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Ottavio Pinarello – Profili. Identità
Ottavio Pinarello negli ultimi anni ha scelto di esprimersi non solo tramite lavori prettamente pittorici, ma anche di commistione tra fotografia e pittura; in entrambi i casi si rientra comunque nel suo particolare e riconoscibile cammino artistico caratterizzato dai suoi “profili” umani
Comunicato stampa
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comunicato stampa 1
Questa mostra vuole presentare un artista che si inserisce in modo originale nel filone della pittura e in particolare della fotografia, vista non più come riproduzione fedele della realtà, ma come mezzo espressivo interiore, capace di esprimere stati d’animo quanto e più della pittura.
Ottavio Pinarello infatti negli ultimi anni ha scelto di esprimersi non solo tramite lavori prettamente pittorici, ma anche di commistione tra fotografia e pittura; in entrambi i casi si rientra comunque nel suo particolare e riconoscibile cammino artistico caratterizzato dai suoi “profili” umani stilizzati, profili dipinti che ora sembrano protagonisti ora spettatori della rappresentazione pittorica o della scena fotografica. Nelle sue opere, dove si può leggere il suo percorso simbolista-concettuale, le immagini fotografiche si intrecciano con la pittura dando vita a quadri sospesi tra l’introspezione e la rappresentazione dello spazio: un linguaggio originale e riflessivo sulle contraddizioni e la potenzialità della mente umana.
La sua pittura, però, come egli stesso dice, “non copre l’immagine fotografica che deve rimanere leggibile come tale, quello che non deve essere chiaro è il confine tra la realtà fotografica e la realtà pittorica”.
La Galleria “Nuovo Spazio” ha fatto numerose mostre di fotografia e di arte digitale, e l’ultima mostra personale di Luigi Veronesi, artista che la galleria tratta da molti anni, comprendeva alcune delle sue opere fotografiche, eseguite senza macchina fotografica, ma imprimendo l’ombra di un oggetto su di un foglio fotosensibile, esperimenti da lui eseguiti negli anni fra le due guerre, come quelli di Man Ray, Moholy-Nagy, El Lissitzky e Rodchenko.
Una via, quella della fotografia, esplorata sotto numerosi e svariati aspetti, sia tecnici che interpretativi, da parte di autori di fama internazionale, ma ancora aperta sia all’innovazione tecnologica che alla possibilità di nuovi aspetti della creatività.
La fotografia, per Ottavio Pinarello è “un potente metodo di indagine psicologica, capace di evocare alla mente tutta una serie di situazioni e riflessioni che possono spingere all’analisi introspettiva: gli scatti possono diventare ‘fotografia’ di ciò che non si vede, ma che invece si prova e si sente nel proprio intimo…” (Ottavio Pinarello).
La mostra presenta una quindicina di dipinti dell’artista, in cui Pinarello esprime questo suo percorso di introspezione psicologica, attraverso, appunto, il mezzo pittorico e quello fotografico.
comunicato stampa 2
Nuova mostra personale di O. Pinarello che si terrà dal 28 novembre al 10 dicembre 2009, organizzata dalla Galleria Nuovo Spazio (Udine - Venezia Mestre), presso la propria sede di Palazzo Manin in centro storico a Udine. L'evento è sotto il patrocinio dell'UNESCO.
