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Opiemme – Organismi Poeticamente Modificati
Con un’esposizione intitolata “Organismi Poeticamente Modificati:” con Opiemme la poesia abbandona la sua forma classica, per trasformarsi in una forma d’arte “totale”, fortemente ancorata alla realtà, dal forte impatto visuale, in grado di compenetrare e contaminare tutti i campi della comunicazione contemporanea: pittura, musica, pubblicità, street art, video-performance, teatro, letteratura, e finanche segnaletica stradale…
Comunicato stampa
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Proseguono gli appuntamenti dell'agriturismo Valleponci con l'arte e la
musica all'interno della rassegna "Braccia rubate alla viticoltura".
* *
* *Venerdì 18 settembre* è la volta
dell'Opiemme,
con un'esposizione intitolata "Organismi Poeticamente Modificati:" con
Opiemme la poesia abbandona la sua forma classica, per trasformarsi in una
forma d'arte "totale", fortemente ancorata alla realtà, dal forte impatto
visuale, in grado di compenetrare e contaminare tutti i campi della
comunicazione contemporanea: pittura, musica, pubblicità, street art,
video-performance, teatro, letteratura, e finanche segnaletica stradale...
Nulla esce indenne dalla "furia poetica" dell'Opiemme.
All'agriturismo Valleponci saranno esposte da venerdì 18 settembre a lunedì
5 ottobre opere che ne caratterizzano la ricerca artistica, alcune ivi
raccontate:
1. una poesia incisa su uno specchio retroilluminato, della serie "SOGNI
INFRANTI".
Le storie di 4 bambini, in 4 parti del mondo, un bimbo guerriero, una
bimba sfruttata, un’inconsapevole fondamentalista strumentalizzato, una
figlia del capitalismo schiacciata dal peso della degenerazione. I loro
sogni si infrangono. Poesie scritte su specchi scheggiati per
sottolineare la fragilità di queste vite. Poesie che mostrano condizioni
di vita purtroppo tragiche. Situazioni così lontane dalle nostre. Così
lontane da quelle che dovrebbe avere un bambino.
2. NO FUTURE FOR TOMMI
In un intervento d’arte pubblica dell'Opiemme realizzato a Torino nel
2008 un bambino diventa metaforicamente “posacenere”. L'opera porta alla
luce un elemento costitutivo dell’arredo cittadino: la patina di sporcizia
che si posa e poi si calcifica sulle nostre strade. Ogni giorno infatti
calpestiamo piccoli rifiuti che trasformano i nostri marciapiedi
infilandosi nelle fessure del materiale urbano. Noi adulti buttiamo
scorie varie senza pensare al domani: mozziconi di sigarette, scontrini,
piccoli ammennicoli che ci sembrano insignificanti. Gettiamo via queste
cose senza curarci del fatto che il futuro è dei nostri figli. Così un
bambino diventa metaforicamente “posacenere”: sorride felice alla vita,
all’avvenire tutto da scoprire, con i suoi occhi innocenti, senza accorgersi
della mano del “grande” che spegne noncurante le sigarette sulla sua testa.
3. Il pannello “VIETATO SOGNARE” rappresenta una serie di installazioni
fatte da Opiemme nel corso degli anni per la strade di alcune città
europee. I
segnali stradali sono diventati portatori di un messaggio nuovo dove il
significato delle parole è veicolato dai segnali stessi. Con
l'installazione "We live a limited freedom, limited by liberties" Opiemme
modifica la segnaletica stradale mutando il messaggio che questa veicola.
L'interazione tra i significati veicolati dalle parole e dai segnali
trasforma uno dei più comuni e universalmente comprensibili codici della
strada, spingendo i passanti a riflettere sul significato di libertà.
Vietato Sognare, Vietato Pensare, Vietato Respirare, Vietato Divertirsi,
Divieto di Graffiti, No Vandalism, No Racism, No Freedom, No Free Parties
sono queste alcune delle parole scelte per l'installazione: in ogni città
centinaia di cose ci sono proibite, spingendoci fino ad autolimitarci
inconsciamente.
4.
