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Andrea Dami – Intersezione. 43° 56’N – 10° 53’EO
L’artista dice: il viaggio è una linea ideale, come la linea tracciata dalla grafite sul foglio di carta è un’ideale successione di punti. I passi del viaggiatore sul nostro pianeta Terra sono gli invisibili punti che segnano la linea della rotta tracciata. Le impronte sono punti misurabili e quindi da segnare sulla carta geografica, permettendo così la ripercorribilità di quel viaggio.
Comunicato stampa
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INTERSEZIONE
43°56' - 10°53'
(ferro, foglia di metallo, ottone)
2009
Inaugurazione ore 17
Seguirà l'intervento critico di
Anna Brancolini
BIBLIOTECA FABRONIANA
PIAZZETTA S. FILIPPO, 1
51100 PISTOIA
Tel. 0573 32074
Orario
MARTEDI e GIOVEDI: 9 - 12
SABATO: 16 -19
Intersezione
43° 56’N - 10° 53’EO
L’artista dice: il viaggio è una linea ideale, come la linea tracciata dalla grafite sul foglio di carta è un’ideale successione di punti. I passi del viaggiatore sul nostro pianeta Terra sono gli invisibili punti che segnano la linea della rotta tracciata. Le impronte sono punti misurabili e quindi da segnare sulla carta geografica, permettendo così la ripercorribilità di quel viaggio.
“Intersezione” è un punto all’interno di un edificio che ospita le antiche testimonianze dei viaggi fatti dai Fabroni. Questo punto, le cui coordinate geografiche sono: 43° 56’N - 10° 53’EO, è luogo di arrivo e di partenza. Da questo “luogo”, ora segnato, partono le quattro direttrici essenziali perché ognuno possa liberamente scegliere la direzione da esplorare; a Est e a Ovest ci sono due campane che, con il loro diverso suono, indicano l’alba e il tramonto: due punti che segnano il percorso del sole che illumina il nostro viaggio, ma anche quello che compiamo tutti, chiamato vita.
Il punto geografico è formato da farfalle perché, come ci ricorda Dante, noi siam vermi Nati a formar l’angelica farfalla. La farfalla è simbolo di rinascita (per la trasformazione da bruco a farfalla); anche il viaggio ci trasforma. La farfalla, oltre ad essere un indicatore ecologico, è servita a Edward Lorenz (meteorologo inglese, considerato il padre della teoria del caos1), per illustrare la sua teoria: «Può una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?», come a dire che a volte minuscoli cambiamenti portano a conseguenze colossali. Ecco che anch’io ho preso in prestito questo simpatico lepidottero per rappresentarci in questa società mondiale, ormai società del “rischio” (sia nel senso che tutto si trasforma in decisioni le cui conseguenze diventano imprevedibili, sia nel senso delle società della gestione del rischio, o delle società del discorso sul rischio). Società del rischio, com’è stato detto, perché l’idea che guida la modernità, cioè l’idea della controllabilità degli effetti collaterali e dei pericoli prodotti dalle decisioni, è diventata problematica; il nuovo sapere serve a trasformare i rischi imprevedibili in rischi calcolabili, ma in questo modo a sua volta produce nuove imprevedibilità e ciò costringe alla riflessione sui rischi. Per questo il mio lepidottero è immobile nel nostro presente: impone una riflessione per ridefinire la nostra concezione della società e i nostri concetti sociologici. La staticità delle farfalle ha un valore positivo, come la sosta del viaggiatore è riposo del fisico, ma anche momento di considerazioni e di consapevolezza.
Davanti al punto geografico “fabroniano” si aprono varie strade da affrontare perché il nostro viaggio possa proseguire. D’ora in poi ciò che accade non è più un evento soltanto locale, come ci ricorda Lorenz, tutti i pericoli locali sono diventati pericoli mondiali, la situazione d’ogni nazione, di ogni etnia, di ogni religione, di ogni classe, di ogni singolo individuo è anche il risultato e l’origine della situazione dell’umanità2.
1) La teoria del caos è nata inizialmente come branca della matematica grazie al lavoro di Lorenz nel 1961. Applicata nel 1963 e formulata organicamente nel 1979).
2) Ulrich Beck, sociologo, Conditio humana. Il rischio nell’età globale, Laterza)
La Biblioteca e i Fabroni
Nella Piazzetta S. Filippo, a Pistoia, a due passi da Piazza S. Francesco, si trova la Biblioteca Capitolare Fabroniana. L’edificio risale ai primi anni del 1700, innestato sulla vecchia chiesa risalente al sec. XII, poi modificata nel 1622 per volontà della famiglia Rospigliosi e dedicata ai S.S. Prospero e Filippo; nel sec. XVIII fu rialzato per ospitare la biblioteca del cardinale Carlo Agostino Fabroni (nato a Pistoia il 1651 e morto a Roma nel 1727).
