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Mario Giacomelli – Archivio Fototeca
Mostra fotografica. Le opere esposte fanno parte dell’Archivio Fotografico delle Civica Fototeca Nazionale Tranquillo Casiraghi.
Comunicato stampa
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Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 - 2000)
Inizia la carriera come tipografo, dopo la guerra si dedica alla fotografia. Il primo progetto lo realizza nell'ospizio dove lavora la madre - la prima serie si chiama infatti Vita d'ospizio e rivela i contrasti tipici della tipografia. Tra il 1957 e il 1958 viaggia per l'Italia e a Lourdes, dove fotografa alcune scene del pellegrinaggio e comincia a realizzare alcuni primi paesaggi. La fama internazionale arriva con la serie dei "pretini" che giocano sulla neve (Io non ho mani che accarezzino il volto) e le sue opere vengono esposte al M.o.M.A. di New York.
“Per me che uso la macchina fotografica è interessante uscire dal piano orizzontale della realtà, avere la possibilità di un dialogo stimolante perchè le immagini abbiano un respiro irripetibile.
Riscrivere le cose cambiando il segno, la conoscenza abituale dell'oggetto, dare alla fotografia una pulsazione emozionale tutta nuova.
Il linguaggio diventa traccia, necessità, spirito dove la forma si sprigiona non dall'esterno, ma dall'interno in un processo creativo.
Lo sfocato, il mosso, la grana, il bianco mangiato, il nero chiuso sono come esplosione del pensiero che dà durata all'immagine, perchè si spiritualizzi in armonia con la materia, con la realtà, per documentare l'interiorità, il dramma della vita.
Nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri fino a significare.
Prima di ogni scatto c'è uno scambio silenzioso tra oggetto e anima, c'è un accordo perchè la realtà non esca come da una fotocopiatrice, ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all'infinito la poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell'inconscio.
Il linguaggio è così la coscienza espressiva interna che ha accarezzato la realtà pur rimanendo fuori, è l'attimo originale, testimone di una realtà tutta mia, un prelievo fatto sotto la pelle dell'oggetto, guidato fuori dalle regole per una libertà che è anche allargamento alle possibilità del reale”.
Mario Giacomelli
Nel secondo semestre del 2009 gli appuntamenti fotografici in Fototeca proseguiranno fino a Dicembre. A ottobre è prevista un'esposizione di scatti e installazioni del Gruppo Fotoamatori Sestesi, che per l'occasione festeggeranno il trentennale della fondazione.
Il Premio Fantini ospiterà a Novembre le opere di Ernesto Fantozzi, fotografo FIAF 2002 e Maestro della Fotografia nel 2003, nome di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale mentre alle nuove tendenze dell'espressività visiva sarà dedicata a Dicembre la mostra Mail Art Project, una selezione scelta di cartoline illustrate a mano da artisti di tutto il mondo.
Inizia la carriera come tipografo, dopo la guerra si dedica alla fotografia. Il primo progetto lo realizza nell'ospizio dove lavora la madre - la prima serie si chiama infatti Vita d'ospizio e rivela i contrasti tipici della tipografia. Tra il 1957 e il 1958 viaggia per l'Italia e a Lourdes, dove fotografa alcune scene del pellegrinaggio e comincia a realizzare alcuni primi paesaggi. La fama internazionale arriva con la serie dei "pretini" che giocano sulla neve (Io non ho mani che accarezzino il volto) e le sue opere vengono esposte al M.o.M.A. di New York.
“Per me che uso la macchina fotografica è interessante uscire dal piano orizzontale della realtà, avere la possibilità di un dialogo stimolante perchè le immagini abbiano un respiro irripetibile.
Riscrivere le cose cambiando il segno, la conoscenza abituale dell'oggetto, dare alla fotografia una pulsazione emozionale tutta nuova.
Il linguaggio diventa traccia, necessità, spirito dove la forma si sprigiona non dall'esterno, ma dall'interno in un processo creativo.
Lo sfocato, il mosso, la grana, il bianco mangiato, il nero chiuso sono come esplosione del pensiero che dà durata all'immagine, perchè si spiritualizzi in armonia con la materia, con la realtà, per documentare l'interiorità, il dramma della vita.
Nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri fino a significare.
Prima di ogni scatto c'è uno scambio silenzioso tra oggetto e anima, c'è un accordo perchè la realtà non esca come da una fotocopiatrice, ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all'infinito la poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell'inconscio.
Il linguaggio è così la coscienza espressiva interna che ha accarezzato la realtà pur rimanendo fuori, è l'attimo originale, testimone di una realtà tutta mia, un prelievo fatto sotto la pelle dell'oggetto, guidato fuori dalle regole per una libertà che è anche allargamento alle possibilità del reale”.
Mario Giacomelli
Nel secondo semestre del 2009 gli appuntamenti fotografici in Fototeca proseguiranno fino a Dicembre. A ottobre è prevista un'esposizione di scatti e installazioni del Gruppo Fotoamatori Sestesi, che per l'occasione festeggeranno il trentennale della fondazione.
Il Premio Fantini ospiterà a Novembre le opere di Ernesto Fantozzi, fotografo FIAF 2002 e Maestro della Fotografia nel 2003, nome di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale mentre alle nuove tendenze dell'espressività visiva sarà dedicata a Dicembre la mostra Mail Art Project, una selezione scelta di cartoline illustrate a mano da artisti di tutto il mondo.
12
settembre 2009
Mario Giacomelli – Archivio Fototeca
Dal 12 settembre al 03 ottobre 2009
fotografia
Location
FOTOTECA CIVICA NAZIONALE TRANQUILLO CASIRAGHI – VILLA VISCONTI D’ARAGONA
Sesto San Giovanni, Via Dante, 6, (Milano)
Sesto San Giovanni, Via Dante, 6, (Milano)
Orario di apertura
martedì/venerdì 10.30-18.00, sabato 9.30-12, chiuso festivi e lunedì
Vernissage
12 Settembre 2009, ore 18
Autore


