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Gian Marco Montesano – Fratelli di quale reggimento siete?
In mostra una serie di ritratti di animali di montagna realizzati recentemente dall’artista
Comunicato stampa
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Si inaugura sabato 7 ottobre 2006 alle ore 18.30 la personale di Gian Marco Montesano dal titolo: Fratelli di quale reggimento siete?
Dopo le mostre del 1994 e 2001 la Galleria Mazzoli presenta nuove opere dell’artista torinese.
In mostra una serie di ritratti di animali di montagna realizzati recentemente dall’artista.
Gian Marco Montesano è uno degli artisti che hanno segnato il ritorno alla pittura dai primi anni settanta in avanti; il suo tratto, che azzera ogni forma di passionalità, è spesso ispirato dalla storia e dai ricordi collettivi. Forse Montesano è uno dei pochi artisti italiani ad aver realizzato una pittura autenticamente concettuale e che ha saputo confrontare la pittura stessa con gli altri mezzi espressivi ritenuti più vicini alla sensibilità contemporanea, come le installazioni, i video o la fotografia. Sono ormai celebri i suoi quadri nei quali sono protagonisti Hitler o Stalin, letti alla luce non solo di quanto hanno fatto come dittatori e teorici del nazismo e del comunismo ma in quanto si sono interessati a più riprese dell’arte come veicolo di propaganda.
“Quanto tempo è passato!
Ancor prima di arrischiarmi nel “Le coeur de l’art est catholique” (i cosiddetti “Santini”) avevo pensato a questo Corteo di animali, animali d’altura, di lassù,
nell’Alpe sublime (ricordo che allora con l’enfasi della gioventù, usavo questa terminologia wagneriana piuttosto ingenuamente). Animali dell’Olimpo.
Del tutto estraneo alle regole, ai codici di un sistema - dell’arte - che non conoscevo, indifferente a quel che si può o non si deve fare nell’ambito di una corporazione artistica alla quale - allora - non appartenevo, ero attratto dall’idea di comporre un certo numero di immagini dipinte, interamente ed esclusivamente costituite da “ritratti” d’animali. Che tutto ciò potesse risultare ridicolo o puerile non aveva per me nessuna importanza: avrei voluto essere
filosofo, drammaturgo, musicista, mentre, in realtà ero una sorta di fruttivendolo (facevo le consegne di frutta e verdura per un grossista di Rue du Colisèe). Le mie idee non erano “artistiche”, si collocavano da tutt’altra parte tra Stravinsky e i fagiolini, tra Nietzsche e i ravanelli. Infatti il gran Corteo dei miei animali alpestri doveva essere la sfilata olimpica dei miei amici. Amici di pensiero, camarades spirituels coi quali – malgrado frutta e verdura – condividevo il fervore di quegli anni. Intendevo organizzare un insolito corteo araldico del pensiero. Così Deleuze sarebbe stato il nobile Ermellino. Il Cervo coraggioso era Felix ( Guattari). Philippe Sollers, festoso, brillante e sensuale nel piumaggio del Gallo Cedrone. L’intelligenza vertiginosa di Baudrillard raffigurata nelle spericolate acrobazie del Camoscio …
Animali, si dirà. Chissà! Ma quel Corteo immaginato e subito disperso era umano,
forse ancora troppo umano. Oggi quelli che si mostrano nella Galleria di Emilio Mazzoli (il quale in quel Corteo meraviglioso avrebbe potuto dare il proprio “Titolo” all’Orso Kaspar che si aggira solitario nelle montagne del Trentino),quelli che si lasciano guardare sono animali,soltanto animali delle grandi montagne. Finalmente sono arrivato,sono ritornato a casa.”
(dal testo di Gian Marco Montesano in catalogo).
Tra le sue personali si ricordano la “Gattungsmalerei” (Pittura di genere), al Palazzo dei Diamanti, Ferrara, da Annina Nosei Gallery, New York, alla Tornvall Gallery, Stockolm, ai Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, “Andarera”, Regione Piemonte, Galleria San Filippo, Torino. Tra le mostre collettive si ricordano la “Metafisica del quotidiano”, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, “Buren, De Dominicis, Salvo, Montesano ecc.”, alla Galerie Trans/Form, Paris,
“Pole Position” alla Gallery K, Tokio, Aperto 93, Biennale di Venezia, “Still life”, Barbara Gladstone Gallery, New York , “Figuration” presso il Museum fur Moderne Kunst, Salzburg.