Alla grande sala di lettura, che mantiene gli arredi originali con i suoi 14.000 volumi, si accede da un salone illuminato da finestroni che danno sul giardino, mentre i due gruppi marmorei settecenteschi di Agostino Cornacchini accolgono i visitatori e ora l’installazione di Andrea Dami.
Fabroni era una nobile famiglia pistoiese che, nel corso dei secoli, dette numerosi cavalieri all’Ordine di Santo Stefano (Pistoia ebbe 439 cavalieri), che ricoprirono alte cariche come quella di Gran Conservatore e di Capitano di galera e proprio il capitano Domenico Fabroni ci ha lasciato il manoscritto il cui titolo inizia: Viaggi fatti sopra le Galere della sacra, et Ill.ma Religione… una descrizione di viaggi tra il 1664 e il 1700, con notizie degli sbarchi e della vita di bordo. Anche Ignazio, suo fratello, fu cavaliere e scrisse: Album di ricordi di viaggi e di navigazioni sulle galere toscane dall’anno 1664 all’anno 1687.
La Biblioteca, affidata ad Anna Agostini, storica e scrittrice di saggi, ha organizzato Fabroniana eventi 2009, un viaggio nell’arte in ricordo di Domenico e Ignazio Fabroni perché quest’ultimo ci ha lasciato descrizioni e considerazioni non solo di carattere geografico e naturalistico sui luoghi visitati, ma anche sulle abitudini delle popolazioni che vi abitavano.
L’Ordine di Santo Stefano, riconoscibile dalla croce ottagona rossa in campo bianco, colori invertiti rispetto ai Cavalieri di Malta, fu istituito nel 1561 da Cosimo I dei Medici con l’approvazione del pontefice Pio IV, per la difesa della fede cattolica e, grazie alla creazione di una flotta, poteva proteggere le coste tirreniche, dare la caccia alle navi pirate, liberare gli schiavi cristiani nelle acque del Nord Africa e catturare prigionieri da destinare “al remo”, o trasportare truppe per offensive di rappresaglia contro insediamenti musulmani e partecipare a operazioni di guerra contro la potenza ottomana.
I Cavalieri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano parteciparono a numerose battaglie, come quella del 1571 a Lepanto; certamente non sempre furono dei modelli di virtù.
Nel 1775 Pietro Leopoldo I abolì il servizio sulle navi dei cavalieri e nella sede dell’Ordine, a Pisa, nell’attuale Piazza dei Cavalieri, si iniziarono a studiare materie umanitarie e scientifiche. L’ordine dei cavalieri fu soppresso nel 1809 da Napoleone, poi ripristinato da Ferdinando III nel 1815, per essere abolito nel 1859. Alla fine del 1930 prese forma l’“Istituzione dei cavalieri di S. Stefano”, il cui compito era quello di proseguire nelle iniziative storico-scientifiche e perpetuare il ricordo dell’Ordine di Santo Stefano.
Per saperne di più:
Anna Agostini, Pistoia sul mare, I Cavalieri di Santo Stefano e Pistoia, Settegiorni Editore, 2008.
Cenni biografici di Andrea Dami
Nasce a Pistoia, per cui si firma anche Andrea da Pistoia e si è diplomato all’Istituto d’Arte della sua città. Dal 1963 ha partecipato a premi e mostre personali e collettive con disegni, tempere e olii; dal 1966 al 1968 ha organizzato anche il concorso Il Cinghiale, Larciano (Pistoia). Dal 1980 al 1989 continua l’attività espositiva e realizza scenografie teatrali (come L’aiuola bruciata di Ugo Betti, La vipera di Ferdinando Martini) e video (come Panta Rei, Il mio padule, Fragmenti, Un lunedì di marzo, Pietre Parlanti, (Ri)Trovarsi, Due valli per un antico sentiero, Fili d’argento, Le scarpe del Granduca - Al di là del Padule: Monsummano, antica Comunità delle Due Terre, tra agricoltura, termalismo e industria, Rosso in nero (Massimo Biagi)).
Dal 1990 al 1999 continua la produzione artistica, che espone in mostre personali e collettive, dal titolo: Il nastro d’Arianna a Monsummano T; Pieni e Vuoti a Montevettolini; Andrea Dami per Mozart nel bicentenario della morte a Montecatini T; Dall’utopia all’eros e Tre artisti all’est dell’America - A. Dami, D. Spoerri, G. Ulivi a Montecatini Alto; Dodici-dodici-così a Monsummano T; Giardini a Buggiano Castello (Pistoia); Naufragio (Casa dell’Uggia) a Monsummano T; Paesaggi cinesi a Serravalle Pistoiese e Montecatini T.
