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Antonio Faeti – Il castello
Questa lezione intende rendere omaggio all’icona del castello che sin dal Medioevo ha trovato accoglienza nel paese di Riola (ancor prima che il conte Cesare Mattei edificasse la Rocchetta, sullo stesso sperone roccioso si ergeva la Rocca di Savignano, fortilizio facente parte dei possedimenti di Matilde di Canossa).
Comunicato stampa
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“IL CASTELLO”
lezione di Antonio Faeti
fuori programma in continuità con il corso
“Gli eterni del sogno: 25 lezioni sulle icone, i personaggi, i temi ricorrenti dell’immaginario collettivo”
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Informazioni: 051 2754256
L’iniziativa fa parte di un progetto culturale triennale che accompagna i lavori di recupero della Rocchetta Mattei.
Il corso di quest’anno “Gli eterni del sogno. Venticinque lezioni sulle icone, i personaggi, i temi ricorrenti dell’immaginario collettivo” (ottobre 2008 – maggio 2009, Cappella Ghisilardi - Piazza San Domenico, Bologna), curato da Antonio Faeti grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha presentato venticinque icone dell’immaginario collettivo sviluppandone via via nuclei tematici e incroci letterari.
Questa lezione fuori programma si aggiunge alle precedenti e intende rendere omaggio all’icona del castello che sin dal Medioevo ha trovato accoglienza nel paese di Riola (ancor prima che il conte Cesare Mattei edificasse la Rocchetta, sullo stesso sperone roccioso si ergeva la Rocca di Savignano, fortilizio facente parte dei possedimenti di Matilde di Canossa).
Presentazione di Antonio Faeti
“Il castello è un grande crocevia dell’immaginario che non si sottrae ad alcuna contraddizione. Metafora della prigionia o delizia liberty, poetico fortilizio dei crociati d’Oltremare o durissima magione militare che sorveglia i confini, il castello non si nega agli storici più severi mentre si concede agli autori di fumetti.
Ha il fascino di ogni luogo in sé concluso, ospita danze, conviti, menestrelli, sapienti, pittori. Ma è pronto a raccogliere i rifugiati, i reietti di ogni bandiera. Luogo militare per eccellenza, è però un grande contenitore di storie d’amore, sa suggerire struggenti poesie, sa accogliere affettuosamente lo stanchissimo guerriero che salutò giovinetto mentre andava alla ventura.
Simbolo delle storie gotiche, fin da Walpole, il castello è il prodotto affascinante della follia di un Ludwig o della avvincente dolcezza di un americano come Irving. Vorrà un suo castello il cittadino Kane, mentre Gautier sentirà tutta la malinconia del grande sogno che trasforma i cavalieri in saltimbanchi da circo.
Naturalmente il castello è anche il simbolo del fiabesco, tanto da indurre Emma Perodi a raccontare il Casentino dei castelli, mentre narra le sue novelle in un’aia contadina. Da sempre, al castello si viene cercando confortevole rifugio e dal castello si parte con la consapevolezza di non aver decifrato il suo segreto.
Le rovine dei castelli dominano le valli, molto più evocative delle tante costruzioni intatte che non possiedono fascino, che non suscitano incontrollabili fantasie. Si guarda al castello anche con uno sguardo velato dal gelo di Kafka, ma nel castello convivono alchimisti e giullari, guerrieri e monaci, santi predicatori e dissoluti signori con la barba colorata di un blu acceso.
Nelle teorie del racconto, il castello viene prima di ogni altro pretesto, se la principessa si addormenta cedono al sonno anche le domestiche e i vassalli, perché dietro le mura merlate si vivono solo destini incrociati.”
lezione di Antonio Faeti
fuori programma in continuità con il corso
“Gli eterni del sogno: 25 lezioni sulle icone, i personaggi, i temi ricorrenti dell’immaginario collettivo”
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Informazioni: 051 2754256
L’iniziativa fa parte di un progetto culturale triennale che accompagna i lavori di recupero della Rocchetta Mattei.
Il corso di quest’anno “Gli eterni del sogno. Venticinque lezioni sulle icone, i personaggi, i temi ricorrenti dell’immaginario collettivo” (ottobre 2008 – maggio 2009, Cappella Ghisilardi - Piazza San Domenico, Bologna), curato da Antonio Faeti grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha presentato venticinque icone dell’immaginario collettivo sviluppandone via via nuclei tematici e incroci letterari.
Questa lezione fuori programma si aggiunge alle precedenti e intende rendere omaggio all’icona del castello che sin dal Medioevo ha trovato accoglienza nel paese di Riola (ancor prima che il conte Cesare Mattei edificasse la Rocchetta, sullo stesso sperone roccioso si ergeva la Rocca di Savignano, fortilizio facente parte dei possedimenti di Matilde di Canossa).
Presentazione di Antonio Faeti
“Il castello è un grande crocevia dell’immaginario che non si sottrae ad alcuna contraddizione. Metafora della prigionia o delizia liberty, poetico fortilizio dei crociati d’Oltremare o durissima magione militare che sorveglia i confini, il castello non si nega agli storici più severi mentre si concede agli autori di fumetti.
Ha il fascino di ogni luogo in sé concluso, ospita danze, conviti, menestrelli, sapienti, pittori. Ma è pronto a raccogliere i rifugiati, i reietti di ogni bandiera. Luogo militare per eccellenza, è però un grande contenitore di storie d’amore, sa suggerire struggenti poesie, sa accogliere affettuosamente lo stanchissimo guerriero che salutò giovinetto mentre andava alla ventura.
Simbolo delle storie gotiche, fin da Walpole, il castello è il prodotto affascinante della follia di un Ludwig o della avvincente dolcezza di un americano come Irving. Vorrà un suo castello il cittadino Kane, mentre Gautier sentirà tutta la malinconia del grande sogno che trasforma i cavalieri in saltimbanchi da circo.
Naturalmente il castello è anche il simbolo del fiabesco, tanto da indurre Emma Perodi a raccontare il Casentino dei castelli, mentre narra le sue novelle in un’aia contadina. Da sempre, al castello si viene cercando confortevole rifugio e dal castello si parte con la consapevolezza di non aver decifrato il suo segreto.
Le rovine dei castelli dominano le valli, molto più evocative delle tante costruzioni intatte che non possiedono fascino, che non suscitano incontrollabili fantasie. Si guarda al castello anche con uno sguardo velato dal gelo di Kafka, ma nel castello convivono alchimisti e giullari, guerrieri e monaci, santi predicatori e dissoluti signori con la barba colorata di un blu acceso.
Nelle teorie del racconto, il castello viene prima di ogni altro pretesto, se la principessa si addormenta cedono al sonno anche le domestiche e i vassalli, perché dietro le mura merlate si vivono solo destini incrociati.”
10
maggio 2009
Antonio Faeti – Il castello
10 maggio 2009
incontro - conferenza
Location
CENTRO MULTIFUNZIONALE DELLA FONDAZIONE CARISBO
Vergato, Zona Impianti Sportivi, (Bologna)
Vergato, Zona Impianti Sportivi, (Bologna)
Biglietti
fino ad esaurimento dei posti disponibili
Vernissage
10 Maggio 2009, ore 17.30 presso la Sala Convegni
Curatore
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