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Trans/Culture
Tre artisti, con linguaggi e modalità differenti (fotografia, video, libro), mettono in scena alcuni aspetti legati alle diversità culturali ed antropologiche che rischiano di estinguersi per l’incapacità degli uomini a convivere accettando le altrui differenze culturali
Comunicato stampa
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Di scottante attualità la proposta espositiva al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Bari). In un momento cruciale della nostra storia in cui sempre più si acuisce lo scontro di civiltà su basi religiose, etniche o ambientali, gli artisti fanno sentire la propria voce a favore della pace, della tolleranza, auspicando una coesistenza pacifica tra civiltà diverse e lontane per la salvaguardia delle proprie radici sociali e culturali.
Tre artisti, con linguaggi e modalità differenti (fotografia, video, libro), mettono in scena alcuni aspetti legati alle diversità culturali ed antropologiche che rischiano di estinguersi per l’incapacità degli uomini a convivere accettando le altrui differenze culturali.
LUIGI CAIFFA (nato a Gallipoli, lavora a Francoforte) espone un ciclo di opere fotografiche dal titolo arabo “Bahlam” (Io sogno): sono rappresentazioni dei riti religiosi popolari della Settimana Santa nei paesi della Puglia; le immagini sono trasfigurate e sfocate, l’artista si concentra sui simboli della religiosità popolare; il colore predominante è il rosso del fuoco e della passione, il bianco della cera e degli incappucciati. Emerge un forte senso di appartenenza ad una identità culturale popolare, quella del Sud Italia, da sempre in confronto pacifico ed interetnico con altre culture e religioni del Mediterraneo, il titolo della mostra in arabo sottolinea proprio la commistione millenaria in cui Luigi Caiffa ricerca le proprie radici.
DONNA CONLON (nata ad Atlanta, lavora a Panama) è una giovane artista, presente all’ultima Biennale di Venezia nella mostra internazionale all’Arsenale e nel Padiglione Latino Americano con il video “Coexistencia” che presentiamo in questa mostra. La ripresa video è concentrata su di una colonia di formiche della giungla panamense, il loro movimento nella raccolta del cibo è frenetico ed ossessivo, l’intervento dell’artista è stato quello di introdurre insieme ai frammenti di foglie che gli insetti trasportano come vessilli, altre foglie colorate come le bandiere di Israele, della Palestina, degli Stati Uniti, dei paesi arabi e di tanti altre nazioni lontane e diverse. Insieme a queste insolite bandiere, le formiche trasportano piccole cortecce d’albero dipinte con i simboli della pace e della convivenza pacifica tra i popoli. Un severo monito trasmesso ironicamente da tenaci insetti che non vogliono essere calpestati o spazzati via dal proprio habitat, ma anche un deciso segnale a noi umani. Donna Colons riesce a trasmettere valori etici sulla salvaguardia della natura in senso completo, il suo sguardo è lieve e ironico. Il video può considerarsi un’anteprima per l’Italia, poiché trasmesso precedentemente solo alla Biennale di Venezia.
Presenta il video Antonio Arévalo curatore indipendente e poeta cileno, tra i curatori della mostra “La trama e l’ordito, mostra di artisti Latino-americani” nell’ambito della Biennale di Venezia.
MIKI CARONE (nato a Bari, vive nell’Abbazia di San Vito a Polignano a Mare) presenta un ciclo di fotografie, scattate dall’artista nel 1977 e raccolte ora in un libro dal titolo “Il gioco degli indiani”: immagini della scomparsa della cultura dei nativi d’America a causa dell’ imposizione violenta dei diversi modelli sociali dei conquistatori europei, incapaci di convivere pacificamente e di accettare la diversità di un’altra cultura. Le immagini, di forte espressività, sono state realizzate dall’artista fotografando dei piccoli giocattoli: così la nave di Cristoforo Colombo si contrappone alla canoa indiana, il cavallo pezzato delle praterie si impenna contro l’avanzata del “cavallo di ferro”(il treno), il bisonte delle praterie si trasforma in ‘carne in scatola’. La sequenza finale vede i piccoli giocattoli indiani bruciati: triste immagine simbolica delle riserve indiane. Un gioco che non ha lieto fine e che fa pensare ad altri giochi di guerra simili che avvengono ancora oggi. Quando imparerà il generale Custer a rispettare e a convivere in pace con Toro Seduto?
