Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giovanni De Angelis – Luce dissolve
Il progetto si inserisce tra le iniziative proposte in occasione di FotoGrafia festival Internazionale di Roma 2006, e fa parte di un lavoro sulla percezione intrapreso dall’artista da alcuni anni. Nella serie di immagini proposte il fascio luminoso disunisce, distrugge e corrompe i corpi trasformando ciò che ci appare “diverso” in un corpo unico. Il cromatismo di questo lavoro enfatizza la natura fisica dello spettro visibile; come i corpi, anche la luce viene divisa nelle bande luminose del blu, del verde e del rosso
Comunicato stampa
Segnala l'evento
In una dimensione che oscilla tra pittura e fotografia prosegue con “Luce dissolve”, per via di approfondimenti successivi, la ricerca artistica avviata da Giovanni De Angelis con il progetto “Luceveloce” nel 2003. Figure solitarie, ferme o in movimento, attraversano con le loro ombre fasci luminosi colorati, ne interrompono il flusso sdoppiandosi, cedendo la propria corporeità all’ambiente circostante e aggregandosi nuovamente con una consistenza inedita, si trasformano in pure sagome divenendo un unicum con lo sfondo.
Avulse dal tempo e dallo spazio, vivono nel breve arco temporale dell’esposizione senza un passato, prive di un futuro.
Così Giovanni De Angelis indaga le infinite potenzialità della luce, il suo interagire con i corpi, rendendoli visibili ed al tempo stesso modificandone la qualità intrinseca.
Appare manifesto un ricongiungimento ideale con quella cultura visiva che ci appartiene: il fotografo subisce la medesima fascinazione cui gli artisti da sempre non hanno saputo sottrarsi. Molto più di un interesse, che si sviluppa a partire dall’impressionismo, trovando la sua piena attuazione nelle ricerche scientifiche dei pointilliste francesi e dei divisionisti italiani, per approdare alle intuizioni ed alle sperimentazioni delle avanguardie storiche, cui tanto deve anche la fotografia.
Nella continua dialettica che oppone la materia alla luce, l’artista interviene osservando ed interpretando questa interazione mediante l’obiettivo della macchina fotografica, che registra non solo l’apparenza ma anche emozioni, stati d’animo restituiti da colori saturi dello spettro visibile come il rosso, il verde e il blu, che dominano l’intera serie. Tutto ciò affiora nelle opere di Giovanni De Angelis e la luce che si scompone nell’incontro con il corpo diviene talvolta filamento, ora pennellata quasi densa.
Più che mai, in queste immagini si rivela l’etimologia del termine fotografia - scrivere con la luce - riflettendosi in questo lavoro in cui il segno luminoso fa vibrare la superficie. Si coglie così una materia densa e profonda che, una volta assorbita e dissolta, viene resa all’occhio che intuisce e conserva, in una percezione globale, l’istante percepito.
Avulse dal tempo e dallo spazio, vivono nel breve arco temporale dell’esposizione senza un passato, prive di un futuro.
Così Giovanni De Angelis indaga le infinite potenzialità della luce, il suo interagire con i corpi, rendendoli visibili ed al tempo stesso modificandone la qualità intrinseca.
Appare manifesto un ricongiungimento ideale con quella cultura visiva che ci appartiene: il fotografo subisce la medesima fascinazione cui gli artisti da sempre non hanno saputo sottrarsi. Molto più di un interesse, che si sviluppa a partire dall’impressionismo, trovando la sua piena attuazione nelle ricerche scientifiche dei pointilliste francesi e dei divisionisti italiani, per approdare alle intuizioni ed alle sperimentazioni delle avanguardie storiche, cui tanto deve anche la fotografia.
Nella continua dialettica che oppone la materia alla luce, l’artista interviene osservando ed interpretando questa interazione mediante l’obiettivo della macchina fotografica, che registra non solo l’apparenza ma anche emozioni, stati d’animo restituiti da colori saturi dello spettro visibile come il rosso, il verde e il blu, che dominano l’intera serie. Tutto ciò affiora nelle opere di Giovanni De Angelis e la luce che si scompone nell’incontro con il corpo diviene talvolta filamento, ora pennellata quasi densa.
Più che mai, in queste immagini si rivela l’etimologia del termine fotografia - scrivere con la luce - riflettendosi in questo lavoro in cui il segno luminoso fa vibrare la superficie. Si coglie così una materia densa e profonda che, una volta assorbita e dissolta, viene resa all’occhio che intuisce e conserva, in una percezione globale, l’istante percepito.
06
maggio 2006
Giovanni De Angelis – Luce dissolve
Dal 06 al 12 maggio 2006
fotografia
Location
ODRADEK LA LIBRERIA
Roma, Via Dei Banchi Vecchi, 57, (Roma)
Roma, Via Dei Banchi Vecchi, 57, (Roma)
Orario di apertura
tutti i giorni 9-20
Vernissage
6 Maggio 2006, ore 18
Sito web
www.merzbau.it
Autore
Curatore