In occasione di Work in progress - Giornata mondiale dell’A.I.D.S. - 1995, ha un incontro con Michelangelo Pistoletto (nello studio di Marco Bazzini a Pistoia, luogo della collettiva) dove matura l’idea che l’arte è un “tra”, come dice Pistoletto, un’interfaccia tra il fare artistico e la comunità del luogo, la società economica, politica e culturale. Infatti nel 1996, dopo l’opera Centosettantacinque per “Naufragio”, realizza il Giardino della memoria a Castelmartini (Larciano - Pistoia), uno spazio pubblico a verde e opere d’arte in ricordo della strage del Padule di Fucecchio (23 Agosto 1944)
Continua il lavoro con esposizioni a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea a Pontassieve (Firenze), a Pietrasanta (Lucca) e a Pistoia con Materializzazioni.
Realizza Menhir -lampada-scultura (metallo e neon) e Trittico (ferro su un alto stelo) per Mobile d’artista a Pistoia.
Nel 1998 presenta nel chiostro della S.S. Annunziata a Pistoia e a Pisa, in Città sognanti, Sogno (scultura sonante di ferro, con campane a lastra lavorate a fuoco). Continua il lavoro utilizzando il metallo e il suono che esso produce se sollecitato (quindi anche delle sculture-strumenti musicali) con Quattro stagioni e Menhir nella mostra Le vie del ferro a Perugia e Menhir(Ombelico del mondo, opera n°2), Menhir alfa e beta (gemelli) a Firenze. L’opera Quattro stagioni (cubofono 1) viene utilizzata dal percussionista Jonathan Faralli per una serie di concerti (da La viola sul tamburo a Bologna; Acustica 68-70 a Firenze (RAI); Immagini della musica a Verona; Liù, mon amour - 1924 / 2007 viaggio tra suoni, colori, parole… omaggio a Giacomo Puccini a Montecatini T.).
Presenta (in occasione della Cerimonia del tè di Dani Karavan nella Fattoria di Celle) la scultura sonante L’ala dell’angelo a Santomato (Pistoia) e a Perugia e La piccola ala dell’angelo a Rivoreta (Pistoia).
Per salutare il 2000 installa Orologio (scultura in ferro e movimenti meccanici, in Piazza della Sala) a Pistoia; realizza Strada (trofeo per la corsa in salita Limabetone); partecipa con Piatti di venere e Scudo (più sistro) a Strumentario (concerto di Giovanni Canale) al Museo Marino Marini, Palazzo del Tau a Pistoia ed è presente alla collettiva Terrarossa a Pupigliana (Pistoia).
Espone Sussurri (struttura oscillante, fogli di ottone e una piccola campana muta) a Perugia.
Sussurri, Colore su suono, Cubofono (Quattro stagioni 1), Cimbali (Piatti di venere) sono le quattro opere che hanno ispirato il concerto One day di Stephen Dembski (eseguito in prima assoluta da Jonathan Faralli con i percussionisti dell’Orchestra Giovanile Italiana) Fiesole (Firenze).
Realizza Crocevia, per la Giornata mondiale dell’A.I.D.S. 2001, a Pistoia e La targa 23 agosto, frammento (in occasione della visita del Presidente della Repubblica C. A. Ciampi a Castelmartini di Larciano). Presenta Città sonante (scultura sonante con 6 porte, 6 campane tubolari e 6 icone per 6 composizioni musicali di Simone Valzania) e Gnomi (6 grandi campanacci) a Perugia e a Pistoia.
Partecipa con l’opera Tra terra e cielo alla collettiva Bianco & Nero a Pescia (Pistoia).
Vince il concorso nazionale per la nuova Piazza Leonardo da Vinci a Pescia con l’opera Fontana dei quattro punti cardinali e presenta il modellino Giardino dei ricordi per un cimitero cinerario a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea a Pontassieve.
Installa la Torre sonante (grande scultura con 30 campane tubolari di 6 metri di lunghezza utilizzate per la sua performance dal percussionista Dado Sezi) per l’inaugurazione della Piazza Vittorio Emanuele a Pontassieve e la scultura Angoli di memoria nel Giorno della memoria - 27 gennaio a San Marcello P/se. Realizza il Giardino sonoro a Villa di Groppoli (Groppoli - Pistoia).
Presenta la scultura sonante Il lago che non c’è (da un’idea di Leonardo da Vinci) a San Lorenzo in Ariano (Vinci), per il Museo Ideale Leonardo Da Vinci.
