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Eloisa Gobbo – L’amore Sfinito
L’artista per l’occasione presenta una nuova serie di quadri e tappeti d’autore
Comunicato stampa
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Eloisa Gobbo nelle sue opere tende a sovrapporre e accostare motivi esornativi provenienti da contesti disparati che creano sulla superficie della tela l’illusione di uno spazio inafferrabile e composto di una molteplicità di piani su cui scorrono, come pannelli semovibili, trame floreali e intrecci geometrici, ideogrammi e silhouette, sequenze numeriche e codici a barre, piante topografiche e disegni anatomici, immagini ecografiche e icone segnaletiche che insieme contribuiscono a creare l’effetto di un grande e gioioso patchwork in stile flat. In realtà, questo è l’aspetto più evidente e seducente del lavoro di
Eloisa Gobbo, che nasconde nella fitta rete delle trame e degli orditi, locuzioni sibilline e sentenze perentorie che solo uno sguardo attento può liberare dalla suadente pellicola ornamentale in cui sono avvolte. In un certo senso, l’artista usa il linguaggio della decorazione come uno strumento ingannevole, subordinato alla trasmissione di messaggi scomodi e verità spiacevoli. I suoi aforismi costringono l’osservatore a riflettere su temi forti come la prostituzione, lo sfruttamento sessuale e il consumismo.
In occasione della sua personale alla galleria Angel Art, l’artista esplora l’antinomia dialettica tra amore e sesso, considerati come gli estremi inconciliabili della moderna educazione sentimentale. Nascoste tra le pieghe fitte dei suoi quadri e dei suoi grandi tappeti, simili ad arazzi contemporanei, Eloisa Gobbo nasconde sentenze ironiche e lapidarie che riscrivono le fondamenta dei comportamenti sessuali ed amorosi. Sostituendo termini foneticamente simili e facendo leva su frasi e modi di dire ricorrenti, l’artista mette in luce i contrasti e le contraddizioni della contemporaneità.
Il corpus dei dipinti di Eloisa Gobbo diventa, quindi, una sorta di breviario, composto da frasi ad effetto come:
1. Il sesso è un’arma di distrazione di massa
2. L’Amore è sfinito
3. I soldi non danno la fertilità
4. Il minimo di sesso garantito
5. Amore a tempo indeterminato
Quando l’ornamento incontra il concetto…
I tappeti di Eloisa Gobbo mescolano pattern antichi e texture contemporanee in un pout pourrí iperbarocco e post-moderno, che mescola motivi alti e icone popolari in una babele linguistica di segni e segnali, trame e decori che adombrano concetti di difficile decifrazione ottica. In realtà, i tappeti di Eloisa Gobbo sono qualcosa di più di semplici complementi d’arredo. Prima di tutto sono pezzi unici, opere d’arte occasionalmente prestate all’arredamento d’interni. In secondo luogo sono contenitori concettuali, cavalli di troia che minano la quiete domestica con idee di forte impatto e pensieri superbamente ironici, pronti a scattare, come trappole, una volta che l’occhio ha dissipato il fitto velo ornamentale che le trattiene.
Eloisa Gobbo, che nasconde nella fitta rete delle trame e degli orditi, locuzioni sibilline e sentenze perentorie che solo uno sguardo attento può liberare dalla suadente pellicola ornamentale in cui sono avvolte. In un certo senso, l’artista usa il linguaggio della decorazione come uno strumento ingannevole, subordinato alla trasmissione di messaggi scomodi e verità spiacevoli. I suoi aforismi costringono l’osservatore a riflettere su temi forti come la prostituzione, lo sfruttamento sessuale e il consumismo.
In occasione della sua personale alla galleria Angel Art, l’artista esplora l’antinomia dialettica tra amore e sesso, considerati come gli estremi inconciliabili della moderna educazione sentimentale. Nascoste tra le pieghe fitte dei suoi quadri e dei suoi grandi tappeti, simili ad arazzi contemporanei, Eloisa Gobbo nasconde sentenze ironiche e lapidarie che riscrivono le fondamenta dei comportamenti sessuali ed amorosi. Sostituendo termini foneticamente simili e facendo leva su frasi e modi di dire ricorrenti, l’artista mette in luce i contrasti e le contraddizioni della contemporaneità.
Il corpus dei dipinti di Eloisa Gobbo diventa, quindi, una sorta di breviario, composto da frasi ad effetto come:
1. Il sesso è un’arma di distrazione di massa
2. L’Amore è sfinito
3. I soldi non danno la fertilità
4. Il minimo di sesso garantito
5. Amore a tempo indeterminato
Quando l’ornamento incontra il concetto…
I tappeti di Eloisa Gobbo mescolano pattern antichi e texture contemporanee in un pout pourrí iperbarocco e post-moderno, che mescola motivi alti e icone popolari in una babele linguistica di segni e segnali, trame e decori che adombrano concetti di difficile decifrazione ottica. In realtà, i tappeti di Eloisa Gobbo sono qualcosa di più di semplici complementi d’arredo. Prima di tutto sono pezzi unici, opere d’arte occasionalmente prestate all’arredamento d’interni. In secondo luogo sono contenitori concettuali, cavalli di troia che minano la quiete domestica con idee di forte impatto e pensieri superbamente ironici, pronti a scattare, come trappole, una volta che l’occhio ha dissipato il fitto velo ornamentale che le trattiene.
27
settembre 2007
Eloisa Gobbo – L’amore Sfinito
Dal 27 settembre al 21 ottobre 2007
arte contemporanea
Location
ANGEL ART GALLERY
Milano, Via Ugo Bassi, 18, (Milano)
Milano, Via Ugo Bassi, 18, (Milano)
Orario di apertura
lunedì 15.00/19.00, martedì – sabato 10.00/13.00 – 15.00/19.00
Vernissage
27 Settembre 2007, ore 18
Editore
VANILLA
Autore
Curatore




