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Rosario Mazzella – Derive alle soglie della storia
L’artista napoletano utilizza una gamma cromatica accesa, portando la scena pittorica ad evidenziare immagini tratte dalle fonti più eterogenee e riesce a farle convivere creando un’atmosfera spesso misteriosa
Comunicato stampa
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La mostra dal titolo “Derive alle soglie della storia ”, presenta l’unitarietà di un capitolo dipinto da Rosario Mazzella artista italiano di chiara fama , che a Milano ritrova felice approdo dopo l’ultima uscita lombarda.
L’esposizione curata dal Prof. Carlo Franza ,illustre Storico dell’Arte di piano internazionale,che firma anche il testo,riunisce un certo numero di opere selezionatissime e recenti che illustrano il percorso singolare di questo artista ,figura di spessore della pittura italiana .
All’inaugurazione ci sarà l’intervento del Prof. Carlo Franza curatore della mostra , unitamente alla partecipazione di intellettuali italiani e stranieri e di numerosi collezionisti . Si brinderà con vini italiani.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La pittura,pur con la sua piacevolezza estetica, continua a caratterizzare il lavoro di Rosario Mazzella,imbevuta di quel rapporto empatico con la storia che ormai è divenuto il punto di forza singolare del riferimento iconografico. Rapporto che si caratterizza sia di segni criptici attraverso un repertorio simbolico,allegorico e artigianale, che di declinazioni affidate ai cambiamenti epocali,sociali ed ecologici, e profondamente radicate nell’immaginario popolare occidentale,mandando così in soffitta “le magnifiche sorti progressive” di leopardiana memoria . L’incidenza storica per Rosario Mazzella è dunque vitalissima,direi immancabile, ne basti sfogliare il percorso,recente e non, per leggervi Napoli attraverso i secoli, da capitale del regno fino alle architetture e alle tessiture urbanistiche d’oggi, eppoi “America” del 2000, i “Borgia” del 2004, e finalmente le “Derive alle soglie della storia” del 2008.
L’artista napoletano, utilizza come sempre una gamma cromatica accesa,portando la scena pittorica ad evidenziare immagini tratte dalle fonti più eterogenee -città del mondo, saracinesche dipinte,stipiti, supporti, momenti storici - e riesce in modo piuttosto singolare a farle convivere creando un’atmosfera spesso misteriosa.
Si capirà come questa simultaneità di visioni aggallanti da contesti differenti rende Rosario Mazzella uno degli artisti italiani protagonista di un’arte definita postmoderna, in quanto con questa operazione cattura dal mondo reale elementi diversi che riportati sulla tela assumono un nuovo senso ,tralasciando quell’unicità che era del realismo tout court.
Sulla tela appare ora la complessa disarmonicità del pastiche in quanto forma e contenuto pur raccontando un’astrazione sempre in bilico verso la figurazione e viceversa, svolgono il ruolo importante di mediazione, umana e artistica, tra le esperienze del passato e la pittura più espressionista.
Diciamolo a chiare lettere che il lavoro d’oggi di Rosario Mazzella si campiona come pittura neoespressionista, fatta di colori decisi e pastosi, stesi anche con pennellate forti e vigorosamente espressive, ove il clima generale della figurazione non è un semplice ritorno alla libertà della rappresentazione, ma gioco come processo intellettuale e spirituale completamente diverso.
Scritte,segni,oggetti,allusioni, simboli, persino la lettura storica dei crociati e le loro avventure, tutto pesa come un ispezionare la storia, e rileggere la storia dell’Occidente in un confronto duro e serrato con i valori sottesi,per portare figure mitologiche a interagire con personaggi attuali.
E siccome il suo sguardo pittorico coglie a volo le città del mondo , in lui non c’è nessun apparentamento con graffitismi o writing o sottoculture pur cariche di energia dirompente.Il suo stile s’è fatto personale e nobile, e la propria firma rileva un reale ormai completamente trasfigurato in una densità cromatica e progressivamente concentrica.
Rosario Mazzella condivide con pochi altri artisti della sua generazione, che hanno avuto il coraggio di rinnovarsi, l’urgenza di confrontarsi con un’eredità storica e culturale,puntando il dito persino sui nodi irrisolti della propria condizione umana e sociale.
Si vedrà come grandi forme e figure plastiche vivono accerchiate dal tachisme ,tecnica pittorica tipica dell’informale,per via dell’uso di elementi colorati disposti in modo casuale a macchie o schizzi.
Mazzella mantiene l’attenzione sulla forma,espressiva e monumentale, e il suo stesso fare pittura si configura vicino all’interesse per le possibilità espressive e psicologiche del mezzo pittorico,al di là delle sembianze che via via può assumere, e al prezzo di una dura prova emotiva.
La ricostruzione del passato e del presente ,densa di immagini simboliche, chiarisce ancor più del ruolo fondamentale dell’artista nella società, che si fa protagonista del racconto pittorico , e che cattura nel teatro del mondo personaggi e simboli, facendoli recitare con segni e vessilli,fra contorni spessi e forme stilizzate.
Rosario Mazzella pur continuando a interagire con la storia ha scelto di purificare la propria pittura liberandola da qualsiasi sovrastruttura intellettuale,e pur porgendo una riflessione feroce attorno al predominio delle immagini nella società occidentale,ne salva però tradizione e passato, che ne vengono nobilitati con emozione e forza in un passaggio tra realtà e sogno, diventandone anche linee guida del presente.
Questo recente e attuale percorso dell’artista napoletano si trasforma così in un brand di grande successo, e diviene così anche lezione per tanti giovani artisti che tra maniera e continui sperimentalismi non sanno cogliere la rappresentazione della vita, né l’idea del desiderio,né il cuore del mondo”.
