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Pyotr Axyonoff – Golden War
Golden War è un progetto espositivo che comprende sculture e installazioni, video e pitture. Il tutto esprime una visione fortemente dialettica della guerra e interroga la nozione di estetica e il rapporto che intrattiene con la violenza.
Comunicato stampa
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Galleria Pack è lieta di presentare la prima mostra personale in Italia dell’artista russo Pyotr Axenoff.
Golden War è un progetto espositivo che comprende sculture e installazioni, video e pitture. Il tutto esprime una visione fortemente dialettica della guerra e interroga la nozione di estetica e il rapporto che intrattiene con la violenza.
Accolto da una scritta luminosa, composta da proiettili dorati che offrono un benvenuto in lingua russa, il visitatore si trova subito davanti ad una serie di sculture che, pur sembrando composizioni geometriche astratte, non sono altro che degli oggetti anti-tank che servono per ostacolare il passaggio delle macchine di guerra.
Entrambe le installazioni giocano sulla contrapposizione tra l’alone dolce e luminoso che emana da una materia prima come l’oro e l’uso di elementi tratti dal repertorio della guerra e della violenza.
Il richiamo romantico del materiale aureo è rafforzato dagli accordi musicali familiari che provengono dall’installazione video presentata nella sala successiva. Anche qui, gli accenti epici e galvanizzanti della musica classica accompagnano la visione in animazione di palazzi distrutti, edifici vittime degli attacchi della guerra. Axenoff non intende celebrare le virtù estetiche della distruzione, né sfruttare le immagini della guerra per provocare gratuitamente. Piuttosto, cerca di porre l’attenzione sull’aumento esponenziale di situazioni conflittuali nella società contemporanea, sottolineando come la rappresentazione di queste scene di guerra sia spesso strumentalizzata per soddisfare i bisogni di spettacolarità degli individui.
La stessa riflessione compare in un modo leggermente diverso nelle sue pitture in bianco e nero. Questi dipinti realistici rinviano ai fotogrammi dei vecchi film in bianco e nero, in particolare ai grandi racconti romantici popolari da cui si dilettava il pubblico negli anni 1950-60. Il loro soggetto principale, un guerriero vestito alla moda orientale, la testa coperta di un turbante, ricorda particolarmente la figura interpretata da Peter O’Toole in Lawrence d’Arabia. L’artista inserisce nel dipinto altri elementi contemporanei, che non possono non rinviare a situazioni a noi più drammaticamente familiari. Il guerriero posa con un Kalashnikov nella mano e una ragazzina europea seduta sul suo ginocchio. L’innocenza, la bellezza fisica, la gioventù sembrano minacciate da quest’arma pronta ad entrare in azione. I dipinti di Axenoff rinviano quindi a quest’Altro che ispira nello stesso tempo timore e fascino per la sua diversità.
Da fonte di sogni per gli occidentali, l’Oriente si è mutato in un possibile avversario, insondabile e minaccioso. L’età d’oro del classico equilibrio tra Occidente civilizzato e Oriente “pozzo dei sogni”, ma anche valvola di sfogo immaginaria si è definitivamente sciolta in un era di paure effettive e di lotte sanguinose.
Petr Axyonoff è nato nel 1976 a Mosca, dove vive e lavora. Suo padre era fotografo e sua madre pittore d’icone ortodosse. Fortemente segnato da questa doppia influenza, Axenoff si è formato in arte e teologia. In più delle mostre personali I Remember Your Beauty alla Galleria OrelArt di Parigi (2007) e The Tragedy of Snow White, alla galleria RuArts di Mosca (2006), Axenoff ha partecipato a numerose mostre collettive, tra quali Winter of the Soul (Artisti russi contemporanei), Palazzo Ca' Mocenigo Gambara, Venezia (2007); Media Image and the Subconscious, RuArts Art Foundation, Mosca (2007); Eyes, Galleria Arterium, Mosca (2006); Italy. Dolce Vita, Galereya, Mosca (2006); la Biennale di Fotografia di Mosca, 2006.