Partecipa con le opere Riflessi; Luogo, Luoghi (Suono, Suoni); L’ala dell’angelo; Passi difficili; Quadrante alla personale Arte al verde (Casa Capecchi) a Sarripoli (Pistoia) e con Luogo e Disco di luna a Percorsi sonori - V Biennale Internazionale delle Arti a Quarrata (Pistoia).
La scultura I sei (ferri sonanti) di Groppoli (i 6 grandi campanacci di Gnomi) nel 2005 diventano oscillanti e sono arricchiti da tubofoni, dischi, un mollofono, campane a lastra, ecc. per il concerto diretto ed eseguito da Jonathan Faralli nell’Auditorium dell’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e nell’anfiteatro di Casole d’Elsa (Siena).
Presenta l’opera Macchina sonante (da un’idea di Leonardo da Vinci) al Megaron Mousikis di Atene per la mostra Leonardo da Vinci - I segreti della creazione nell’arte e nella scienza e a Firenze allo Studio Art Centers International Florence (SACI).
E’ invitato con L’ala dell’angelo alla mostra Arte&Città - L’alchimia dei 4 elementi: aria, acqua, terra, fuoco a San Giovanni in Persiceto (Bologna) e con Il fiore di Leonardo (da Pisa) sia a Certaldo (Firenze) per Griseldascrittura – Raccontare la scienza, sia a Pontassieve a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea, per Il canto del cammino (di Ang Gey Pin e Nickolai D.Nickolov).
Realizza la cartolina di mail-art L’isola degli innocenti, per la Giornata dell’A.I.D.S. 2006, a Montecatini Terme, diffusa sul sito www.liumonamour.net.
Progetta e realizza la collettiva Liù, mon amour - 1924 / 2007 viaggio tra suoni, colori, parole… omaggio a Giacomo Puccini da Montignoso a Cutigliano, passando da Pistoia, Montecatini T. e Pescia, e infine a Finalmarina (Finale ligure).
Inserisce definitivamente sia nei disegni, sia nel lavoro tridimensionale, la “farfalla”. Il lepidottero non è un elemento decorativo, ma è simbolo di rinascita (per la trasformazione da bruco a farfalla) e pittogramma, per rappresentarci in questa società mondiale, dove tutto si trasforma e le conseguenze di ciò diventano imprevedibili come il suo volo.
Realizza il collage Babbo per il libro Pater (Morgana Edizioni, Firenze 2007) e per la mostra Padre/Padri a Firenze. Viene invitato a presentare a Casa Venturino Venturi, a Loro Ciuffenna, L’ala dell’angelo (di Michelucci) - A.D. 12407, per la 3° giornata del contemporaneo - AMACI ; presenta le opere situate nel “Giardino sonoro” di Groppoli a Pistoia in occasione delle Confidenze dell’arte a cura del Centro Documentazione Arte Moderna e Contemporanea di Pistoia.
Progetta e partecipa alla collettiva Note a pie’ di pagina - Arabeschi del XXI secolo a Pistoia, con La città del dialogo - A.D.12507 (Luogo, Luoghi - Suono, Suoni - 3), scultura sonante con 40 cimbali.
Viene presentato a Monsummano Terme il libro-elettronico di Anna Brancolini, Forme, materiali e suoni per un'arte del dialogo - Possibili percorsi nell’arte di Andrea Dami, Pubblicazione n°49, a cura di Carla Rossi Academy, International Istitute of Italian Studies, Biblioteca Phoenix Foundation, 2007 (www.cra.phoenixfound.it).
Realizza il collage A.D.12608 (27 gennaio. Milioni di morti: perché?), Giornata della memoria.
Partecipa al concerto I colori dell’angelo, come esecutore insieme a Emanuele Nistri e Claudio Teobaldelli, autori delle musiche per la scultura L’ala dell’angelo (di Michelucci), clarinetto, conchiglia e computer (il 17 maggio 2008 nella Casa Studio Venturino Venturi, Loro Ciuffenna).
Progetta e partecipa alle collettive RootsRadiciRacines, gli artisti per Michelucci: Gloria Campriani, Andrea Dami, Mario Girolami, Astrid Hjort, a Pistoia (Centro di Documentazione Giovanni Michelucci - Palazzo Comunale - e Museo Marino Marini - Palazzo del Tau) e Angoli d’arte a Fiesole (Villa Peyron al Bosco di Fontelucente).
Alcuni lavori a collage si possono vedere nella Residenza d’Epoca Puccini a Pistoia.
È presente con le opere: Il silenzio delle farfalle rosse e Nei verdi prati la voce di una fontana d’acqua limpida, fluida…, Omaggio a Lorens, a Gualdo Cattaneo (PG).
Vince il concorso nazionale (2008) per la realizzazione di una scultura in piazza a Larciano, con l’opera Le quattro lune.