La storica Galleria Nuovo Spazio, fondata nel 1967 a Venezia, fu inaugurata con una mostra di artisti allora emergenti, come Mario Ceroli, Concetto Pozzati e Claudio Verna. L'attività espositiva proseguì alternando mostre di artisti come Salvador Dalì, Enrico Baj, Picasso, Marino Marini, Virgilio Guidi, Lucio Fontana, Roberto Crippa (prima mostra postuma), Doris Reitter, Giacomo Manzù, Zoran Music, Le Cloirec, Tullio Crali, Tancredi Parmeggiani, Andy Warhol. Tra le mostre più recenti, Mimmo Rotella, Romano Zanotti in collaborazione con la Galleria "Denise René" di Parigi e successivamente "Spazialisti Veneti". Nel settembre 2000 la Galleria Nuovo Spazio apre una nuova sede a Palazzo Manin a Udine che inaugura con opere di Afro, Bacci, Lucio Fontana, Marino Marini, Sebastian Matta, Music, Man Ray, Mimmo Rotella, Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Marc Tobey. La Galleria espone ora le opere di Ottavio Pinarello, sia quelle esclusivamente pittoriche, sia quelle di commistione tra pittura e fotografia, che comunque rientrano nel tipico percorso dell'artista veneto caratterizzato dalla presenza dei suoi noti profili umani stilizzati. "(...). Ottavio Pinarello è indagatore della natura umana, dei suoi risvolti più intimi, degli enigmi insondabili che ne caratterizzano il pensiero e l’anima. In questo frangente egli tramuta visioni interiori in scatti fotografici, che vengono impressi su porzioni della tela che a sua volta subisce poi un deciso intervento pittorico con l’inserimento dei suoi noti profili stilizzati. E’ un approccio solo apparentemente contraddittorio quello dell’artista. Egli sembra operare un ribaltamento della realtà percettiva: lo scatto fotografico, lo strumento più potente per catturare la veridicità del reale, è usato per rappresentare l’immateriale e l’impalpabile, ciò che si avverte nel profondo, mentre la restituzione del contesto reale avviene tramite l’intervento pittorico che a sua volta “contiene” l’immagine fotografica. (....). Anche nelle sue tele esclusivamente pittoriche egli, come in passato, continua a dar voce ai medesimi flussi esistenziali interiori. Facendo uso talvolta di pennellate uniformi e talvolta di interventi caratterizzati da una maggiore frammentazione ed evidenza materica, l’artista lavora sull’ambivalenza e sulla creazione di molteplici piani e riferimenti spaziali a seconda dell’elemento su cui l’osservatore porge maggiore attenzione. E’ una ricerca spaziale abbinata sempre a particolari necessità di espressione concettuale dell’autore. L’uomo, con le sue aspirazioni, i suoi limiti, le sue paure e i suoi interrogativi, è posto proprio dinanzi a tali misteri, in un tentativo di confronto, di continua interrogazione. Ecco che l’essere umano si rapporta con scenari sempre nuovi, sfondi astratti che si riferiscono al mondo esterno, tanto quanto all’universo interiore. Tale interrogazione interiore è un’esigenza personale dell’autore, situazione che riversa nelle sue opere una pregnante carica emotiva e riflessiva, sempre attentamente declinata e ponderata, come conferma lo stesso Paolo Barozzi che di Ottavio Pinarello rileva l’interessante processo di analisi teorica e di costruzione concettuale, legate alla peculiare capacità di ricerca formale ed espressiva."(di Giovanna Le Noci, brani estratti dall'articolo pubblicato su Arte Contemporanea, maggio-giugno 2009).
Questa mostra vuole presentare un artista che si inserisce in modo originale nel filone della pittura e in particolare della fotografia, vista non più come riproduzione fedele della realtà, ma come mezzo espressivo interiore, capace di esprimere stati d’animo quanto e più della pittura.
Ottavio Pinarello infatti negli ultimi anni ha scelto di esprimersi non solo tramite lavori prettamente pittorici, ma anche di commistione tra fotografia e pittura; in entrambi i casi si rientra comunque nel suo particolare e riconoscibile cammino artistico caratterizzato dai suoi “profili” umani stilizzati, profili dipinti che ora sembrano protagonisti ora spettatori della rappresentazione pittorica o della scena fotografica. Nelle sue opere, dove si può leggere il suo percorso simbolista-concettuale, le immagini fotografiche si intrecciano con la pittura dando vita a quadri sospesi tra l’introspezione e la rappresentazione dello spazio: un linguaggio originale e riflessivo sulle contraddizioni e la potenzialità della mente umana.
La sua pittura, però, come egli stesso dice, “non copre l’immagine fotografica che deve rimanere leggibile come tale, quello che non deve essere chiaro è il confine tra la realtà fotografica e la realtà pittorica”.
La Galleria “Nuovo Spazio” ha fatto numerose mostre di fotografia e di arte digitale, e l’ultima mostra personale di Luigi Veronesi, artista che la galleria tratta da molti anni, comprendeva alcune delle sue opere fotografiche, eseguite senza macchina fotografica, ma imprimendo l’ombra di un oggetto su di un foglio fotosensibile, esperimenti da lui eseguiti negli anni fra le due guerre, come quelli di Man Ray, Moholy-Nagy, El Lissitzky e Rodchenko.
Una via, quella della fotografia, esplorata sotto numerosi e svariati aspetti, sia tecnici che interpretativi, da parte di autori di fama internazionale, ma ancora aperta sia all’innovazione tecnologica che alla possibilità di nuovi aspetti della creatività.
La fotografia, per Ottavio Pinarello è “un potente metodo di indagine psicologica, capace di evocare alla mente tutta una serie di situazioni e riflessioni che possono spingere all’analisi introspettiva: gli scatti possono diventare ‘fotografia’ di ciò che non si vede, ma che invece si prova e si sente nel proprio intimo…” (Ottavio Pinarello).
