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Francesco De Molfetta – Fiato Sprecato / Aldo Mondino – RaccontALDO MONDINO
Sabato 27 settembre 2008 la Galleria Colossi Arte Contemporanea, presenta due straordinari eventi che inaugureranno in contemporanea:raccontALDO MONDINO e Francesco De Molfetta-Fiato sprecato, due mostre importanti,due cataloghi e due curatori d’eccezione: Marina Mojana e Alberto Fiz.
Vi aspettiamo
Comunicato stampa
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La Galleria Colossi Arte Contemporanea inaugura la stagione autunnale…raddoppiando.
Saranno infatti due le grandi mostre personali, allestite rispettivamente nella prima sede, al numero 13 di Corsia del Gambero, e nella seconda, di recente acquisita, di fronte, al n. 12. Due Grandi mostre, dedicate a due importanti protagonisti dell’arte contemporanea: Aldo Mondino e Francesco De Molfetta.
“RaccontAldo Mondino”, questo il titolo della mostra dedicata ad uno dei protagonisti più complessi ed eclettici dell’arte contemporanea dagli anni Sessanta agli anni Novanta del Novecento, instancabile sperimentatore di linguaggi, anticonformista esponente ora di una Pop Art tutta italiana, ora di una ripresa dada-surrealista rivista alla luce delle ricerche concettuali.
“Francesco De Molfetta: Fiato sprecato” è invece il titolo della mostra dedicata al giovane artista che la Galleria Colossi Arte Contemporanea segue da oramai più di tre anni: già affermato a livello internazionale, la sua opera ha saputo, con raffinata ironia, riprendere e stravolgere molte delle “questioni sospese” dell’arte contemporanea del Novecento, a partire, proprio, dalle correnti dada e surrealiste sulle quali si è formato lo stesso Mondino.
Amate, approfondite, promosse ed accuratamente presentate dalla Galleria nel corso di diversi eventi espositivi, le opere dei due artisti si sono più volte “parlate”, grazie ai diversi punti di contatto, ai giochi linguistici, ai legami concettuali che vi si riscoprono ogni volta sempre più numerosi e sottilmente intrecciati.
Le mostre sono curate da Alberto Fiz e Marina Mojana, critici d’arte noti a livello internazionale, grazie alla loro capacità di seguire con attenzione e profondità sia i periodi e le correnti già storicizzate dell’arte, sia giovani ed emergenti artisti, ideando percorsi espositivi e tematici di grande fascino ed aderenza.
Due generazioni a confronto, ma non solo: attraverso le mostre, due vere e proprie antologiche nate dalla solita, accurata scelta di opere che caratterizza il gusto estetico di Daniele e Antonella Colossi, la Galleria intende confrontare la ricerca espressiva dei due artisti.
Diverse le tematiche comuni:
l’ironia, intesa come menzione, citazione e spostamento; come travestimento, parola e forma duplicate, intreccio di intenzioni che si contrappongono.
la sperimentazione di materiali differenti: da quelli alimentari, dallo zucchero al burro, a quelli industriali, i truciolati e il cemento; l’introduzione di oggetti quotidiani, dagli accendini alle penne-biro, chiamati a comporre opere che ne stravolgono completamente la destinazione d’uso, fino alla serie delle opere sulla tassidermia di Francesco De Molfetta;
la riflessione sulla storia dell’arte, l’analisi linguistica dei grandi protagonisti e delle correnti artistiche del Novecento, rielaborata e raccontata in opere che ne riattivano i significati e ne analizzano la loro incidenza attuale;
il lavoro sul linguaggio, l’analisi della parola, il rapporto fra medium e messaggio, segno, significante e significato, la ricerca sul cortocircuito linguistico;
l’analisi sul ruolo dello spettatore, chiamato non solo a fruire dell’opera, ma anche a completarla di senso, a riempirla di significato, a rispondere alle sue provocazioni;
l’aspetto narrativo dell’opera d’arte, il desiderio di racconto, il valore della “mise en scene” teatrale e del colpo di scena finale
Nella mostra “RaccontAldo Mondino, si va dalla serie delle “Opere a Quadretti alle “Cadute” e “Bilance” di Aldo Mondino, lucide analisi delle poetiche artistiche costruttiviste, realizzate fra gli anni Sessanta e Settanta; alle opere con i Palloncini e le macchie di colore, da “Piazza Vittorio”, ai “Può” che Mondino realizzava alla fine degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta; alla serie delle opere che giocano con i materiali, da quelle con lo zucchero, “E’ più dolce dare che ricevere” a “Candite (Omaggio a De Chirico), fino ai “Tappeti” in eraclite che fanno anche da ouverture alle opere dedicate all’Oriente dall’artista torinese.
