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Tommaso Guarino – Un popolo sognato
Assorte, le donne di Guarino sono in attesa, come lui stesso dice, di un sogno, di un amore, della felicità
Comunicato stampa
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Che cosa vogliono dirci questi volti che Guarino ostinata-mente e direi quasi ossessivamente dipinge da qualche an-no? Che cosa guardano, che cosa interrogano i loro occhi?Forse, come accade in un suo romanzo ancora inedito, ciò che questi personaggi vengono fissando nei loro ritratti im-maginari è proprio l’ombra portata della loro estraneità,. dellaloro alienazione, della loro impossibilità di somigliare o d’in-tegrarsi a ciò che li circonda.
Giorgio Seveso (1990)
In questa stagione della sua vita Tommaso Guarino dipingesempre lo stesso soggetto: ritratti di donne. Donne del Sud. Cambiano i formati, i colori, le posizioni, gli atteggiamenti.Non cambia il loro sguardo enigmatico, sia pure nell’ambitodi quella che potrei chiamare modulazione di frequenza.
Morando Morandini (1992)
Dunque la protagonista della pittura di Guarino è quasi sempre la donna, l’unica creatura, in realtà, che per Guarino pos-sa aspirare alla santità perché portatrice di vita. O è forseGuarino a santificare la donna, sempre vista di fronte, talvol-ta nuda, molto più spesso astrattizzata in vestiti accennati e poco realistici, quasi simbolo del sogno femminile. Assorte,le donne di Guarino sono in attesa, come lui stesso dice, di un sogno, di un amore, della felicità. Eppure a me sembrano anche nella attesa timorosa di cattive notizie, o appena per-cosse da un fato tremendo, cui non si può sfuggire.
Gian Luigi Falabrino (1999)
Questa formula espressiva, mai disattesa da Guarino ancor-ché lentamente e dolcemente modificata nel fluire degli anni,ha alcune sue peculiarità sulle quali è fondamentale fermarsi;giacché la visione frontale non rende più superbe e potenti le figure, anzi consente di leggere nel loro volto una malinco-nia profonda e insuperabile: che si tratti di fanciulle moderne dall’apparenza benestanti, di donne velate dalla caratteriz-zazione islamica, e così via, esse ci guardano come per co-municarci una tristezza esistenziale.
Rossana Bossaglia (2001)
Quanto ci assomigliano le donne dai capelli nascosti da ba-rocchi copricapi o da berrette elastiche, gli uomini con lacravatta di Tommaso Guarino? L’altrove è una immagine chescorre sulle retine dei grandi occhi, rievocata in un momento di assenza dal rumore del tutto che ci circonda. Le figure diGuarino sono in quella che si potrebbe dire un’estasi momentanea, o in preda ad una visione, buona o cattiva. Che cosa trapassi quelle memorie non è dato di sapere. Donne senza età e senza appartenenza, “stanno fuori” da quel tutto che le e ci avvolge in una spirale imprescindibile.
Stella Cervasio (2004)
Tommaso Guarino, di origini meridionali, vive e lavora a Milano. Ha frequentato scuole di pittura e studi di artisti a Parigi, ha iniziato ad esporre negli anni sessanta. E’ autore di testi teatrali, spesso crudi ritratti di umanità disperata.La sua formula espressiva, dolcemente modificata nel fluire degli anni, ha alcune peculiarità sulle quali è fondamentalefermarsi; giacché la visione frontale non rende più super-be e potenti le figure, anzi consente di leggere nel loro voltouna malinconia profonda e insuperabile: fanciulle modernedall’apparenza benestanti, donne velate dalla caratterizzazio-ne islamica, guardano come per comunicare una tristezzaesistenziale, un’interpretazione psicologica quasi metafisica,legata alla condizione femminile, alla condizione umana, oancora oltre, alla condizione dell’essere.
Giorgio Seveso (1990)
In questa stagione della sua vita Tommaso Guarino dipingesempre lo stesso soggetto: ritratti di donne. Donne del Sud. Cambiano i formati, i colori, le posizioni, gli atteggiamenti.Non cambia il loro sguardo enigmatico, sia pure nell’ambitodi quella che potrei chiamare modulazione di frequenza.
Morando Morandini (1992)
Dunque la protagonista della pittura di Guarino è quasi sempre la donna, l’unica creatura, in realtà, che per Guarino pos-sa aspirare alla santità perché portatrice di vita. O è forseGuarino a santificare la donna, sempre vista di fronte, talvol-ta nuda, molto più spesso astrattizzata in vestiti accennati e poco realistici, quasi simbolo del sogno femminile. Assorte,le donne di Guarino sono in attesa, come lui stesso dice, di un sogno, di un amore, della felicità. Eppure a me sembrano anche nella attesa timorosa di cattive notizie, o appena per-cosse da un fato tremendo, cui non si può sfuggire.
Gian Luigi Falabrino (1999)
Questa formula espressiva, mai disattesa da Guarino ancor-ché lentamente e dolcemente modificata nel fluire degli anni,ha alcune sue peculiarità sulle quali è fondamentale fermarsi;giacché la visione frontale non rende più superbe e potenti le figure, anzi consente di leggere nel loro volto una malinco-nia profonda e insuperabile: che si tratti di fanciulle moderne dall’apparenza benestanti, di donne velate dalla caratteriz-zazione islamica, e così via, esse ci guardano come per co-municarci una tristezza esistenziale.
Rossana Bossaglia (2001)
Quanto ci assomigliano le donne dai capelli nascosti da ba-rocchi copricapi o da berrette elastiche, gli uomini con lacravatta di Tommaso Guarino? L’altrove è una immagine chescorre sulle retine dei grandi occhi, rievocata in un momento di assenza dal rumore del tutto che ci circonda. Le figure diGuarino sono in quella che si potrebbe dire un’estasi momentanea, o in preda ad una visione, buona o cattiva. Che cosa trapassi quelle memorie non è dato di sapere. Donne senza età e senza appartenenza, “stanno fuori” da quel tutto che le e ci avvolge in una spirale imprescindibile.
Stella Cervasio (2004)
Tommaso Guarino, di origini meridionali, vive e lavora a Milano. Ha frequentato scuole di pittura e studi di artisti a Parigi, ha iniziato ad esporre negli anni sessanta. E’ autore di testi teatrali, spesso crudi ritratti di umanità disperata.La sua formula espressiva, dolcemente modificata nel fluire degli anni, ha alcune peculiarità sulle quali è fondamentalefermarsi; giacché la visione frontale non rende più super-be e potenti le figure, anzi consente di leggere nel loro voltouna malinconia profonda e insuperabile: fanciulle modernedall’apparenza benestanti, donne velate dalla caratterizzazio-ne islamica, guardano come per comunicare una tristezzaesistenziale, un’interpretazione psicologica quasi metafisica,legata alla condizione femminile, alla condizione umana, oancora oltre, alla condizione dell’essere.
04
giugno 2009
Tommaso Guarino – Un popolo sognato
Dal 04 al 26 giugno 2009
arte contemporanea
Location
SPAZIO GUICCIARDINI
Milano, Via Francesco Guicciardini, 6, (Milano)
Milano, Via Francesco Guicciardini, 6, (Milano)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì, 9.30- 12.30 e 14.30-1.30; sabato e festivi chiuso
Vernissage
4 Giugno 2009, ore 18
Sito web
www.provincia.milano.it/cultura
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