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Aporie
Le soluzioni installative studiate dagli artisti appositamente per lo spazio della Galleria di C.so Venezia sottolineano i tre diversi modi di avvicinarsi all’astrazione
Comunicato stampa
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Aporìa- (a.po.rì.a) s.f. Problema le cui possibilità di soluzione risultano annullate in partenza dalla contraddizione (dal greco aporìa-difficoltà, incertezza) – tratto dal Devoto Oli ed. 2000-2001.
Spirale Arte artecontemporanea inaugura il prossimo mese di maggio la mostra Aporìa, presentando le opere di tre artisti, Luca Caccioni (Bologna, 1962), Walter Cascio (Bologna, 1958) e Graziano Negri (Azzahra – Libia, 1957), vicini per generazione e frutto di una ricognizione nel mondo aniconico, che riflette i gusti e le tendenze della Galleria da sempre vicine all’arte astratto-informale.
Le soluzioni installative studiate dagli artisti appositamente per lo spazio della Galleria di C.so Venezia sottolineano i tre diversi modi di avvicinarsi all’astrazione: le costruzioni labirintiche in fusaggine di Cascio dialogano con la resina rossa su lamiera delle “rose del giardino” di Negri e le forme evanescenti realizzate da Caccioni su carta intelata.
Scrive Alberto Zanchetta: «Le opere di Luca Caccioni, Walter Cascio e Graziano Negri devono sicuramente apparire come delle aporìe, le une rispetto alle altre. Ma le contraddizioni non fanno che aprirsi al ventaglio delle possibilità; anziché inseguire ipotetiche soluzioni sarà possibile sondare la natura dei dipinti, siano essi avulsi o intrinseci alla realtà. I tre artisti invitano il pubblico a seguirli nel loro tentativo di accarezzare le forme che si sfaldano - “fantasmi vespertini, ombre seducenti” - attraverso l’opalescente filtro della pittura e l’irreprensibile ebbrezza dell’arte.
Nonostante il blow-up, le immagini ipertrofiche e ipnagogiche di Caccioni non si concedono, non si svelano mai completamente, diventando nebulose di colore. Il colore è un pensiero, diceva Baudelaire, e sulle ali dello spirito sembrano collocarsi i quadri di Graziano Negri. Anche il rigore volumetrico di Walter Cascio, aggraziato e meno spigoloso di quanto sembri, finisce per stemperarsi in un tattile lirismo. Per spiegare la sensibilità di ciascuno potremmo rifarci al dialogo tra Bashö e un suo occasionale interlocutore: “Perché ti piace la pittura?”, “Per la poesia” gli rispose il secondo, “E perché ami la poesia?”, “L’amo per la pittura”. Nel caso dei tre artisti, l’indole della pittura si fonde con la finezza della poesia, tutti allo stesso modo pervasi da un senso di leggerezza, di levità. Ecco allora che l’aporìa non sarà più un problema bensì il nome di una farfalla [apòria = farfalla dei Pieridi, col corpo nero e le ali bianche, trasparenti], che si libra alta, nell’ampia varietà delle suggestioni e delle percezioni».
Spirale Arte artecontemporanea inaugura il prossimo mese di maggio la mostra Aporìa, presentando le opere di tre artisti, Luca Caccioni (Bologna, 1962), Walter Cascio (Bologna, 1958) e Graziano Negri (Azzahra – Libia, 1957), vicini per generazione e frutto di una ricognizione nel mondo aniconico, che riflette i gusti e le tendenze della Galleria da sempre vicine all’arte astratto-informale.
Le soluzioni installative studiate dagli artisti appositamente per lo spazio della Galleria di C.so Venezia sottolineano i tre diversi modi di avvicinarsi all’astrazione: le costruzioni labirintiche in fusaggine di Cascio dialogano con la resina rossa su lamiera delle “rose del giardino” di Negri e le forme evanescenti realizzate da Caccioni su carta intelata.
Scrive Alberto Zanchetta: «Le opere di Luca Caccioni, Walter Cascio e Graziano Negri devono sicuramente apparire come delle aporìe, le une rispetto alle altre. Ma le contraddizioni non fanno che aprirsi al ventaglio delle possibilità; anziché inseguire ipotetiche soluzioni sarà possibile sondare la natura dei dipinti, siano essi avulsi o intrinseci alla realtà. I tre artisti invitano il pubblico a seguirli nel loro tentativo di accarezzare le forme che si sfaldano - “fantasmi vespertini, ombre seducenti” - attraverso l’opalescente filtro della pittura e l’irreprensibile ebbrezza dell’arte.
Nonostante il blow-up, le immagini ipertrofiche e ipnagogiche di Caccioni non si concedono, non si svelano mai completamente, diventando nebulose di colore. Il colore è un pensiero, diceva Baudelaire, e sulle ali dello spirito sembrano collocarsi i quadri di Graziano Negri. Anche il rigore volumetrico di Walter Cascio, aggraziato e meno spigoloso di quanto sembri, finisce per stemperarsi in un tattile lirismo. Per spiegare la sensibilità di ciascuno potremmo rifarci al dialogo tra Bashö e un suo occasionale interlocutore: “Perché ti piace la pittura?”, “Per la poesia” gli rispose il secondo, “E perché ami la poesia?”, “L’amo per la pittura”. Nel caso dei tre artisti, l’indole della pittura si fonde con la finezza della poesia, tutti allo stesso modo pervasi da un senso di leggerezza, di levità. Ecco allora che l’aporìa non sarà più un problema bensì il nome di una farfalla [apòria = farfalla dei Pieridi, col corpo nero e le ali bianche, trasparenti], che si libra alta, nell’ampia varietà delle suggestioni e delle percezioni».
10
maggio 2007
Aporie
Dal 10 maggio al 16 giugno 2007
arte contemporanea
Location
MARCOROSSI ARTECONTEMPORANEA
Milano, Corso Venezia, 29, (Milano)
Milano, Corso Venezia, 29, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato 11.00 - 19.30
Vernissage
10 Maggio 2007, ore 18
Autore
Curatore