La mostra “Fiato sprecato”, dedicata a Francesco De Molfetta, intende invece narrare, attraverso un’accurata selezione di opere, il mondo ironico e caustico del giovane artista: un mondo formato da veri e propri rebus dell’arte che indagano il tema del linguaggio e delle sue infinite potenzialità: dalla serie dedicata all’arte e ai suoi protagonisti, dal “finto” Boetti alla “Fontina di Fontana” del giovane milanese, dove l’artista dimostra di aver rielaborato personalmente, con sottile ironia critica, il valore della tradizione ed il peso dell’eredità del Novecento sulle giovani generazioni, alla nuova serie sperimentale sulla “Tassidermia”, dove l’uso di animali diversi spiazza e provoca lo spettatore giocando con termini e linguaggi: un’operazione concettuale forte, dalla tecnica raffinata, destinata ad analizzare i sottili legami fra natura e macchina, libertà e artificio; da non perdere, poi, le opere “vietate ai minori di 18 anni”, deliziosi lavori sottilmente erotici e ironici al contempo.
Opere, tutte, di alto livello fattivo, di notevole importanza artistica e storica; opere che, grazie ai due allestimenti delle mostre, progettati ad hoc per i due artisti, saranno libere di incontrarsi, fondersi e distinguersi, specchiandosi l’una nell’altra con quella libertà che è condizione portante dell’ironia. Ironia, ovvero indipendenza, e l’arte ha bisogno di questo stato divino per tessere i suoi capricci”; così scriveva Così scrisse Ardengo Soffici nei Primi principi di un’estetica futurista: si era ai principi del Novecento.
Un Novecento che, oggi, attraverso queste due mostre, viene nuovamente narrato – e superato – dall’opera e dal linguaggio di due artisti a confronto che, pur impugnando un’arma comune, l’ironia, hanno saputo colpire in modo distinto, guerriglieri per caso – ed eterni adolescenti per necessità – la selva di cose e parole che noi stessi ogni giorno attraversiamo.
Saranno infatti due le grandi mostre personali, allestite rispettivamente nella prima sede, al numero 13 di Corsia del Gambero, e nella seconda, di recente acquisita, di fronte, al n. 12. Due Grandi mostre, dedicate a due importanti protagonisti dell’arte contemporanea: Aldo Mondino e Francesco De Molfetta.
“RaccontAldo Mondino”, questo il titolo della mostra dedicata ad uno dei protagonisti più complessi ed eclettici dell’arte contemporanea dagli anni Sessanta agli anni Novanta del Novecento, instancabile sperimentatore di linguaggi, anticonformista esponente ora di una Pop Art tutta italiana, ora di una ripresa dada-surrealista rivista alla luce delle ricerche concettuali.
“Francesco De Molfetta: Fiato sprecato” è invece il titolo della mostra dedicata al giovane artista che la Galleria Colossi Arte Contemporanea segue da oramai più di tre anni: già affermato a livello internazionale, la sua opera ha saputo, con raffinata ironia, riprendere e stravolgere molte delle “questioni sospese” dell’arte contemporanea del Novecento, a partire, proprio, dalle correnti dada e surrealiste sulle quali si è formato lo stesso Mondino.
Amate, approfondite, promosse ed accuratamente presentate dalla Galleria nel corso di diversi eventi espositivi, le opere dei due artisti si sono più volte “parlate”, grazie ai diversi punti di contatto, ai giochi linguistici, ai legami concettuali che vi si riscoprono ogni volta sempre più numerosi e sottilmente intrecciati.
Le mostre sono curate da Alberto Fiz e Marina Mojana, critici d’arte noti a livello internazionale, grazie alla loro capacità di seguire con attenzione e profondità sia i periodi e le correnti già storicizzate dell’arte, sia giovani ed emergenti artisti, ideando percorsi espositivi e tematici di grande fascino ed aderenza.
Due generazioni a confronto, ma non solo: attraverso le mostre, due vere e proprie antologiche nate dalla solita, accurata scelta di opere che caratterizza il gusto estetico di Daniele e Antonella Colossi, la Galleria intende confrontare la ricerca espressiva dei due artisti.
