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Peter Wüthrich
In concomitanza alla mostra personale di Peter Wüthrich presso la Galleria Christian Stein e presso la Galleria Cardi, Christian Stein Edizioni è lieta di presentare le sue opere recenti Shortstories, 2006 e The Life of Bookbutterflies, 2009.
Comunicato stampa
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In concomitanza alla mostra personale di Peter Wüthrich presso la Galleria Christian Stein e presso la Galleria Cardi, Christian Stein Edizioni è lieta di presentare le sue opere recenti Shortstories, 2006 e The Life of Bookbutterflies, 2009.
Da tempo Peter Wüthrich (nato a Berna nel 1962) ha eletto il libro a suo strumento espressivo. Un libro nel suo caso si rende disponibile a innumerevoli metamorfosi, si apre a incredibili trasformazioni, ma non perde contatto con la propria realtà di oggetto fisico o col proprio corpus di pagine e parole stampate. Con i libri Wüthrich costruisce un mondo parallelo, ma diversamente dallo scrittore che lo fa attraverso le parole, egli riesce a sorprenderci usando le mani come uno scultore e i colori come un pittore. Egli usa le copertine dei libri e i marcapagine, e poi le pagine stesse che ritaglia e cuce come fossero pezze di stoffa o fazzoletti di seta. Con un suo preciso programma poetico-formale, Wüthrich decostruisce e ricostruisce rapporti e significati tra strutture linguistiche diverse. Tuttavia, ognuno di questi pianeti orbita intorno ad un centro, che è appunto rappresentato dal libro e dalla biblioteca, e pure le copertine monocrome, appaiate e appese ad una parete in file regolari, somigliano difatti a farfalle con le ali dispiegate.
Wüthrich sembra volerci suggerire che un libro è come un bozzolo di farfalla, e che le pagine aperte di un libro sotto lo sguardo del lettore stupito diventano ali di farfalla. Di questi fragili insetti della famiglia dei Lepidotteri Wüthrich apprezza indubbiamente le campiture, la leggerezza, l‘intoccabilità, i meravigliosi segni con cui la natura decora il loro sontuoso abbigliamento: vesti leggerissime e preziose come la seta, fonte d’ispirazione per i pittori, dal Rinascimento all’Impressionismo e oltre. La farfalla com’è noto è anche l’immagine dell’anima umana, e le ali di farfalla si alzano in volo sostenendo angeli, fate, figure del mito come Hermes, Cupido, o Psiche. Per la Christian Stein Edizioni Wüthrich presenta un’edizione di 32 fotografie ciascuna stampata in 5 esemplari. Si tratta di una serie di foto che ritraggono copertine di libri ritagliate a guisa di farfalle. Ogni farfalla vestita con la sua sinfonia di colori si è posata su un fiore ridondante a sua volta di colori e di screziature, il verde dell’erba inanella quel matrimonio di natura e artificio, di arte e letteratura. Si tratta evidentemente di un lavoro che partendo dalla letteratura, dall’idea di biblioteca, di lista, ci parla per titoli di relazioni concettuose, e poi della bellezza come inganno o della verità come artificio.
Si deduce che per Wüthrich il mondo delle immagini o delle forme può tranquillamente scivolare dal piano astratto a quello naturalistico, dalla realtà alla fantasia, dallo spazio letterario a quello fisico della scultura e dell’installazione. Ovviamente i riferimenti più immediati per quanto concerne le opere di Wüthrich con farfalle sono pure le opere di Jannis Kounellis o Damine Hirst. La differenza profonda che esiste tra l’opera di Wüthrich e quest’ultime citate sta nel fatto che l’artista svizzero crea le farfalle ritagliando meticolosamente copertine di libri, e quindi non infilza o incolla alla tela la natura vivente. La sua ironia non appoggia sul tragico ma sul fantastico. Egli ama delle farfalle le metamorfosi, gli inganni, e poi l’esuberanza e il lusso. O meglio, come sostiene Nabokov, l’inutilità. “Scopersi nella natura le gioie non utilitarie dell’arte. Entrambe erano una forma di magia, un intricato gioco di incantesimo e di inganno”. Una mostra di Wüthrich è un meccanismo sapientemente elaborato, un labirinto e un cerchio in cui si cade senza provare terrore ma casomai una specie di deliziosa vertigine, il piacere della meraviglia.
