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Giovanni Madonini – Il cantore della natura umana
La mostra documenta, attraverso una attenta selezione di disegni e studi fatti a tempera, pastello e acquerello, il percorso formale e intellettuale di Giovanni Madonini dai primi anni della sua carriera di artista fino ai lavori più recenti, quando ha ormai individuato la propria cifra stilistica
Comunicato stampa
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Il ritorno a Milano di Giovanni Madonini, assente da molti anni nella nostra città, si qualifica come un momento artistico importante, perché ci è data l’occasione di poter vedere riunite le sue opere, dalle quali risulta, innanzi tutto, una matura originalità espressiva, frutto di anni di ricerche, di sperimentazioni delle varie tecniche, di elaborazioni di diversi linguaggi: attività che indica una dinamicità interiore, ricca di approfondimenti pittorici e umani.
La mostra documenta, attraverso una attenta selezione di disegni e studi fatti a tempera, pastello e acquerello, il percorso formale e intellettuale di Giovanni Madonini dai primi anni della sua carriera di artista fino ai lavori più recenti, quando ha ormai individuato la propria cifra stilistica.
Complessa personalità artistica, Giovanni Madonini ha percorso un lungo e ricco cammino culturale che ha per tappe fondamentali la sua città natale, Milano, e naturalmente gli Stati Uniti d’America.
La pittura di Madonini non testimonia solo un momento significativo del percorso artistico del secolo scorso: il passaggio dal classicismo sarfattiano al primitivismo teorizzato da critici come Persico e Venturi, ma anche il recupero, dopo il purismo novecentesco, del pittoricismo lombardo di ascendenza ottocentesca. Non solo dunque, nella Milano di fine anni Quaranta, pone sul tappeto questioni nodali del dibattito estetico, ma nell’arco di oltre mezzo secolo costruisce un insieme di immagini e di soggetti che compongono una sua, inconfondibile, visione del mondo.
Il grande realismo che caratterizza la produzione di Giovanni Madonini rischia di favorire una lettura parziale, semplificata, della sua vicenda pittorica.
Al contrario nulla è così lontano dallo scontato semplicismo di chi confonde la facilità con cui si possono leggere i suoi soggetti, con l’effettiva chiarezza dei suoi contenuti.
È importante sottolineare come la sua pittura vada a trovare quegli elementi descrittivi che possono immergere l’ambiente in un’atmosfera di gioia serena, sia quando il compito viene affidato alla figura o quando al paesaggio. Grazie alla sua abilità col pennello, le tele respirano le vere luci e le pure trasparenze del sole e dell’aria. Ne ottiene quadri spaziosi, dove l’elemento descrittivo passa in seconda linea.
La sua pittura ne acquista in freschezza. Il suo modo di esprimersi è brillante.
L’artista usa un linguaggio aperto, dotato di squisite qualità sul piano cromatico, la cui ricchezza di colori dona una festosità, una gioia quasi unica all’osservatore. Il mondo della pittura è tutto di gioia, la gioia della maternità, della giovinezza, della bellezza, della musica, del lavoro, dell’amicizia, dell’amore.
Sensibile al colore, Madonini il colore se lo gusta, spesso si compiace ad accostare tonalità preziose e tuttavia non trascura mai di puntualizzare il carattere o l’ambiente di persone e luoghi. Sa costruire un ambiente con un equilibrio ammirevole in modo da ottenere il massimo rispetto dei piani.
La sua pittura si nutre di riflessioni, di meditazioni filtrate dalla sensibilità della luce, il colore, la loro interna e infinita vitalità. C’è da sottolineare nei suoi dipinti un sentimento tradotto in termini di fluidità che avvolge e fascia la plastica statuaria delle sue figure, innervandole di un movimento interiore, non fisico, potenziale eppur energicamente evocativo.
Il successo si deve particolarmente alla qualità della sua pittura che continua, con un linguaggio attualissimo, la grande tradizione italiana, realizzando una serie di tavole, ritratti, nature morte.
(Arman Carlo Mariani)
Biografia
Giovanni Madonini nasce a Milano il 21 marzo del 1915, il primo giorno di Primavera.
Il padre Antonio, pittore anche lui, avverte la predisposizione all’arte e lo incoraggia a intraprendere gli studi di disegno, tanto che la mamma Giuseppina dice in dialetto: “El me Giuanin el diventerà un artista”, ed è voce profeta.
A Milano, città di cultura europea, lavorano numerosi artisti e letterati d'avanguardia, ma soprattutto sopravvivono testimonianze storiche e artistiche del passato: Madonini ha così la possibilità di ammirare nei musei cittadini le grandi opere d'arte dei maestri italiani quali Leonardo, Bramante, Antonello da Messina e Michelangelo. La successiva fase della sua vita artistica nasce, dunque, all’insegna della ricerca, di altri viaggi di studio, del peregrinare con spirito attento e consapevole nelle sale dei musei e delle gallerie cittadine, per approfondire i grandi del Rinascimento.
