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Marina Giannobi – Luces Urbis
Lecce è l’unica protagonista indiscussa, indagata, osservata, sublimata dall’intervento della Giannobi che ne ha colto il cuore pulsante sotto la pelle intagliata nella pietra gentile di roccia calcarea
Comunicato stampa
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Primo anno di attività per la galleria Rivaartecontemporanea che spegne la sua prima candelina con la personale della fotografa Marina Giannobi. Una mostra che fonde insieme le energie eterogenee del sistema dell’arte con le peculiarità dei luoghi, in un susseguirsi di rimandi tra locale e globale, identità ed alterazione, equilibrio estetico e potenzialità sinergiche. Lecce è l’unica protagonista indiscussa, indagata, osservata, sublimata dall’intervento della Giannobi che ne ha colto il cuore pulsante sotto la pelle intagliata nella pietra gentile di roccia calcarea. Un omaggio che è più che altro un atto di consapevolezza, la coscienza della necessità impellente di contestualizzare l’attività artistica della galleria per inserire la città nel circuito più ampio dell’arte contemporanea.
“Cosa vuoi ch’io faccia del suo latinorum?” direbbe un noto personaggio manzoniano. Oppure, qualcun altro, potrebbe obiettare che una lingua “morta” poco ha a che fare con la contemporaneità e con l’arte in particolare. Eppure “Luces Urbis” è un titolo che ha tutt’altre ambizioni da quelle di una mera esibizione di sapienza antica. Il latino, in questa mostra, è più che altro un ponte, una corda tesa verso l’esterno, un centro di gravità intorno a cui far ruotare l’identità di un luogo temporaneamente invaso dallo sguardo di una artista che per qualche giorno ha curiosato silenziosamente con la sua macchina fotografica “congelando” qua e là istanti senza tempo della Lecce di oggi come della Lupiae di ieri.
L’inconfondibile traccia fotografica della Giannobi disegna un percorso inedito svelando imprevedibili “sguardi” che giocano sul sottile confine tra emozione e realtà. L’occhio discreto dell’artista scherma appena quello della macchina di una velata soggettività emotiva, lasciando dunque lo strumento libero di registrare luoghi, spazi, ambienti, atmosfere secondo il proprio automatismo, in un “sistema combinato” di scelta del momento decisivo tra autore e mezzo. Lunghe esposizioni, filtri ottici, ma soprattutto il caso, compongono un’originale caleidoscopio di luci e colori attraverso cui la città appare ora azzurra, ora verde, ora rossa. Ogni immagine conserva così la propria “aura” di autenticità conferendo alla realtà “rappresentata” sempre più il carattere di segno
“Cosa vuoi ch’io faccia del suo latinorum?” direbbe un noto personaggio manzoniano. Oppure, qualcun altro, potrebbe obiettare che una lingua “morta” poco ha a che fare con la contemporaneità e con l’arte in particolare. Eppure “Luces Urbis” è un titolo che ha tutt’altre ambizioni da quelle di una mera esibizione di sapienza antica. Il latino, in questa mostra, è più che altro un ponte, una corda tesa verso l’esterno, un centro di gravità intorno a cui far ruotare l’identità di un luogo temporaneamente invaso dallo sguardo di una artista che per qualche giorno ha curiosato silenziosamente con la sua macchina fotografica “congelando” qua e là istanti senza tempo della Lecce di oggi come della Lupiae di ieri.
L’inconfondibile traccia fotografica della Giannobi disegna un percorso inedito svelando imprevedibili “sguardi” che giocano sul sottile confine tra emozione e realtà. L’occhio discreto dell’artista scherma appena quello della macchina di una velata soggettività emotiva, lasciando dunque lo strumento libero di registrare luoghi, spazi, ambienti, atmosfere secondo il proprio automatismo, in un “sistema combinato” di scelta del momento decisivo tra autore e mezzo. Lunghe esposizioni, filtri ottici, ma soprattutto il caso, compongono un’originale caleidoscopio di luci e colori attraverso cui la città appare ora azzurra, ora verde, ora rossa. Ogni immagine conserva così la propria “aura” di autenticità conferendo alla realtà “rappresentata” sempre più il carattere di segno
27
giugno 2008
Marina Giannobi – Luces Urbis
Dal 27 giugno al 25 luglio 2008
fotografia
Location
RIVAARTECONTEMPORANEA
Lecce, Via Umberto I, 32, (Lecce)
Lecce, Via Umberto I, 32, (Lecce)
Orario di apertura
da martedì a sabato 10-13 e 18-21
Vernissage
27 Giugno 2008, ore 19
Editore
VANILLA
Autore




