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Piero Pompili – Lotta di classe
28 tavole in bianco e nero –ritratti di soli pugili e lottatori- scandiscono il percorso di una umanissima via Crucis lungo il perimetro della galleria, architettonicamente configurata come tempio, cristiano o pagano non importa, o come palestra ancora pulsante di quei corpi e di quei sudori
Comunicato stampa
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28 tavole in bianco e nero –ritratti di soli pugili e lottatori- scandiscono il percorso di una umanissima via Crucis lungo il perimetro della galleria, architettonicamente configurata come tempio, cristiano o pagano non importa, o come palestra ancora pulsante di quei corpi e di quei sudori.
Il movimento ondulatorio delle tavole-stazioni, disposte lungo i lati della “navata” della galleria, converge verso il punto centrale della sua perpendicolare, lungo la quale è disposto, quasi fosse una pala d’altare, il trittico che riassume la religiosità o poetica del suo autore. La posizione centrale è assegnata alla figura del legionario (corpo-arabesco di tatuaggi) mentre, ai suoi lati, sono disposte rispettivamente quella di un Cristo sul Calvario e quella di Cristo in ascensione nel corpo di un impiccato.
Il ribaltamento gerarchico delle posizioni definisce un punto di vista: il riconoscimento di una eroicità e di una santità vissute improduttivamente, quanto meno non in senso escatologico. Una eroicità stoica e silenziosa che non si rivolge ad altri che a se stessa. Un’assunzione del proprio corpo come campo d’azione, di sfida o di resistenza verso un esterno percepito, prima ancora che come antagonista o preclusivo, come estraneo e inintelligibile.
Il titolo, Lotta di classe, che l’autore Piero Pompili ha inteso dare alla sua mostra, è, allora, doppiamente inattuale: in senso storico, perché in assenza di una dichiarata conflittualità, e in senso soggettivo, presupponendo la lotta di classe una coscienza di classe.
Gli eroi di Piero Pompili sono definitivamente depurati da qualsivoglia estetica neorealista: la loro misura li consegna inequivocamente alla classicità nella raggiunta consapevolezza che ciò che più teme e fa vacillare il nostro mondo contemporaneo è proprio la pagina esatta, in bianco e nero, potente nella sua semplicità.
(enrica petrarulo)
Il movimento ondulatorio delle tavole-stazioni, disposte lungo i lati della “navata” della galleria, converge verso il punto centrale della sua perpendicolare, lungo la quale è disposto, quasi fosse una pala d’altare, il trittico che riassume la religiosità o poetica del suo autore. La posizione centrale è assegnata alla figura del legionario (corpo-arabesco di tatuaggi) mentre, ai suoi lati, sono disposte rispettivamente quella di un Cristo sul Calvario e quella di Cristo in ascensione nel corpo di un impiccato.
Il ribaltamento gerarchico delle posizioni definisce un punto di vista: il riconoscimento di una eroicità e di una santità vissute improduttivamente, quanto meno non in senso escatologico. Una eroicità stoica e silenziosa che non si rivolge ad altri che a se stessa. Un’assunzione del proprio corpo come campo d’azione, di sfida o di resistenza verso un esterno percepito, prima ancora che come antagonista o preclusivo, come estraneo e inintelligibile.
Il titolo, Lotta di classe, che l’autore Piero Pompili ha inteso dare alla sua mostra, è, allora, doppiamente inattuale: in senso storico, perché in assenza di una dichiarata conflittualità, e in senso soggettivo, presupponendo la lotta di classe una coscienza di classe.
Gli eroi di Piero Pompili sono definitivamente depurati da qualsivoglia estetica neorealista: la loro misura li consegna inequivocamente alla classicità nella raggiunta consapevolezza che ciò che più teme e fa vacillare il nostro mondo contemporaneo è proprio la pagina esatta, in bianco e nero, potente nella sua semplicità.
(enrica petrarulo)
15
novembre 2006
Piero Pompili – Lotta di classe
Dal 15 novembre al 13 dicembre 2006
arte moderna e contemporanea
Location
GALLERIA GIULIA
Roma, Via Della Barchetta, 13, (Roma)
Roma, Via Della Barchetta, 13, (Roma)
Orario di apertura
feriali 10,00-13,00 e 16,00-19,30
lunedì solo pomeriggio
Vernissage
15 Novembre 2006, ore 18
Autore



