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Gerardo Dottori – Venezia festa
Nell’ambito delle iniziative per celebrare il centenario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti su “Le Figaro” del 20 febbraio 1909, anche il Museo Civico di Sansepolcro propone uno scampolo eccellente della pittura futurista, presentando per la prima volta alla città un testo pittorico di tutto riguardo ancora poco noto e valorizzato in loco: si tratta del dipinto Venezia festa di quello che è considerato il maestro dell’Aeropittura futurista: Gerardo Dottori.
Comunicato stampa
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Nell’ambito delle iniziative per celebrare il centenario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso
Marinetti su “Le F**aro” del 20 febbraio 1909, anche il Museo Civico di Sansepolcro propone uno scampolo
eccellente della pittura futurista, presentando per la prima volta alla città un testo pittorico di tutto riguardo ancora
poco noto e valorizzato in loco: si tratta del dipinto Venezia festa di quello che è considerato il maestro dell’Aeropittura
futurista: Gerardo Dottori. L’opera, datata 1932, appartiene alla stagione più felice dell’artista perugino.
All’ombra di Piero della Francesca è stata per anni custodita la tempera su tavola, di notevoli dimensioni, che un
restauro accurato ha di recente restituito alla piena godibilità. L’opera fu esposta nel 1934 alla XIX edizione della
Biennale di Venezia e nel 1937 alla VI mostra Interprovinciale del Sindacato Artisti, a Perugia.
Gerardo Dottori (Perugia, 1884 – ivi 1977), formatosi presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia,
contestatore ante litteram degli insegnamenti tradizionali che vi si impartivano, animò già dal 1913 un gruppo di
giovani artisti ed intellettuali umbri, avendo l’anno precedente aderito al Futurismo. Già dal 1909 sono tuttavia documentati
i suoi rapporti con i fi orentini Carli, Settimelli e Scattolini che pubblicavano “La Difesa dell’Arte”, periodico
d’avanguardia sulle cui pagine scrisse spesso il giovane artista umbro. Nel 1914 invitò Filippo Tommaso Marinetti a
Perugia per una memorabile serata al Politeama Turreno. In realtà, già nel 1913 il gruppo dei futuristi romani che
faceva capo ad Anton Giulio Bragaglia, e che si occupava soprattutto del fotodinamismo, aveva organizzato un tour
che toccò Ancona, Gubbio, Bevagna e che, secondo il programma annunciato, doveva esibirsi anche a Sansepolcro.
Tuttavia le ricerche fi n qui svolte, certamente da proseguire, non sono approdate ad alcuna prova certa circa tale
manifestazione. Dottori, seppure operante in un ambiente di tipo agricolo-artigianale tipico del centro Italia, seppe precocemente
captare i segni del possibile rinnovamento dell’arte propugnati dai primi manifesti futuristi che parlavano di
velocità, dinamismo e modernità da applicare alla pittura. Canoni che a partire dal 1912 l’artista perugino tradusse in
opere grafi che e pittoriche. La guerra gli impedì di farsi conoscere appieno a livello nazionale. Dovette così aspettare
il 1920 per esporre con successo a Roma. Esauritasi la stagione eroica del primo Futurismo, negli sviluppi successivi
Dottori si distinse per la teorizzazione e la realizzazione dell’Aeropittura. L’automobile esaltata dai primi futuristi lascia
il posto all’aeroplano, che consente una nuova visione del paesaggio e favorisce una diversa forma mentale di concezione
dell’ambiente. L’Aeropittura, realizzata dai futuristi dalla metà degli anni Venti e uffi cializzata fra il 1929 e il
1931 è defi nibile come la visione dall’alto, distorta e dilatata, del paesaggio. In tale rinnovato linguaggio permangono
d’altra parte anche i canoni iniziali del Futurismo: quelli enunciati nei manifesti del 1909, 1910 e 1911, concernenti
la simultaneità e la sintesi fi gurativa. Tutti questi elementi si trovano ben rappresentati nel dipinto Venezia festa, che
rappresentò evidentemente un omaggio a Venezia, alla cui Biennale Dottori espose nel 1924, primo tra i futuristi
(che non erano ancora stati ammessi come gruppo). Del resto all’importante rassegna l’artista sarà poi invitato fi no
al 1942. L’opera è una splendida sintesi aeropittorica di monumenti, vita e ambiente veneziani; un esempio di simultaneità
di eventi e situazioni visti in un’ottica dinamica, cromaticamente vivace ed effi cace. Vi convivono, appunto
simultaneamente e in prospettive audaci, la Basilica di San Marco con il sovrapporsi delle sue cupole e il Campanile
in cima alla piazza, il Ponte di Rialto, case dalle fi nestre merlate e quelle moderne dai tetti rossi, barconi in regata sul
Canal Grande, dove si rifl ettono le architetture, e poi le navi e i velieri allineati nel porto, sorvolati da un aeroplano, con
sullo sfondo il profi lo della città; il tutto sormontato da uno sbandierare multicolore.
Festeggiamo questo capolavoro della modernità, che dialoga felicemente con quelli del Rinascimento.