43°56' - 10°53'
(ferro, foglia di metallo, ottone)
2009
Inaugurazione ore 17
Seguirà l'intervento critico di
Anna Brancolini
BIBLIOTECA FABRONIANA
PIAZZETTA S. FILIPPO, 1
51100 PISTOIA
Tel. 0573 32074
Orario
MARTEDI e GIOVEDI: 9 - 12
SABATO: 16 -19
Intersezione
43° 56’N - 10° 53’EO
L’artista dice: il viaggio è una linea ideale, come la linea tracciata dalla grafite sul foglio di carta è un’ideale successione di punti. I passi del viaggiatore sul nostro pianeta Terra sono gli invisibili punti che segnano la linea della rotta tracciata. Le impronte sono punti misurabili e quindi da segnare sulla carta geografica, permettendo così la ripercorribilità di quel viaggio.
“Intersezione” è un punto all’interno di un edificio che ospita le antiche testimonianze dei viaggi fatti dai Fabroni. Questo punto, le cui coordinate geografiche sono: 43° 56’N - 10° 53’EO, è luogo di arrivo e di partenza. Da questo “luogo”, ora segnato, partono le quattro direttrici essenziali perché ognuno possa liberamente scegliere la direzione da esplorare; a Est e a Ovest ci sono due campane che, con il loro diverso suono, indicano l’alba e il tramonto: due punti che segnano il percorso del sole che illumina il nostro viaggio, ma anche quello che compiamo tutti, chiamato vita.
Il punto geografico è formato da farfalle perché, come ci ricorda Dante, noi siam vermi Nati a formar l’angelica farfalla. La farfalla è simbolo di rinascita (per la trasformazione da bruco a farfalla); anche il viaggio ci trasforma. La farfalla, oltre ad essere un indicatore ecologico, è servita a Edward Lorenz (meteorologo inglese, considerato il padre della teoria del caos1), per illustrare la sua teoria: «Può una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?», come a dire che a volte minuscoli cambiamenti portano a conseguenze colossali. Ecco che anch’io ho preso in prestito questo simpatico lepidottero per rappresentarci in questa società mondiale, ormai società del “rischio” (sia nel senso che tutto si trasforma in decisioni le cui conseguenze diventano imprevedibili, sia nel senso delle società della gestione del rischio, o delle società del discorso sul rischio). Società del rischio, com’è stato detto, perché l’idea che guida la modernità, cioè l’idea della controllabilità degli effetti collaterali e dei pericoli prodotti dalle decisioni, è diventata problematica; il nuovo sapere serve a trasformare i rischi imprevedibili in rischi calcolabili, ma in questo modo a sua volta produce nuove imprevedibilità e ciò costringe alla riflessione sui rischi. Per questo il mio lepidottero è immobile nel nostro presente: impone una riflessione per ridefinire la nostra concezione della società e i nostri concetti sociologici. La staticità delle farfalle ha un valore positivo, come la sosta del viaggiatore è riposo del fisico, ma anche momento di considerazioni e di consapevolezza.
Davanti al punto geografico “fabroniano” si aprono varie strade da affrontare perché il nostro viaggio possa proseguire. D’ora in poi ciò che accade non è più un evento soltanto locale, come ci ricorda Lorenz, tutti i pericoli locali sono diventati pericoli mondiali, la situazione d’ogni nazione, di ogni etnia, di ogni religione, di ogni classe, di ogni singolo individuo è anche il risultato e l’origine della situazione dell’umanità2.
1) La teoria del caos è nata inizialmente come branca della matematica grazie al lavoro di Lorenz nel 1961. Applicata nel 1963 e formulata organicamente nel 1979).
2) Ulrich Beck, sociologo, Conditio humana. Il rischio nell’età globale, Laterza)
La Biblioteca e i Fabroni
Nella Piazzetta S. Filippo, a Pistoia, a due passi da Piazza S. Francesco, si trova la Biblioteca Capitolare Fabroniana. L’edificio risale ai primi anni del 1700, innestato sulla vecchia chiesa risalente al sec. XII, poi modificata nel 1622 per volontà della famiglia Rospigliosi e dedicata ai S.S. Prospero e Filippo; nel sec. XVIII fu rialzato per ospitare la biblioteca del cardinale Carlo Agostino Fabroni (nato a Pistoia il 1651 e morto a Roma nel 1727).
Alla grande sala di lettura, che mantiene gli arredi originali con i suoi 14.000 volumi, si accede da un salone illuminato da finestroni che danno sul giardino, mentre i due gruppi marmorei settecenteschi di Agostino Cornacchini accolgono i visitatori e ora l’installazione di Andrea Dami.