Le sei tele della collezione GLI AMANTI DEL CAFFE'
Un momento semplice come prendere il caffè al mattino può celare
universi. Immagina diversi atteggiamenti di fronte alla vita accostandoli
alla scelta del caffè. La serie di poesie "Amanti del caffè" nasce nel
2003 con "Caffè ristretto". Questa tazzina divenne il simbolo delle "poesie
adesive": testi contenuti in grafiche, appiccicati per le strade. Una tappa
fondamentale del percorso artistico dell'Opiemme che, fin dalla sua nascita
nel 1998, si prefigge di "svecchiare" la poesia accostandola a diversi
canali e modalità comunicative, per avvicinarla alla gente. Sotto questa
forma le "poesie adesive" iniziarono ad apparire per le strade delle città
italiane e straniere a partire dal 2003. Nel 2006 altre 5 poesie diedero
vita alla collezione "Gli amanti del caffè". A questa si ispirano l'omonima
video poesia e la performance "Il cameriere perso". Nella collezione vengono
immaginati gli infiniti stati d'animo e modi di rapportarsi alla vita che si
celano nelle persone che quotidianamente bevono un caffè, creando un
parallelismo diretto tra il gusto personale nella scelta del caffè e
l'approccio alla vita.
5.
QUESTA NON E’ UNA VALIGIA rappresenta una sperimentazione recente
dell'Opiemme portata su tela, quella dei POETIC TAG CLOUDS, in cui le parole
creano forme. Stretto il rapporto con la poesia visiva, anche se
l’approccio è totalmente differente. Il legame non è solo fra segno e
significato, ma fra mezzo, contesto e significato. In questo caso “bag,
luggage, valigia, bagaglio” creano i contorni di una valigia che al suo
interno contiene una poesia sul viaggio di Fernando Pessoa. La tecnica
utilizzata per la composizione dell’opera e soprattutto per l’inserimento
della poesia è quella dei Tag Clouds (una nuvola di tag è una
rappresentazione visiva delle etichette (tag) o parole chiave usate in un
sito web). Il titolo porta un riferimento diretto all’opera “Questa non è
una pipa” di Magritte, il testo utilizzato è di Fernando Pessoa.
INAUGURAZIONE VENERDI' 18 SETTEMBRE 2009
PROGRAMMA
ore 17: inaugurazione e vernissage *(ingresso libero)*
*
*
* ore 19: presentazione del libro
"Sette"
- la prima raccolta di racconti dell'Opiemme. Contiene i testi scritti nei
suoi primi 7 anni di scrittura. Quasi un diario ambientato nell'adolescenza
di ragazzi cresciuti tra la Liguria e Torino.
Il libro non si trova in libreria per una precisa scelta dell'Opiemme che ha
preferito una distribuzione basata sul giro di voce, il passa parola, e una
consegna del libro di mano in mano. Un'occasione per scoprire questa
pubblicazione, e avere una propria copia di Sette.
Autore: Opiemme. Editore: Prospettiva. Editrice Costo: 10 euro
OPIEMME
Opiemme applica a diverse forme artistiche la parola, creando una commistione fra forme espressive visive e scritte.
Svecchia la poesia, i modi con cui proporla, gli spazi da raggiungere, per renderla accessibile e avvicinarla alle persone: invogliare a una lettura e a una riflessione personale.
La sua esperienza artistica inizia nel 1998, con il desiderio di far conoscere e mediare i propri testi, bypassando un mercato editoriale disinteressato al linguaggio poetico. In queste prime prove si sviluppa la coscienza della necessità di ricercare dei nuovi modi di proporre la poesia, che si fa base di un lavoro di produzione e fruizione.
«I miei testi senza occhi che li leggano, non vivono, rimangono in silenzio”.
Opiemme cerca il pubblico per la strada. Partendo da un’attitudine proveniente dalla lezione della street-art, il suo lavoro si configura come tentativo di superare la dicotomia esistente in questa tra qualità e quantità, aggiungendo valore al mezzo: l’elemento poetico-letterario, i messaggi sociali ed ecologici. In questa direzione nascono le Poesie adesive e i Rotolini di Poesia (messaggi poetici arrotolati e appesi con fili di lana – oltre 100.000 esemplari realizzati). Di queste prime testimonianze di poesia urbana, di strada, parlano riviste come «D di Repubblica», «Exibart On Paper», «Urban», «Gioia» e numerosi quotidiani.