La mostra presenta una quindicina di dipinti dell’artista, in cui Pinarello esprime questo suo percorso di introspezione psicologica, attraverso, appunto, il mezzo pittorico e quello fotografico.
comunicato stampa 2
Nuova mostra personale di O. Pinarello che si terrà dal 28 novembre al 10 dicembre 2009, organizzata dalla Galleria Nuovo Spazio (Udine - Venezia Mestre), presso la propria sede di Palazzo Manin in centro storico a Udine. L'evento è sotto il patrocinio dell'UNESCO.
La storica Galleria Nuovo Spazio, fondata nel 1967 a Venezia, fu inaugurata con una mostra di artisti allora emergenti, come Mario Ceroli, Concetto Pozzati e Claudio Verna. L'attività espositiva proseguì alternando mostre di artisti come Salvador Dalì, Enrico Baj, Picasso, Marino Marini, Virgilio Guidi, Lucio Fontana, Roberto Crippa (prima mostra postuma), Doris Reitter, Giacomo Manzù, Zoran Music, Le Cloirec, Tullio Crali, Tancredi Parmeggiani, Andy Warhol. Tra le mostre più recenti, Mimmo Rotella, Romano Zanotti in collaborazione con la Galleria "Denise René" di Parigi e successivamente "Spazialisti Veneti". Nel settembre 2000 la Galleria Nuovo Spazio apre una nuova sede a Palazzo Manin a Udine che inaugura con opere di Afro, Bacci, Lucio Fontana, Marino Marini, Sebastian Matta, Music, Man Ray, Mimmo Rotella, Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Marc Tobey. La Galleria espone ora le opere di Ottavio Pinarello, sia quelle esclusivamente pittoriche, sia quelle di commistione tra pittura e fotografia, che comunque rientrano nel tipico percorso dell'artista veneto caratterizzato dalla presenza dei suoi noti profili umani stilizzati. "(...). Ottavio Pinarello è indagatore della natura umana, dei suoi risvolti più intimi, degli enigmi insondabili che ne caratterizzano il pensiero e l’anima. In questo frangente egli tramuta visioni interiori in scatti fotografici, che vengono impressi su porzioni della tela che a sua volta subisce poi un deciso intervento pittorico con l’inserimento dei suoi noti profili stilizzati. E’ un approccio solo apparentemente contraddittorio quello dell’artista. Egli sembra operare un ribaltamento della realtà percettiva: lo scatto fotografico, lo strumento più potente per catturare la veridicità del reale, è usato per rappresentare l’immateriale e l’impalpabile, ciò che si avverte nel profondo, mentre la restituzione del contesto reale avviene tramite l’intervento pittorico che a sua volta “contiene” l’immagine fotografica. (....). Anche nelle sue tele esclusivamente pittoriche egli, come in passato, continua a dar voce ai medesimi flussi esistenziali interiori. Facendo uso talvolta di pennellate uniformi e talvolta di interventi caratterizzati da una maggiore frammentazione ed evidenza materica, l’artista lavora sull’ambivalenza e sulla creazione di molteplici piani e riferimenti spaziali a seconda dell’elemento su cui l’osservatore porge maggiore attenzione. E’ una ricerca spaziale abbinata sempre a particolari necessità di espressione concettuale dell’autore. L’uomo, con le sue aspirazioni, i suoi limiti, le sue paure e i suoi interrogativi, è posto proprio dinanzi a tali misteri, in un tentativo di confronto, di continua interrogazione. Ecco che l’essere umano si rapporta con scenari sempre nuovi, sfondi astratti che si riferiscono al mondo esterno, tanto quanto all’universo interiore. Tale interrogazione interiore è un’esigenza personale dell’autore, situazione che riversa nelle sue opere una pregnante carica emotiva e riflessiva, sempre attentamente declinata e ponderata, come conferma lo stesso Paolo Barozzi che di Ottavio Pinarello rileva l’interessante processo di analisi teorica e di costruzione concettuale, legate alla peculiare capacità di ricerca formale ed espressiva."(di Giovanna Le Noci, brani estratti dall'articolo pubblicato su Arte Contemporanea, maggio-giugno 2009).
28
novembre 2009
Ottavio Pinarello – Profili. Identità
Dal 28 novembre al 10 dicembre 2009
arte contemporanea
Location
GALLERIA NUOVO SPAZIO – PALAZZO MANIN
Udine, Via Daniele Manin, 8, (Udine)
Udine, Via Daniele Manin, 8, (Udine)
Orario di apertura
Aperto dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30
Vernissage
28 Novembre 2009, ore 18.30
Autore


