Plenitudini

L’esposizione indaga le alterne fortune del paesaggio che – sottoposto a continui ribaltamenti di segno e di senso – è stato giustamente eletto come uno dei “laboratori privilegiati” dell’arte contemporanea. In mostra sarà presente una nutrita selezione di dipinti, fotografie, video, installazioni e sculture. Se com’è vero «Il paesaggio è ciò che si vede dopo aver smesso di osservarlo» [Gilles Clément], la mostra terrà conto di situazioni urbane, del degrado ambientale e degli abusi edilizi, come pure dei suoi risvolti ecologisti.

Comunicato stampa  
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