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Krzystof Kieslowski – Signs and memory
Lo sguardo, caratteristica fondamentale del cinema di Kieslowski, in questa mostra suggella ancora di più il suo percorso indagante attraverso quarantacinque fotografie, rigorosamente in bianco e nero, scattate dallo stesso Kieslowski nella città di Lodz
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Realizzata dal museo cinematografico di Łódź da
un'idea dello scrittore polacco Stanisław
Zawiśliński, la retrospettiva, già allestita a
Berlino, Düsseldorf, Colonia, Parigi, Budapest, Singapore
e Chicago, rappresenta un toccante itinerario nella vita del
grande regista polacco. Lo sguardo, caratteristica
fondamentale del cinema di Kieślowski, in questa mostra
suggella ancora di più il suo percorso indagante
attraverso quarantacinque fotografie, rigorosamente in
bianco e nero, scattate dallo stesso Kieślowski nella
città di Łódź. L'attenzione e la cura nei
confronti della percezione emerge con potenza immediata
già in queste visioni fotografiche dei suoi anni
giovanili. Kieślowski è un esempio di cinema di
finzione che nasce da un rapporto stretto con il cinema
documentaristico e del reale, e da questa dinamica prende
forma una originalissima reciprocità tra le diverse
tecniche che permettono la realizzazione di un film.
Il regista amava ripetere queste parole a chiunque lo
ascoltasse: "Quelli che apportano qualcosa in un film
meritano sempre fiducia; almeno, io cerco sempre di
dargliela, così le persone partecipano portando nuove
idee. Naturalmente l'ultima decisione spetta al regista, ma
l'importante è stimolare le persone a pensare e a
risolvere le cose insieme. E' così che lavoro con i
direttori della fotografia, con gli addetti al suono, con i
compositori, con gli attori, con i macchinisti e gli operai,
con le segretarie di edizione e con tutti gli altri.
Continuo a credere e ad aspettarmi che qualcuno arrivi con
una soluzione più brillante della mia perché ha un altro
modo di pensare. Inoltre l'intuizione varia sempre da
persona a persona e può ispirare delle soluzioni migliori.
Io uso sempre queste soluzioni e dichiaro che sono mie, ma
quando arriva il momento giusto ricordo sempre chi me le ha
suggerite. Almeno in queste situazioni spero di essere
leale. E' molto importante per me."
Forse questa tensione verso ogni membro delle troupe
cinematografiche che accompagnavano le sue idee è nata
anche quando da solo, o in compagnia di qualche amico di
studi cinematografici, vagabondava lungo le strade di
Łódź o attraverso le sue campagne circostanti
con la macchina fotografica a soffietto al collo: un volto,
una voce, un bagliore, un'ombra, contribuivano a far
collimare meglio sulla linea della messa a fuoco mente,
occhio e cuore. La sezione della mostra che espone alcuni
dei molti scatti della giovinezza di Kieślowski è un
dolcissimo viaggio in questo percorso di formazione.
La mostra è realizzata in collaborazione con Istituto
Polacco di Roma, Muzeum Kinematografii, Polish Film
Institute
un'idea dello scrittore polacco Stanisław
Zawiśliński, la retrospettiva, già allestita a
Berlino, Düsseldorf, Colonia, Parigi, Budapest, Singapore
e Chicago, rappresenta un toccante itinerario nella vita del
grande regista polacco. Lo sguardo, caratteristica
fondamentale del cinema di Kieślowski, in questa mostra
suggella ancora di più il suo percorso indagante
attraverso quarantacinque fotografie, rigorosamente in
bianco e nero, scattate dallo stesso Kieślowski nella
città di Łódź. L'attenzione e la cura nei
confronti della percezione emerge con potenza immediata
già in queste visioni fotografiche dei suoi anni
giovanili. Kieślowski è un esempio di cinema di
finzione che nasce da un rapporto stretto con il cinema
documentaristico e del reale, e da questa dinamica prende
forma una originalissima reciprocità tra le diverse
tecniche che permettono la realizzazione di un film.
Il regista amava ripetere queste parole a chiunque lo
ascoltasse: "Quelli che apportano qualcosa in un film
meritano sempre fiducia; almeno, io cerco sempre di
dargliela, così le persone partecipano portando nuove
idee. Naturalmente l'ultima decisione spetta al regista, ma
l'importante è stimolare le persone a pensare e a
risolvere le cose insieme. E' così che lavoro con i
direttori della fotografia, con gli addetti al suono, con i
compositori, con gli attori, con i macchinisti e gli operai,
con le segretarie di edizione e con tutti gli altri.
Continuo a credere e ad aspettarmi che qualcuno arrivi con
una soluzione più brillante della mia perché ha un altro
modo di pensare. Inoltre l'intuizione varia sempre da
persona a persona e può ispirare delle soluzioni migliori.
Io uso sempre queste soluzioni e dichiaro che sono mie, ma
quando arriva il momento giusto ricordo sempre chi me le ha
suggerite. Almeno in queste situazioni spero di essere
leale. E' molto importante per me."
Forse questa tensione verso ogni membro delle troupe
cinematografiche che accompagnavano le sue idee è nata
anche quando da solo, o in compagnia di qualche amico di
studi cinematografici, vagabondava lungo le strade di
Łódź o attraverso le sue campagne circostanti
con la macchina fotografica a soffietto al collo: un volto,
una voce, un bagliore, un'ombra, contribuivano a far
collimare meglio sulla linea della messa a fuoco mente,
occhio e cuore. La sezione della mostra che espone alcuni
dei molti scatti della giovinezza di Kieślowski è un
dolcissimo viaggio in questo percorso di formazione.
La mostra è realizzata in collaborazione con Istituto
Polacco di Roma, Muzeum Kinematografii, Polish Film
Institute
24
febbraio 2008
Krzystof Kieslowski – Signs and memory
Dal 24 febbraio al 24 marzo 2008
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
PALAZZO DEL TURISMO
Bellaria-igea Marina, Via Leonardo Da Vinci, 8, (Rimini)
Bellaria-igea Marina, Via Leonardo Da Vinci, 8, (Rimini)
Orario di apertura
venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
Vernissage
24 Febbraio 2008, ore 18.30
Sito web
www.bookside.it
Autore
Curatore