Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Carlo Ravaioli – Opere scelte 2008-2009
La “fascinosa pittura” di Carlo Ravaioli per la prima volta in esposizione nel capoluogo potentino.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Domenica 22 marzo, alla presenza dell'artista e del critico d'arte Rino Cardone, nella nuova sede al n. 75 di via Londra - sarà inaugurata la mostra Ravaioli. Opere scelte 2008 – 2009.
Trenta le opere in esposizione, tutte facenti parte dell'ultima produzione del Maestro ravennate Carlo Ravaioli.
DENTRO IL “FRAMMENTO”.
Paesaggi carichi di mistero, “morbidi” nel tocco di pennello e “fluidi” nell’impiego della tavolozza cromatica. E poi, sguardi enigmatici, volti ermetici ed espressioni sibilline, che lasciano trasparire un’inquietudine esistenziale di fondo, svincolata dall’edonismo dominante che caratterizza la società moderna.
Sono questi i segni evidenti, a portata di mano, quelli sotto gli occhi di tutti, della pittura fascinosa e seducente di Carlo Ravaioli: artista, questi, che ha innalzato l’anatomia a una ricerca semantica dell’umano Sé e l’illustrazione pittorica a una dimensione ontologica e metafisica.
Tornano in mente le parole dello scrittore, Friedrich Nietzsche [Frammenti postumi] il quale osservava che “Il poeta lirico canta «come l’uccello canta», da solo, spinto dalla più intima necessità, e deve ammutolire, quando gli compare di fronte un ascoltatore che pretende qualcosa”.
Per Carlo Ravaioli la pittura è proprio questo: un quotidiano tuffo nell’Assoluto, alla ricerca della “regola principe” e della “formula armonica” – semmai si potranno definire - che sono alla base del “rapporto spazio-tempo” il quale regola, a sua volta, le progressioni della materia e l’espansione del pensiero umano.
È innegabile che la pittura di quest’artista ravennate, possiede molti segni di robustezza metodologica e di vigore stilistico. Innanzitutto, essa, si caratterizza per la liricità dei paesaggi metafisici, che Carlo Ravaioli definisce “al di fuori” di una mera trattazione sofistica, dentro lo stile che fu di Giorgio de Chirico.
Per questa ragione, le sue figure appaiono come sospese in una dimensione di gravità assente e d’impermanenza lirica, che accentua, a sua volta, quel senso di leggerezza, d’impalpabilità e d’indeterminatezza, che è correlato con il bisogno - da parte dell’artista - di voler dimostrare, oltre alla sua autenticità creativa, anche le espressioni nascoste di quella scienza dell'essere assoluto (la filosofia) e di quella dottrina dell’esistenza universale (la Fede) che sono alla base – l’una e l’altra - del trascendente creativo e dell’immanente corporeo.
Carlo Ravaioli si muove, dunque, entro uno “specifico creativo” che se ribaltato dalla pittura, alla filosofia, rimanda in maniera prepotente ad Arthur Schopenhauer e alle sue teorie con le quali egli riprese le dottrine di Aristotele, confermando che l’arte è mera rappresentazione dell’universale, nell’individuale: capacità, cioè, di andare dentro il “frammento”.
Rino Cardone
CARLO RAVAIOLI
Nasce nel 1954 a Coccolia, piccolo centro nella campagna ravennate.
Da giovanissimo dimostra grande attitudine per il disegno ed i lavori manuali in genere , ma decide di frequentare il Liceo Scientifico prima e di iscriversi poi alla Facoltà di Architettura dove continua a coltivare il suo interesse per le materie artistiche e creative diplomandosi come illustratore anatomico.
Dal 1980 è grafico pubblicitario e dal 1990 sposa la pittura come principale forma di espressione artistica anche se la sua attività espositiva ha inizio alla fine degli anni '70.
Lo stile personalissimo di Ravaioli trae radici dal figurativo del '900 italiano con preferenze per la figura ambientata, l'architettura d'interni e il paesaggio.
Vive e lavora a Forlì.