Si iscrive all’Accademia di Brera, dove è allievo del maestro Magistretti, docente di qualità unanimemente riconosciute che per Madonini è maestro di vita ancor prima che di pittura, una figura di gran fascino, molto umana. Tra maestro e allievo si instaura e sviluppa nel tempo un rapporto morale e affettivo di inscindibile reciprocità. Gli anni dell’Accademia sono ricordati come un periodo di intenso lavoro e di fondamentale maturazione.
Diplomatosi all’Accademia, inizia giovanissimo la sua carriera: la sua prima personale è allestita quando il pittore ha appena 17 anni, presso l’Oratorio dei Salesiani in via Copernico, nella cui chiesa già nel 1935 si può ammirare una bellissima Sacra Famiglia, andata perduta sotto i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale.
Questi suoi inizi conoscono un tale successo da affermarlo sul piano nazionale, suscitando tanto rumore da far nascere il “caso Madonini” in opposizione alla pittura ufficiale del “Novecento.
Dopo la guerra riprende l’attività artistica. Si dedica in particolare alla realizzazione di opere d’arte sacra.
Le effervescenti novità della bohème milanese e la frequentazione del gruppo de “La Patriottica” e della “Famiglia Artistica” lo affascinano, ma non lo influenzano. Madonini si integra solo fino a certo punto con la realtà metropolitana. Rimane un pittore originale, personalissimo, non riconducibile a nessuna corrente.
Negli anni Cinquanta matura sempre più un proprio stile attraverso varie esperienze: la sua opera è il racconto delle cose di ogni giorno, la narrazione di emozioni e vibrazioni provocate dal tessuto quotidiano. Nei suoi quadri racconta le cose del mondo, la vita, i gesti degli uomini: è il trionfo della gioia di vivere, il teatro della vita e del tempo dell’uomo.
Nel 1978 si trasferisce per alcuni anni negli Stati Uniti con residenza a New York. Dopo un breve periodo, le sue opere calamitano l’attenzione dei critici americani, con esposizioni che richiamano collezionisti da tutto il mondo.
Tra i riconoscimenti che il mondo della cultura gli ha voluto tributare si ricorda l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, assegnatogli dall’assessore Luigi Valentini nel 1972, e la Scarpina d’oro della città di Vigevano, nonché attestati di plauso da Francoforte, Stoccarda, Amburgo, solo per citarne alcuni.
Muore l’8 settembre 2001, tre giorni prima di vedere la “sua” New York, una città che amava, soffrire sotto gli attacchi terroristici. È sepolto a Baiso, in Emilia Romagna.
(Arman Carlo Mariani)
La mostra documenta, attraverso una attenta selezione di disegni e studi fatti a tempera, pastello e acquerello, il percorso formale e intellettuale di Giovanni Madonini dai primi anni della sua carriera di artista fino ai lavori più recenti, quando ha ormai individuato la propria cifra stilistica.
Complessa personalità artistica, Giovanni Madonini ha percorso un lungo e ricco cammino culturale che ha per tappe fondamentali la sua città natale, Milano, e naturalmente gli Stati Uniti d’America.
La pittura di Madonini non testimonia solo un momento significativo del percorso artistico del secolo scorso: il passaggio dal classicismo sarfattiano al primitivismo teorizzato da critici come Persico e Venturi, ma anche il recupero, dopo il purismo novecentesco, del pittoricismo lombardo di ascendenza ottocentesca. Non solo dunque, nella Milano di fine anni Quaranta, pone sul tappeto questioni nodali del dibattito estetico, ma nell’arco di oltre mezzo secolo costruisce un insieme di immagini e di soggetti che compongono una sua, inconfondibile, visione del mondo.
Il grande realismo che caratterizza la produzione di Giovanni Madonini rischia di favorire una lettura parziale, semplificata, della sua vicenda pittorica.
Al contrario nulla è così lontano dallo scontato semplicismo di chi confonde la facilità con cui si possono leggere i suoi soggetti, con l’effettiva chiarezza dei suoi contenuti.
È importante sottolineare come la sua pittura vada a trovare quegli elementi descrittivi che possono immergere l’ambiente in un’atmosfera di gioia serena, sia quando il compito viene affidato alla figura o quando al paesaggio. Grazie alla sua abilità col pennello, le tele respirano le vere luci e le pure trasparenze del sole e dell’aria. Ne ottiene quadri spaziosi, dove l’elemento descrittivo passa in seconda linea.
La sua pittura ne acquista in freschezza. Il suo modo di esprimersi è brillante.
L’artista usa un linguaggio aperto, dotato di squisite qualità sul piano cromatico, la cui ricchezza di colori dona una festosità, una gioia quasi unica all’osservatore. Il mondo della pittura è tutto di gioia, la gioia della maternità, della giovinezza, della bellezza, della musica, del lavoro, dell’amicizia, dell’amore.