La strada diventa il contenitore delle esperienze dell’Opiemme, attraverso opere che si confrontano con la public art. L’installazione urbana Traffic Kills fa protestare le statue di Madrid, dal volto coperto da mascherine e cartello in mano contro l’inquinamento urbano, diventando input per la nascita di una community ecologica che ne porta il nome (www.traffickills.com). Nel 2006, durante la Notte delle Arti Contemporanee e Artissima, l’Opiemme realizza un’installazione alla fermata di un bus che crea scalpore: la Pensilina fucsia. Testi di narratori, filosofi e poeti che hanno vissuto o soggiornato in città, stampati su fogli fucsia fluorescente. Un luogo di passaggio diventa luogo simbolico del passaggio letterario in città.
Nell’anno in cui Torino è Capitale Mondiale del Design – 2008, Opiemme presenta la provocatoria scultura-posacenere No Future for Tommi: un bambino seduto sul marciapiede con mozziconi di sigarette spenti in testa. Sullo stesso tema si situa l’intervento di arte ecologica Don’t leave cigarette butts on the beach, un enorme mozzicone di sigaretta, lasciato come monito su una spiaggia, pubblicato su «Tangible» (Gestalten, Berlin, 2009).
Nel 2005 Exibart On Paper ne commenta il lavoro e si chiede: «Svecchiare la modalità di fruizione, fare della letteratura un gioco, un momento di seduzione personale o collettivo. Utopia?». Utopia che diviene realtà.
Opiemme riattualizza la poesia proponendola con modalità ibride e inaspettate e in contesti inusuali. L’approvazione di questo romantico tentativo arriva proprio dagli addetti ai lavori: festival letterari e manifestazioni culturali commissionano le soluzioni dell’Opiemme e ne sostengono economicamente la ricerca artistica.
Esse diventano, inoltre, lo stimolo per diffondere non solo la propria poesia, ma anche quella di autori del presente e del passato. Nella Notte Bianca di Roma (2007), 30.000 Rotolini di Poesia invadono le strade della capitale con testi di autori provenienti dall’area del Mediterraneo. Da Parma Poesia (2006, 2007, 2008), al Musicultura Festival (2007, 2008) di Macerata, da Scrittori in Città (2006) al Villa Celimonta Jazz Festival (2006), le performance dell’Opiemme divengono, per festival e manifestazioni, occasione per regalare poesia al pubblico e fornire diverse modalità di approccio agli appuntamenti letterari. Alcune delle installazioni e sculture dell’Opiemme vengono ospitate da Festival musicali. Un pacchetto di sigarette alto tre metri e ripieno di marmitte di automobili (Il Traffico Uccide) e il Chupa Compra vengono ospitati nel 2008 dal Traffic Free Festival (200.000 spettatori), dallo Spaziale Festival, e dall’Hiroshima Mon Amour.
A completare queste esperienze, nel 2009 arriva una personale presso la galleria Dieffe Arte Contemporanea di Torino. La sperimentazione dell’Opiemme si rapporta con un contesto totalmente nuovo, cambia e interpreta una poesia visiva messa a confronto con i media contemporanei.
Pubblicazioni
1. Sfioraci, Poesie da leggere a coppia, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2003.
2. Odore di Donna, Kultvirtual Press, 2006. Ebook scaricabile gratuitamente, cerca on line: Odore di Donna Opiemme.
3. Tactile, Gestalten, Berlin, 2007.
4. Tangible, Gestalten, Berlin, 2009.
5. Sette, Prospettiva Editrice, 2009.
L’idea originale dell’Opiemme è quella di svecchiare la poesia, ma visto che nella forma la poesia è per sua natura giovane e libera, non omologabile, quello che è da ringiovanire è il modo di proporla, gli spazi da raggiungere
Urban, 28 Novembre 2005
Maurizio Baruffali
L’impresa è ardua: la poesia resta una zona off, un segmento elitario della cultura, una roba per pochi, aulica, emetica demodè, intimista, fuori luogo e fuori tempo. Opiemme a tutto questo non ci crede. Partendo da una pulsione congenita per la scrittura, sceglie di giocare la sua battaglia contro la cultura alta, contro l’arte autoreferenziale, contro l’autismo di un linguaggio che si sbrodola addosso e resta muto. Contro la noia in favore della leggerezza...
