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Bernard Delort – La Madonna dell’Arco
una cinquantina di foto in bianco e nero
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Mostra di una cinquantina di foto in bianco e nero, in
"due parti". La prima parte con foto prese nella zona
di Santa Lucia (1987/88) e la seconda con foto prese
nei pressi e nel santuario della Madonna dell'Arco
(2004).
Delort dice: "la fotografia è, per me, un mezzo
privilegiato per incontrare la gente e sopratutto per
raccontarla. Vivo la mia fotografia come un narratore
d'immagini ed ognuno potrà scoprire nelle mie immagini
e in tutte queste pose la sua propria prosa. Amo
coniugare il verbo fotografare all'imperfetto
dell'obiettivo, in fondo il capolavoro e l'istante
decisivo non mi ossessiona, stavo per dire non
m'interessa. Preferisco raccontare "piccole storie"
della vita quotidiana che hanno come punto comune,
l'essere umano con le sue gioie e i suoi dispiaceri".
LA MADONNA DELL'ARCO
Il culto cristiano della Madonna dell'Arco affonda le
sue radici nella metà del XV° secolo. La leggenda
vuole che, sul ciglio della strada che porta ad
Ottaviano, a pochi chilometri da Napoli, un artista
sconosciuto abbia dipinto sul muretto un'immagine
della Madonna. Il posto dove si trovava l'icona era
chiamato Arco poichè si trovava sulle rovine degli
archi di un acquedotto romano.
In questo posto, il lunedì di Pasqua 1450, si
svolgeva una festa campestre. Alcuni giovani giocavano
a "pallamaglio", sorta di golf rudimentale. Uno di
loro manca il colpo ed, in un'impeto di collera, si
appropria della palla e la lancia violentemente contro
l'immagine della Madonna che, colpita alla guancia
sinistra, comincia a sanguinare.
In seguito ad un processo sommario, il malcapitato fu
impiccato. I fedeli per proteggere l'immagine dalle
intemperie, erigono una cappella che rapidamente ha la
reputazione di avere virtù miracolose.
Nel 1594 la Santa Sede affida il santuario ai Padri
domenicani che tutt'ora ne sono i guardiani. Gli
autori che hanno studiato questo cerimoniale
concordano sulla sua origine pagana. Più di 300
associazioni sono disseminate su tutto il territorio
napoletano. Ogni associazione organizza una "paranza"
cioè una squadra. Questi fedeli, in uniforme
tradizionale: abito bianco, sciarpa rossa alla
cintura, un'altra azzurra di traverso sul dorso, piedi
nudi o con scarpe bianche, percorrono le strade del
loro quartiere e dei quartieri vicini invocando la
tipica "voce d'a cerca", il canto della questua.
Raccolgono le offerte necessarie al finanziamento di
tutto l'apparato rituale. Un'altra parte del denaro
raccolto sarà distribuito alle famiglie bisognose. Il
pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco rimane una
manifestazione sempre molto popolare, quasi mezzo
milione di fedeli onorano ogni anno la Madonna. Il
rito del lunedì di Pasqua comincia all'alba e finisce
la sera tardi.
"due parti". La prima parte con foto prese nella zona
di Santa Lucia (1987/88) e la seconda con foto prese
nei pressi e nel santuario della Madonna dell'Arco
(2004).
Delort dice: "la fotografia è, per me, un mezzo
privilegiato per incontrare la gente e sopratutto per
raccontarla. Vivo la mia fotografia come un narratore
d'immagini ed ognuno potrà scoprire nelle mie immagini
e in tutte queste pose la sua propria prosa. Amo
coniugare il verbo fotografare all'imperfetto
dell'obiettivo, in fondo il capolavoro e l'istante
decisivo non mi ossessiona, stavo per dire non
m'interessa. Preferisco raccontare "piccole storie"
della vita quotidiana che hanno come punto comune,
l'essere umano con le sue gioie e i suoi dispiaceri".
LA MADONNA DELL'ARCO
Il culto cristiano della Madonna dell'Arco affonda le
sue radici nella metà del XV° secolo. La leggenda
vuole che, sul ciglio della strada che porta ad
Ottaviano, a pochi chilometri da Napoli, un artista
sconosciuto abbia dipinto sul muretto un'immagine
della Madonna. Il posto dove si trovava l'icona era
chiamato Arco poichè si trovava sulle rovine degli
archi di un acquedotto romano.
In questo posto, il lunedì di Pasqua 1450, si
svolgeva una festa campestre. Alcuni giovani giocavano
a "pallamaglio", sorta di golf rudimentale. Uno di
loro manca il colpo ed, in un'impeto di collera, si
appropria della palla e la lancia violentemente contro
l'immagine della Madonna che, colpita alla guancia
sinistra, comincia a sanguinare.
In seguito ad un processo sommario, il malcapitato fu
impiccato. I fedeli per proteggere l'immagine dalle
intemperie, erigono una cappella che rapidamente ha la
reputazione di avere virtù miracolose.
Nel 1594 la Santa Sede affida il santuario ai Padri
domenicani che tutt'ora ne sono i guardiani. Gli
autori che hanno studiato questo cerimoniale
concordano sulla sua origine pagana. Più di 300
associazioni sono disseminate su tutto il territorio
napoletano. Ogni associazione organizza una "paranza"
cioè una squadra. Questi fedeli, in uniforme
tradizionale: abito bianco, sciarpa rossa alla
cintura, un'altra azzurra di traverso sul dorso, piedi
nudi o con scarpe bianche, percorrono le strade del
loro quartiere e dei quartieri vicini invocando la
tipica "voce d'a cerca", il canto della questua.
Raccolgono le offerte necessarie al finanziamento di
tutto l'apparato rituale. Un'altra parte del denaro
raccolto sarà distribuito alle famiglie bisognose. Il
pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco rimane una
manifestazione sempre molto popolare, quasi mezzo
milione di fedeli onorano ogni anno la Madonna. Il
rito del lunedì di Pasqua comincia all'alba e finisce
la sera tardi.
11
aprile 2006
Bernard Delort – La Madonna dell’Arco
Dall'undici aprile al 12 maggio 2006
arte contemporanea
Location
INSTITUT FRANÇAIS NAPOLI
Napoli, Via Francesco Crispi, 86, (Napoli)
Napoli, Via Francesco Crispi, 86, (Napoli)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 10-13 e 16-19
Vernissage
11 Aprile 2006, ore 19
Autore




