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Gian Marco Montesano – Grazie dei fiori
L’iconografia scelta dall’artista per questo grande poema visivo sono i fiori all’apice della loro freschezza, un soggetto rasserenante che sembra orientare la sua riflessione verso la riconquista di uno scenario pacificato
Comunicato stampa
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Sabato 1 novembre, presso la galleria Claudio Poleschi e nella chiesa di San Matteo a Lucca, avrà luogo la mostra di Gian Marco Montesano Grazie dei fiori, con un testo in catalogo di Alberto Mugnaini.
I quadri che fanno parte di questo nuovo ciclo dispiegano dimensioni inusitate, mai raggiunte precedentemente dall’artista in questo genere di pittura.
Dopo le protratte indagini nei meandri del nostro passato prossimo e le incursioni nei territori pubblici e privati della storia, ecco che l’iconografia scelta da Montesano per questo grande poema visivo sono i fiori all’apice della loro freschezza, un soggetto rasserenante che sembra orientare la sua riflessione verso la riconquista di uno scenario pacificato.
Pur nel susseguirsi di scene da contemplare con animo alleggerito, la vena filosofica e concettuale dell’artista non viene meno. I fiori sono uno dei tanti aspetti di un campionario complesso e articolato: sotto le mentite spoglie di quadri di genere alla massima potenza, si nasconde una riflessione sulle persistenze e le sparizioni delle immagini, sul loro coinvolgimento con i miti, le ossessioni, i sintomi e le speranze di tutta un’epoca. Motivi la cui tradizione simbolica ha da sempre fiancheggiato le icone della religiosità e le pratiche di elevazione spirituale, i fiori sono allo stesso tempo punti fermi dell’immaginario collettivo e dell’estetica popolare, rappresentati nelle oleografie e nei depliants, evocati nei ritornelli musicali e negli appuntamenti canori. Ma soprattutto, questi fiori, sono delle immagini fantasma che provengono da un tempo passato, dalle memorie di un’innocenza infantile nel momento in cui si essa si apriva al mondo. Vera e propria “canzone del bene”, questa rassegna di esemplari botanici propone un’epopea floreale ariosa e grandiosa, a lungo vagheggiata, quasi come controparte angelica dei mostri della storia indagati in precedenti cicli di opere.
Con questa mostra teatrale e popolare, interpretata da una flora edenica e mnemonica, Montesano, che è anche teorico e drammaturgo, una personalità senza paragoni nel panorama dell’arte italiana, compie un ulteriore passo nella sua pratica eterodossa della pittura, da lui intesa come strumento d’indagine storica e di recupero della memoria. Trasformando in procedimento euristico e filosofico l’atto del dipingere, egli ha contribuito in modo determinante, già all’epoca in cui veniva data per certa la sua sparizione, a riqualificare questa disciplina e a riorientarla nel senso di una ricerca concettuale.
I quadri che fanno parte di questo nuovo ciclo dispiegano dimensioni inusitate, mai raggiunte precedentemente dall’artista in questo genere di pittura.
Dopo le protratte indagini nei meandri del nostro passato prossimo e le incursioni nei territori pubblici e privati della storia, ecco che l’iconografia scelta da Montesano per questo grande poema visivo sono i fiori all’apice della loro freschezza, un soggetto rasserenante che sembra orientare la sua riflessione verso la riconquista di uno scenario pacificato.
Pur nel susseguirsi di scene da contemplare con animo alleggerito, la vena filosofica e concettuale dell’artista non viene meno. I fiori sono uno dei tanti aspetti di un campionario complesso e articolato: sotto le mentite spoglie di quadri di genere alla massima potenza, si nasconde una riflessione sulle persistenze e le sparizioni delle immagini, sul loro coinvolgimento con i miti, le ossessioni, i sintomi e le speranze di tutta un’epoca. Motivi la cui tradizione simbolica ha da sempre fiancheggiato le icone della religiosità e le pratiche di elevazione spirituale, i fiori sono allo stesso tempo punti fermi dell’immaginario collettivo e dell’estetica popolare, rappresentati nelle oleografie e nei depliants, evocati nei ritornelli musicali e negli appuntamenti canori. Ma soprattutto, questi fiori, sono delle immagini fantasma che provengono da un tempo passato, dalle memorie di un’innocenza infantile nel momento in cui si essa si apriva al mondo. Vera e propria “canzone del bene”, questa rassegna di esemplari botanici propone un’epopea floreale ariosa e grandiosa, a lungo vagheggiata, quasi come controparte angelica dei mostri della storia indagati in precedenti cicli di opere.
Con questa mostra teatrale e popolare, interpretata da una flora edenica e mnemonica, Montesano, che è anche teorico e drammaturgo, una personalità senza paragoni nel panorama dell’arte italiana, compie un ulteriore passo nella sua pratica eterodossa della pittura, da lui intesa come strumento d’indagine storica e di recupero della memoria. Trasformando in procedimento euristico e filosofico l’atto del dipingere, egli ha contribuito in modo determinante, già all’epoca in cui veniva data per certa la sua sparizione, a riqualificare questa disciplina e a riorientarla nel senso di una ricerca concettuale.
01
novembre 2008
Gian Marco Montesano – Grazie dei fiori
Dal primo novembre 2008 al 20 gennaio 2009
arte contemporanea
Location
CLAUDIO POLESCHI ARTECONTEMPORANEA
Lucca, Via Santa Giustina, 21, (Lucca)
Lucca, Via Santa Giustina, 21, (Lucca)
Orario di apertura
Lun-Ven: 11-13, 15.30-19.30, Sab: 11-13. Chiuso la domenica
Vernissage
1 Novembre 2008, ore 18
Autore
Curatore


