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Stefano Romano – One Day Works
Le tre opere presentate dall’artista, frutto di una mirata selezione dei suoi ultimi lavori, pur presentandosi allo sguardo dello spettatore in una raffinata veste “concettuale”, ad una più attenta analisi risultano essere opera corale
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Si apre giovedì 23 marzo alle ore 18.00 presso neon>campobase, “One Day Works”, personale di Stefano Romano presentata da Nerina Ciaccia e da Keti Shehu.
Le tre opere presentate dall’artista, frutto di una mirata selezione dei suoi ultimi lavori, pur presentandosi allo sguardo dello spettatore in una raffinata veste “concettuale”, ad una più attenta analisi risultano essere opera corale, risultato finale di una fitta trama di relazioni intessuta tra l’artista stesso e il suo pubblico. Infatti, mettendo in moto una coralità di voci fuoricampo, Stefano Romano ci propone lavori in cui ha tracciato per punti esemplari una mappa del suo quotidiano relazionarsi agli altri e viceversa.
La mostra resterà aperta fino al 4 aprile.
.sculptures (one day change)
Questo lavoro è una registrazione di tutte le mie spese durante un giorno casuale. Esco di casa con una “base” economica che cambia a seconda del Paese dove faccio il lavoro (ad esempio 1.000 lek in Albania – 10 € negli Stati con la moneta unica). Trascorro la giornata normalmente e alla fine il resto di quella “base” costituisce la scultura. Cambio la cartamoneta in un’altra base (10 lek in Albania – 10 cent negli Stati con la moneta unica), utilizzo invece le monete ricevute come resto così come sono. Inpilo una sopra l’altra tutte le monetine, formando così la scultura che ovviamente cambia a seconda di quanto ho speso quel giorno.
Se un giorno, decidendo di realizzare una scultura, spendessi per caso tutta la “base", il basamento per la scultura risulterebbe vuoto.
.portraits.1
Questo lavoro rappresenta un elenco casuale di tutte le persone che conosco, nell’ordine in cui mi sono venute in mente. Naturalmetne l’elenco è mnemonico per cui molti non sono presenti per il semplice fatto che non mi sono venuti in mente. Tutte le persone sono “ritratte” attraverso la loro altezza usando come media pittorico, il nastro adesivo nero telato.
Un ritratto collettivo che gioca con l’idea di ricordo (falsato, impreciso, temporale) e la precisione della propria altezza, segno distintivo di ognuno di noi presente su tutti i nostri documenti di riconoscimento.
I pezzi di nastro adesivo sono attaccati al muro, partendo da terra fino all’altezza di ognuna delle persone che mi sono venute in mente. Alla fine del nastro adesivo c’è il nome della persona di cui la striscia rappresenta l’altezza.
.landscapes (people with wich I have communicate)
Questo lavoro è una riflessione sull’idea di paesaggio. Sono partito dal fatto che il paesaggio che mi circonda non è costituito soltanto da edifici, ma anche dalle persone che ogni giorno incontro, o con le quali in qualche modo comunico. Così un giorno a caso mi alzo e comincio a scrivere uno sotto l’altro i nomi delle persone (così come io le conosco) con cui comunico durante tutto l’arco della giornata. Successivamente trascrivo tutti i nomi al computer in colonna – con lo stesso font e la stessa dimensione – e li stampo su una striscia di carta che ruoto in orizzontale. I nomi formano a prima vista una sky line, che ad un secondo esame si presenta come un paesaggio fatto d’incontri, in cui si possono visualizzare tempo, spazio e rapporti umani in un unico panorama. La lunghezza e la forma del paesaggio variano a seconda della quantità e dei nomi delle persone con cui ho comunicato quel giorno.
Le tre opere presentate dall’artista, frutto di una mirata selezione dei suoi ultimi lavori, pur presentandosi allo sguardo dello spettatore in una raffinata veste “concettuale”, ad una più attenta analisi risultano essere opera corale, risultato finale di una fitta trama di relazioni intessuta tra l’artista stesso e il suo pubblico. Infatti, mettendo in moto una coralità di voci fuoricampo, Stefano Romano ci propone lavori in cui ha tracciato per punti esemplari una mappa del suo quotidiano relazionarsi agli altri e viceversa.
La mostra resterà aperta fino al 4 aprile.
.sculptures (one day change)
Questo lavoro è una registrazione di tutte le mie spese durante un giorno casuale. Esco di casa con una “base” economica che cambia a seconda del Paese dove faccio il lavoro (ad esempio 1.000 lek in Albania – 10 € negli Stati con la moneta unica). Trascorro la giornata normalmente e alla fine il resto di quella “base” costituisce la scultura. Cambio la cartamoneta in un’altra base (10 lek in Albania – 10 cent negli Stati con la moneta unica), utilizzo invece le monete ricevute come resto così come sono. Inpilo una sopra l’altra tutte le monetine, formando così la scultura che ovviamente cambia a seconda di quanto ho speso quel giorno.
Se un giorno, decidendo di realizzare una scultura, spendessi per caso tutta la “base", il basamento per la scultura risulterebbe vuoto.
.portraits.1
Questo lavoro rappresenta un elenco casuale di tutte le persone che conosco, nell’ordine in cui mi sono venute in mente. Naturalmetne l’elenco è mnemonico per cui molti non sono presenti per il semplice fatto che non mi sono venuti in mente. Tutte le persone sono “ritratte” attraverso la loro altezza usando come media pittorico, il nastro adesivo nero telato.
Un ritratto collettivo che gioca con l’idea di ricordo (falsato, impreciso, temporale) e la precisione della propria altezza, segno distintivo di ognuno di noi presente su tutti i nostri documenti di riconoscimento.
I pezzi di nastro adesivo sono attaccati al muro, partendo da terra fino all’altezza di ognuna delle persone che mi sono venute in mente. Alla fine del nastro adesivo c’è il nome della persona di cui la striscia rappresenta l’altezza.
.landscapes (people with wich I have communicate)
Questo lavoro è una riflessione sull’idea di paesaggio. Sono partito dal fatto che il paesaggio che mi circonda non è costituito soltanto da edifici, ma anche dalle persone che ogni giorno incontro, o con le quali in qualche modo comunico. Così un giorno a caso mi alzo e comincio a scrivere uno sotto l’altro i nomi delle persone (così come io le conosco) con cui comunico durante tutto l’arco della giornata. Successivamente trascrivo tutti i nomi al computer in colonna – con lo stesso font e la stessa dimensione – e li stampo su una striscia di carta che ruoto in orizzontale. I nomi formano a prima vista una sky line, che ad un secondo esame si presenta come un paesaggio fatto d’incontri, in cui si possono visualizzare tempo, spazio e rapporti umani in un unico panorama. La lunghezza e la forma del paesaggio variano a seconda della quantità e dei nomi delle persone con cui ho comunicato quel giorno.
23
marzo 2006
Stefano Romano – One Day Works
Dal 23 marzo al 04 aprile 2006
arte contemporanea
Location
NEON>CAMPOBASE
Bologna, Via Francesco Zanardi, 2/5, (Bologna)
Bologna, Via Francesco Zanardi, 2/5, (Bologna)
Orario di apertura
mar_sab 11_13 e 15_19
Vernissage
23 Marzo 2006, ore 18
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