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Léa Eouzan – Lavamemoria
L’uso costante nelle immagini della ripresa frontale annulla la presenza del fotografo a favore di una visione oggettiva, volutamente banalizzante, che sottolinea l’impossibile neutralità di questi luoghi impregnati di memoria
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Mi sono sempre interessata alla memoria e al suo opposto l'oblio. Se aiuta l'individuo a cancellare il ricordo di esperienze spiacevoli, come funziona rispetto alla memoria collettiva, alla storia? Si crea talvolta un oblio selettivo, il cui rischio mi sembra evidente. La visita ai luoghi della memoria della Seconda Guerra Mondiale lascia un gusto piuttosto amaro: la Francia ha deciso di non ricordarsi più dell'esistenza dei campi di permanenza e concentramento attivi sul suo territorio dal 1939 al 1946, perché la loro esistenza smentisce e oscura l'immagine ufficiale di una nazione generalmente votata alla resistenza, come insegnano i libri scolastici. Ma cancellare la memoria è impossibile dal momento che di questi luoghi restano le tracce. In alcuni è stato eretto un monumento, ma niente di più, la maggior parte sono deserti e abbandonati, quando non sono scomparsi per far posto a una passeggiata a mare o a una costruzione moderna. Per sollevarsi dal senso di colpa collettivo, negli ultimi anni vengono organizzate cerimonie di commemorazione per celare con l'ufficialità anonima le responsabilità passate. Questo lavoro non intende documentare i campi di Rivesaltes, Barcarès o Argelès né commemorare, quanto comprendere le manipolazioni della storia e il loro sfruttamento.
L'uso costante nelle immagini della ripresa frontale annulla la presenza del fotografo a favore di una visione oggettiva, volutamente banalizzante, che sottolinea l'impossibile neutralità di questi luoghi impregnati di memoria.
Ho fotografato questi luoghi, nella regione dei Pirenei orientali, con grandi difficoltà, perché manca qualsiasi indicazione per raggiungerli. È una strategia tristemente comune, quando si vuole che un luogo resti in abbandono, prima di tutto bisogna sottragli ogni identità.
Léa Eouzan
Léa Eouzan è una giovane fotografa francese nata a Bastia nel 1980. Dopo gli studi a Parigi nel 2001, si sta attualmente diplomando presso la prestigiosa Ecole Nationale Supérieure de la Photographie di Arles. La sua attenta ricerca sui luoghi di sterminio della seconda guerra mondiale ha documentato, oltre ai siti francesi, i campi di Auschwitz e nasce da una verifica critica della memoria collettiva e delle sue strategie elusive verso il passato più doloroso.
L'uso costante nelle immagini della ripresa frontale annulla la presenza del fotografo a favore di una visione oggettiva, volutamente banalizzante, che sottolinea l'impossibile neutralità di questi luoghi impregnati di memoria.
Ho fotografato questi luoghi, nella regione dei Pirenei orientali, con grandi difficoltà, perché manca qualsiasi indicazione per raggiungerli. È una strategia tristemente comune, quando si vuole che un luogo resti in abbandono, prima di tutto bisogna sottragli ogni identità.
Léa Eouzan
Léa Eouzan è una giovane fotografa francese nata a Bastia nel 1980. Dopo gli studi a Parigi nel 2001, si sta attualmente diplomando presso la prestigiosa Ecole Nationale Supérieure de la Photographie di Arles. La sua attenta ricerca sui luoghi di sterminio della seconda guerra mondiale ha documentato, oltre ai siti francesi, i campi di Auschwitz e nasce da una verifica critica della memoria collettiva e delle sue strategie elusive verso il passato più doloroso.
06
aprile 2006
Léa Eouzan – Lavamemoria
Dal 06 al 30 aprile 2006
fotografia
Location
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Biglietti
Mostre + Museo: Intero: € 5,50 -Ridotto: € 4.00 gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Orario di apertura
martedì – domenica 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude un'ora prima).Chiuso il lunedì
Vernissage
6 Aprile 2006, ore 18
Autore