Exibart, Dicembre 2005-Gennaio 2006
La rivincita dei poeti di strada, di Helga Marsala
… cavalca il sogno di una poesia nuova, leggera, democratica, diffusa in lungo e in largo attraverso i mezzi più disparati… nella giornata Mondiale della Poesia lo street poet, Opiemme, ha invaso la Fnac di Torino.
La Repubblica delle Donne, 10 Giugno 2006
“Artissima oltre 40.000 in tre giorni. E nella notte delle gallerie cambiano colore anche le fermate dei bus.” Una pensilina diviene il simbolo del passaggio letterario in città grazie ad un’installazione dell’Opiemme.
La Repubblica, 12 Novembre 2007
Gabriella Colarusso
Il carattere estetico dell’arte, se così possiamo definirla, “pubblica”, si è spesso fuso con quello più spiccatamente sociale, dando origine a curiosi esperimenti. Uno dei più riusciti degli ultimi anni si chiama “Opiemme”, mix di stravaganza, derisione, umorismo e critica sociale volta da anni a promuovere una riattivazione generale su tematiche di grande attualità, dall’ecologia all’inquinamento, dalla globalizzazione al recupero della dimensione locale.
Teknemedia, Marzo 2009
Monica Trigona
Opiemme è un passo oltre la stessa street-art e ogni altra etichetta consimile. È al fianco, diresti, dell’intramontabile e attualissimo Leonardo intento a speculare e investigare il creato attraverso l’occhiale artistico…
Rolando Bellini
Curatore e Critico d’Arte
musica all'interno della rassegna "Braccia rubate alla viticoltura".
* *
* *Venerdì 18 settembre* è la volta
dell'Opiemme
con un'esposizione intitolata "Organismi Poeticamente Modificati:" con
Opiemme la poesia abbandona la sua forma classica, per trasformarsi in una
forma d'arte "totale", fortemente ancorata alla realtà, dal forte impatto
visuale, in grado di compenetrare e contaminare tutti i campi della
comunicazione contemporanea: pittura, musica, pubblicità, street art,
video-performance, teatro, letteratura, e finanche segnaletica stradale...
Nulla esce indenne dalla "furia poetica" dell'Opiemme.
All'agriturismo Valleponci saranno esposte da venerdì 18 settembre a lunedì
5 ottobre opere che ne caratterizzano la ricerca artistica, alcune ivi
raccontate:
1. una poesia incisa su uno specchio retroilluminato, della serie "SOGNI
INFRANTI".
Le storie di 4 bambini, in 4 parti del mondo, un bimbo guerriero, una
bimba sfruttata, un’inconsapevole fondamentalista strumentalizzato, una
figlia del capitalismo schiacciata dal peso della degenerazione. I loro
sogni si infrangono. Poesie scritte su specchi scheggiati per
sottolineare la fragilità di queste vite. Poesie che mostrano condizioni
di vita purtroppo tragiche. Situazioni così lontane dalle nostre. Così
lontane da quelle che dovrebbe avere un bambino.
2. NO FUTURE FOR TOMMI
In un intervento d’arte pubblica dell'Opiemme realizzato a Torino nel
2008 un bambino diventa metaforicamente “posacenere”. L'opera porta alla
luce un elemento costitutivo dell’arredo cittadino: la patina di sporcizia
che si posa e poi si calcifica sulle nostre strade. Ogni giorno infatti
calpestiamo piccoli rifiuti che trasformano i nostri marciapiedi
infilandosi nelle fessure del materiale urbano. Noi adulti buttiamo
scorie varie senza pensare al domani: mozziconi di sigarette, scontrini,
piccoli ammennicoli che ci sembrano insignificanti. Gettiamo via queste
cose senza curarci del fatto che il futuro è dei nostri figli. Così un
bambino diventa metaforicamente “posacenere”: sorride felice alla vita,
all’avvenire tutto da scoprire, con i suoi occhi innocenti, senza accorgersi
della mano del “grande” che spegne noncurante le sigarette sulla sua testa.