Fabroni era una nobile famiglia pistoiese che, nel corso dei secoli, dette numerosi cavalieri all’Ordine di Santo Stefano (Pistoia ebbe 439 cavalieri), che ricoprirono alte cariche come quella di Gran Conservatore e di Capitano di galera e proprio il capitano Domenico Fabroni ci ha lasciato il manoscritto il cui titolo inizia: Viaggi fatti sopra le Galere della sacra, et Ill.ma Religione… una descrizione di viaggi tra il 1664 e il 1700, con notizie degli sbarchi e della vita di bordo. Anche Ignazio, suo fratello, fu cavaliere e scrisse: Album di ricordi di viaggi e di navigazioni sulle galere toscane dall’anno 1664 all’anno 1687.
La Biblioteca, affidata ad Anna Agostini, storica e scrittrice di saggi, ha organizzato Fabroniana eventi 2009, un viaggio nell’arte in ricordo di Domenico e Ignazio Fabroni perché quest’ultimo ci ha lasciato descrizioni e considerazioni non solo di carattere geografico e naturalistico sui luoghi visitati, ma anche sulle abitudini delle popolazioni che vi abitavano.
L’Ordine di Santo Stefano, riconoscibile dalla croce ottagona rossa in campo bianco, colori invertiti rispetto ai Cavalieri di Malta, fu istituito nel 1561 da Cosimo I dei Medici con l’approvazione del pontefice Pio IV, per la difesa della fede cattolica e, grazie alla creazione di una flotta, poteva proteggere le coste tirreniche, dare la caccia alle navi pirate, liberare gli schiavi cristiani nelle acque del Nord Africa e catturare prigionieri da destinare “al remo”, o trasportare truppe per offensive di rappresaglia contro insediamenti musulmani e partecipare a operazioni di guerra contro la potenza ottomana.
I Cavalieri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano parteciparono a numerose battaglie, come quella del 1571 a Lepanto; certamente non sempre furono dei modelli di virtù.
Nel 1775 Pietro Leopoldo I abolì il servizio sulle navi dei cavalieri e nella sede dell’Ordine, a Pisa, nell’attuale Piazza dei Cavalieri, si iniziarono a studiare materie umanitarie e scientifiche. L’ordine dei cavalieri fu soppresso nel 1809 da Napoleone, poi ripristinato da Ferdinando III nel 1815, per essere abolito nel 1859. Alla fine del 1930 prese forma l’“Istituzione dei cavalieri di S. Stefano”, il cui compito era quello di proseguire nelle iniziative storico-scientifiche e perpetuare il ricordo dell’Ordine di Santo Stefano.
Per saperne di più:
Anna Agostini, Pistoia sul mare, I Cavalieri di Santo Stefano e Pistoia, Settegiorni Editore, 2008.
Cenni biografici di Andrea Dami
Nasce a Pistoia, per cui si firma anche Andrea da Pistoia e si è diplomato all’Istituto d’Arte della sua città. Dal 1963 ha partecipato a premi e mostre personali e collettive con disegni, tempere e olii; dal 1966 al 1968 ha organizzato anche il concorso Il Cinghiale, Larciano (Pistoia). Dal 1980 al 1989 continua l’attività espositiva e realizza scenografie teatrali (come L’aiuola bruciata di Ugo Betti, La vipera di Ferdinando Martini) e video (come Panta Rei, Il mio padule, Fragmenti, Un lunedì di marzo, Pietre Parlanti, (Ri)Trovarsi, Due valli per un antico sentiero, Fili d’argento, Le scarpe del Granduca - Al di là del Padule: Monsummano, antica Comunità delle Due Terre, tra agricoltura, termalismo e industria, Rosso in nero (Massimo Biagi)).
Dal 1990 al 1999 continua la produzione artistica, che espone in mostre personali e collettive, dal titolo: Il nastro d’Arianna a Monsummano T; Pieni e Vuoti a Montevettolini; Andrea Dami per Mozart nel bicentenario della morte a Montecatini T; Dall’utopia all’eros e Tre artisti all’est dell’America - A. Dami, D. Spoerri, G. Ulivi a Montecatini Alto; Dodici-dodici-così a Monsummano T; Giardini a Buggiano Castello (Pistoia); Naufragio (Casa dell’Uggia) a Monsummano T; Paesaggi cinesi a Serravalle Pistoiese e Montecatini T.
In occasione di Work in progress - Giornata mondiale dell’A.I.D.S. - 1995, ha un incontro con Michelangelo Pistoletto (nello studio di Marco Bazzini a Pistoia, luogo della collettiva) dove matura l’idea che l’arte è un “tra”, come dice Pistoletto, un’interfaccia tra il fare artistico e la comunità del luogo, la società economica, politica e culturale. Infatti nel 1996, dopo l’opera Centosettantacinque per “Naufragio”, realizza il Giardino della memoria a Castelmartini (Larciano - Pistoia), uno spazio pubblico a verde e opere d’arte in ricordo della strage del Padule di Fucecchio (23 Agosto 1944)
Continua il lavoro con esposizioni a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea a Pontassieve (Firenze), a Pietrasanta (Lucca) e a Pistoia con Materializzazioni.
