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Renata Boero – Cromogrammi
In esposizione una selezione di opere degli anni ’70, i “cromogrammi”: tele e carte dipinte con pigmenti ottenuti da materiali naturali che con il colore e l’odore coinvolgono lo spettatore oltre la sfera intellettuale
Comunicato stampa
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La galleria Cardelli & Fontana inaugura, in occasione della Giornata del Contemporaneo, una personale dell’artista Renata Boero.
In esposizione una selezione di opere degli anni ’70, i “cromogrammi”: tele e carte dipinte con pigmenti ottenuti da materiali naturali che con il colore e l’odore coinvolgono lo spettatore oltre la sfera intellettuale. Un ritorno, nella misura dei sentimenti e della ragione, agli oggetti naturali più semplici –magici, rituali, salutari- per giungere attraverso una più profonda conoscenza di essi ad un rapporto più giusto e più vitale non soltanto con le cose della terra, ma anche con gli uomini che questa terra abitano.
I colori sono gli stessi, estratti da radici con i procedimenti artigiani di sempre e impiegati da Renata Boero nei suoi cromogrammi.
La pittura recupera processi operativi antichissimi, compie uno scandaglio nella propria storia comprendendo nel campo della propria osservazione tecniche collaudate anche al di fuori della tradizione pittorica alta.
Il colore reca con sé uno spessore materico che deposita sulla tela piegata e dà corpo, il corpo della pittura, alla serie di riquadri che scandiscono la superficie.
Domina l’orizzontalità che mima la direttrice della scrittura da sinistra a destra, dall’alto in basso: le stesure cromatiche dense e sfrangiate se ne stanno quiete dentro gli argini formati dalle pieghe della tela, formano catene di segni che si integrano reciprocamente per contiguità; la pittura non è priva di spessori, non rinuncia del tutto a suggerire una profondità, ma la sua dominante si attesta decisamente sulla orizzontale e la verticale della superficie.
(tratto da un testo di F. Menna, 1981)
“La mia storia non ha un vero inizio”. Questa è la prima cosa che ha detto Renata Boero in un’intervista del ‘96. Allo stesso modo, non ha poi così importanza l’esatta cronologia, né il rapporto tra presente e passato. I primi Cromogrammi datano 1970 eppure, tra avventure altre e pause di riflessione, costituiscono lo snodo teorico nell’intero percorso dell’artista italiana. La loro attualità si capisce oggi come allora.
In primo luogo sono esperimenti di pittura che tendono necessariamente a superare la definizione di pittura stessa. Presero origine in un contesto refrattario al prolungamento di questo linguaggio, ritenuto poco adatto ai tempi della modernità. Impossibile pensare al “quadro da cavalletto” dipingendo nei primi anni ‘70: necessario confrontarsi con le istanze dell’avanguardia, svolgersi in soluzioni estese nello spazio e nel tempo, in continuo rapporto con l’esperienza.
(...) Da qualsiasi punto di vista si osservi i Cromogrammi di Renata Boero funzionano, sia a considerarli nel tempo in cui si formarono sia a distanza di oltre trent’anni, anche grazie alla sensibilità acquisita da parte nostra a leggerli come forme contemporanee.
(…)Ciò che mi sorprende, in conclusione, è come la sua poetica sia rimasta inalterata nel tempo. Leggerli a distanza ha aumentato il valore dei Cromogrammi, ha mantenuto la loro solidità storica contaminandoli con la leggerezza del poi.
(tratto da un testo critico di L. Beatrice, 2007
In esposizione una selezione di opere degli anni ’70, i “cromogrammi”: tele e carte dipinte con pigmenti ottenuti da materiali naturali che con il colore e l’odore coinvolgono lo spettatore oltre la sfera intellettuale. Un ritorno, nella misura dei sentimenti e della ragione, agli oggetti naturali più semplici –magici, rituali, salutari- per giungere attraverso una più profonda conoscenza di essi ad un rapporto più giusto e più vitale non soltanto con le cose della terra, ma anche con gli uomini che questa terra abitano.
I colori sono gli stessi, estratti da radici con i procedimenti artigiani di sempre e impiegati da Renata Boero nei suoi cromogrammi.
La pittura recupera processi operativi antichissimi, compie uno scandaglio nella propria storia comprendendo nel campo della propria osservazione tecniche collaudate anche al di fuori della tradizione pittorica alta.
Il colore reca con sé uno spessore materico che deposita sulla tela piegata e dà corpo, il corpo della pittura, alla serie di riquadri che scandiscono la superficie.
Domina l’orizzontalità che mima la direttrice della scrittura da sinistra a destra, dall’alto in basso: le stesure cromatiche dense e sfrangiate se ne stanno quiete dentro gli argini formati dalle pieghe della tela, formano catene di segni che si integrano reciprocamente per contiguità; la pittura non è priva di spessori, non rinuncia del tutto a suggerire una profondità, ma la sua dominante si attesta decisamente sulla orizzontale e la verticale della superficie.
(tratto da un testo di F. Menna, 1981)
“La mia storia non ha un vero inizio”. Questa è la prima cosa che ha detto Renata Boero in un’intervista del ‘96. Allo stesso modo, non ha poi così importanza l’esatta cronologia, né il rapporto tra presente e passato. I primi Cromogrammi datano 1970 eppure, tra avventure altre e pause di riflessione, costituiscono lo snodo teorico nell’intero percorso dell’artista italiana. La loro attualità si capisce oggi come allora.
In primo luogo sono esperimenti di pittura che tendono necessariamente a superare la definizione di pittura stessa. Presero origine in un contesto refrattario al prolungamento di questo linguaggio, ritenuto poco adatto ai tempi della modernità. Impossibile pensare al “quadro da cavalletto” dipingendo nei primi anni ‘70: necessario confrontarsi con le istanze dell’avanguardia, svolgersi in soluzioni estese nello spazio e nel tempo, in continuo rapporto con l’esperienza.
(...) Da qualsiasi punto di vista si osservi i Cromogrammi di Renata Boero funzionano, sia a considerarli nel tempo in cui si formarono sia a distanza di oltre trent’anni, anche grazie alla sensibilità acquisita da parte nostra a leggerli come forme contemporanee.
(…)Ciò che mi sorprende, in conclusione, è come la sua poetica sia rimasta inalterata nel tempo. Leggerli a distanza ha aumentato il valore dei Cromogrammi, ha mantenuto la loro solidità storica contaminandoli con la leggerezza del poi.
(tratto da un testo critico di L. Beatrice, 2007
06
ottobre 2007
Renata Boero – Cromogrammi
Dal 06 ottobre al 15 novembre 2007
arte contemporanea
Location
CARDELLI & FONTANA ARTE CONTEMPORANEA
Sarzana, Via Torrione Stella Nord, 5, (La Spezia)
Sarzana, Via Torrione Stella Nord, 5, (La Spezia)
Orario di apertura
martedì/sabato 10.00-12.30 16.30-19.30 lunedì 16.30-19.30
Vernissage
6 Ottobre 2007, ore 18
Autore
Curatore
