30 maggio 2012

fino al 15.VI.2012 Shepard Fairey Milano, Galleria Federica Ghizzoni

 
Un pugno alzato contro il cielo:incipit di una rivoluzione che un moderno Gandhi combatte utilizzando immagini ironicamente decorative -

di

Nei lontani anni Sessanta i Beatles cantavano «You say you wanna a revolution, well, you know, we all want to change the world». Poi, trent’anni dopo, sono arrivate le opere di Shepard Fairey (nato nel 1970), in arte Obey, e la rivoluzione è iniziata davvero. I risultati sono esposti a Milano, appesi alle pareti della Galleria Federica Ghizzoni: sessanta splendide serigrafie (tutte numerate e firmate dall’artista stesso) che, come lo stesso Obey afferma, vogliono essere un esplicito invito a «mettere in discussione qualsiasi cosa». Perciò non lasciatevi ingannare dall’aspetto fortemente decorativo dei suoi lavori. Non siamo davanti ai dei semplici sollazzi estetici, ma ad espliciti inviti a ribellarsi allo status quo ed abbattere il sistema. E il sistema può essere abbattuto solo in due modi: risvegliando la coscienza sociale e facendo presa sulle masse. Per questo motivo Obey inizia dalla strada, usando i muri come tela. Più gente può vedere le sue opere, più il suo messaggio di cambiamento e pace può espandersi. «Mi  considero un  artista popolare. Voglio raggiungere le persone attraverso più piattaforme possibili». 
03. Shepard Fairey, Rock the vote, courtesy by Galleria Federica Ghizzoni

E allora ecco che le sue immagini iniziano a comparire anche su magliette, internet, adesivi (di cui in mostra un libro in edizione numerata ne raccoglie un gran numero) e poster. Simboli di razze, culture e religioni diverse, messaggi sociali (Rock the vote, empower yourself, take part in democracy) e contro la guerra (War. Everyone wants it. Excpet smart people and U.N oppure War for sale, no thank you) personaggi famosi (politici e non) diventano i protagonisti delle sue stampe. I colori usatati sono quelli primari (blu, rosso, giallo, nero e bianco). I tratti essenziali, ma decisi. Una grafica pubblicitaria, secca, che ha portato il critico Peter Schjeldahl a definire il celeberrimo (e altrettanto discusso) poster Hope, che nel 2008 Obey ha realizzato in occasione della campagna politica di Obama: «La più efficace illustrazione politica americana dal famoso Uncle Sam Wants You». Del resto, lo stesso presidente Obama è arrivato a congratularsi con Obey affermando che «Il messaggio politico contenuto nei tuoi lavori ha incoraggiato gli americani a credere che loro possono cambiare lo status quo»

miriam sironi
mostra visitata il 24 maggio 2012

dal 15 maggio al 15 giugno
Shepard Fairey – Print and destroy
Galleria Federica Ghizzoni
Via Cagnola 26 ( 20154) Milano
Orario: da martedì a sabato ore 15.30-19.00 o su appuntamento
Info:  tel.  +39 02.33105921 – info@federicaghizzoni.it – www.federicaghizzoni.it      

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