Diverse le tematiche comuni:
l’ironia, intesa come menzione, citazione e spostamento; come travestimento, parola e forma duplicate, intreccio di intenzioni che si contrappongono.
la sperimentazione di materiali differenti: da quelli alimentari, dallo zucchero al burro, a quelli industriali, i truciolati e il cemento; l’introduzione di oggetti quotidiani, dagli accendini alle penne-biro, chiamati a comporre opere che ne stravolgono completamente la destinazione d’uso, fino alla serie delle opere sulla tassidermia di Francesco De Molfetta;
la riflessione sulla storia dell’arte, l’analisi linguistica dei grandi protagonisti e delle correnti artistiche del Novecento, rielaborata e raccontata in opere che ne riattivano i significati e ne analizzano la loro incidenza attuale;
il lavoro sul linguaggio, l’analisi della parola, il rapporto fra medium e messaggio, segno, significante e significato, la ricerca sul cortocircuito linguistico;
l’analisi sul ruolo dello spettatore, chiamato non solo a fruire dell’opera, ma anche a completarla di senso, a riempirla di significato, a rispondere alle sue provocazioni;
l’aspetto narrativo dell’opera d’arte, il desiderio di racconto, il valore della “mise en scene” teatrale e del colpo di scena finale
Nella mostra “RaccontAldo Mondino, si va dalla serie delle “Opere a Quadretti alle “Cadute” e “Bilance” di Aldo Mondino, lucide analisi delle poetiche artistiche costruttiviste, realizzate fra gli anni Sessanta e Settanta; alle opere con i Palloncini e le macchie di colore, da “Piazza Vittorio”, ai “Può” che Mondino realizzava alla fine degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta; alla serie delle opere che giocano con i materiali, da quelle con lo zucchero, “E’ più dolce dare che ricevere” a “Candite (Omaggio a De Chirico), fino ai “Tappeti” in eraclite che fanno anche da ouverture alle opere dedicate all’Oriente dall’artista torinese.
La mostra “Fiato sprecato”, dedicata a Francesco De Molfetta, intende invece narrare, attraverso un’accurata selezione di opere, il mondo ironico e caustico del giovane artista: un mondo formato da veri e propri rebus dell’arte che indagano il tema del linguaggio e delle sue infinite potenzialità: dalla serie dedicata all’arte e ai suoi protagonisti, dal “finto” Boetti alla “Fontina di Fontana” del giovane milanese, dove l’artista dimostra di aver rielaborato personalmente, con sottile ironia critica, il valore della tradizione ed il peso dell’eredità del Novecento sulle giovani generazioni, alla nuova serie sperimentale sulla “Tassidermia”, dove l’uso di animali diversi spiazza e provoca lo spettatore giocando con termini e linguaggi: un’operazione concettuale forte, dalla tecnica raffinata, destinata ad analizzare i sottili legami fra natura e macchina, libertà e artificio; da non perdere, poi, le opere “vietate ai minori di 18 anni”, deliziosi lavori sottilmente erotici e ironici al contempo.
Opere, tutte, di alto livello fattivo, di notevole importanza artistica e storica; opere che, grazie ai due allestimenti delle mostre, progettati ad hoc per i due artisti, saranno libere di incontrarsi, fondersi e distinguersi, specchiandosi l’una nell’altra con quella libertà che è condizione portante dell’ironia. Ironia, ovvero indipendenza, e l’arte ha bisogno di questo stato divino per tessere i suoi capricci”; così scriveva Così scrisse Ardengo Soffici nei Primi principi di un’estetica futurista: si era ai principi del Novecento.
Un Novecento che, oggi, attraverso queste due mostre, viene nuovamente narrato – e superato – dall’opera e dal linguaggio di due artisti a confronto che, pur impugnando un’arma comune, l’ironia, hanno saputo colpire in modo distinto, guerriglieri per caso – ed eterni adolescenti per necessità – la selva di cose e parole che noi stessi ogni giorno attraversiamo.
27
settembre 2008
Francesco De Molfetta – Fiato Sprecato / Aldo Mondino – RaccontALDO MONDINO
Dal 27 settembre al 29 novembre 2008
arte contemporanea
Location
COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Brescia, Corsia Gambero, 12/13, (Brescia)
Brescia, Corsia Gambero, 12/13, (Brescia)
Orario di apertura
Da martedì a sabato 10-12 e 15.30-19. Domenica 15.30-19
Vernissage
27 Settembre 2008, ore 17.30
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