Realizza Menhir -lampada-scultura (metallo e neon) e Trittico (ferro su un alto stelo) per Mobile d’artista a Pistoia.
Nel 1998 presenta nel chiostro della S.S. Annunziata a Pistoia e a Pisa, in Città sognanti, Sogno (scultura sonante di ferro, con campane a lastra lavorate a fuoco). Continua il lavoro utilizzando il metallo e il suono che esso produce se sollecitato (quindi anche delle sculture-strumenti musicali) con Quattro stagioni e Menhir nella mostra Le vie del ferro a Perugia e Menhir(Ombelico del mondo, opera n°2), Menhir alfa e beta (gemelli) a Firenze. L’opera Quattro stagioni (cubofono 1) viene utilizzata dal percussionista Jonathan Faralli per una serie di concerti (da La viola sul tamburo a Bologna; Acustica 68-70 a Firenze (RAI); Immagini della musica a Verona; Liù, mon amour - 1924 / 2007 viaggio tra suoni, colori, parole… omaggio a Giacomo Puccini a Montecatini T.).
Presenta (in occasione della Cerimonia del tè di Dani Karavan nella Fattoria di Celle) la scultura sonante L’ala dell’angelo a Santomato (Pistoia) e a Perugia e La piccola ala dell’angelo a Rivoreta (Pistoia).
Per salutare il 2000 installa Orologio (scultura in ferro e movimenti meccanici, in Piazza della Sala) a Pistoia; realizza Strada (trofeo per la corsa in salita Limabetone); partecipa con Piatti di venere e Scudo (più sistro) a Strumentario (concerto di Giovanni Canale) al Museo Marino Marini, Palazzo del Tau a Pistoia ed è presente alla collettiva Terrarossa a Pupigliana (Pistoia).
Espone Sussurri (struttura oscillante, fogli di ottone e una piccola campana muta) a Perugia.
Sussurri, Colore su suono, Cubofono (Quattro stagioni 1), Cimbali (Piatti di venere) sono le quattro opere che hanno ispirato il concerto One day di Stephen Dembski (eseguito in prima assoluta da Jonathan Faralli con i percussionisti dell’Orchestra Giovanile Italiana) Fiesole (Firenze).
Realizza Crocevia, per la Giornata mondiale dell’A.I.D.S. 2001, a Pistoia e La targa 23 agosto, frammento (in occasione della visita del Presidente della Repubblica C. A. Ciampi a Castelmartini di Larciano). Presenta Città sonante (scultura sonante con 6 porte, 6 campane tubolari e 6 icone per 6 composizioni musicali di Simone Valzania) e Gnomi (6 grandi campanacci) a Perugia e a Pistoia.
Partecipa con l’opera Tra terra e cielo alla collettiva Bianco & Nero a Pescia (Pistoia).
Vince il concorso nazionale per la nuova Piazza Leonardo da Vinci a Pescia con l’opera Fontana dei quattro punti cardinali e presenta il modellino Giardino dei ricordi per un cimitero cinerario a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea a Pontassieve.
Installa la Torre sonante (grande scultura con 30 campane tubolari di 6 metri di lunghezza utilizzate per la sua performance dal percussionista Dado Sezi) per l’inaugurazione della Piazza Vittorio Emanuele a Pontassieve e la scultura Angoli di memoria nel Giorno della memoria - 27 gennaio a San Marcello P/se. Realizza il Giardino sonoro a Villa di Groppoli (Groppoli - Pistoia).
Presenta la scultura sonante Il lago che non c’è (da un’idea di Leonardo da Vinci) a San Lorenzo in Ariano (Vinci), per il Museo Ideale Leonardo Da Vinci.
Partecipa con le opere Riflessi; Luogo, Luoghi (Suono, Suoni); L’ala dell’angelo; Passi difficili; Quadrante alla personale Arte al verde (Casa Capecchi) a Sarripoli (Pistoia) e con Luogo e Disco di luna a Percorsi sonori - V Biennale Internazionale delle Arti a Quarrata (Pistoia).
La scultura I sei (ferri sonanti) di Groppoli (i 6 grandi campanacci di Gnomi) nel 2005 diventano oscillanti e sono arricchiti da tubofoni, dischi, un mollofono, campane a lastra, ecc. per il concerto diretto ed eseguito da Jonathan Faralli nell’Auditorium dell’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e nell’anfiteatro di Casole d’Elsa (Siena).
