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Francesco Mignacca – Colore Mediterraneo
La pittura materica di Francesco Mignacca ha in sè essenza e vivacità della solarità mediterranea
Comunicato stampa
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Sabato 17 marzo '07, alle ore 18.30, presso l'atelier Anforah - in via Cattedrale 14, Giovinazzo (Bari) - si terrà l'inaugurazione della mostra d'arte "Colore Mediterraneo" dell'artista Francesco Mignacca. L'esposizione, visitabile in orario serale fino al 12 aprile '07 in orario 19-21, presente anche in internet all'indirizzo www.anforah.artenetwork.net (Antico Mediterraneo), è promossa dalla webgalleria d'arte e poesia Anforah (con patrocinio di Biennale d'Arte Contemporanea Italiana - Lecce -, Euroarte - periodico di arte e cultura - Comune e Provincia di Trieste, Club Unesco di Udine e Città di Bari). Riportiamo, a riguardo dell'evento, alcune considerazioni critiche del barese Fedele Boffoli:
"""La pittura materica di Francesco Mignacca ha in sè essenza e vivacità della solarità mediterranea; si scorgono nelle tele da lui realizzate, tra l’accesa e vibrante mescola di colori (gialli, arancioni, rossi, blu…), città immaginali e sognanti (con architetture sospese a mezzo tra motivi di Oriente e Occidente), significativi e universali tratti-segni, importanti simboli, monumenti e reperti dell’antichità, metafore soprareali di entusiasmanti narrazioni e favole.
Tali opere pittorico-grafiche, concepite nell’immaginario dell’artista come pregiate e capienti anfore (non a caso l’anfora si ripete tra le sue citazioni preferite), agiscono come raccoglitori di umori ed archetipi della vita passata e presente. Si mostrano e si rincorrono, al loro interno, i temi intramontabili e salienti di ogni umanità: Religione, Conoscenza e Mistero, amore della Filosofia e del Bello... Bei dipinti semplici e non complicati - nonostante i condizionanti studi e titoli accademici conseguiti dell’autore - che mantengono la loro freschezza e fisicità (sembrano trasmettere - addirittura suoni e profumi) e che tanto piacciono alla gente comune della strada che nulla conosce e comprende (è facile immaginare il perché) degli sterili e asettici odierni sperimentalismi, svuotati di ogni valore di ordine spirituale-morale e conditi di ricerche caotiche indefinite, venduti nei mercati sotto l’abusato e improprio titolo di arte contemporanea.
Se la semplicità è sempre un valore (chi scrive ci crede ancora) le opere di Mignacca lo perseguono, indicandolo e professandolo costantemente, e raccontando - con chiarezza - dell’uomo e della terra (…del mar Mediterraneo…), evocando meraviglie rivierasche del nostro ancestrale e luminoso Meridione d’Italia (Giovinazzo, Molfetta, Trani, Costiera Amalfitana, Campania, Calabria, Sicilia...) sapientemente abbinate (o - addirittura - coincidenti nell’idea dell’artista) a mitiche ed intramontabili bellezze e suggestioni di ambienti mediorientali (Gerusalemme, Istanbul, Baghdad…), luoghi e città posti alle radici delle nostri origini, da… “Mille e una notte”, anzi - per dirla con Mignacca - da “Mille e un colore”. - Fedele Boffoli .""".-
"""La pittura materica di Francesco Mignacca ha in sè essenza e vivacità della solarità mediterranea; si scorgono nelle tele da lui realizzate, tra l’accesa e vibrante mescola di colori (gialli, arancioni, rossi, blu…), città immaginali e sognanti (con architetture sospese a mezzo tra motivi di Oriente e Occidente), significativi e universali tratti-segni, importanti simboli, monumenti e reperti dell’antichità, metafore soprareali di entusiasmanti narrazioni e favole.
Tali opere pittorico-grafiche, concepite nell’immaginario dell’artista come pregiate e capienti anfore (non a caso l’anfora si ripete tra le sue citazioni preferite), agiscono come raccoglitori di umori ed archetipi della vita passata e presente. Si mostrano e si rincorrono, al loro interno, i temi intramontabili e salienti di ogni umanità: Religione, Conoscenza e Mistero, amore della Filosofia e del Bello... Bei dipinti semplici e non complicati - nonostante i condizionanti studi e titoli accademici conseguiti dell’autore - che mantengono la loro freschezza e fisicità (sembrano trasmettere - addirittura suoni e profumi) e che tanto piacciono alla gente comune della strada che nulla conosce e comprende (è facile immaginare il perché) degli sterili e asettici odierni sperimentalismi, svuotati di ogni valore di ordine spirituale-morale e conditi di ricerche caotiche indefinite, venduti nei mercati sotto l’abusato e improprio titolo di arte contemporanea.
Se la semplicità è sempre un valore (chi scrive ci crede ancora) le opere di Mignacca lo perseguono, indicandolo e professandolo costantemente, e raccontando - con chiarezza - dell’uomo e della terra (…del mar Mediterraneo…), evocando meraviglie rivierasche del nostro ancestrale e luminoso Meridione d’Italia (Giovinazzo, Molfetta, Trani, Costiera Amalfitana, Campania, Calabria, Sicilia...) sapientemente abbinate (o - addirittura - coincidenti nell’idea dell’artista) a mitiche ed intramontabili bellezze e suggestioni di ambienti mediorientali (Gerusalemme, Istanbul, Baghdad…), luoghi e città posti alle radici delle nostri origini, da… “Mille e una notte”, anzi - per dirla con Mignacca - da “Mille e un colore”. - Fedele Boffoli .""".-
17
marzo 2007
Francesco Mignacca – Colore Mediterraneo
Dal 17 marzo al 12 aprile 2007
arte contemporanea
Location
ATELIER ANFORAH
Giovinazzo, Via Cattedrale, 14, (Bari)
Giovinazzo, Via Cattedrale, 14, (Bari)
Orario di apertura
19-21
Vernissage
17 Marzo 2007, ore 18.30
Autore



