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Carlo Carrà – La natura come sogno
La mostra, che comprende circa settanta opere, ripercorre appunto la ricerca di Carrà come interprete della natura, prima di tutto del paesaggio, ma anche della figura e delle natura morta
Comunicato stampa
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La rassegna “CARLO CARRÀ. LA NATURA COME SOGNO” prende il titolo da una frase dell’artista stesso, secondo cui ci sono due modi di dipingere un paesaggio: uno è dipingere un motivo naturale e l’altro, più difficile, è trasformare il paesaggio in “un poema pieno di spazio e di sogno”.
La mostra, che comprende circa settanta opere, ripercorre appunto la ricerca di Carrà come interprete della natura, prima di tutto del paesaggio, ma anche della figura e delle natura morta.
Il percorso espositivo documenta, attraverso una serie selezionata di dipinti, tutta l’opera di Carrà, dal giovanile realismo al divisionismo, dalla metafisica al “realismo mitico”, come lui stesso lo definiva, degli anni venti e trenta, fino agli esiti del dopoguerra.
Il nucleo principale è peraltro costituito dalla produzione postmetafisica; un periodo fondamentale per l’evoluzione artistica del maestro, che in questo periodo si dedica soprattutto al paesaggio, con esiti di intenso lirismo.
Fra le opere della rassegna spiccano tra l’altro il suggestivo Ricordi d’infanzia (1916), capolavoro del primitivismo degli anni dieci, già segnato da un’atmosfera metafisica; il commosso Paesaggio (1921), mai esposto negli ultimi decenni; 1’inedito Paesaggio (1927), appartenuto lungamente all’artista stesso e presentato in questa mostra per la prima volta; l’intenso e sofferto Alba tragica (1940). Una sezione è dedicata alla grafica, e comprende tutte le principali acqueforti dell’artista realizzate negli anni venti.
Accompagna la mostra un ampio catalogo con i saggi dei curatori e di altri studiosi dell’artista.
Carlo Carrà nasce a Quargnento (Alessandria) nel 1881. Dopo gli studi all’Accademia di Brera,è tra i firmatari,nel 1910,del Manifesto Futurista,con Boccioni,Balla,Severini, Russolo. A partire dal 1915-16 sviluppa una ricerca primitivista che ripensa a Rousseau,ma anche a Giotto e a Paolo Uccello. Negli anni successivi, con De Chirico,dà vita alla pittura metafisica. Vicino nel dopoguerra alla rivista romana “Valori Plastici” e poi,dalla metà degli anni venti, al Novecento Italiano, sviluppa una pittura che lui stesso definisce “realismo mitico”. Negli anni trenta è tra i protagonisti della rinascita della pittura murale. Anche nel secondo dopoguerra l’artista prosegue la sua ricerca, in forme sempre più rarefatte ed essenziali.
Carlo Carrà muore a Milano nel 1966.
La mostra, che comprende circa settanta opere, ripercorre appunto la ricerca di Carrà come interprete della natura, prima di tutto del paesaggio, ma anche della figura e delle natura morta.
Il percorso espositivo documenta, attraverso una serie selezionata di dipinti, tutta l’opera di Carrà, dal giovanile realismo al divisionismo, dalla metafisica al “realismo mitico”, come lui stesso lo definiva, degli anni venti e trenta, fino agli esiti del dopoguerra.
Il nucleo principale è peraltro costituito dalla produzione postmetafisica; un periodo fondamentale per l’evoluzione artistica del maestro, che in questo periodo si dedica soprattutto al paesaggio, con esiti di intenso lirismo.
Fra le opere della rassegna spiccano tra l’altro il suggestivo Ricordi d’infanzia (1916), capolavoro del primitivismo degli anni dieci, già segnato da un’atmosfera metafisica; il commosso Paesaggio (1921), mai esposto negli ultimi decenni; 1’inedito Paesaggio (1927), appartenuto lungamente all’artista stesso e presentato in questa mostra per la prima volta; l’intenso e sofferto Alba tragica (1940). Una sezione è dedicata alla grafica, e comprende tutte le principali acqueforti dell’artista realizzate negli anni venti.
Accompagna la mostra un ampio catalogo con i saggi dei curatori e di altri studiosi dell’artista.
Carlo Carrà nasce a Quargnento (Alessandria) nel 1881. Dopo gli studi all’Accademia di Brera,è tra i firmatari,nel 1910,del Manifesto Futurista,con Boccioni,Balla,Severini, Russolo. A partire dal 1915-16 sviluppa una ricerca primitivista che ripensa a Rousseau,ma anche a Giotto e a Paolo Uccello. Negli anni successivi, con De Chirico,dà vita alla pittura metafisica. Vicino nel dopoguerra alla rivista romana “Valori Plastici” e poi,dalla metà degli anni venti, al Novecento Italiano, sviluppa una pittura che lui stesso definisce “realismo mitico”. Negli anni trenta è tra i protagonisti della rinascita della pittura murale. Anche nel secondo dopoguerra l’artista prosegue la sua ricerca, in forme sempre più rarefatte ed essenziali.
Carlo Carrà muore a Milano nel 1966.
11
ottobre 2008
Carlo Carrà – La natura come sogno
Dall'undici ottobre al 14 dicembre 2008
arte contemporanea
Location
PALAZZO SALMATORIS
Cherasco, Via Vittorio Emanuele, 29, (Cuneo)
Cherasco, Via Vittorio Emanuele, 29, (Cuneo)
Biglietti
Interi € 6, ridotti 5
Orario di apertura
Da mercoledì a sabato 9,30/12,30 e 14,30/18,30. Festivi 9,30/19. Le biglietterie chiudono alle ore 18 e alle ore 18,30
Vernissage
11 Ottobre 2008, ore 11
Autore
Curatore