3. Il pannello “VIETATO SOGNARE” rappresenta una serie di installazioni
fatte da Opiemme nel corso degli anni per la strade di alcune città
europee. I
segnali stradali sono diventati portatori di un messaggio nuovo dove il
significato delle parole è veicolato dai segnali stessi. Con
l'installazione "We live a limited freedom, limited by liberties" Opiemme
modifica la segnaletica stradale mutando il messaggio che questa veicola.
L'interazione tra i significati veicolati dalle parole e dai segnali
trasforma uno dei più comuni e universalmente comprensibili codici della
strada, spingendo i passanti a riflettere sul significato di libertà.
Vietato Sognare, Vietato Pensare, Vietato Respirare, Vietato Divertirsi,
Divieto di Graffiti, No Vandalism, No Racism, No Freedom, No Free Parties
sono queste alcune delle parole scelte per l'installazione: in ogni città
centinaia di cose ci sono proibite, spingendoci fino ad autolimitarci
inconsciamente.
4.
Le sei tele della collezione GLI AMANTI DEL CAFFE'
Un momento semplice come prendere il caffè al mattino può celare
universi. Immagina diversi atteggiamenti di fronte alla vita accostandoli
alla scelta del caffè. La serie di poesie "Amanti del caffè" nasce nel
2003 con "Caffè ristretto". Questa tazzina divenne il simbolo delle "poesie
adesive": testi contenuti in grafiche, appiccicati per le strade. Una tappa
fondamentale del percorso artistico dell'Opiemme che, fin dalla sua nascita
nel 1998, si prefigge di "svecchiare" la poesia accostandola a diversi
canali e modalità comunicative, per avvicinarla alla gente. Sotto questa
forma le "poesie adesive" iniziarono ad apparire per le strade delle città
italiane e straniere a partire dal 2003. Nel 2006 altre 5 poesie diedero
vita alla collezione "Gli amanti del caffè". A questa si ispirano l'omonima
video poesia e la performance "Il cameriere perso". Nella collezione vengono
immaginati gli infiniti stati d'animo e modi di rapportarsi alla vita che si
celano nelle persone che quotidianamente bevono un caffè, creando un
parallelismo diretto tra il gusto personale nella scelta del caffè e
l'approccio alla vita.
5.
QUESTA NON E’ UNA VALIGIA rappresenta una sperimentazione recente
dell'Opiemme portata su tela, quella dei POETIC TAG CLOUDS, in cui le parole
creano forme. Stretto il rapporto con la poesia visiva, anche se
l’approccio è totalmente differente. Il legame non è solo fra segno e
significato, ma fra mezzo, contesto e significato. In questo caso “bag,
luggage, valigia, bagaglio” creano i contorni di una valigia che al suo
interno contiene una poesia sul viaggio di Fernando Pessoa. La tecnica
utilizzata per la composizione dell’opera e soprattutto per l’inserimento
della poesia è quella dei Tag Clouds (una nuvola di tag è una
rappresentazione visiva delle etichette (tag) o parole chiave usate in un
sito web). Il titolo porta un riferimento diretto all’opera “Questa non è
una pipa” di Magritte, il testo utilizzato è di Fernando Pessoa.
INAUGURAZIONE VENERDI' 18 SETTEMBRE 2009
PROGRAMMA
ore 17: inaugurazione e vernissage *(ingresso libero)*
*
*
* ore 19: presentazione del libro
"Sette
- la prima raccolta di racconti dell'Opiemme. Contiene i testi scritti nei
suoi primi 7 anni di scrittura. Quasi un diario ambientato nell'adolescenza
di ragazzi cresciuti tra la Liguria e Torino.