Golden War è un progetto espositivo che comprende sculture e installazioni, video e pitture. Il tutto esprime una visione fortemente dialettica della guerra e interroga la nozione di estetica e il rapporto che intrattiene con la violenza.
Accolto da una scritta luminosa, composta da proiettili dorati che offrono un benvenuto in lingua russa, il visitatore si trova subito davanti ad una serie di sculture che, pur sembrando composizioni geometriche astratte, non sono altro che degli oggetti anti-tank che servono per ostacolare il passaggio delle macchine di guerra.
Entrambe le installazioni giocano sulla contrapposizione tra l’alone dolce e luminoso che emana da una materia prima come l’oro e l’uso di elementi tratti dal repertorio della guerra e della violenza.
Il richiamo romantico del materiale aureo è rafforzato dagli accordi musicali familiari che provengono dall’installazione video presentata nella sala successiva. Anche qui, gli accenti epici e galvanizzanti della musica classica accompagnano la visione in animazione di palazzi distrutti, edifici vittime degli attacchi della guerra. Axenoff non intende celebrare le virtù estetiche della distruzione, né sfruttare le immagini della guerra per provocare gratuitamente. Piuttosto, cerca di porre l’attenzione sull’aumento esponenziale di situazioni conflittuali nella società contemporanea, sottolineando come la rappresentazione di queste scene di guerra sia spesso strumentalizzata per soddisfare i bisogni di spettacolarità degli individui.
La stessa riflessione compare in un modo leggermente diverso nelle sue pitture in bianco e nero. Questi dipinti realistici rinviano ai fotogrammi dei vecchi film in bianco e nero, in particolare ai grandi racconti romantici popolari da cui si dilettava il pubblico negli anni 1950-60. Il loro soggetto principale, un guerriero vestito alla moda orientale, la testa coperta di un turbante, ricorda particolarmente la figura interpretata da Peter O’Toole in Lawrence d’Arabia. L’artista inserisce nel dipinto altri elementi contemporanei, che non possono non rinviare a situazioni a noi più drammaticamente familiari. Il guerriero posa con un Kalashnikov nella mano e una ragazzina europea seduta sul suo ginocchio. L’innocenza, la bellezza fisica, la gioventù sembrano minacciate da quest’arma pronta ad entrare in azione. I dipinti di Axenoff rinviano quindi a quest’Altro che ispira nello stesso tempo timore e fascino per la sua diversità.
Da fonte di sogni per gli occidentali, l’Oriente si è mutato in un possibile avversario, insondabile e minaccioso. L’età d’oro del classico equilibrio tra Occidente civilizzato e Oriente “pozzo dei sogni”, ma anche valvola di sfogo immaginaria si è definitivamente sciolta in un era di paure effettive e di lotte sanguinose.
Petr Axyonoff è nato nel 1976 a Mosca, dove vive e lavora. Suo padre era fotografo e sua madre pittore d’icone ortodosse. Fortemente segnato da questa doppia influenza, Axenoff si è formato in arte e teologia. In più delle mostre personali I Remember Your Beauty alla Galleria OrelArt di Parigi (2007) e The Tragedy of Snow White, alla galleria RuArts di Mosca (2006), Axenoff ha partecipato a numerose mostre collettive, tra quali Winter of the Soul (Artisti russi contemporanei), Palazzo Ca' Mocenigo Gambara, Venezia (2007); Media Image and the Subconscious, RuArts Art Foundation, Mosca (2007); Eyes, Galleria Arterium, Mosca (2006); Italy. Dolce Vita, Galereya, Mosca (2006); la Biennale di Fotografia di Mosca, 2006.
20
novembre 2007
Pyotr Axyonoff – Golden War
Dal 20 novembre 2007 al 12 gennaio 2008
fotografia
giovane arte
giovane arte
Location
GALLERIA PACK
Milano, Viale Sabotino, 22, (Milano)
Milano, Viale Sabotino, 22, (Milano)
Orario di apertura
dal martedì al sabato dalle 13.00 alle 19.30
Vernissage
20 Novembre 2007, ore 18-21
Autore




