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Sara Spizzichino – Wonderland
L’artista romana presenta delle stampe lambda di grande formato, in cui si autoritrae all’interno di uno spazio buio che ha lo scopo di evocare un impianto teatrale
Comunicato stampa
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Alla Casa Internazionale delle Donne, Sara Spizzichino presenta il suo ultimo lavoro "Wonderland", realizzato tra il 2006 e il 2007. L'artista romana presenta delle stampe lambda di grande formato, in cui si autoritrae all'interno di uno spazio buio che ha lo scopo di evocare un impianto teatrale. Il carattere inquietante e al contempo fiabesco viene enfatizzato dall'utilizzo del fuorifuoco, che costringe l'osservatore a sforzarsi per vedere, quasi come fosse la visione soggettiva dell'osservatore stesso durante il sonno. L'attesa e l'inconcludenza, ma anche l'autoanalisi che fa emergere la volontà di un rinnovamento: attraverso la messa in scena, Sara Spizzichino rende manifesto l'esame di coscienza del povero Zeno che risiede nell'essere umano, coscienza che egli - attraverso il suo ostinato non agire - nutre eternamente di aspettative.
Sara Spizzichino nasce nel 1980 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma e l'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione del libro “Salto nel vuoto” con un capitolo dedicato ad Alberto Burri, curato da Tiziana Musi e edito da Gangemi nel 2007.
Forse sognare. L’identità, insieme al corpo, viene racchiusa in un recipiente simile al teatro, e chiudendosi al resto del mondo si confina a diventare scenografia: un allestimento melodrammatico, in cui il tempo viene attraversato dall’esperienza soggettiva, dunque trasformato. Avvolta nell’oscurità come nel sogno, dove i confini delle immagini si fanno poco nitidi, la tana del coniglio è il ponte che collega reale e immaginario. Wonderland diventa un viaggio magico attraverso la facoltà di comprendere situazioni emotive, dove il gesto del riflettersi in uno specchio e il riflettore puntato su di sé diventano metafore che indicano lo stesso significato. Sara Spizzichino, autoritraendosi in un contesto totalmente astratto, non espone sé stessa, ma la visione allegorica di un intimo stato d’animo, in cui il paradigma Sara/Alice non è un altro modo per autodefinirsi - non si tratta di un alter ego - ma la possibilità riservata a ciascuno di osservare se stesso da lontano. Le figure, nella loro immobilità mostrano una situazione d’interludio senza fine, che lascia tutto sospeso bloccando lo scorrere del tempo e ogni sorta di azione possibile. Estratto da un lavoro che prende il nome dal meraviglioso paese in cui l’eroina Alice si perde mentre è alla ricerca di ciò che va oltre la realtà, Wonderland diventa un viaggio all’interno dell’intima oggettività di ciascuno: un autoritratto fiabesco entro il quale ognuno può - come Alice attraverso lo specchio – guardare sé stesso aspettando di vedere il proprio riflesso, nell'unico posto - il sogno - dove la sola realtà attendibile è quella dell'illusione.
Sara Spizzichino nasce nel 1980 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma e l'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione del libro “Salto nel vuoto” con un capitolo dedicato ad Alberto Burri, curato da Tiziana Musi e edito da Gangemi nel 2007.
Forse sognare. L’identità, insieme al corpo, viene racchiusa in un recipiente simile al teatro, e chiudendosi al resto del mondo si confina a diventare scenografia: un allestimento melodrammatico, in cui il tempo viene attraversato dall’esperienza soggettiva, dunque trasformato. Avvolta nell’oscurità come nel sogno, dove i confini delle immagini si fanno poco nitidi, la tana del coniglio è il ponte che collega reale e immaginario. Wonderland diventa un viaggio magico attraverso la facoltà di comprendere situazioni emotive, dove il gesto del riflettersi in uno specchio e il riflettore puntato su di sé diventano metafore che indicano lo stesso significato. Sara Spizzichino, autoritraendosi in un contesto totalmente astratto, non espone sé stessa, ma la visione allegorica di un intimo stato d’animo, in cui il paradigma Sara/Alice non è un altro modo per autodefinirsi - non si tratta di un alter ego - ma la possibilità riservata a ciascuno di osservare se stesso da lontano. Le figure, nella loro immobilità mostrano una situazione d’interludio senza fine, che lascia tutto sospeso bloccando lo scorrere del tempo e ogni sorta di azione possibile. Estratto da un lavoro che prende il nome dal meraviglioso paese in cui l’eroina Alice si perde mentre è alla ricerca di ciò che va oltre la realtà, Wonderland diventa un viaggio all’interno dell’intima oggettività di ciascuno: un autoritratto fiabesco entro il quale ognuno può - come Alice attraverso lo specchio – guardare sé stesso aspettando di vedere il proprio riflesso, nell'unico posto - il sogno - dove la sola realtà attendibile è quella dell'illusione.
27
settembre 2007
Sara Spizzichino – Wonderland
Dal 27 settembre al 17 ottobre 2007
arte contemporanea
Location
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Roma, Via Della Lungara, 19, (Roma)
Roma, Via Della Lungara, 19, (Roma)
Vernissage
27 Settembre 2007, ore 19
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