Presenta l’opera Macchina sonante (da un’idea di Leonardo da Vinci) al Megaron Mousikis di Atene per la mostra Leonardo da Vinci - I segreti della creazione nell’arte e nella scienza e a Firenze allo Studio Art Centers International Florence (SACI).
E’ invitato con L’ala dell’angelo alla mostra Arte&Città - L’alchimia dei 4 elementi: aria, acqua, terra, fuoco a San Giovanni in Persiceto (Bologna) e con Il fiore di Leonardo (da Pisa) sia a Certaldo (Firenze) per Griseldascrittura – Raccontare la scienza, sia a Pontassieve a La Barbagianna - una casa per l’arte contemporanea, per Il canto del cammino (di Ang Gey Pin e Nickolai D.Nickolov).
Realizza la cartolina di mail-art L’isola degli innocenti, per la Giornata dell’A.I.D.S. 2006, a Montecatini Terme, diffusa sul sito www.liumonamour.net.
Progetta e realizza la collettiva Liù, mon amour - 1924 / 2007 viaggio tra suoni, colori, parole… omaggio a Giacomo Puccini da Montignoso a Cutigliano, passando da Pistoia, Montecatini T. e Pescia, e infine a Finalmarina (Finale ligure).
Inserisce definitivamente sia nei disegni, sia nel lavoro tridimensionale, la “farfalla”. Il lepidottero non è un elemento decorativo, ma è simbolo di rinascita (per la trasformazione da bruco a farfalla) e pittogramma, per rappresentarci in questa società mondiale, dove tutto si trasforma e le conseguenze di ciò diventano imprevedibili come il suo volo.
Realizza il collage Babbo per il libro Pater (Morgana Edizioni, Firenze 2007) e per la mostra Padre/Padri a Firenze. Viene invitato a presentare a Casa Venturino Venturi, a Loro Ciuffenna, L’ala dell’angelo (di Michelucci) - A.D. 12407, per la 3° giornata del contemporaneo - AMACI ; presenta le opere situate nel “Giardino sonoro” di Groppoli a Pistoia in occasione delle Confidenze dell’arte a cura del Centro Documentazione Arte Moderna e Contemporanea di Pistoia.
Progetta e partecipa alla collettiva Note a pie’ di pagina - Arabeschi del XXI secolo a Pistoia, con La città del dialogo - A.D.12507 (Luogo, Luoghi - Suono, Suoni - 3), scultura sonante con 40 cimbali.
Viene presentato a Monsummano Terme il libro-elettronico di Anna Brancolini, Forme, materiali e suoni per un'arte del dialogo - Possibili percorsi nell’arte di Andrea Dami, Pubblicazione n°49, a cura di Carla Rossi Academy, International Istitute of Italian Studies, Biblioteca Phoenix Foundation, 2007 (www.cra.phoenixfound.it).
Realizza il collage A.D.12608 (27 gennaio. Milioni di morti: perché?), Giornata della memoria.
Partecipa al concerto I colori dell’angelo, come esecutore insieme a Emanuele Nistri e Claudio Teobaldelli, autori delle musiche per la scultura L’ala dell’angelo (di Michelucci), clarinetto, conchiglia e computer (il 17 maggio 2008 nella Casa Studio Venturino Venturi, Loro Ciuffenna).
Progetta e partecipa alle collettive RootsRadiciRacines, gli artisti per Michelucci: Gloria Campriani, Andrea Dami, Mario Girolami, Astrid Hjort, a Pistoia (Centro di Documentazione Giovanni Michelucci - Palazzo Comunale - e Museo Marino Marini - Palazzo del Tau) e Angoli d’arte a Fiesole (Villa Peyron al Bosco di Fontelucente).
Alcuni lavori a collage si possono vedere nella Residenza d’Epoca Puccini a Pistoia.
È presente con le opere: Il silenzio delle farfalle rosse e Nei verdi prati la voce di una fontana d’acqua limpida, fluida…, Omaggio a Lorens, a Gualdo Cattaneo (PG).
Vince il concorso nazionale (2008) per la realizzazione di una scultura in piazza a Larciano, con l’opera Le quattro lune.
07
febbraio 2009
Andrea Dami – Intersezione. 43° 56’N – 10° 53’EO
Dal 07 al 21 febbraio 2009
arte contemporanea
Location
BIBLIOTECA FABRONIANA
Pistoia, Piazzetta San Filippo, 1, (Pistoia)
Pistoia, Piazzetta San Filippo, 1, (Pistoia)
Orario di apertura
martedì e giovedì ore 9-12, sabato ore 16-19
Vernissage
7 Febbraio 2009, ore 16
Autore



