiano, che capita forse talvolta di fare per gioco o per scherzo, ma che diventa un atto di negazione. L’azione è basata sul respiro.
Eliseo Cannone Alessandro Pelicioli Anna Coppola Greta Agresti è una riflessione sul ritratto. Al di là del vetro che separa ogni persona nel suo spazio privato, si avverte il corpo attraverso il respiro. L’affanno è dato dallo sforzo compiuto nel tentativo di mantenere costante una situazione, almeno fino allo scadere del tempo stabilito. Cinque minuti è la durata prefissata dell’azione. La situazione è carica di tensione, non solo perché ai performer è richiesto molto in termini di energia e concentrazione. C’è un moto ondulatorio tra vedere e non vedere, tra qualcosa che appare e si appanna. La performance oscilla sul filo teso tra la presenza fisica, individualizzata del corpo, e il suo azzeramento.
Alessandra Pioselli
Eliseo Cannone Alessandro Pelicioli Anna Coppola Greta Agresti è una riflessione sul ritratto. Al di là del vetro che separa ogni persona nel suo spazio privato, si avverte il corpo attraverso il respiro. L’affanno è dato dallo sforzo compiuto nel tentativo di mantenere costante una situazione, almeno fino allo scadere del tempo stabilito. Cinque minuti è la durata prefissata dell’azione. La situazione è carica di tensione, non solo perché ai performer è richiesto molto in termini di energia e concentrazione. C’è un moto ondulatorio tra vedere e non vedere, tra qualcosa che appare e si appanna. La performance oscilla sul filo teso tra la presenza fisica, individualizzata del corpo, e il suo azzeramento.
Alessandra Pioselli
16
gennaio 2010
Filippo Berta – Eliseo Cannone Alessandro Pelicioli Anna Coppola Greta Agresi
Dal 16 gennaio al 16 febbraio 2010
arte contemporanea
performance - happening
performance - happening
Location
PLACENTIA ARTE
Piacenza, Via Giovanni Battista Scalabrini, 116, (Piacenza)
Piacenza, Via Giovanni Battista Scalabrini, 116, (Piacenza)
Orario di apertura
da martedi a sabato ore 16-19
Vernissage
16 Gennaio 2010, ore 18,30
Autore