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Paola De Pietri / Paola Di Bello – The green fuse
due artiste note per il loro importante lavoro di riflessione sulle diverse realtà del paesaggio odierno
Comunicato stampa
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Nell’ambito della ricerca sulla fotografia contemporanea, lo Studio G7 dedica una mostra a Paola De Pietri e Paola Di Bello, due artiste note per il loro importante lavoro di riflessione sulle diverse realtà del paesaggio odierno.
Curata da Marinella Paderni, la mostra “The green fuse” affronta le due facce di una stessa medaglia in tema di paesaggio naturale – la natura violata dalla superbia umana (Paola De Pietri) e la natura inviolata per passione (Paola di Bello), dove l’uomo ha scelto liberamente di non intervenire. Il comune denominatore di questi lavori è la visione sia realistica che poetica – al limite del romantico - di una natura tremenda che, nonostante gli abusi, si ribella all’azione dell’uomo e si rivela per quello che veramente è.
Il titolo s’ispira alla poesia “The force that through the green fuse drives the flower” di Dylan Thomas, il quale parla di miccia verde (the green fuse) per evocare la forza seminale della terra, il potere di rigenerazione e di distruzione della natura. Le fotografie delle due artiste presentano un’immagine del paesaggio naturale priva di retorica e moralismo. Non sono immagini di denuncia, ma opere che colgono con uno sguardo differente le realtà più nascoste e meno spettacolarizzate di uno stesso problema – il rapporto dell’uomo con la natura.
Paola De Pietri espone un gruppo di fotografie a colori della serie “Vajont”, scattate sul luogo dove si è consumata la tragedia del 1963. L’artista ha voluto fotografare lo stato attuale del paesaggio dove è visibile il frutto del disastro di ieri. Frequenti nebbie coprono la zona, provocate dal crollo della montagna che ha cambiato irrimediabilmente il microclima. Immagini del lago creato dall’inondazione, avvolto nella nebbia, sono accostate dall’artista a ritratti di alcuni sopravvissuti o a particolari di alberi “mostruosi”, che sono stati sradicati dal crollo e che, per sopravvivere, si sono adattati trasformandosi in “scherzi della natura”.
Paola Di Bello presenta il lavoro “Natural-mente” sulla reale natura della terra. Una natura inimmaginabile per l’uomo contemporaneo che conosce solo l’immagine antropizzata e addomesticata del mondo. Le sue fotografie a colori di un parco vergine della Svizzera – un bosco inviolato dall’uomo e lasciato libero di crescere secondo natura – rivelano il caos spontaneo del mondo vegetale che noi percepiamo come brutto, ostico, in-naturale. La bellezza della natura che noi ammiriamo non è quindi reale, ma frutto di un intervento di idealizzazione. La fotografia di due laghi contigui – uno bianco-azzurro, uno nero – sorgenti di due importanti fiumi europei, mostrano la bizzaria di una natura tremenda e ribelle nonostante l’uomo.
Curata da Marinella Paderni, la mostra “The green fuse” affronta le due facce di una stessa medaglia in tema di paesaggio naturale – la natura violata dalla superbia umana (Paola De Pietri) e la natura inviolata per passione (Paola di Bello), dove l’uomo ha scelto liberamente di non intervenire. Il comune denominatore di questi lavori è la visione sia realistica che poetica – al limite del romantico - di una natura tremenda che, nonostante gli abusi, si ribella all’azione dell’uomo e si rivela per quello che veramente è.
Il titolo s’ispira alla poesia “The force that through the green fuse drives the flower” di Dylan Thomas, il quale parla di miccia verde (the green fuse) per evocare la forza seminale della terra, il potere di rigenerazione e di distruzione della natura. Le fotografie delle due artiste presentano un’immagine del paesaggio naturale priva di retorica e moralismo. Non sono immagini di denuncia, ma opere che colgono con uno sguardo differente le realtà più nascoste e meno spettacolarizzate di uno stesso problema – il rapporto dell’uomo con la natura.
Paola De Pietri espone un gruppo di fotografie a colori della serie “Vajont”, scattate sul luogo dove si è consumata la tragedia del 1963. L’artista ha voluto fotografare lo stato attuale del paesaggio dove è visibile il frutto del disastro di ieri. Frequenti nebbie coprono la zona, provocate dal crollo della montagna che ha cambiato irrimediabilmente il microclima. Immagini del lago creato dall’inondazione, avvolto nella nebbia, sono accostate dall’artista a ritratti di alcuni sopravvissuti o a particolari di alberi “mostruosi”, che sono stati sradicati dal crollo e che, per sopravvivere, si sono adattati trasformandosi in “scherzi della natura”.
Paola Di Bello presenta il lavoro “Natural-mente” sulla reale natura della terra. Una natura inimmaginabile per l’uomo contemporaneo che conosce solo l’immagine antropizzata e addomesticata del mondo. Le sue fotografie a colori di un parco vergine della Svizzera – un bosco inviolato dall’uomo e lasciato libero di crescere secondo natura – rivelano il caos spontaneo del mondo vegetale che noi percepiamo come brutto, ostico, in-naturale. La bellezza della natura che noi ammiriamo non è quindi reale, ma frutto di un intervento di idealizzazione. La fotografia di due laghi contigui – uno bianco-azzurro, uno nero – sorgenti di due importanti fiumi europei, mostrano la bizzaria di una natura tremenda e ribelle nonostante l’uomo.
08
aprile 2006
Paola De Pietri / Paola Di Bello – The green fuse
Dall'otto aprile al 13 maggio 2006
fotografia
Location
GALLERIA STUDIO G7
Bologna, Via Val D'aposa, 4a, (Bologna)
Bologna, Via Val D'aposa, 4a, (Bologna)
Orario di apertura
da lunedì a sabato 15.30-19.30. Mattino e festivi per appuntamento
Vernissage
8 Aprile 2006, ore 18
Autore
Curatore