Il libro non si trova in libreria per una precisa scelta dell'Opiemme che ha
preferito una distribuzione basata sul giro di voce, il passa parola, e una
consegna del libro di mano in mano. Un'occasione per scoprire questa
pubblicazione, e avere una propria copia di Sette.
Autore: Opiemme. Editore: Prospettiva. Editrice Costo: 10 euro
OPIEMME
Opiemme applica a diverse forme artistiche la parola, creando una commistione fra forme espressive visive e scritte.
Svecchia la poesia, i modi con cui proporla, gli spazi da raggiungere, per renderla accessibile e avvicinarla alle persone: invogliare a una lettura e a una riflessione personale.
La sua esperienza artistica inizia nel 1998, con il desiderio di far conoscere e mediare i propri testi, bypassando un mercato editoriale disinteressato al linguaggio poetico. In queste prime prove si sviluppa la coscienza della necessità di ricercare dei nuovi modi di proporre la poesia, che si fa base di un lavoro di produzione e fruizione.
«I miei testi senza occhi che li leggano, non vivono, rimangono in silenzio”.
Opiemme cerca il pubblico per la strada. Partendo da un’attitudine proveniente dalla lezione della street-art, il suo lavoro si configura come tentativo di superare la dicotomia esistente in questa tra qualità e quantità, aggiungendo valore al mezzo: l’elemento poetico-letterario, i messaggi sociali ed ecologici. In questa direzione nascono le Poesie adesive e i Rotolini di Poesia (messaggi poetici arrotolati e appesi con fili di lana – oltre 100.000 esemplari realizzati). Di queste prime testimonianze di poesia urbana, di strada, parlano riviste come «D di Repubblica», «Exibart On Paper», «Urban», «Gioia» e numerosi quotidiani.
La strada diventa il contenitore delle esperienze dell’Opiemme, attraverso opere che si confrontano con la public art. L’installazione urbana Traffic Kills fa protestare le statue di Madrid, dal volto coperto da mascherine e cartello in mano contro l’inquinamento urbano, diventando input per la nascita di una community ecologica che ne porta il nome (www.traffickills.com). Nel 2006, durante la Notte delle Arti Contemporanee e Artissima, l’Opiemme realizza un’installazione alla fermata di un bus che crea scalpore: la Pensilina fucsia. Testi di narratori, filosofi e poeti che hanno vissuto o soggiornato in città, stampati su fogli fucsia fluorescente. Un luogo di passaggio diventa luogo simbolico del passaggio letterario in città.
Nell’anno in cui Torino è Capitale Mondiale del Design – 2008, Opiemme presenta la provocatoria scultura-posacenere No Future for Tommi: un bambino seduto sul marciapiede con mozziconi di sigarette spenti in testa. Sullo stesso tema si situa l’intervento di arte ecologica Don’t leave cigarette butts on the beach, un enorme mozzicone di sigaretta, lasciato come monito su una spiaggia, pubblicato su «Tangible» (Gestalten, Berlin, 2009).
Nel 2005 Exibart On Paper ne commenta il lavoro e si chiede: «Svecchiare la modalità di fruizione, fare della letteratura un gioco, un momento di seduzione personale o collettivo. Utopia?». Utopia che diviene realtà.
Opiemme riattualizza la poesia proponendola con modalità ibride e inaspettate e in contesti inusuali. L’approvazione di questo romantico tentativo arriva proprio dagli addetti ai lavori: festival letterari e manifestazioni culturali commissionano le soluzioni dell’Opiemme e ne sostengono economicamente la ricerca artistica.
