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Hans-Hermann Koopmann – Connessioni
L’artista-biologo Hans-Hermann Koopmann lavora sull’idea dello spazio disabitato. Mostra il cavo vuoto del nido, l’assenza, l’intreccio dei rami divenuti un monumento all’assenza o una presenza scultorea. Mostra la terribile bellezza di un oggetto capace di sedurre lo sguardo ma anche di portare significati agghiaccianti
Comunicato stampa
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L’arte tenta di comprendere il mondo in immagini, crea dei collegamenti tra il desiderio di esprimere qualcosa e la realizzazione, anche se è molto arduo trovare una corrispondenza tra desiderio e realizzazione. Alla fine dei giochi, dunque, raramente si prova un senso di realizzazione derivato dall’aver toccato la verità dell’opera. Ma gli artisti creano connessioni perché sono proiettati in altre dimensioni. Per immedesimarsi nella “verità dell’opera” occorre mettere in campo l’abbandono di sé, un salto nel vuoto senza alcuna garanzia, perché la “verità dell’opera” si manifesta nella sua inaccessibilità. L’esperienza che ne deriva è un viaggio nello spazio di confine dove si procede a tentoni e a proprio rischio.
Gli uccelli diventano tali quando tentano, a loro rischio e pericolo, il salto nel vuoto, ovvero quando spiccano il primo volo abbandonando il nido.
Il nido vuoto esprime quindi un significato duplice, chiaro e ambiguo al tempo stesso, ovvero che gli abitatori ora non ci sono più: o sono volati nell’elemento etereo o sono caduti vittime della selezione naturale. L’artista-biologo Hans-Hermann Koopmann lavora su questa idea dello spazio disabitato. Mostra il cavo vuoto del nido, l’assenza, l’intreccio dei rami divenuti un monumento all’assenza o una presenza scultorea. Mostra la terribile bellezza di un oggetto capace di sedurre lo sguardo ma anche di portare significati agghiaccianti. Il vuoto del nido abbandonato è un correlativo oggettivo molto efficace per esprimere l’impulso del nostro tempo, rivolto verso il richiamo (anche nel senso allegorico di qualcosa che induce gli uccelli a soccombere, attratti dal falso canto di uno strumento ingannatore utilizzato dai cacciatori) del nichilismo.
Dal vuoto del nido al bianco delle video-opere il passo è breve, è una conseguenza naturale. Qui, presenze animali scorrono da un lato all’altro dello spazio, segnano un movimento, uno sforzo vitalistico e istintivo. Segnano il tempo, in una dimensione che pare rallentare la scansione temporale della trascorrenza. Il bianco annulla il vasto corpus dei colori, costringe lo spettatore a una semplificazione, allo sguardo più acuto sulla realtà. L’artista invita a entrare nella vastità archetipale dell’allusione, nella forza evocativa di un immenso bianco aperto, che lascia ai fruitori la responsabilità di interpretare e la libertà di creare connessioni.
Hans-Hermann Koopmann nasce a Varel in Germania nel 1961 e studia a Berlino. Artista multimediale, dal 1999 vive e lavora in Italia. Numerose le mostre sia personali sia collettive in Italia e all’estero, le più recenti le collettive La memoria dell’acqua nei musei di Argenta di Ferrara e 70% acqua a San Casciano dei Bagni. La videoinstallazione into the white open, è stata selezionata per la mostra internazionale ZeitRaumZeit (TempoSpazioTempo) il prossimo autunno al prestigioso K-Haus di Vienna. Lavori di Koopmann si trovano presso collezionisti privati in Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera, Iran e USA.
Gli uccelli diventano tali quando tentano, a loro rischio e pericolo, il salto nel vuoto, ovvero quando spiccano il primo volo abbandonando il nido.
Il nido vuoto esprime quindi un significato duplice, chiaro e ambiguo al tempo stesso, ovvero che gli abitatori ora non ci sono più: o sono volati nell’elemento etereo o sono caduti vittime della selezione naturale. L’artista-biologo Hans-Hermann Koopmann lavora su questa idea dello spazio disabitato. Mostra il cavo vuoto del nido, l’assenza, l’intreccio dei rami divenuti un monumento all’assenza o una presenza scultorea. Mostra la terribile bellezza di un oggetto capace di sedurre lo sguardo ma anche di portare significati agghiaccianti. Il vuoto del nido abbandonato è un correlativo oggettivo molto efficace per esprimere l’impulso del nostro tempo, rivolto verso il richiamo (anche nel senso allegorico di qualcosa che induce gli uccelli a soccombere, attratti dal falso canto di uno strumento ingannatore utilizzato dai cacciatori) del nichilismo.
Dal vuoto del nido al bianco delle video-opere il passo è breve, è una conseguenza naturale. Qui, presenze animali scorrono da un lato all’altro dello spazio, segnano un movimento, uno sforzo vitalistico e istintivo. Segnano il tempo, in una dimensione che pare rallentare la scansione temporale della trascorrenza. Il bianco annulla il vasto corpus dei colori, costringe lo spettatore a una semplificazione, allo sguardo più acuto sulla realtà. L’artista invita a entrare nella vastità archetipale dell’allusione, nella forza evocativa di un immenso bianco aperto, che lascia ai fruitori la responsabilità di interpretare e la libertà di creare connessioni.
Hans-Hermann Koopmann nasce a Varel in Germania nel 1961 e studia a Berlino. Artista multimediale, dal 1999 vive e lavora in Italia. Numerose le mostre sia personali sia collettive in Italia e all’estero, le più recenti le collettive La memoria dell’acqua nei musei di Argenta di Ferrara e 70% acqua a San Casciano dei Bagni. La videoinstallazione into the white open, è stata selezionata per la mostra internazionale ZeitRaumZeit (TempoSpazioTempo) il prossimo autunno al prestigioso K-Haus di Vienna. Lavori di Koopmann si trovano presso collezionisti privati in Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera, Iran e USA.
25
luglio 2008
Hans-Hermann Koopmann – Connessioni
Dal 25 luglio al 02 agosto 2008
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
CASTELLO ALDOBRANDESCO COLLACCHIONI
Capalbio, Via Collacchioni, 2, (Grosseto)
Capalbio, Via Collacchioni, 2, (Grosseto)
Orario di apertura
dalle 17 alle 22
Vernissage
25 Luglio 2008, ore 19.30
Sito web
www.hhkoopmann.com
Autore
Curatore



