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Leonardo Pivi / Paolo Schmidlin
In bilico tra tragico e sublime, tra ironico e grottesco, i due artisti raccontano storie i cui protagonisti sono gli idoli e le icone dei nostri tempi.
Comunicato stampa
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Ripercorrendo la storia dell’arte, dall’antico al moderno (durante l’Impero Romano, nell’era del patriottismo risorgimentale fino ai nazionalismi del XX secolo) è in modo particolare la scultura a farsi portatrice e interprete di ideologie e dottrine. La sua vocazione celebrativa è però andata perdendosi verso la metà del novecento, sostituita da un gusto antimonumentale e antiretorico. Da allora si è smaterializzata, mescolandosi sempre più con le nuove forme dell’arte contemporanea, oggetto, installazione, ready-made, assemblaggio e accumulazione. La scultura è diventata, soprattutto, costruzione mentale.
In particolare si è verificato un netto divario tra la scultura d’aspirazione avanguardista e sintetica e quella più prettamente figurativa, prigioniera di un cliché e letta come espressione di ricerca “retrò” rispetto all’arte sperimentale. Una delle questioni attualmente aperte è infatti la seguente: è ancora possibile lavorare su un’idea di figurazione tridimensionale tentando soluzioni innovative?
Alcuni artisti delle ultime generazioni stanno affrontando questa difficile sfida. Tra questi, Leonardo Pivi (Riccione,1965) e Paolo Schmidlin (Milano,1964) ritrovano l’antica passione per l’arte intesa come processo manuale, gesto, consapevolezza e conoscenza tecnica di un modus operandi. In bilico tra tragico e sublime, tra ironico e grottesco, i due artisti raccontano storie i cui protagonisti sono gli idoli e le icone dei nostri tempi.
Adoperando pietre preziose, cemento, plastica e legno, Leonardo Pivi interpreta in chiave moderna l’antica tecnica bizantina del mosaico: trasforma in fregi senza tempo divi del cinema, politici, rockstar e sportivi. Pivi analizza quindi il ruolo strategico giocato delle immagini nella società contemporanea e le varie declinazioni del loro utilizzo- commerciale, estetico, politico. Presenta in questa mostra la nuova serie di bambole – somiglianti ai miti infantili di oggi, le Bratz, le Barbie, le Winx- espressioni di una continua ambiguità tra verosimile e assurdo, reale e immaginario.
Paolo Schmidlin utilizza terracotta, marmo e resine dipinte. Eccentrico e raffinato, modella busti che raffigurano o ricordano personaggi della cronaca e dello spettacolo, spesso in avanti con l’età. Dalla regina Elisabetta a Joan Crawford e Bette Davis, i soggetti dell’artista milanese riflettono con ironia sulle ambizioni frustrate e le aspirazioni mancate dell’uomo contemporaneo, sui canoni di bellezza e della giovinezza imposti dal sistema della moda, fino alla perversione della chirurgia estetica che tenta di sfidare ogni legge della natura. Di recente la sua scultura Miss Kitty, esposta nella controversa mostra “Arte e omosessualità”, è stata al centro di uno “scandalo mediatico” per la vaga somiglianza con il Papa Benedetto XVI. A Torino presenta una nuova versione di Baby Jane, due ritratti (La nonna e la giovane nipote Eleonora), Ecce Agnus, e L’Ingegner Prinetti nei panni di una drag-queen.
In particolare si è verificato un netto divario tra la scultura d’aspirazione avanguardista e sintetica e quella più prettamente figurativa, prigioniera di un cliché e letta come espressione di ricerca “retrò” rispetto all’arte sperimentale. Una delle questioni attualmente aperte è infatti la seguente: è ancora possibile lavorare su un’idea di figurazione tridimensionale tentando soluzioni innovative?
Alcuni artisti delle ultime generazioni stanno affrontando questa difficile sfida. Tra questi, Leonardo Pivi (Riccione,1965) e Paolo Schmidlin (Milano,1964) ritrovano l’antica passione per l’arte intesa come processo manuale, gesto, consapevolezza e conoscenza tecnica di un modus operandi. In bilico tra tragico e sublime, tra ironico e grottesco, i due artisti raccontano storie i cui protagonisti sono gli idoli e le icone dei nostri tempi.
Adoperando pietre preziose, cemento, plastica e legno, Leonardo Pivi interpreta in chiave moderna l’antica tecnica bizantina del mosaico: trasforma in fregi senza tempo divi del cinema, politici, rockstar e sportivi. Pivi analizza quindi il ruolo strategico giocato delle immagini nella società contemporanea e le varie declinazioni del loro utilizzo- commerciale, estetico, politico. Presenta in questa mostra la nuova serie di bambole – somiglianti ai miti infantili di oggi, le Bratz, le Barbie, le Winx- espressioni di una continua ambiguità tra verosimile e assurdo, reale e immaginario.
Paolo Schmidlin utilizza terracotta, marmo e resine dipinte. Eccentrico e raffinato, modella busti che raffigurano o ricordano personaggi della cronaca e dello spettacolo, spesso in avanti con l’età. Dalla regina Elisabetta a Joan Crawford e Bette Davis, i soggetti dell’artista milanese riflettono con ironia sulle ambizioni frustrate e le aspirazioni mancate dell’uomo contemporaneo, sui canoni di bellezza e della giovinezza imposti dal sistema della moda, fino alla perversione della chirurgia estetica che tenta di sfidare ogni legge della natura. Di recente la sua scultura Miss Kitty, esposta nella controversa mostra “Arte e omosessualità”, è stata al centro di uno “scandalo mediatico” per la vaga somiglianza con il Papa Benedetto XVI. A Torino presenta una nuova versione di Baby Jane, due ritratti (La nonna e la giovane nipote Eleonora), Ecce Agnus, e L’Ingegner Prinetti nei panni di una drag-queen.
31
gennaio 2008
Leonardo Pivi / Paolo Schmidlin
Dal 31 gennaio al 29 marzo 2008
arte contemporanea
Location
MARENA ROOMS GALLERY CONTEMPORARY ART
Torino, Via Dei Mille, 40/a, (Torino)
Torino, Via Dei Mille, 40/a, (Torino)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30 alle 19.30
Vernissage
31 Gennaio 2008, ore 19
Autore
Curatore