Esse diventano, inoltre, lo stimolo per diffondere non solo la propria poesia, ma anche quella di autori del presente e del passato. Nella Notte Bianca di Roma (2007), 30.000 Rotolini di Poesia invadono le strade della capitale con testi di autori provenienti dall’area del Mediterraneo. Da Parma Poesia (2006, 2007, 2008), al Musicultura Festival (2007, 2008) di Macerata, da Scrittori in Città (2006) al Villa Celimonta Jazz Festival (2006), le performance dell’Opiemme divengono, per festival e manifestazioni, occasione per regalare poesia al pubblico e fornire diverse modalità di approccio agli appuntamenti letterari. Alcune delle installazioni e sculture dell’Opiemme vengono ospitate da Festival musicali. Un pacchetto di sigarette alto tre metri e ripieno di marmitte di automobili (Il Traffico Uccide) e il Chupa Compra vengono ospitati nel 2008 dal Traffic Free Festival (200.000 spettatori), dallo Spaziale Festival, e dall’Hiroshima Mon Amour.
A completare queste esperienze, nel 2009 arriva una personale presso la galleria Dieffe Arte Contemporanea di Torino. La sperimentazione dell’Opiemme si rapporta con un contesto totalmente nuovo, cambia e interpreta una poesia visiva messa a confronto con i media contemporanei.
Pubblicazioni
1. Sfioraci, Poesie da leggere a coppia, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2003.
2. Odore di Donna, Kultvirtual Press, 2006. Ebook scaricabile gratuitamente, cerca on line: Odore di Donna Opiemme.
3. Tactile, Gestalten, Berlin, 2007.
4. Tangible, Gestalten, Berlin, 2009.
5. Sette, Prospettiva Editrice, 2009.
L’idea originale dell’Opiemme è quella di svecchiare la poesia, ma visto che nella forma la poesia è per sua natura giovane e libera, non omologabile, quello che è da ringiovanire è il modo di proporla, gli spazi da raggiungere
Urban, 28 Novembre 2005
Maurizio Baruffali
L’impresa è ardua: la poesia resta una zona off, un segmento elitario della cultura, una roba per pochi, aulica, emetica demodè, intimista, fuori luogo e fuori tempo. Opiemme a tutto questo non ci crede. Partendo da una pulsione congenita per la scrittura, sceglie di giocare la sua battaglia contro la cultura alta, contro l’arte autoreferenziale, contro l’autismo di un linguaggio che si sbrodola addosso e resta muto. Contro la noia in favore della leggerezza...
Exibart, Dicembre 2005-Gennaio 2006
La rivincita dei poeti di strada, di Helga Marsala
… cavalca il sogno di una poesia nuova, leggera, democratica, diffusa in lungo e in largo attraverso i mezzi più disparati… nella giornata Mondiale della Poesia lo street poet, Opiemme, ha invaso la Fnac di Torino.
La Repubblica delle Donne, 10 Giugno 2006
“Artissima oltre 40.000 in tre giorni. E nella notte delle gallerie cambiano colore anche le fermate dei bus.” Una pensilina diviene il simbolo del passaggio letterario in città grazie ad un’installazione dell’Opiemme.
La Repubblica, 12 Novembre 2007
Gabriella Colarusso
Il carattere estetico dell’arte, se così possiamo definirla, “pubblica”, si è spesso fuso con quello più spiccatamente sociale, dando origine a curiosi esperimenti. Uno dei più riusciti degli ultimi anni si chiama “Opiemme”, mix di stravaganza, derisione, umorismo e critica sociale volta da anni a promuovere una riattivazione generale su tematiche di grande attualità, dall’ecologia all’inquinamento, dalla globalizzazione al recupero della dimensione locale.
Teknemedia, Marzo 2009
Monica Trigona
Opiemme è un passo oltre la stessa street-art e ogni altra etichetta consimile. È al fianco, diresti, dell’intramontabile e attualissimo Leonardo intento a speculare e investigare il creato attraverso l’occhiale artistico…
Rolando Bellini
Curatore e Critico d’Arte
18
settembre 2009
Opiemme – Organismi Poeticamente Modificati
Dal 18 settembre al 05 ottobre 2009
arte contemporanea
presentazione
presentazione
Location
AGRITURISMO VALLEPONCI
Finale Ligure, Val Ponci, 22, (Savona)
Finale Ligure, Val Ponci, 22, (Savona)
Orario di apertura
ore 11.00 - 20.00 chiuso il 22 e
23 settembre
Vernissage
18 Settembre 2009, ore 17
Sito web
www.facebook.com/opiemme
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