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L’ACCADEMIA OGGI: INCONTRO CON GERARDO LO RUSSO
roma
Quanto una città come Roma condiziona la sua Accademia? E in particolare in un momento come quello attuale così fecondo per l’arte contemporanea nel panorama romano come si pone questa importante fucina formativa? Il suo direttore ce lo illustra spiegando come oggi la comunicazione visiva sia sempre più multiforme…
di redazione
Ritiene che il ruolo delle Accademie in Italia abbia subito cambiamenti negli ultimi decenni? Quali?
E’ in corso il riposizionamento della ricerca artistica a tutto campo nei vari settori della comunicazione visiva. Ora siamo nella fase della messa a punto, l’inizio del processo risale ad alcuni decenni addietro. Inoltre, la Riforma tiene conto della necessità di incrementare lo scambio con le altre realtà europee.
Quali sono gli elementi che differenziano l’Accademia di Roma rispetto ad altre accademie italiane?
Per la ricchezza del suo patrimonio Roma è palesemente prima nella difesa e nella conservazione dei valori dell’Arte. A Roma fare cose nuove è difficile. In altre parti lo è meno perché ci sono meno presenze storiche. Qualsiasi velleità di dare una nuova forma alle idee di sempre, appare complessa. Qui il tempo sembra che sia da misurare con altri parametri. Però, una volta accettata l’opera del cambiamento: palazzi, simboli ed opere d’arte di tutti gli stili e costumi diventano un unicum di straordinaria consistenza e bellezza. In altri luoghi, spesso per costruire il nuovo si distrugge l’arte del passato.
E la differenza si vede. Vale anche per le cose che si fanno in Accademia.
Come si pone l’Accademia all’interno del panorama romano dell’arte contemporanea?
In particolare in questo periodo di evoluzione, con l’inaugurazione del Maxxi e l’espansione del Macro, ma al contempo di crisi sul fronte dei fondi da destinarvi?
L’Accademia è prima di tutto didattica e ricerca, subito dopo viene la produzione artistica e la divulgazione della stessa. Di conseguenza, saremmo ben lieti di lanciare i nostri giovani artisti nel mercato dell’arte attraverso le migliori istituzioni territoriali. Da diverso tempo partecipiamo al “premio delle arti” organizzato dal Miur e quest’anno siamo alla Biennale di Venezia. Inoltre, patrociniamo mostre, simposi ed eventi. Siamo in grado di offrire non solo opere materiali, ma anche progettazione e creatività in molti campi delle arti visive. Ci auguriamo, perciò, di approfondire le relazioni con Macro, Maxi e con tutte le istituzioni interessate a valorizzare l’Arte. Noi siamo aperti a qualsiasi possibilità di rilanciare il capitale immateriale di questo nostro meraviglioso Paese. Offriamo saperi, creatività e l’entusiasmo di tanti giovani artisti, attendiamo che le amministrazioni locali ci invitino, come si faceva una volta. Sui fondi c’è poco da dire: è paradossale che il settore dell’Arte, di cui abbiamo il primato nel mondo, non venga incentivato con gli opportuni investimenti.
In che modo si compenetrano fra loro gli insegnamenti previsti nei vari percorsi formativi?
Allo stesso modo di come avviene quando si pensa una cosa, mentre la si relaziona con le tante altre che ci circolano intorno. Ritengo che la conoscenza non abbia una direzionalità asettica dal contesto, ma oscilli captando energie tra le varie esperienze della vita, anche didattica.
Come si concilia, all’interno dell’Accademia, l’insegnamento pratico dell’arte classica e moderna con quello dell’arte contemporanea, avendo ormai quest’ultima, spesso e volentieri, poco a che vedere con i canoni classici di bellezza?
Non sono d’accordo. Gli aspetti classici della bellezza rimandano a degli ideali di vita. Ma la bellezza acquista valenze diverse a seconda dell’epoca in cui si percepisce. Tanto per fare un esempio: la bellezza al femminile ha avuto diverse rappresentazioni che esteticamente fanno a pugno con il canone classico del Bello. Eppure una Mater Matuta o una Marylin Monroe hanno un fascino diverso, ma ugualmente stimolante.
L’Arte Contemporanea ha l’arguzia di mettere in risalto, scavare e scovare dentro le problematiche della ricerca i tanti particolari che sembrano trash, ma che fanno parte della stessa dinamica indagativa…
L’Accademia ha contatti con l’estero? Quanto è importante, nella formazione di un artista, la “contaminazione” con altre realtà?
Le statistiche dicono che in Italia l’ Arte è una presenza dominante, sia come oggetti materiali: monumenti, edifici, pitture, che come potenzialità progettuale ereditata dagli esempi esistenti. Le iniziative per confrontarci con alcuni paesi ci sono, soprattutto a livello di scambio didattico, vedi il progetto Turandot ed Erasmus. Ma se ci misurassimo maggiormente con le contaminazioni a livello globale sarebbe un bell’esercizio!
Com’è strutturato il corpo docente?
C’è un organico di circa 120 professori interni di ruolo provenienti da di diverse tipologie culturali, artistiche e professionali. Ultimamente si sono aggiunti 20 docenti esterni a contratto, che ricoprono incarichi su insegnamenti innovativi, soprattutto di tipo tecnologico.
In che modo si differenzia il suo ruolo di direttore rispetto ai precedenti?
Prima il Direttore era nominato dal Ministro su una terna, oggi è l’espressione democratica del Corpo Docente.
Prima aveva il ruolo di responsabile su tutti i settori della vita accademica, oggi condivide tale responsabilità con il Presidente. E’ un incarico che va al passo con i tempi. L’Accademia non è più una bottega, ma una istituzione di Alta Cultura di tipo universitario europeo.
In questo momento storico- sociale di enorme difficoltà economica, l’Accademia come mette in relazione i suoi studenti con il mondo del lavoro e con quali garanzie?
Questo è un argomento di cui possiamo dirci fortunati: l’Accademia di Roma, unica in Italia, ha aperto un ufficio Placement, attivo proprio per la messa in circolazione dei profili artistici e professionale degli studenti che si stanno diplomando negli ultimi anni. E, nonostante la crisi, i risultati cominciano a vedersi: molti giovani svolgono stage e tirocini presso aziende selezionate attraverso appositi progetti promossi da Ministero del Lavoro, Provincia di Roma, ed altri enti pubblici e privati.
Quanti dei “suoi” studenti dell’Accademia oggi sono artisti affermati? Può farci qualche nome?
Non farei nomi di studenti, ma dei settori in cui operano: le arti della Pittura e della Scultura, ma anche quelle della Grafica, della Moda e dello Spettacolo. In Accademia si sperimenta il valore del segno che è alla base di qualsivoglia comunicazione visiva. Posso asserire, perciò, che sono molti gli artisti e più ancora i professionisti che consolidano le proprie performance nel mercato del lavoro e nelle manifestazioni culturali, grazie alle esperienze fatte sulla conoscenza del segno. Il Segno è Arte.
a cura di lorenza bessone, damaride d’andrea, giorgia salerno, bianca terracciano











chi si vede il professore di tecniche grafiche lo russo!
hai smesso di costringere gli studenti a progettare la grafica degli orologi per te? ormai dopo tanti anni avrai imparato a farteli da solo.
adesso che sei direttore almeno l’italiano l’hai imparato?