Massimo Duranti
Marinetti su “Le F**aro” del 20 febbraio 1909, anche il Museo Civico di Sansepolcro propone uno scampolo
eccellente della pittura futurista, presentando per la prima volta alla città un testo pittorico di tutto riguardo ancora
poco noto e valorizzato in loco: si tratta del dipinto Venezia festa di quello che è considerato il maestro dell’Aeropittura
futurista: Gerardo Dottori. L’opera, datata 1932, appartiene alla stagione più felice dell’artista perugino.
All’ombra di Piero della Francesca è stata per anni custodita la tempera su tavola, di notevoli dimensioni, che un
restauro accurato ha di recente restituito alla piena godibilità. L’opera fu esposta nel 1934 alla XIX edizione della
Biennale di Venezia e nel 1937 alla VI mostra Interprovinciale del Sindacato Artisti, a Perugia.
Gerardo Dottori (Perugia, 1884 – ivi 1977), formatosi presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia,
contestatore ante litteram degli insegnamenti tradizionali che vi si impartivano, animò già dal 1913 un gruppo di
giovani artisti ed intellettuali umbri, avendo l’anno precedente aderito al Futurismo. Già dal 1909 sono tuttavia documentati
i suoi rapporti con i fi orentini Carli, Settimelli e Scattolini che pubblicavano “La Difesa dell’Arte”, periodico
d’avanguardia sulle cui pagine scrisse spesso il giovane artista umbro. Nel 1914 invitò Filippo Tommaso Marinetti a
Perugia per una memorabile serata al Politeama Turreno. In realtà, già nel 1913 il gruppo dei futuristi romani che
faceva capo ad Anton Giulio Bragaglia, e che si occupava soprattutto del fotodinamismo, aveva organizzato un tour
che toccò Ancona, Gubbio, Bevagna e che, secondo il programma annunciato, doveva esibirsi anche a Sansepolcro.
Tuttavia le ricerche fi n qui svolte, certamente da proseguire, non sono approdate ad alcuna prova certa circa tale
manifestazione. Dottori, seppure operante in un ambiente di tipo agricolo-artigianale tipico del centro Italia, seppe precocemente
captare i segni del possibile rinnovamento dell’arte propugnati dai primi manifesti futuristi che parlavano di
velocità, dinamismo e modernità da applicare alla pittura. Canoni che a partire dal 1912 l’artista perugino tradusse in
opere grafi che e pittoriche. La guerra gli impedì di farsi conoscere appieno a livello nazionale. Dovette così aspettare
il 1920 per esporre con successo a Roma. Esauritasi la stagione eroica del primo Futurismo, negli sviluppi successivi
Dottori si distinse per la teorizzazione e la realizzazione dell’Aeropittura. L’automobile esaltata dai primi futuristi lascia
il posto all’aeroplano, che consente una nuova visione del paesaggio e favorisce una diversa forma mentale di concezione
dell’ambiente. L’Aeropittura, realizzata dai futuristi dalla metà degli anni Venti e uffi cializzata fra il 1929 e il
1931 è defi nibile come la visione dall’alto, distorta e dilatata, del paesaggio. In tale rinnovato linguaggio permangono
d’altra parte anche i canoni iniziali del Futurismo: quelli enunciati nei manifesti del 1909, 1910 e 1911, concernenti
la simultaneità e la sintesi fi gurativa. Tutti questi elementi si trovano ben rappresentati nel dipinto Venezia festa, che
rappresentò evidentemente un omaggio a Venezia, alla cui Biennale Dottori espose nel 1924, primo tra i futuristi
(che non erano ancora stati ammessi come gruppo). Del resto all’importante rassegna l’artista sarà poi invitato fi no
al 1942. L’opera è una splendida sintesi aeropittorica di monumenti, vita e ambiente veneziani; un esempio di simultaneità
di eventi e situazioni visti in un’ottica dinamica, cromaticamente vivace ed effi cace. Vi convivono, appunto
simultaneamente e in prospettive audaci, la Basilica di San Marco con il sovrapporsi delle sue cupole e il Campanile
in cima alla piazza, il Ponte di Rialto, case dalle fi nestre merlate e quelle moderne dai tetti rossi, barconi in regata sul
Canal Grande, dove si rifl ettono le architetture, e poi le navi e i velieri allineati nel porto, sorvolati da un aeroplano, con
sullo sfondo il profi lo della città; il tutto sormontato da uno sbandierare multicolore.
Festeggiamo questo capolavoro della modernità, che dialoga felicemente con quelli del Rinascimento.
Massimo Duranti
15
maggio 2009
Gerardo Dottori – Venezia festa
Dal 15 maggio al 30 giugno 2009
arte contemporanea
Location
MUSEO CIVICO DI SANSEPOLCRO
Sansepolcro, Via Niccolò Aggiunti, 65, (Arezzo)
Sansepolcro, Via Niccolò Aggiunti, 65, (Arezzo)
Orario di apertura
tutti i giorni 9.30/13 - 14/18 sabato e festivi compresi
Vernissage
15 Maggio 2009, ore 17
Ufficio stampa
MERCURIO PROMOZIONI
Autore