L’esposizione curata dal Prof. Carlo Franza ,illustre Storico dell’Arte di piano internazionale,che firma anche il testo,riunisce un certo numero di opere selezionatissime e recenti che illustrano il percorso singolare di questo artista ,figura di spessore della pittura italiana .
All’inaugurazione ci sarà l’intervento del Prof. Carlo Franza curatore della mostra , unitamente alla partecipazione di intellettuali italiani e stranieri e di numerosi collezionisti . Si brinderà con vini italiani.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La pittura,pur con la sua piacevolezza estetica, continua a caratterizzare il lavoro di Rosario Mazzella,imbevuta di quel rapporto empatico con la storia che ormai è divenuto il punto di forza singolare del riferimento iconografico. Rapporto che si caratterizza sia di segni criptici attraverso un repertorio simbolico,allegorico e artigianale, che di declinazioni affidate ai cambiamenti epocali,sociali ed ecologici, e profondamente radicate nell’immaginario popolare occidentale,mandando così in soffitta “le magnifiche sorti progressive” di leopardiana memoria . L’incidenza storica per Rosario Mazzella è dunque vitalissima,direi immancabile, ne basti sfogliare il percorso,recente e non, per leggervi Napoli attraverso i secoli, da capitale del regno fino alle architetture e alle tessiture urbanistiche d’oggi, eppoi “America” del 2000, i “Borgia” del 2004, e finalmente le “Derive alle soglie della storia” del 2008.
L’artista napoletano, utilizza come sempre una gamma cromatica accesa,portando la scena pittorica ad evidenziare immagini tratte dalle fonti più eterogenee -città del mondo, saracinesche dipinte,stipiti, supporti, momenti storici - e riesce in modo piuttosto singolare a farle convivere creando un’atmosfera spesso misteriosa.
Si capirà come questa simultaneità di visioni aggallanti da contesti differenti rende Rosario Mazzella uno degli artisti italiani protagonista di un’arte definita postmoderna, in quanto con questa operazione cattura dal mondo reale elementi diversi che riportati sulla tela assumono un nuovo senso ,tralasciando quell’unicità che era del realismo tout court.
Sulla tela appare ora la complessa disarmonicità del pastiche in quanto forma e contenuto pur raccontando un’astrazione sempre in bilico verso la figurazione e viceversa, svolgono il ruolo importante di mediazione, umana e artistica, tra le esperienze del passato e la pittura più espressionista.
Diciamolo a chiare lettere che il lavoro d’oggi di Rosario Mazzella si campiona come pittura neoespressionista, fatta di colori decisi e pastosi, stesi anche con pennellate forti e vigorosamente espressive, ove il clima generale della figurazione non è un semplice ritorno alla libertà della rappresentazione, ma gioco come processo intellettuale e spirituale completamente diverso.
Scritte,segni,oggetti,allusioni, simboli, persino la lettura storica dei crociati e le loro avventure, tutto pesa come un ispezionare la storia, e rileggere la storia dell’Occidente in un confronto duro e serrato con i valori sottesi,per portare figure mitologiche a interagire con personaggi attuali.
E siccome il suo sguardo pittorico coglie a volo le città del mondo , in lui non c’è nessun apparentamento con graffitismi o writing o sottoculture pur cariche di energia dirompente.Il suo stile s’è fatto personale e nobile, e la propria firma rileva un reale ormai completamente trasfigurato in una densità cromatica e progressivamente concentrica.
Rosario Mazzella condivide con pochi altri artisti della sua generazione, che hanno avuto il coraggio di rinnovarsi, l’urgenza di confrontarsi con un’eredità storica e culturale,puntando il dito persino sui nodi irrisolti della propria condizione umana e sociale.
Si vedrà come grandi forme e figure plastiche vivono accerchiate dal tachisme ,tecnica pittorica tipica dell’informale,per via dell’uso di elementi colorati disposti in modo casuale a macchie o schizzi.
Mazzella mantiene l’attenzione sulla forma,espressiva e monumentale, e il suo stesso fare pittura si configura vicino all’interesse per le possibilità espressive e psicologiche del mezzo pittorico,al di là delle sembianze che via via può assumere, e al prezzo di una dura prova emotiva.
La ricostruzione del passato e del presente ,densa di immagini simboliche, chiarisce ancor più del ruolo fondamentale dell’artista nella società, che si fa protagonista del racconto pittorico , e che cattura nel teatro del mondo personaggi e simboli, facendoli recitare con segni e vessilli,fra contorni spessi e forme stilizzate.
Rosario Mazzella pur continuando a interagire con la storia ha scelto di purificare la propria pittura liberandola da qualsiasi sovrastruttura intellettuale,e pur porgendo una riflessione feroce attorno al predominio delle immagini nella società occidentale,ne salva però tradizione e passato, che ne vengono nobilitati con emozione e forza in un passaggio tra realtà e sogno, diventandone anche linee guida del presente.
Questo recente e attuale percorso dell’artista napoletano si trasforma così in un brand di grande successo, e diviene così anche lezione per tanti giovani artisti che tra maniera e continui sperimentalismi non sanno cogliere la rappresentazione della vita, né l’idea del desiderio,né il cuore del mondo”.
15
ottobre 2008
Rosario Mazzella – Derive alle soglie della storia
Dal 15 ottobre al 15 novembre 2008
arte contemporanea
Location
GALLERIA SENATO
Milano, Corso Giuseppe Garibaldi, 39, (MILANO)
Milano, Corso Giuseppe Garibaldi, 39, (MILANO)
Orario di apertura
da martedì da sabato ,dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
Vernissage
15 Ottobre 2008, ore 18
Autore
Curatore

