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Paola Pezzi – Mani di fata
due diversi momenti della sua ricerca recente: da un lato quello ormai noto simbolizzanto dalla presenza dei “guanti” pieni di materia molle, e quello inedito dei bassorilievi incapsulati sotto una guaina di tessuto di vari colori
Comunicato stampa
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Paola Pezzi, in questa sua personale alla Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO di Reggio Emilia, presenta due diversi momenti della sua ricerca recente: da un lato quello ormai noto simbolizzanto dalla presenza dei “guanti” pieni di materia molle, e quello inedito dei bassorilievi incapsulati sotto una guaina di tessuto di vari colori.
Il primo filone di lavoro inserisce le sculture da muro in cui è protagonista il guanto, ovvero la mano occultata, fasciata, che evita quindi il contatto diretto con le cose del quotidiano, rendendo indiretto il magnetismo benefico che fuoriesce dalle dita (Mani di fata, 2006 – Terra illuminata, 1990-2006). Le mani guantate di bianco o di colore si mostrano mentre afferrano il materiale lana che diventa attraverso l’accostamento prezioso del colore - magari trasformato in una geometria dolcemente cinetica - metafora di una pittura soffice, leggera, che predilige forme ondulanti e ombelicali. Si tratta di una meditazione, declinata al femminile, intorno una psicologia archetipale, legata alla nostra identità, personale e collettiva, che effettua continuamente delle transazioni che rappresentano le trasformazioni della coscienza.
Anche i nuovi bassorilievi che affiorano attraverso una stoffa tesa, come sopra delle leggere centine, si legano al pensiero del corpo. Infatti troviamo ancora la memoria di frammenti di mani (Abbraccio, 2006), posti sotto e sopra la superficie del lavoro, che afferrano il perimetro del “quadro”, sempre monocromo, oppure sprofondano per afferrare un elemento di un volto affiorante (Testa altrove, 2006 – Blusguardo, 2006), bloccando la nostra percezione un attimo prima della rivelazione finale assolutamente inquietante come una “sindone”, che porta chiusa in sé una verità dolorosa, o stupefacente. Non c’è dubbio che per la Pezzi vi sono verità che si vedono e verità che si “sentono”, come per i non vedenti.
Potremmo dire che la sintesi finale di tutta questa ricerca della Pezzi è l’inseguimento di una pittura, che apparentemente non è presente come tale, ma nel contempo è anche scultura, ma lo si nega nei fatti, e nei risultati formali. Non c’è dubbio però che l’artista è alla ricerca di una saldatura nuova tra arte e vita.
Il primo filone di lavoro inserisce le sculture da muro in cui è protagonista il guanto, ovvero la mano occultata, fasciata, che evita quindi il contatto diretto con le cose del quotidiano, rendendo indiretto il magnetismo benefico che fuoriesce dalle dita (Mani di fata, 2006 – Terra illuminata, 1990-2006). Le mani guantate di bianco o di colore si mostrano mentre afferrano il materiale lana che diventa attraverso l’accostamento prezioso del colore - magari trasformato in una geometria dolcemente cinetica - metafora di una pittura soffice, leggera, che predilige forme ondulanti e ombelicali. Si tratta di una meditazione, declinata al femminile, intorno una psicologia archetipale, legata alla nostra identità, personale e collettiva, che effettua continuamente delle transazioni che rappresentano le trasformazioni della coscienza.
Anche i nuovi bassorilievi che affiorano attraverso una stoffa tesa, come sopra delle leggere centine, si legano al pensiero del corpo. Infatti troviamo ancora la memoria di frammenti di mani (Abbraccio, 2006), posti sotto e sopra la superficie del lavoro, che afferrano il perimetro del “quadro”, sempre monocromo, oppure sprofondano per afferrare un elemento di un volto affiorante (Testa altrove, 2006 – Blusguardo, 2006), bloccando la nostra percezione un attimo prima della rivelazione finale assolutamente inquietante come una “sindone”, che porta chiusa in sé una verità dolorosa, o stupefacente. Non c’è dubbio che per la Pezzi vi sono verità che si vedono e verità che si “sentono”, come per i non vedenti.
Potremmo dire che la sintesi finale di tutta questa ricerca della Pezzi è l’inseguimento di una pittura, che apparentemente non è presente come tale, ma nel contempo è anche scultura, ma lo si nega nei fatti, e nei risultati formali. Non c’è dubbio però che l’artista è alla ricerca di una saldatura nuova tra arte e vita.
10
febbraio 2007
Paola Pezzi – Mani di fata
Dal 10 febbraio al 31 marzo 2007
arte contemporanea
Location
2000 & NOVECENTO
Reggio Nell'emilia, Via Sessi, 1/F, (Reggio Nell'emilia)
Reggio Nell'emilia, Via Sessi, 1/F, (Reggio Nell'emilia)
Orario di apertura
10–12,30 e 16–19,30 (chiuso la mattina giovedì; aperto domenica e festivi)
Vernissage
10 Febbraio 2007, ore 18
Autore
Curatore