Da tempo Peter Wüthrich (nato a Berna nel 1962) ha eletto il libro a suo strumento espressivo. Un libro nel suo caso si rende disponibile a innumerevoli metamorfosi, si apre a incredibili trasformazioni, ma non perde contatto con la propria realtà di oggetto fisico o col proprio corpus di pagine e parole stampate. Con i libri Wüthrich costruisce un mondo parallelo, ma diversamente dallo scrittore che lo fa attraverso le parole, egli riesce a sorprenderci usando le mani come uno scultore e i colori come un pittore. Egli usa le copertine dei libri e i marcapagine, e poi le pagine stesse che ritaglia e cuce come fossero pezze di stoffa o fazzoletti di seta. Con un suo preciso programma poetico-formale, Wüthrich decostruisce e ricostruisce rapporti e significati tra strutture linguistiche diverse. Tuttavia, ognuno di questi pianeti orbita intorno ad un centro, che è appunto rappresentato dal libro e dalla biblioteca, e pure le copertine monocrome, appaiate e appese ad una parete in file regolari, somigliano difatti a farfalle con le ali dispiegate.
Wüthrich sembra volerci suggerire che un libro è come un bozzolo di farfalla, e che le pagine aperte di un libro sotto lo sguardo del lettore stupito diventano ali di farfalla. Di questi fragili insetti della famiglia dei Lepidotteri Wüthrich apprezza indubbiamente le campiture, la leggerezza, l‘intoccabilità, i meravigliosi segni con cui la natura decora il loro sontuoso abbigliamento: vesti leggerissime e preziose come la seta, fonte d’ispirazione per i pittori, dal Rinascimento all’Impressionismo e oltre. La farfalla com’è noto è anche l’immagine dell’anima umana, e le ali di farfalla si alzano in volo sostenendo angeli, fate, figure del mito come Hermes, Cupido, o Psiche. Per la Christian Stein Edizioni Wüthrich presenta un’edizione di 32 fotografie ciascuna stampata in 5 esemplari. Si tratta di una serie di foto che ritraggono copertine di libri ritagliate a guisa di farfalle. Ogni farfalla vestita con la sua sinfonia di colori si è posata su un fiore ridondante a sua volta di colori e di screziature, il verde dell’erba inanella quel matrimonio di natura e artificio, di arte e letteratura. Si tratta evidentemente di un lavoro che partendo dalla letteratura, dall’idea di biblioteca, di lista, ci parla per titoli di relazioni concettuose, e poi della bellezza come inganno o della verità come artificio.
Si deduce che per Wüthrich il mondo delle immagini o delle forme può tranquillamente scivolare dal piano astratto a quello naturalistico, dalla realtà alla fantasia, dallo spazio letterario a quello fisico della scultura e dell’installazione. Ovviamente i riferimenti più immediati per quanto concerne le opere di Wüthrich con farfalle sono pure le opere di Jannis Kounellis o Damine Hirst. La differenza profonda che esiste tra l’opera di Wüthrich e quest’ultime citate sta nel fatto che l’artista svizzero crea le farfalle ritagliando meticolosamente copertine di libri, e quindi non infilza o incolla alla tela la natura vivente. La sua ironia non appoggia sul tragico ma sul fantastico. Egli ama delle farfalle le metamorfosi, gli inganni, e poi l’esuberanza e il lusso. O meglio, come sostiene Nabokov, l’inutilità. “Scopersi nella natura le gioie non utilitarie dell’arte. Entrambe erano una forma di magia, un intricato gioco di incantesimo e di inganno”. Una mostra di Wüthrich è un meccanismo sapientemente elaborato, un labirinto e un cerchio in cui si cade senza provare terrore ma casomai una specie di deliziosa vertigine, il piacere della meraviglia.
15
ottobre 2009
Peter Wüthrich
Dal 15 ottobre al 28 novembre 2009
arte contemporanea
Location
CHRISTIAN STEIN EDIZIONI
Milano, Corso Monforte, 23, (Milano)
Milano, Corso Monforte, 23, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30-19
Vernissage
15 Ottobre 2009, ore 19
Autore