Dopo le mostre del 1994 e 2001 la Galleria Mazzoli presenta nuove opere dell’artista torinese.
In mostra una serie di ritratti di animali di montagna realizzati recentemente dall’artista.
Gian Marco Montesano è uno degli artisti che hanno segnato il ritorno alla pittura dai primi anni settanta in avanti; il suo tratto, che azzera ogni forma di passionalità, è spesso ispirato dalla storia e dai ricordi collettivi. Forse Montesano è uno dei pochi artisti italiani ad aver realizzato una pittura autenticamente concettuale e che ha saputo confrontare la pittura stessa con gli altri mezzi espressivi ritenuti più vicini alla sensibilità contemporanea, come le installazioni, i video o la fotografia. Sono ormai celebri i suoi quadri nei quali sono protagonisti Hitler o Stalin, letti alla luce non solo di quanto hanno fatto come dittatori e teorici del nazismo e del comunismo ma in quanto si sono interessati a più riprese dell’arte come veicolo di propaganda.
“Quanto tempo è passato!
Ancor prima di arrischiarmi nel “Le coeur de l’art est catholique” (i cosiddetti “Santini”) avevo pensato a questo Corteo di animali, animali d’altura, di lassù,
nell’Alpe sublime (ricordo che allora con l’enfasi della gioventù, usavo questa terminologia wagneriana piuttosto ingenuamente). Animali dell’Olimpo.
Del tutto estraneo alle regole, ai codici di un sistema - dell’arte - che non conoscevo, indifferente a quel che si può o non si deve fare nell’ambito di una corporazione artistica alla quale - allora - non appartenevo, ero attratto dall’idea di comporre un certo numero di immagini dipinte, interamente ed esclusivamente costituite da “ritratti” d’animali. Che tutto ciò potesse risultare ridicolo o puerile non aveva per me nessuna importanza: avrei voluto essere
filosofo, drammaturgo, musicista, mentre, in realtà ero una sorta di fruttivendolo (facevo le consegne di frutta e verdura per un grossista di Rue du Colisèe). Le mie idee non erano “artistiche”, si collocavano da tutt’altra parte tra Stravinsky e i fagiolini, tra Nietzsche e i ravanelli. Infatti il gran Corteo dei miei animali alpestri doveva essere la sfilata olimpica dei miei amici. Amici di pensiero, camarades spirituels coi quali – malgrado frutta e verdura – condividevo il fervore di quegli anni. Intendevo organizzare un insolito corteo araldico del pensiero. Così Deleuze sarebbe stato il nobile Ermellino. Il Cervo coraggioso era Felix ( Guattari). Philippe Sollers, festoso, brillante e sensuale nel piumaggio del Gallo Cedrone. L’intelligenza vertiginosa di Baudrillard raffigurata nelle spericolate acrobazie del Camoscio …
Animali, si dirà. Chissà! Ma quel Corteo immaginato e subito disperso era umano,
forse ancora troppo umano. Oggi quelli che si mostrano nella Galleria di Emilio Mazzoli (il quale in quel Corteo meraviglioso avrebbe potuto dare il proprio “Titolo” all’Orso Kaspar che si aggira solitario nelle montagne del Trentino),quelli che si lasciano guardare sono animali,soltanto animali delle grandi montagne. Finalmente sono arrivato,sono ritornato a casa.”
(dal testo di Gian Marco Montesano in catalogo).
Tra le sue personali si ricordano la “Gattungsmalerei” (Pittura di genere), al Palazzo dei Diamanti, Ferrara, da Annina Nosei Gallery, New York, alla Tornvall Gallery, Stockolm, ai Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, “Andarera”, Regione Piemonte, Galleria San Filippo, Torino. Tra le mostre collettive si ricordano la “Metafisica del quotidiano”, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, “Buren, De Dominicis, Salvo, Montesano ecc.”, alla Galerie Trans/Form, Paris,
“Pole Position” alla Gallery K, Tokio, Aperto 93, Biennale di Venezia, “Still life”, Barbara Gladstone Gallery, New York , “Figuration” presso il Museum fur Moderne Kunst, Salzburg.
07
ottobre 2006
Gian Marco Montesano – Fratelli di quale reggimento siete?
Dal 07 ottobre al 30 novembre 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA MAZZOLI
Modena, Via Nazario Sauro, 62, (Modena)
Modena, Via Nazario Sauro, 62, (Modena)
Orario di apertura
10-13 e 16-19,30
Vernissage
7 Ottobre 2006, ore 18.30
Autore


