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Marcello Scarselli – Di terra, di sole
personale
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Marcello Scarselli “Di terra, di sole”:
l’arcaico ritrovato, dopo la modernità
Sulle tracce figurative ridotte e nelle apparizioni sporadiche in
ambiente arcaico elegante e minimalista, la celebrazione dell’
indipendenza rappresentativa dell’opera d’arte, raggiunge nella fase
più contemporanea di ricerca di Marcello Scarselli, nelle opere
pittoriche come nella produzione scultorea con impiego di materiali
diversi, un nuovo complesso livello di soluzioni cromatiche e
compositive.
“Di terra, di sole” è l’ultimo approdo di indagine espressiva in un
ritrovato ambiente di senso: naturale, incontaminato, dai timbri
talvolta solitari, ma di eleganza e bellezza seducenti e confortanti.
Ancora si sentono le atmosfere del fresco rupestre, la sensazione di
roccia bagnata, o l’ambientazione di stanze affrescate come in antiche
ville romane pompeiane, sotto i segni riconoscibili del trascorrere del
tempo, sui percorsi incompiuti, ma evocativi e narranti, dell’usura e
del restauro.
Nelle tele e supporti lavorati in tecnica mista più recenti però, una
rievocazione quasi inconscia delle prime espressioni dell’arte umana
universale sulla bidimensionalità rappresentativa del piano, l’
elementarità delle forme e la forza irrompente del concetto, si
materializzano ora attraverso colorazioni che si fanno tendenzialmente
più uniformi, in soluzioni sintetiche ed innaturali vicine all’ultimo
Mirò e quasi in omaggio implicito allo stesso Mondrian.
Poche immagini riconoscibili, o uno stesso soggetto reiterato, in
celebrazione geometrizzante della composizione, uno sforzo della
memoria in indagini sul piano dell’invisibile, conducono su linee di
ricerca concretizzate sul confine tra concetti antichi e tradizionali,
come la dizione “Il vecchio e il mare” (o anche in “La Vecchia Tavola”)
che individuano contenuti e rappresentazioni che assumono invece la
complessa raffigurazione di un collage fotografico moderno in contesto
primitivo e incontaminato.
L’idea di un’autoriflessione ampia a caduta continua di ricordi dalla
memoria più remota, pensieri intimi, ripensamenti su errori fatti,
azioni mancate, la donna-Modì, o gli stessi volti di Picasso in
“luoghi” primordiali con citazione anche di arabeschi decorativi,
delineano, nell’ultimo Scarselli, l’irrompere del pensiero
contemporaneo in un ambiente neo-arcaico attraverso la forza sintetica
delle cromie e la geometria riproposta nella concezione strutturale
dello spazio.
L’opera “La Buca”, rappresenta, su questa linea, quasi una svolta: un’
ampia stesura di piano in blu innaturale, da cui affiorano, in
andamento musicale, pochi elementi di misterioso significato, provoca,
come anche nello studio su tre tele “Orizzonti”, una suggestione
drammatica di grande forza concettuale, una lotta e un amore insieme
per gli spazi naturali forse troppo aperti e imponderabili per la
limitata azione dell’uomo, per l’organizzazione del pensiero
individuale e per la ricostruzione di una memoria singola o collettiva
sulle tracce di un ambiente, ora impervio, ora confortante, ora
familiare, ma ancora per larga parte sconosciuto, e che comunque
partecipa, insieme alle invenzioni sintetiche e “tecnologiche” del
colore contemporaneo, alla costruzione di tavole rupestri di
conservazione e testimonianza immediate, di una sfuggevole e forse già
perduta storia e memoria contemporanea.
Elena Capone
l’arcaico ritrovato, dopo la modernità
Sulle tracce figurative ridotte e nelle apparizioni sporadiche in
ambiente arcaico elegante e minimalista, la celebrazione dell’
indipendenza rappresentativa dell’opera d’arte, raggiunge nella fase
più contemporanea di ricerca di Marcello Scarselli, nelle opere
pittoriche come nella produzione scultorea con impiego di materiali
diversi, un nuovo complesso livello di soluzioni cromatiche e
compositive.
“Di terra, di sole” è l’ultimo approdo di indagine espressiva in un
ritrovato ambiente di senso: naturale, incontaminato, dai timbri
talvolta solitari, ma di eleganza e bellezza seducenti e confortanti.
Ancora si sentono le atmosfere del fresco rupestre, la sensazione di
roccia bagnata, o l’ambientazione di stanze affrescate come in antiche
ville romane pompeiane, sotto i segni riconoscibili del trascorrere del
tempo, sui percorsi incompiuti, ma evocativi e narranti, dell’usura e
del restauro.
Nelle tele e supporti lavorati in tecnica mista più recenti però, una
rievocazione quasi inconscia delle prime espressioni dell’arte umana
universale sulla bidimensionalità rappresentativa del piano, l’
elementarità delle forme e la forza irrompente del concetto, si
materializzano ora attraverso colorazioni che si fanno tendenzialmente
più uniformi, in soluzioni sintetiche ed innaturali vicine all’ultimo
Mirò e quasi in omaggio implicito allo stesso Mondrian.
Poche immagini riconoscibili, o uno stesso soggetto reiterato, in
celebrazione geometrizzante della composizione, uno sforzo della
memoria in indagini sul piano dell’invisibile, conducono su linee di
ricerca concretizzate sul confine tra concetti antichi e tradizionali,
come la dizione “Il vecchio e il mare” (o anche in “La Vecchia Tavola”)
che individuano contenuti e rappresentazioni che assumono invece la
complessa raffigurazione di un collage fotografico moderno in contesto
primitivo e incontaminato.
L’idea di un’autoriflessione ampia a caduta continua di ricordi dalla
memoria più remota, pensieri intimi, ripensamenti su errori fatti,
azioni mancate, la donna-Modì, o gli stessi volti di Picasso in
“luoghi” primordiali con citazione anche di arabeschi decorativi,
delineano, nell’ultimo Scarselli, l’irrompere del pensiero
contemporaneo in un ambiente neo-arcaico attraverso la forza sintetica
delle cromie e la geometria riproposta nella concezione strutturale
dello spazio.
L’opera “La Buca”, rappresenta, su questa linea, quasi una svolta: un’
ampia stesura di piano in blu innaturale, da cui affiorano, in
andamento musicale, pochi elementi di misterioso significato, provoca,
come anche nello studio su tre tele “Orizzonti”, una suggestione
drammatica di grande forza concettuale, una lotta e un amore insieme
per gli spazi naturali forse troppo aperti e imponderabili per la
limitata azione dell’uomo, per l’organizzazione del pensiero
individuale e per la ricostruzione di una memoria singola o collettiva
sulle tracce di un ambiente, ora impervio, ora confortante, ora
familiare, ma ancora per larga parte sconosciuto, e che comunque
partecipa, insieme alle invenzioni sintetiche e “tecnologiche” del
colore contemporaneo, alla costruzione di tavole rupestri di
conservazione e testimonianza immediate, di una sfuggevole e forse già
perduta storia e memoria contemporanea.
Elena Capone
15
settembre 2007
Marcello Scarselli – Di terra, di sole
Dal 15 al 30 settembre 2007
arte contemporanea
Location
CENTRO ESPOSITIVO COMUNALE IL PALAZZETTO
Cecina, Piazza Francesco Domenico Guerrazzi, (Livorno)
Cecina, Piazza Francesco Domenico Guerrazzi, (Livorno)
Orario di apertura
17.00-20.00 (giorno di chiusura il lunedì)
Vernissage
15 Settembre 2007, ore 18
Autore