Sensibile al colore, Madonini il colore se lo gusta, spesso si compiace ad accostare tonalità preziose e tuttavia non trascura mai di puntualizzare il carattere o l’ambiente di persone e luoghi. Sa costruire un ambiente con un equilibrio ammirevole in modo da ottenere il massimo rispetto dei piani.
La sua pittura si nutre di riflessioni, di meditazioni filtrate dalla sensibilità della luce, il colore, la loro interna e infinita vitalità. C’è da sottolineare nei suoi dipinti un sentimento tradotto in termini di fluidità che avvolge e fascia la plastica statuaria delle sue figure, innervandole di un movimento interiore, non fisico, potenziale eppur energicamente evocativo.
Il successo si deve particolarmente alla qualità della sua pittura che continua, con un linguaggio attualissimo, la grande tradizione italiana, realizzando una serie di tavole, ritratti, nature morte.
(Arman Carlo Mariani)
Biografia
Giovanni Madonini nasce a Milano il 21 marzo del 1915, il primo giorno di Primavera.
Il padre Antonio, pittore anche lui, avverte la predisposizione all’arte e lo incoraggia a intraprendere gli studi di disegno, tanto che la mamma Giuseppina dice in dialetto: “El me Giuanin el diventerà un artista”, ed è voce profeta.
A Milano, città di cultura europea, lavorano numerosi artisti e letterati d'avanguardia, ma soprattutto sopravvivono testimonianze storiche e artistiche del passato: Madonini ha così la possibilità di ammirare nei musei cittadini le grandi opere d'arte dei maestri italiani quali Leonardo, Bramante, Antonello da Messina e Michelangelo. La successiva fase della sua vita artistica nasce, dunque, all’insegna della ricerca, di altri viaggi di studio, del peregrinare con spirito attento e consapevole nelle sale dei musei e delle gallerie cittadine, per approfondire i grandi del Rinascimento.
Si iscrive all’Accademia di Brera, dove è allievo del maestro Magistretti, docente di qualità unanimemente riconosciute che per Madonini è maestro di vita ancor prima che di pittura, una figura di gran fascino, molto umana. Tra maestro e allievo si instaura e sviluppa nel tempo un rapporto morale e affettivo di inscindibile reciprocità. Gli anni dell’Accademia sono ricordati come un periodo di intenso lavoro e di fondamentale maturazione.
Diplomatosi all’Accademia, inizia giovanissimo la sua carriera: la sua prima personale è allestita quando il pittore ha appena 17 anni, presso l’Oratorio dei Salesiani in via Copernico, nella cui chiesa già nel 1935 si può ammirare una bellissima Sacra Famiglia, andata perduta sotto i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale.
Questi suoi inizi conoscono un tale successo da affermarlo sul piano nazionale, suscitando tanto rumore da far nascere il “caso Madonini” in opposizione alla pittura ufficiale del “Novecento.
Dopo la guerra riprende l’attività artistica. Si dedica in particolare alla realizzazione di opere d’arte sacra.
Le effervescenti novità della bohème milanese e la frequentazione del gruppo de “La Patriottica” e della “Famiglia Artistica” lo affascinano, ma non lo influenzano. Madonini si integra solo fino a certo punto con la realtà metropolitana. Rimane un pittore originale, personalissimo, non riconducibile a nessuna corrente.
Negli anni Cinquanta matura sempre più un proprio stile attraverso varie esperienze: la sua opera è il racconto delle cose di ogni giorno, la narrazione di emozioni e vibrazioni provocate dal tessuto quotidiano. Nei suoi quadri racconta le cose del mondo, la vita, i gesti degli uomini: è il trionfo della gioia di vivere, il teatro della vita e del tempo dell’uomo.
Nel 1978 si trasferisce per alcuni anni negli Stati Uniti con residenza a New York. Dopo un breve periodo, le sue opere calamitano l’attenzione dei critici americani, con esposizioni che richiamano collezionisti da tutto il mondo.
Tra i riconoscimenti che il mondo della cultura gli ha voluto tributare si ricorda l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, assegnatogli dall’assessore Luigi Valentini nel 1972, e la Scarpina d’oro della città di Vigevano, nonché attestati di plauso da Francoforte, Stoccarda, Amburgo, solo per citarne alcuni.
Muore l’8 settembre 2001, tre giorni prima di vedere la “sua” New York, una città che amava, soffrire sotto gli attacchi terroristici. È sepolto a Baiso, in Emilia Romagna.
(Arman Carlo Mariani)
06
novembre 2007
Giovanni Madonini – Il cantore della natura umana
Dal 06 al 18 novembre 2007
arte contemporanea
Location
GALLERIA THE NEW ARS ITALICA
Milano, Via Edmondo De Amicis, 28, (Milano)
Milano, Via Edmondo De Amicis, 28, (Milano)
Orario di apertura
Lunedì e sabato dalle 16.00 alle 19.00. Da Martedì a Venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Oppure su appuntamento telefonando al numero +39 02 876533.
Vernissage
6 Novembre 2007, ore 19.00
Autore
Curatore


