Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Riccardo Mannelli – In studio
disegni
Comunicato stampa
Segnala l'evento
IN STUDIO
Riccardo Mannelli in studio: innanzitutto musica. Sempre. Può essere della radio, o dei CD (Pearl Jam e Radiohead o i prediletti System of a down, più che altro). Una stanza, il cavalletto, un tavolo su capre pieno di penne bic, matite, tubetti, posacenere con tre o quattro MS accese, tutte sue: il bianco e nero, il colore, il fumo della persecuzione. Tubi innocenti, soppalchi, altri tavoli instabili, disegni e fotografie ovunque, il Mac per sforzare prospettive. Scavalcare gatti per entrare, a volte veder volare un pavone, mentre traversi il cortile per andare al cesso. Siamo nell’ isola, per dirla alla Lodoli, del Pigneto. Nel suo caos ordinato, dove riesce a trovare un disegno del millanta avanti cristo tra faldoni che farebbero perdere il capo ad un archivista capo, Riccardo si trova benissimo. Ci lavora come un forsennato non accorgendosi di ore e tempo che passa e occhi che si consumano. Intorno gli costruiscono orribili condomini, gli chiudono la strada. Lui si incazza. Ma nella sua clausura, non da agorafobico, ricostruisce un reale più vero della realtà, nel chiuso del suo studio, nelle macchie dei suoi muri. Facendo diventare arte grande la satira: morte e trasfigurazione di millenni di iconologia, accostandosi alla carne e al sangue con il rispetto di un regista di razza. Il suo teatro è tragedia e farsa, “Commedia in Z.E.R.O”, né divina né umana, semmai troppo umana. O cabaret elettrico. E l’arte non è elettroaddomesticata. Chi posa lo sa. Aderisce al suo progetto imprendibile e irrealizzabile, da attore inconsapevole ma entusiasta. Stanze di vita quotidiana, la cui rappresentazione supera l’inferno dell’apparenza. Per scoprire il se stesso in agguato nell’altro.
Fabio Norcini.
Riccardo Mannelli in studio: innanzitutto musica. Sempre. Può essere della radio, o dei CD (Pearl Jam e Radiohead o i prediletti System of a down, più che altro). Una stanza, il cavalletto, un tavolo su capre pieno di penne bic, matite, tubetti, posacenere con tre o quattro MS accese, tutte sue: il bianco e nero, il colore, il fumo della persecuzione. Tubi innocenti, soppalchi, altri tavoli instabili, disegni e fotografie ovunque, il Mac per sforzare prospettive. Scavalcare gatti per entrare, a volte veder volare un pavone, mentre traversi il cortile per andare al cesso. Siamo nell’ isola, per dirla alla Lodoli, del Pigneto. Nel suo caos ordinato, dove riesce a trovare un disegno del millanta avanti cristo tra faldoni che farebbero perdere il capo ad un archivista capo, Riccardo si trova benissimo. Ci lavora come un forsennato non accorgendosi di ore e tempo che passa e occhi che si consumano. Intorno gli costruiscono orribili condomini, gli chiudono la strada. Lui si incazza. Ma nella sua clausura, non da agorafobico, ricostruisce un reale più vero della realtà, nel chiuso del suo studio, nelle macchie dei suoi muri. Facendo diventare arte grande la satira: morte e trasfigurazione di millenni di iconologia, accostandosi alla carne e al sangue con il rispetto di un regista di razza. Il suo teatro è tragedia e farsa, “Commedia in Z.E.R.O”, né divina né umana, semmai troppo umana. O cabaret elettrico. E l’arte non è elettroaddomesticata. Chi posa lo sa. Aderisce al suo progetto imprendibile e irrealizzabile, da attore inconsapevole ma entusiasta. Stanze di vita quotidiana, la cui rappresentazione supera l’inferno dell’apparenza. Per scoprire il se stesso in agguato nell’altro.
Fabio Norcini.
25
marzo 2006
Riccardo Mannelli – In studio
Dal 25 marzo al 09 aprile 2006
disegno e grafica
Location
GALLERIA TRICROMIA
Roma, Via Roma Libera, (Roma)
Roma, Via Roma Libera, (Roma)
Orario di apertura
da martedì al sabato 10-20; domenica 10-14
Vernissage
25 Marzo 2006, ore 18
Autore




