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Antonio Bobò – La biblioteca brucia. Pinocchio corre
In questo momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni destinate a delineare nuovi orientamenti rispetto ai bisogni lavorativi, economici e ai sistemi simbolico-culturali, le opere di Bobò rivestono un forte contenuto sociale in quanto ribadiscono il necessario rapporto tra il mondo e l’arte
Comunicato stampa
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Già dall’anacoluto del titolo – La biblioteca brucia. Pinocchio corre – l’artista toscano dichiara il contenuto critico della sua ricerca, volta a sollevare le maschere sotto le quali la società prudentemente cela gli ingranaggi del suo funzionamento. La complessità della sua opera si presenta come denuncia da una parte della società tecnocratica dall’altra contro l’ideologia del contrattualismo ove le regole sono decise dalla libertà dei singoli e non più dal legislatore o dallo stato. Di fronte a tale scenario la cultura cade inevitabilmente sotto i colpi di una condanna di carattere economico, sociale. La biblioteca brucia dunque. Bruciano il sapere, lo scibile umano, i luoghi deputati alla conservazione della memoria storica che Raineir Maria Rilke chiamava “la medicina dell’anima”. Il pensiero diviene inattuale e Pinocchio (che nel frattempo aveva compreso il valore della conoscenza) corre per spegnere l’insano incendio appiccato dai persuasori occulti di orwelliana memoria. In questo momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni destinate a delineare nuovi orientamenti rispetto ai bisogni lavorativi, economici e ai sistemi simbolico-culturali, le opere di Bobò rivestono un forte contenuto sociale in quanto ribadiscono il necessario rapporto tra il mondo e l’arte. La mostra articolata in due sezioni si presenta in modo tale che l’insieme non segue la progressione abituale in un’esposizione, ma ciascuna dell’opere si organizza intorno al tema centrale verso cui converge l’insieme del discorso. La “protesta radicale” che Bobò grida attraverso i suoi disegni, i suoi olii magistralmente surreali seppur concettualmente razionali, trova il proprio epilogo nella rappresentazione dell’Albero dei miracoli.
Da questa pianta, un ulivo, cadono perdendosi nella deriva dell’inattuale, frammenti-frutti di carta su cui sono riportati versi di Attilio Bertolucci. Auguriamoci che l’uomo senza cultura, condannato all’estrema solitudine, possa ricevere il miracolo compiuto dall’Albero dei miracoli in modo tale che il sostantivo cultura non sia il luogo di un’affermazione svalutata, ma una necessità primaria al fine di promuovere la dignità umana e la giustizia sociale.
Silvia Guidi
Da questa pianta, un ulivo, cadono perdendosi nella deriva dell’inattuale, frammenti-frutti di carta su cui sono riportati versi di Attilio Bertolucci. Auguriamoci che l’uomo senza cultura, condannato all’estrema solitudine, possa ricevere il miracolo compiuto dall’Albero dei miracoli in modo tale che il sostantivo cultura non sia il luogo di un’affermazione svalutata, ma una necessità primaria al fine di promuovere la dignità umana e la giustizia sociale.
Silvia Guidi
08
aprile 2006
Antonio Bobò – La biblioteca brucia. Pinocchio corre
Dall'otto aprile al 04 giugno 2006
arte contemporanea
Location
CENTRO PER L’ARTE OTELLO CIRRI
Pontedera, Via Della Stazione Vecchia, 6, (Pisa)
Pontedera, Via Della Stazione Vecchia, 6, (Pisa)
Orario di apertura
dal martedì alla domenica. Chiuso la domenica mattina, lunedì e Pasqua. Il 25 aprile e il 2 giugno aperti solo il pomeriggio.
10.00-12.00 e dalle 16.00-19.00
Vernissage
8 Aprile 2006, ore 17.30
Autore

