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Sergio Zanni – Viaggiatori, viandanti ed equilibristi
L’artista è appassionato nel plasmare la terracotta fin nel minimo dettaglio, occhi attenti al presente senza il rifiuto esacerbato della rinuncia e con la presenza costante di una malinconia sottile e padana anch’essa
Comunicato stampa
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Potrebbero essere viaggiatori ormai dispersi e senza meta che portano nella memoria qualcosa di già visto e che potrebbe riapparire, proprio qui a Ca’ Cornera dove hanno deciso di interrompere il cammino, accanto al fiume dove le cose appaiono di tanto in tanto, e bisogna stare attenti perché dopo un attimo non si vedono più, e bisognerebbe ricominciare a camminare.
Forse nell’aria che pesa dappertutto, qualcosa è veramente apparso, così i viandanti si sono fermati e hanno scelto il luogo nella speranza che presto l’apparizione si sarebbe ripetuta e loro, lì, fermi come nuovi punti cardinali, l’avrebbero indicata ad altri. Ca’ Cornera è in realtà una locanda, anch’essa dispersa lungo l’orizzonte, che ospita per qualche tempo questi viaggiatori, prima che si stabiliscano altrove.
Quello di Zanni è un viaggio a occhi spalancati. L’artista è appassionato nel plasmare la terracotta fin nel minimo dettaglio, occhi attenti al presente senza il rifiuto esacerbato della rinuncia e con la presenza costante di una malinconia sottile e padana anch’essa.
E dopo i viandanti ecco gli equilibristi: figure in equilibrio una sull’altra, figure a braccia distese che scorrono su fili sospesi, sospesi sopra altri fili che seguono altri fili da direzioni differenti.
E’ forse questo il lavoro di Sergio Zanni che ci riporta maggiormente a un senso di attesa esistenziale, a una considerazione sulla fragilità dell’uomo che si arrangia come può. A piccoli passi, precisi per non precipitare, eretti nel tentativo di non sbagliare dove l’errore può essere definitivo. Un passo dopo l’altro, posando il tallone dinanzi alla punta del piede per poi ricominciare allo stesso modo. Sul filo dell’esistenza, attimo dopo attimo, dove un istante vale la totalità di quello che lo seguirà nell’avventura più grande, quella che non ha confini, sempre immaginata. Oltre la finestra, fuori dalla casa, oltre la pianura.
Sergio Zanni (Ferrara 1942) Studia all’Accademia di Belle Arti di Bologna dedicandosi inizialmente alla pittura e, a partire dagli anni Sessanta, alla scultura. Insegna fino al 1995 all’Istituto d’arte “Dosso Dossi” di Ferrara, ma l’impegno didattico non lo distrae dalla sua arte: gli anni Ottanta sono costellati da partecipazioni a mostre collettive in Italia e all’estero e da numerose personali. La ricerca di Zanni negli anni Novanta si concretizza per cicli: i’viaggiatori’, i ‘Kamikaze’, i ‘pattinatori’, i ‘signori della pioggia’, ‘i custodi delle pianure’, gli ‘angeli misteriosi’, figure dall’ampio cappotto che emulano e mimano, nella loro pensosa immobilità, i difetti e i cortocircuiti della società odierna, fino agli ultimi lavori, gli ‘equilibristi’, ‘Ulisse’ e altri ‘viandanti’. Il suo lavoro ottiene importanti apprezzamenti sul piano del pubblico e della critica, oltre ad essere documentato da cataloghi e pubblicazioni (www.sergiozanni.com)
Forse nell’aria che pesa dappertutto, qualcosa è veramente apparso, così i viandanti si sono fermati e hanno scelto il luogo nella speranza che presto l’apparizione si sarebbe ripetuta e loro, lì, fermi come nuovi punti cardinali, l’avrebbero indicata ad altri. Ca’ Cornera è in realtà una locanda, anch’essa dispersa lungo l’orizzonte, che ospita per qualche tempo questi viaggiatori, prima che si stabiliscano altrove.
Quello di Zanni è un viaggio a occhi spalancati. L’artista è appassionato nel plasmare la terracotta fin nel minimo dettaglio, occhi attenti al presente senza il rifiuto esacerbato della rinuncia e con la presenza costante di una malinconia sottile e padana anch’essa.
E dopo i viandanti ecco gli equilibristi: figure in equilibrio una sull’altra, figure a braccia distese che scorrono su fili sospesi, sospesi sopra altri fili che seguono altri fili da direzioni differenti.
E’ forse questo il lavoro di Sergio Zanni che ci riporta maggiormente a un senso di attesa esistenziale, a una considerazione sulla fragilità dell’uomo che si arrangia come può. A piccoli passi, precisi per non precipitare, eretti nel tentativo di non sbagliare dove l’errore può essere definitivo. Un passo dopo l’altro, posando il tallone dinanzi alla punta del piede per poi ricominciare allo stesso modo. Sul filo dell’esistenza, attimo dopo attimo, dove un istante vale la totalità di quello che lo seguirà nell’avventura più grande, quella che non ha confini, sempre immaginata. Oltre la finestra, fuori dalla casa, oltre la pianura.
Sergio Zanni (Ferrara 1942) Studia all’Accademia di Belle Arti di Bologna dedicandosi inizialmente alla pittura e, a partire dagli anni Sessanta, alla scultura. Insegna fino al 1995 all’Istituto d’arte “Dosso Dossi” di Ferrara, ma l’impegno didattico non lo distrae dalla sua arte: gli anni Ottanta sono costellati da partecipazioni a mostre collettive in Italia e all’estero e da numerose personali. La ricerca di Zanni negli anni Novanta si concretizza per cicli: i’viaggiatori’, i ‘Kamikaze’, i ‘pattinatori’, i ‘signori della pioggia’, ‘i custodi delle pianure’, gli ‘angeli misteriosi’, figure dall’ampio cappotto che emulano e mimano, nella loro pensosa immobilità, i difetti e i cortocircuiti della società odierna, fino agli ultimi lavori, gli ‘equilibristi’, ‘Ulisse’ e altri ‘viandanti’. Il suo lavoro ottiene importanti apprezzamenti sul piano del pubblico e della critica, oltre ad essere documentato da cataloghi e pubblicazioni (www.sergiozanni.com)
22
novembre 2008
Sergio Zanni – Viaggiatori, viandanti ed equilibristi
Dal 22 novembre al 14 dicembre 2008
arte contemporanea
Location
CA’ CORNERA
Porto Viro, Località Ca' Cornera, 3, (Rovigo)
Porto Viro, Località Ca' Cornera, 3, (Rovigo)
Orario di apertura
dalle 10 alle 19 escluso il lunedì
Vernissage
22 Novembre 2008, ore 18.30
Sito web
www.sergiozanni.com
Autore
Curatore