Trenta le opere in esposizione, tutte facenti parte dell'ultima produzione del Maestro ravennate Carlo Ravaioli.
DENTRO IL “FRAMMENTO”.
Paesaggi carichi di mistero, “morbidi” nel tocco di pennello e “fluidi” nell’impiego della tavolozza cromatica. E poi, sguardi enigmatici, volti ermetici ed espressioni sibilline, che lasciano trasparire un’inquietudine esistenziale di fondo, svincolata dall’edonismo dominante che caratterizza la società moderna.
Sono questi i segni evidenti, a portata di mano, quelli sotto gli occhi di tutti, della pittura fascinosa e seducente di Carlo Ravaioli: artista, questi, che ha innalzato l’anatomia a una ricerca semantica dell’umano Sé e l’illustrazione pittorica a una dimensione ontologica e metafisica.
Tornano in mente le parole dello scrittore, Friedrich Nietzsche [Frammenti postumi] il quale osservava che “Il poeta lirico canta «come l’uccello canta», da solo, spinto dalla più intima necessità, e deve ammutolire, quando gli compare di fronte un ascoltatore che pretende qualcosa”.
Per Carlo Ravaioli la pittura è proprio questo: un quotidiano tuffo nell’Assoluto, alla ricerca della “regola principe” e della “formula armonica” – semmai si potranno definire - che sono alla base del “rapporto spazio-tempo” il quale regola, a sua volta, le progressioni della materia e l’espansione del pensiero umano.
È innegabile che la pittura di quest’artista ravennate, possiede molti segni di robustezza metodologica e di vigore stilistico. Innanzitutto, essa, si caratterizza per la liricità dei paesaggi metafisici, che Carlo Ravaioli definisce “al di fuori” di una mera trattazione sofistica, dentro lo stile che fu di Giorgio de Chirico.
Per questa ragione, le sue figure appaiono come sospese in una dimensione di gravità assente e d’impermanenza lirica, che accentua, a sua volta, quel senso di leggerezza, d’impalpabilità e d’indeterminatezza, che è correlato con il bisogno - da parte dell’artista - di voler dimostrare, oltre alla sua autenticità creativa, anche le espressioni nascoste di quella scienza dell'essere assoluto (la filosofia) e di quella dottrina dell’esistenza universale (la Fede) che sono alla base – l’una e l’altra - del trascendente creativo e dell’immanente corporeo.
Carlo Ravaioli si muove, dunque, entro uno “specifico creativo” che se ribaltato dalla pittura, alla filosofia, rimanda in maniera prepotente ad Arthur Schopenhauer e alle sue teorie con le quali egli riprese le dottrine di Aristotele, confermando che l’arte è mera rappresentazione dell’universale, nell’individuale: capacità, cioè, di andare dentro il “frammento”.
Rino Cardone
CARLO RAVAIOLI
Nasce nel 1954 a Coccolia, piccolo centro nella campagna ravennate.
Da giovanissimo dimostra grande attitudine per il disegno ed i lavori manuali in genere , ma decide di frequentare il Liceo Scientifico prima e di iscriversi poi alla Facoltà di Architettura dove continua a coltivare il suo interesse per le materie artistiche e creative diplomandosi come illustratore anatomico.
Dal 1980 è grafico pubblicitario e dal 1990 sposa la pittura come principale forma di espressione artistica anche se la sua attività espositiva ha inizio alla fine degli anni '70.
Lo stile personalissimo di Ravaioli trae radici dal figurativo del '900 italiano con preferenze per la figura ambientata, l'architettura d'interni e il paesaggio.
Vive e lavora a Forlì.
22
marzo 2009
Carlo Ravaioli – Opere scelte 2008-2009
Dal 22 marzo al 12 aprile 2009
arte contemporanea
Location
GALLERIA IDEARTE
Potenza, Via Londra, 75, (Potenza)
Potenza, Via Londra, 75, (Potenza)
Orario di apertura
Tutti i giorni ore 11,00-13,00 e 17,30-20,30
Vernissage
22 Marzo 2009, ore 18,30
Autore