Presenta il libro l’editore Alessandro Laterza.
Tre artisti, con linguaggi e modalità differenti (fotografia, video, libro), mettono in scena alcuni aspetti legati alle diversità culturali ed antropologiche che rischiano di estinguersi per l’incapacità degli uomini a convivere accettando le altrui differenze culturali.
LUIGI CAIFFA (nato a Gallipoli, lavora a Francoforte) espone un ciclo di opere fotografiche dal titolo arabo “Bahlam” (Io sogno): sono rappresentazioni dei riti religiosi popolari della Settimana Santa nei paesi della Puglia; le immagini sono trasfigurate e sfocate, l’artista si concentra sui simboli della religiosità popolare; il colore predominante è il rosso del fuoco e della passione, il bianco della cera e degli incappucciati. Emerge un forte senso di appartenenza ad una identità culturale popolare, quella del Sud Italia, da sempre in confronto pacifico ed interetnico con altre culture e religioni del Mediterraneo, il titolo della mostra in arabo sottolinea proprio la commistione millenaria in cui Luigi Caiffa ricerca le proprie radici.
DONNA CONLON (nata ad Atlanta, lavora a Panama) è una giovane artista, presente all’ultima Biennale di Venezia nella mostra internazionale all’Arsenale e nel Padiglione Latino Americano con il video “Coexistencia” che presentiamo in questa mostra. La ripresa video è concentrata su di una colonia di formiche della giungla panamense, il loro movimento nella raccolta del cibo è frenetico ed ossessivo, l’intervento dell’artista è stato quello di introdurre insieme ai frammenti di foglie che gli insetti trasportano come vessilli, altre foglie colorate come le bandiere di Israele, della Palestina, degli Stati Uniti, dei paesi arabi e di tanti altre nazioni lontane e diverse. Insieme a queste insolite bandiere, le formiche trasportano piccole cortecce d’albero dipinte con i simboli della pace e della convivenza pacifica tra i popoli. Un severo monito trasmesso ironicamente da tenaci insetti che non vogliono essere calpestati o spazzati via dal proprio habitat, ma anche un deciso segnale a noi umani. Donna Colons riesce a trasmettere valori etici sulla salvaguardia della natura in senso completo, il suo sguardo è lieve e ironico. Il video può considerarsi un’anteprima per l’Italia, poiché trasmesso precedentemente solo alla Biennale di Venezia.
Presenta il video Antonio Arévalo curatore indipendente e poeta cileno, tra i curatori della mostra “La trama e l’ordito, mostra di artisti Latino-americani” nell’ambito della Biennale di Venezia.
MIKI CARONE (nato a Bari, vive nell’Abbazia di San Vito a Polignano a Mare) presenta un ciclo di fotografie, scattate dall’artista nel 1977 e raccolte ora in un libro dal titolo “Il gioco degli indiani”: immagini della scomparsa della cultura dei nativi d’America a causa dell’ imposizione violenta dei diversi modelli sociali dei conquistatori europei, incapaci di convivere pacificamente e di accettare la diversità di un’altra cultura. Le immagini, di forte espressività, sono state realizzate dall’artista fotografando dei piccoli giocattoli: così la nave di Cristoforo Colombo si contrappone alla canoa indiana, il cavallo pezzato delle praterie si impenna contro l’avanzata del “cavallo di ferro”(il treno), il bisonte delle praterie si trasforma in ‘carne in scatola’. La sequenza finale vede i piccoli giocattoli indiani bruciati: triste immagine simbolica delle riserve indiane. Un gioco che non ha lieto fine e che fa pensare ad altri giochi di guerra simili che avvengono ancora oggi. Quando imparerà il generale Custer a rispettare e a convivere in pace con Toro Seduto?
Presenta il libro l’editore Alessandro Laterza.
08
aprile 2006
Trans/Culture
Dall'otto aprile al 04 giugno 2006
arte contemporanea
giovane arte
giovane arte
Location
MUSEO COMUNALE D’ARTE CONTEMPORANEA – PALAZZO PINO PASCALI
Polignano A Mare, Via San Vito, 40, (Bari)
Polignano A Mare, Via San Vito, 40, (Bari)
Orario di apertura
venerdi e sabato 18,30-21,30 / domenica 11/13-17/20,30
Vernissage
8 Aprile 2006, ore 19
Autore




