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Ateliers d’artista, Fondazione Pastificio Cerere – Pietro Ruffo
Pietro Ruffo presentato da Giuseppe Gallo
Comunicato stampa
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Pietro Ruffo
Arte e territorio a confronto nel lavoro “sitespecific” di Pietro Ruffo: “12 MANIFESTI DI MATITA SCOLPITA” per la biblioteca di Villa Mercede. Luogo dell’installazione la sala di lettura. Gli scaffali dedicati all’arte, al cinema, alla musica, alla storia, si arricchiscono di documenti singolari: libri visivi, sottoforma di “rotoli/scultura”, i cui contenuti e significati sono impressi sul frontespizio tubolare, unica superficie destinata alla lettura. L’artista s’insinua in modo silenzioso nello spazio, negli scaffali, riempiendone i vuoti. Tra i libri i “rotoli/scultura” acquistano dignità, si fanno portatori di un linguaggio visivo dove la connessione disegno/scrittura è pregnante. I frammenti di testo diventano un veicolo decisivo all’interno dell’opera, quanto lo sono gli interventi della scultura, del disegno e della fotografia. Ruffo realizza, 12 disegni/manifesti, matita su carta, supportati da un testo narrativo, composto dallo scrittore e regista Massimiliano D’Epiro. Connubio mirabile tra il pittore e lo scrittore, entrambi artefici e protagonisti del ciclo iconografico: nelle 12 sequenze figurative, corredate da dichiarazioni programmatiche a carattere sociale in forma di sottotitoli, i due compagni di viaggio delineano con le loro promenades un percorso che va dagli interni dell’ex Pastificio Cerere a quelli di Villa Mercede, attraversando il paessaggio urbano di Via Tiburtina per approdare nell’oasi naturalistica che custodisce la biblioteca. Tracciando un ponte immaginario tra il luogo dell’arte (ex Pastificio Cerere) e il luogo della natura (Villa Mercede), c’invitano ad attraversare la palude urbana che ostacola l’arte, il dialogo, la comunicazione, la vita, per arrivare alla mostra. L’intenzione che sta dietro l’opera, scrive D’Epiro: è di cercare di estendere un processo creativo in un ambito pop, trovando nell’arte un’imitazione della natura, e nella natura un’imitazione della vita. L’opera di Ruffo, trae ispirazione dal lavoro degli artisti inglesi Gilbert & George “The General Jungle or Carrying on sculpting”, presentata in Germania nell’autunno del 1971, alla Sonnabend Gallery di New York. Vuole essere un tributo al loro credo artistico: produrre arte democratica, che infranga le barriere tra arte e vita, indagando nel profondo la condizione umana. Nella piena convinzione che gli artisti debbano spendersi e sacrificarsi personalmente per ciò che producono. Dal testo di Massimiliano D’Epiro:
9
Per questa ragione abbiamo dedicato le nostre mani, le nostre armi, teste e matite ad una comprensione maggiore e semplice dell’arte
Rosanna Rago
Arte e territorio a confronto nel lavoro “sitespecific” di Pietro Ruffo: “12 MANIFESTI DI MATITA SCOLPITA” per la biblioteca di Villa Mercede. Luogo dell’installazione la sala di lettura. Gli scaffali dedicati all’arte, al cinema, alla musica, alla storia, si arricchiscono di documenti singolari: libri visivi, sottoforma di “rotoli/scultura”, i cui contenuti e significati sono impressi sul frontespizio tubolare, unica superficie destinata alla lettura. L’artista s’insinua in modo silenzioso nello spazio, negli scaffali, riempiendone i vuoti. Tra i libri i “rotoli/scultura” acquistano dignità, si fanno portatori di un linguaggio visivo dove la connessione disegno/scrittura è pregnante. I frammenti di testo diventano un veicolo decisivo all’interno dell’opera, quanto lo sono gli interventi della scultura, del disegno e della fotografia. Ruffo realizza, 12 disegni/manifesti, matita su carta, supportati da un testo narrativo, composto dallo scrittore e regista Massimiliano D’Epiro. Connubio mirabile tra il pittore e lo scrittore, entrambi artefici e protagonisti del ciclo iconografico: nelle 12 sequenze figurative, corredate da dichiarazioni programmatiche a carattere sociale in forma di sottotitoli, i due compagni di viaggio delineano con le loro promenades un percorso che va dagli interni dell’ex Pastificio Cerere a quelli di Villa Mercede, attraversando il paessaggio urbano di Via Tiburtina per approdare nell’oasi naturalistica che custodisce la biblioteca. Tracciando un ponte immaginario tra il luogo dell’arte (ex Pastificio Cerere) e il luogo della natura (Villa Mercede), c’invitano ad attraversare la palude urbana che ostacola l’arte, il dialogo, la comunicazione, la vita, per arrivare alla mostra. L’intenzione che sta dietro l’opera, scrive D’Epiro: è di cercare di estendere un processo creativo in un ambito pop, trovando nell’arte un’imitazione della natura, e nella natura un’imitazione della vita. L’opera di Ruffo, trae ispirazione dal lavoro degli artisti inglesi Gilbert & George “The General Jungle or Carrying on sculpting”, presentata in Germania nell’autunno del 1971, alla Sonnabend Gallery di New York. Vuole essere un tributo al loro credo artistico: produrre arte democratica, che infranga le barriere tra arte e vita, indagando nel profondo la condizione umana. Nella piena convinzione che gli artisti debbano spendersi e sacrificarsi personalmente per ciò che producono. Dal testo di Massimiliano D’Epiro:
9
Per questa ragione abbiamo dedicato le nostre mani, le nostre armi, teste e matite ad una comprensione maggiore e semplice dell’arte
Rosanna Rago
26
giugno 2006
Ateliers d’artista, Fondazione Pastificio Cerere – Pietro Ruffo
Dal 26 giugno al 15 luglio 2006
arte contemporanea
Location
BIBLIOTECA VILLA MERCEDE
Roma, Via Tiburtina (entrata dal parco), 115, (ROMA)
Roma, Via Tiburtina (entrata dal parco), 115, (ROMA)
Orario di apertura
Lun. 13 - 19 Mart. 9 - 19
Mer. 9 – 19 Gio. 9 - 19
Ven. 9 – 14 Sab. 9 – 13
Vernissage
26 Giugno 2006, ore 19
Autore
Curatore


